Decreto flussi: due ordinanze cautelari del TAR Veneto su nulla osta e diniego di visto di ingresso
Il Tribunale Amministrazione Regionale per il Veneto è intervenuto con due
importanti ordinanze cautelari in materia di ingresso per lavoro, affrontando
sia il tema della gestione procedimentale da parte delle amministrazioni sia
quello della competenza territoriale nei giudizi connessi.
1. REVOCA DEL NULLA OSTA E DECISIONI ALGORITMICHE
Con una prima ordinanza, adottata su ricorso del datore di lavoro contro la
Prefettura, il TAR ha sospeso la revoca del nulla osta, ordinando la
rinnovazione dell’invio dei codici di conferma.
Nel caso di specie, i codici erano stati trasmessi a un indirizzo PEC non più
attivo, con la conseguenza che il termine di sette giorni per la conferma
risultava inutilmente decorso. Circostanza, questa, che era stata
tempestivamente segnalata dal consulente del lavoro, il quale aveva anche
indicato il nuovo indirizzo PEC dell’impresa, senza tuttavia ricevere riscontro
dall’Amministrazione.
Il TAR ha ribadito principi di particolare rilievo, affermando che:
* l’invio dei codici a una PEC inattiva non può far decorrere validamente il
termine perentorio;
* la comunicazione inserita nel Portale Servizi ALI, priva dei codici
necessari, non è idonea a sostituire tale invio;
* la revoca è stata adottata prima dello spirare del termine utile;
* soprattutto, l’Amministrazione non ha indicato alcuna base normativa che
consenta, nel rispetto del principio di “legalità algoritmica”, una gestione
automatizzata del procedimento fino all’adozione di una decisione
amministrativa.
Il Collegio richiama espressamente la pronuncia T.A.R. Veneto, Sez. III, 21
ottobre 2025, n. 1845, valorizzando il limite all’automazione nei procedimenti
amministrativi.
T.A.R. per il Veneto, ordinanza n. 20 del 15 gennaio 2026
2. DINIEGO DI VISTO E COMPETENZA TERRITORIALE
Con una seconda ordinanza, pronunciata su ricorso del lavoratore contro
l’Ambasciata, il TAR Veneto ha affermato la propria competenza territoriale,
escludendo quella del TAR Lazio.
Il Collegio ha ritenuto che il diniego di visto costituisca un atto meramente
consequenziale alla revoca del nulla osta, già impugnata dal datore di lavoro
davanti allo stesso TAR Veneto. Da ciò deriva la connessione tra i due giudizi e
la conseguente attrazione della competenza presso il medesimo giudice.
T.A.R. per il Veneto, ordinanza n. 43 del 15 gennaio 2026
Si ringrazia l’Avv. Giovanni Barbariol per la segnalazione e il commento.