Solidarietà alla maschera pro Palestina licenziata dalla Scala. Presidio a Milano
Un presidio iniziato alle 8:30 del mattino per portare dalla Cub Info e
Spettacolo solidarietà alla maschera licenziata per aver gridato “Palestina
libera” alla Scala all’ingresso della Meloni poco prima di un concerto. Il
presidio è andato crescendo, fino a coinvolgere una sessantina di persone. Si è
denunciato il licenziamento politico firmato alla Scala dal sovrintendente
Ortombina, da poco arrivato dalla Fenice e tra l’altro sostituito a Venezia in
vece di direttore musicale dalla nota direttrice d’orchestra Vincenzi di estrema
destra.
Abbiamo chiesto sia in piazza che nelle aule del tribunale la revoca del
licenziamento, rifiutando conciliazioni tombali economiche[1] anche esose.
Difendere il diritto al dissenso è imprescindibile per noi e per la ragazza,
vittima di questo trattamento indegno da parte del teatro più famoso del mondo.
Abbiamo ricordato e gridato a difesa dei ragazzi arrestati e rinchiusi al
Beccaria e ricordato che l’Italia è il primo Paese al mondo che lunedì scorso si
è bloccato contro il genocidio in corso a Gaza. Come sindacato siamo fieri di
aver indetto lo sciopero generale e siamo pronti al prossimo in sostegno della
flottiglia sotto intimidazione e attacco da parte del vile esercito invasore e
colonialista di Israele.
Cub Info e Spettacolo
[1] Le “conciliazioni tombali economiche” non sono una tipologia di
conciliazione specifica, ma si riferiscono a un accordo di conciliazione che
chiude definitivamente ogni vertenza tra datore di lavoro e lavoratore, in
cambio di un accordo economico. Affinché sia considerato “tombale”, l’accordo
deve essere stipulato in una “sede protetta” (come quella sindacale, giudiziale
o presso l’Ispettorato del Lavoro) che garantisca la genuinità del consenso del
lavoratore.
Redazione Milano