Sicilia in piazza prima dello sciopero generale di lunedì 22 settembre
La scorsa settimana la mobilitazione per Gaza ha proseguito con una importante
iniziativa della Cgil che ha proclamato una serie di scioperi e mobilitazioni in
tutta Italia nella giornata del 19 settembre scorso, indicendo manifestazioni,
sit in, presidi e flashmob in oltre 80 piazze in tutta Italia per chiedere che
si fermi il massacro nella Striscia di Gaza. Per la Cgil, il mondo del lavoro fa
sentire la sua voce contro il genocidio, per la libertà del popolo palestinese e
per un’economia di pace e non di guerra.
Maurizio Landini, dalla piazza di Catania dove a partire dalle 15:30 si è svolta
una partecipata manifestazione, ha detto che « bisogna fermare la corsa al
riarmo, generata dalla logica del profitto, per costruire la pace, condizione
essenziale perché ci sia democrazia: non abbiamo bisogno di armi, ma di asili,
ospedali, infrastrutture e politiche di sviluppo per i giovani ».
ll segretario della Cgil ha proseguito incalzando la logica del sistema
dominante: « Quando si mette al centro solo il profitto e il mercato, le persone
non esistono più. Questa logica folle che sta portando di nuovo il mondo alla
guerra e al riarmo, noi non siamo disponibili ad accettarla. Vogliamo dare voce,
e daremo voce e rappresentanza, a quello che riteniamo sia il pensiero della
maggioranza delle persone ».
Landini si è scagliato anche contro i governi che decidono di non decidere e per
questo si rendono complici di Netanyahu, avanzando così la richiesta al governo
italiano di prendere una posizione netta nei confronti di Israele: «Se non dici
al governo israeliano che si deve fermare e le armi non gliele mandi più, ma
invece gliele continuano a mandare, e non sospendi qualsiasi rapporto
commerciale, in realtà diventi complice di quello che sta avvenendo». Questo è
stato il monito del leader sindacale, che in serata ha partecipato ad una
analoga manifestazione svoltasi a Messina.
A proposito della mobilitazione indetta dalla Cgil, il direttore di
Collettiva.it, il blog di informazione del sindacato, Stefano Milani, ha posto
l’accento sul fatto che si tratta del primo grande sciopero proclamato contro
l’aggressione di Israele nei confronti del popolo palestinese, “non uno sciopero
per salari o contratti, ma contro lo sterminio in corso a Gaza. Il primo
sindacato al mondo a dichiarare che nessuna ora del nostro tempo sarà complice
di chi massacra e deporta civili”, ha scritto nel suo editoriale.
A Palermo, sempre nel pomeriggio del 19, si sono invece dati appuntamento
movimenti, associazioni e sindacati di base per dare vita ad un’altra
significativa e partecipata manifestazione al grido di free free Palestine.
Al corteo hanno partecipato circa duemila persone, in gran parte giovani,
sfilando da piazza Sant’Antonino, nei pressi della stazione centrale, lungo via
Roma fino a giungere all’altezza della prefettura in via Cavour.
Tante bandiere della Palestina e della pace insieme a striscioni contro la
barbarie e il genocidio e a uno particolarmente significativo in cui era scritto
definiamo bambino: essere umano che ha diritto alla vita, una casa sicura, cibo,
salute, gioco, famiglia, scuola, chiaro riferimento alle atroci parole
pronunciate in un dibattito televisivo da un esponente israeliano contro cui si
è scagliato con grande passione Enzo Iacchetti.
Una Palermo multietnica rappresentata da giovani esponenti dei movimenti
provenienti da diversi Paesi che si sono alternati durante il corteo nello
scandire gli slogan della lotta in difesa del popolo palestinese, dando voce a
chi oggi non ha più voce a causa della barbarie distruttiva.
Al grido di “blocchiamo tutto” è stato anche fatto riferimento alle ulteriori
iniziative anche di boicottaggio che saranno attuate nei prossimi giorni, tra
cui spicca la proclamazione da parte dei sindacati di base di uno sciopero
generale per lunedì 22 settembre. Ed è con questo appuntamento che il corteo si
è sciolto intorno alle 20:00 per affermare con determinazione che la
mobilitazione continua in tutte le piazze e in tutti i luoghi per fermare questo
massacro.
Enzo Abbinanti