Tag - omicidi sul lavoro

OMICIDI SUL LAVORO: AL VIA IL PROCESSO PER LA STRAGE OPERAIA DI BRANDIZZO; NELLE STESSE ORE UN MORTO E UN FERITO GRAVE ALLA FINCANTIERI DI ANCONA
Lavoro. A poco più di tre anni dalla strage operaia sui binari della stazione di Brandizzo, nel Torinese, via oggi a Ivrea il processo che dovrà fare luce sulla morte di Kevin Laganà, 22 anni, Michael Zanera (34), Giuseppe Sorvillo (43), Saverio Giuseppe Lombardo (53) e Giuseppe Aversa (49), i 5 operai della Sigifer travolti da un treno in transito mentre si apprestavano a eseguire dei lavori di manutenzione sui binari. Era il 30 agosto 2023. 23 gli indagati tra persone fisiche e società. Tra loro Giampiero Strisciuglio, ex ad di Rfi e oggi al vertice del Gruppo Fs. Le società coinvolte nell’inchiesta sono invece Sigifer, Costruzioni Linee Ferroviarie, che aveva ricevuto l’appalto, e Rfi, che lo aveva commissionato. Le accuse a vario titolo sono omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, oltre alle contestazioni legate alle normative inerenti la sicurezza sul lavoro. L’udienza di oggi è a porte chiuse; fuori dal tribunale di Ivrea, però, un folto presidio, lanciato da sindacati di base, famigliari delle vittime di altre stragi analoghe, come Viareggio e gruppi autorganizzati di lavoratori e lavoratrici delle ferrovie. Dal presidio fuori dal Tribunale di Ivrea Riccardo Antonini, Ass. 29 Giugno. Ascolta o scarica. Nelle stesse ore del via al processo per Brandizzo, altri operai – siamo nelle Marche – rimanevano uccisi o feriti gravemente. Due lavoratori Fincantieri – impiegati ancora una volta per una ditta di appalto – sono stati investiti da una fiammata durante la saldatura, pare per una perdita di acetilene. Morto sul colpo un 55enne operaio di origini tunisine, padre di 3 figli; in condizioni gravissime un 29enne, di origini bengalesi. In corso 8 ore di sciopero a Fincantieri Ancona, dove i lavoratori sono 4800, ma diretti sono un quinto; gli altri, 4000, fanno parte della giungla di appalti e subappalti. Massimiliano Anastasi, Rls in Finacantieri Ancona e Fiom Cgil. Ascolta o scarica.
September 30, 2026
Radio Onda d`Urto
OPERAIO DI 22 ANNI MORTO AL COLOSSEO, TURISTI IN VISITA. GIULI CHIUDE GLI INGRESSI E I CANTIERI SOLO DOPO LA PROTESTA DI LAVORATORI E LAVORATRICI
Omicidi quotidiani sul lavoro in Italia. A morire nel cantiere del Colosseo a Roma un operaio di 22 anni, specializzato in lavori in quota. Nella notte era al lavoro all’impianto di illuminazione quando è caduto da 10 metri e ha perso la vita. Si chiamava Andrea Moretti. Dopo la protesta dei sindacati, il Ministro Giuli ha disposto la chiusura del sito archeologico ai lavori e alle visite turistiche. “È stato allucinante vedere stamattina il Colosseo aperto, come se niente fosse, a poche ore dalla morte di un operaio di 22 anni: il Ministro ha disposto la chiusura solo dopo l’intervento sindacale e una nota della RSU del Parco Archeologico che la richiedeva”, fa sapere Usb che ha organizzato insieme a lavoratori e lavoratrici un presidio iniziato alle 15 davanti al Colosseo. L’Usb pubblico impiego e lavoro privato ha anche annunciato lo sciopero a partire dalle 19 di oggi e fino alle 16 di domani dei lavoratori pubblici, dipendenti del ministero della Cultura, in servizio presso il Parco archeologico del Colosseo, e dei dipendenti dell’impresa Ales Spa, società in house del Mic. Il collegamento da Roma con Francesca Pulice, di Usb. Ascolta o scarica.
September 23, 2026
Radio Onda d`Urto
La truffa del salario giusto
dossier di Mario Sommella (*) Anatomia di un Primo Maggio rovesciato. Come il decreto Meloni regala un miliardo alle imprese, svuota l’articolo 36 della Costituzione, dimentica i morti sul lavoro e premia chi non firma i contratti.   Esiste un modo molto efficace per mascherare un attacco al lavoro: chiamarlo difesa del lavoro. Esiste un modo ancora più sofisticato per
Stragi operaie: 4 maggio 1954 e 6 maggio 2024
La catastrofe di Ribolla, quella di Casteldaccia e le altre: prevedibili ma purtroppo non evitate. Il 6 maggio ci sarà un collegamento on line della Rete Nazionale Lavoro Sicuro. di Vito Totire (*) Stragi operaie da Ribolla, ai Casteldaccia , a Crans Montana… Un filo nero che scuote le coscienze. Una Repubblica fondata sul lavoro ma funestata da stragi operaie.
La Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro
La Federazione Sindacale Mondiale, voce militante di oltre 105 milioni di lavoratori in tutto il mondo, ribadisce il proprio impegno nella lotta per condizioni di lavoro sicure e salubri in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro. Secondo gli ultimi dati internazionali, quasi 3 milioni […] L'articolo La Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro su Contropiano.
April 29, 2026
Contropiano
BRESCIA: SECONDA UDIENZA DEL PROCESSO CONTRO IL PROPRIETARIO DELLO STABILE DOVE È MORTO MIRKO “SICK” SERPELLONI
È iniziata nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 15 aprile, presso il Tribunale di Brescia, la nuova udienza del secondo processo contro il proprietario del capannone in cui morì Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne bresciano, illustratore, musicista e operaio, deceduto nel settembre 2023 cadendo da un lucernario alla Errepi di Manerbio. Nel febbraio 2025, il datore di lavoro di Mirko era stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 3 anni e 4 mesi, mentre il titolare dell’azienda committente dei lavori era stato rinviato a giudizio. Ed è proprio questo il troncone dell’udienza odierna, centrale perché prevede l’ascolto dei testimoni delle parti civili. Fuori dal Palagiustizia di Brescia, il consueto presidio solidale chiamato, da un lato, per sostenere la battaglia per ottenere giustizia di familiari, amici e amiche di Mirko, dall’altro, per continuare a parlare e sensibilizzare sul tema delle morti sul lavoro. Presente al presidio anche una rappresentanza sindacale riunita sotto il cappello del comitato Fare Rete. La corrispondenza dal presidio di Bia della nostra redazione Ascolta o scarica Le valutazioni di Maruska, madre di Mirko “Sick” Serpelloni, a pochi minuti dall’inizio dell’udienza Ascolta o scarica Le impressioni di Gianna, lavoratrice in pensione, presente al presidio Ascolta o scarica Le osservazioni sull’importanza di chiamare le morti sul lavoro “omicidi” rilasciate ai nostri microfoni da Luciano, parte della CUB Milano e del comitato Fare Rete, che segue la vicenda fin dalle prime udienze Ascolta o scarica
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
Pasqua di sangue: ancora omicidi sul lavoro
di Vito Totire (*). L’8 aprile a Bologna incontro della «Rete Nazionale Lavoro Sicuro». Pasqua di morte nei cantieri e nelle campagne. E sia detto senza offesa nei confronti dei cristiani: QUESTI NON RISORGERANNO Ancora morte sul lavoro in Italia; prima la notizia del “suicidio” del giovane bracciante Alagie Singathe morto nella baraccopoli di Torretta Antonacci, a San Severo in
Netturbini di tutto il mondo: uniamoci
Per la difesa della salute di chi lavora nell’igiene urbana Vito Totire (*) ricorda «I have a dream» dell’uomo che fu ucciso il 4 aprile 1968 (mentre sosteneva la lotta degli spazzini) ma che vive nei sognatori e nelle sognatrici di tutto il mondo. 4.4.2026 omaggio a Martin Luther King “I have a dream”: che i lavoratori addetti all’igiene urbana
OMICIDI SUL LAVORO: IL PUNTO DI INIZIO 2026, “MOLTE DONNE LAVORATRICI MUOIONO IN ITINERE”
Il 2026, in Italia, si è aperto all’insegna della strage di lavoratori e lavoratrici sui posti di lavoro. All’inizio del mese di marzo, secondo l’Osservatorio nazionale di Bologna sulle morti sul lavoro, nello Stivale il lavoro aveva già fatto quasi duecento vittime tra quelle decedute sul posto di lavoro e quelle che hanno perso la vita “in itinere”. “Il mese di gennaio 2026, confrontato con quello del 2025, aveva fatto registrare un calo del 38%. La doccia fredda è arrivata a febbraio 2026, che è stato un mese terrificante, con 87 morti sul luogo di lavoro e più di cento in itinere, e marzo sta andando alla stessa maniera con più di 30 morti in soli 8 o 9 giorni lavorativi”, commenta Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio di Bologna, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Il riferimento è anche all’operaio di 62 anni morto lunedì 9 marzo, a Genova, schiacciato da un macchinario in una ditta di profilati. Nello stesso giorno, a Reggio Emilia, un operaio 55enne è caduto in una vasca di acqua bollente ed è in prognosi riservata. Nelle stesso ore, a Travese, provincia di Torino, è grave l’operaio ferito alla testa da una benna che lo ha colpito mentre lavorava in un cantiere. In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale per i diritti delle donne, l’Osservatorio sulle morti sul lavoro ha dedicato una sezione del proprio report giornaliero ai dati che riguardano le donne lavoratrici: “sono tantissime le donne che muoiono, soprattutto in itinere“, spiega Carlo Soricelli. “Ovviamente – precisa – ci sono state vittime donne in ogni categoria, ma le donne muoiono soprattutto in itinere perché vanno sempre di fretta per conciliare il lavoro in ufficio, in fabbrica o in altro luogo, con quello casalingo, perché spesso si occupano dei figli, dei genitori anziani, del marito, e quindi muoiono numerosissime per stress e stanchezza“. A Carlo Soricelli abbiamo chiesto una valutazione dell’operato del governo Meloni in materia di sicurezza sul lavoro fino a questo momento: “è nullo, come al solito“, commenta Soricelli. “Non sta facendo nulla di concreto, anzi, la situazione è peggiorata. Vendono solo del fumo”, aggiunge. “Se poi, con il referendum, riusciranno a mettere sotto controllo anche la magistratura, la situazione peggiorerà anche dal punto di vista dei processi ai datori di lavoro nei casi di morti o infortuni sul lavoro. Come al solito, i potenti non li toccheranno più, toccheranno solo la povera gente, gli operai e i lavoratori”, conclude. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Carlo Soricelli dell’Osservatorio nazionale di Bologna sulle morti sul lavoro. Ascolta o scarica.
March 10, 2026
Radio Onda d`Urto
OMICIDI SUL LAVORO: LUNEDì 13 OTTOBRE PRESIDIO A BRESCIA CON FAMIGLIARI E AMICI DI MIRKO “SICK” SERPELLONI
Lunedì 13 ottobre a Brescia presidio dalle ore 18.30 alle ore 20.30 per “sensibilizzare sul tema delle morti sul lavoro”, con famigliari e amici di Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne morto di lavoro nel settembre 2003 sotto la Prefettura di piazza Paolo VI (piazza Duomo) a Brescia. “In occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, istituita dall’Anmil vogliamo manifestare per fare in modo che le cose cambino. Troppe vite sono sacrificate ogni giorno per la mancanza di sicurezza. Troppi lavoratori e lavoratrici muoiono ogni giorno sul lavoro. Troppe persone non hanno più una voce. Tocca a noi chiedere ai datori di lavoro ed alle istituzioni di garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza. I lavoratori e le lavoratrici devono pretendere di poter lavorare in sicurezza. Le morti sul lavoro continuano ad aumentare e non possiamo stare in silenzio, soprattutto oggi. Morire di lavoro in Italia, nel 2025 non è normale, non è giusto ed è evitabile. La nostra presenza in piazza da una voce a Mirko ed a tutte le persone che non ne hanno più una. Familiari ed amici non smetteranno mai di chiedere il rispetto della vita sul luogo di lavoro”. Mirmo, noto sui social come “Mirko Sick”, era un appassionato di musica elettronica nonché un apprezzato illustratore; è morto nel settembre 2023, a soli 27 anni, per le ferite riportate dopo essere precipitato da 6 metri d’altezza, a seguito del crollo di un lucernario sul tetto della Errepi Interni di Manerbio sul quale stava lavorando. L’udienza preliminare del processo per omicidio colposo si è svolta nell’ottobre 2024 e si è  conclusa con alcuni rinvii a giudizio: clicca qui per la vicenda giudiziaria, ancora in corso. Sul presidio di lunedì 13 ottobre su Radio Onda d’Urto l’intervista a Maruska, la mamma di Mirko “Sick” Serpelloni. Ascolta o scarica    
October 12, 2025
Radio Onda d`Urto