Tra speranza e cattive notizie l’attenzione delle Presenze di Pace rimane
Sabato 2 maggio, si è tenuta la 218ma Presenza di Pace..
Si è partiti con qualche minuto di ritardo, “forse perchè alla 218ma Presenza
siamo un pò usurati ma stanchi mai perché di guerre ce ne sono ancora troppe,
anzi i punti di conflitto stanno aumentando“.
Gli interventi sono stati tanti così come tanti gli argomenti toccati. In primis
l’attacco alla Global Sumud Flotilla: parte delle imbarcazioni della Flotilla
sono state abbordate la notte del 29 aprile al largo di Creta, cioè in acque
internazionali, in aperto contrasto con le leggi del diritto internazionale e
marittimo. Le navi intercettate e bloccate sono state 22 per 175 attivisti,
tutti trasferiti in Grecia tranne due, Thiago Avila, cittadino brasiliano, e
Saif Abu Keshek, con passaporto spagnolo-svedese, di origine palestinese. In
piazza è stato evidenziato il comportamento subalterno della Grecia che si
occuperà di rimpatriare gli attivisti illegalmente prelevati dalle imbarcazioni.
Perché la Grecia ha scelto questo vergognoso, inaspettato e incredibile
comportamento? Cosa ne otterrà comportandosi da gendarme di Israele? Per il
tardo pomeriggio di sabato è stato indetto un nuovo presidio davanti alla
Prefettura dopo la manifestazione di giovedì, indetta a caldo dopo l’attacco.
Di ieri però la notizia che i due attivisti sono ancora detenuti. Il sito di
Hareetz annuncia che il tribunale di Ashkelon ha approvato una proroga di sei
giorni della loro detenzione accogliendo la richiesta della polizia israeliana.
Questo perché sono considerati i leader della missione destinata a rompere il
blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza. Su di loro il tribunale
fa valere il sospettato “di aver aiutato il nemico in guerra, di aver avuto
contatti con un agente straniero, di appartenere a un’organizzazione
terroristica e di averle fornito servizi, nonché di aver trasferito beni a
un’organizzazione terroristica”. Gli avvocati dell’organizzazione per i diritti
umani Adalah, che rappresentano i due attivisti, hanno dichiarato che
presenteranno ricorso.
Sabato però è arrivata anche una notizia più positiva, giunta in piazza
Carignano grazie alla lettura di un articolo dell’Avvenire. Si tratta del
meeting “People peace summit” un evento organizzato il 30 aprile scorso all’Expo
Center di Tel Aviv giunto alla sua terza edizione. Intanto si è svolto a Tel
Aviv, poi è stato promosso da It’s Time, un coordinamento di più di 80
associazioni israelo-palestinesi.
Un momento di importante unione a cui si è aggiunto anche il messaggio del
cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme. Speriamo che il desiderio di
pace e la consapevolezza di dover partire dal riconoscimento
all’autodeterminazione del popolo palestinese riesca a diffondersi sempre più
anche in vista delle future elezioni israeliane che si terranno il 27 ottobre.
Intanto in un video-messaggio diffuso all’Expo di Tel Aviv il ministro degli
Esteri francese, Jean Noel Barrot ha annunciato che il 12 giugno, alla vigilia
del G7, Parigi ospiterà una conferenza internazionale di pace, a cui sono
invitati rappresentanti di Israele e Palestina.
La Presenza di pace si è conclusa con la meditazione suggerita dagli Amici del
messaggio di Silo, proposta come consuetudine il primo sabato del mese.
Importantissime le parole che hanno preceduto la meditazione: “siamo in momento
difficile, ma proprio in questo momento dobbiamo scegliere da che parte stare… e
metterci in gioco“.
Su Pressenza l’evento è già stato ben raccontato qui: Terza edizione del
People’s Peace Summit. Deve essere. Può essere. Sarà. Pace
e qui:
https://www.pressenza.com/it/2026/04/peoples-peace-summit-terza-edizione-il-lato-creattivo-della-pace/
Per rivedere l’evento: https://www.facebook.com/events/1299320968820425/
L’articolo citato in piazza si può leggere qui:
https://www.avvenire.it/mondo/ci-sono-israeliani-e-palestinesi-che-hanno-un-sogno-comune-la-pace-subito_107828
Sara Panarella