Tag - 7 ottobre

Smemoriale
Anche per il nostro Presidente Della Repubblica, la Storia sembra cominciare dal 7 ottobre. Premetto che non ho nessun interesse nel criticare le parole del PDR, figura in cui non mi riconosco, gli psicologi direbbero che ho un problema con l’autorità. Ed in effetti ce l’ho, soprattutto quando l’autorità dovrebbe […] L'articolo Smemoriale su Contropiano.
October 10, 2026
Contropiano
7 OTTOBRE DIVIETO DI MANIFESTARE: prospettive di mobilitazione a fronte dell’avanzamento del genocidio
“La manifestazione è stata promossa in data 7 ottobre 2026, giorno che coincide con il terzo anniversario dell’attacco allo stato d’Israele da parte di frange filopalestinesi riconducibili ad Hamas, sfociato nell’uccisione di oltre 1200 persone, di cui 800 civili“ Con queste parole estremamente politiche la questura di Lecco ha vietato la mobilitazione lanciata da Lecco Antisionista. Analoghe le motivazioni del questore di Bergamo in merito alla piazza indetta dai Giovani Palestinesi.  Indetta in risposta a Bergamo la conferenza stampa in Piazza Vittorio veneto, ore 18:00 dal nodo locale dei Giovani Palestinesi .  Sono più di 50 le città che hanno aderito alla mobilitazione nazionale indetta per il 10 ottobre con le parole: “La fine del genocidio può avvenire solo con la fine del sionismo”.  Il genocidio non è iniziato il 7 ottobre 2023 e continua con i piani di annessione della Cisgiordania, la cui chiusura di tutti i valichi in entrata e uscita, posta da Israele fino a sabato, sono un’anteprima. Tramite le dichiarazioni di Bezalel Smotrich di “andare in guerra in Giudea e Samaria e fare lì quello che abbiamo fatto a Gaza” si possono interpretare le più di 60mila aggressioni registrate in un rapporto dell’Anp solo negli ultimi tre anni nei territori cisgiordani.  Fine del sionismo, ci spiega Leila dei GP, significa smettere di armare Israele, interrompendo la complicità diretta di Italia e Europa.  Le condizioni di chi vive in questo paese non sono scollegate dalla questione Palestinese: il costo della vita aumenta di pari passo all’aumento delle spese militari. Per fermare la macchina bellica viene quindi indicata la centralità dello strumento dello sciopero.  Il 30 ottobre si terrà lo Sciopero generale lanciato dai portuali di oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa, contro la guerra, il genocidio e il riarmo.  Nella data del 7 ottobre non si possono dimenticare le persone rinchiuse in carcere per la loro solidarietà alla resistenza palestinese come Anan Yaesh. Nè la repressione che ha colpito chi ha manifestato come i 4 minorenni rinchiusi a Torino per 6 mesi, uno nel Ferrante Aporti e gli altri in comunità, ora in messa alla prova; e la richiesta di sorveglianza speciale per Stefano e Sara dalla questura di Torino.  Ne parliamo con Leila dei Giovani Palestinesi di Bergamo:
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Tre anni dopo il 7 ottobre
Tre anni dopo il 7 ottobre, il nostro team palestinese e israeliano si è riunito. Le rigide restrizioni in tutta la Cisgiordania ci hanno impedito di incontrarci di persona, quindi ci siamo riuniti online e ognuno di noi è stato invitato a condividere il significato di quella giornata. Fatima, la nostra coordinatrice palestinese per l’istruzione, ha parlato per prima. Ha condiviso i ricordi di sua madre, uccisa a Gaza da un drone israeliano. Siamo rimasti in silenzio mentre descriveva la perdita della sua famiglia, della sua casa e della vita che conosceva. Ci ha detto che è la speranza a darle la forza di andare avanti e che, anche se il nostro lavoro dovesse fare solo l’1% della differenza, ne varrebbe comunque la pena. Molti di noi hanno pianto con lei mentre parlava. I nostri colleghi israeliani sono rimasti in silenzio, portando con sé il proprio dolore, il lutto e i ricordi struggenti del 7 ottobre. Tutti riconosciamo che tre anni di violenza devastante non hanno portato né sicurezza agli israeliani né libertà ai palestinesi. Non può esserci un futuro costruito sull’occupazione, sulla pulizia etnica, sul genocidio e sulla negazione dei diritti dei palestinesi. Né altra violenza può portare la sicurezza che gli israeliani meritano. Abbiamo urgente bisogno di una nuova visione per il futuro. Mentre la tristezza e la disperazione del momento cominciavano a farsi strada, Fatima ci ha dato un motivo per credere che un altro futuro sia ancora possibile. Il suo solito calore e ottimismo sono tornati quando ci ha aggiornato sulla Freedom School, il nostro programma educativo di punta. La settima edizione inizierà a breve e riunirà 27 giovani palestinesi provenienti da tutta la Cisgiordania, compresi villaggi remoti e campi profughi. Molti di loro conoscevano già Combatants for Peace, avendo visto i video del nostro lavoro e del nostro attivismo congiunto israelo-palestinese sul campo. Ciò che ha sorpreso maggiormente Fatima è l’apertura di questa nuova generazione all’idea di co-resistenza nonviolenta e di azione congiunta. Alcuni di coloro che provengono dalle comunità più direttamente colpite dall’occupazione sono tra i più propensi a collaborare per il cambiamento. Questa è la speranza che vogliamo condividere oggi. In un momento in cui sembra che lo spazio per un’altra via stia scomparendo, una nuova generazione ci sta trovando e sceglie la nonviolenza, la lotta comune e un futuro diverso. Rana ha concluso il nostro incontro leggendo l’ultimo paragrafo di una poesia, Gigli bianchi, di Mahmoud Darwish. Io sogno gigli bianchi, strade di canto, una casa di luce. Ho bisogno di un cuore gentile, non di un proiettile. Ho bisogno di un giorno luminoso, non di un folle, fascista momento di trionfo. Ho bisogno che un bambino custodisca un giorno di risate, non un’arma di guerra. Sono venuto al mondo per vivere i soli nascenti, non per assistere al loro tramonto. Ha detto addio ed è andato in cerca di gigli bianchi, un uccello che accoglie l’alba su un ramo d’ulivo. Capisce le cose solo attraverso i sensi e i profumi. La patria per lui, ha detto, è bere il caffè di mia madre, ritornare sano e salvo, al calare della notte. Mahmoud Darwish Combatants for Peace
October 7, 2026
Pressenza
7 OTTOBRE 2023 – 2026: 3 ANNI DI GENOCIDIO, 78 ANNI DI OCCUPAZIONE E… RESISTENZA IN PALESTINA
Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, dalla Striscia di Gaza parte l’attacco delle Brigate al-Qassam di Hamas e delle altre fazioni della resistenza palestinese che coglie di sorpresa l’esercito di occupazione israeliano. Negli scontri, prima che l’Idf – dopo diverse ore – riuscisse a riprendere il controllo militare del territorio, 1200 israeliani sono rimasti uccisi e circa 250 furono sequestrati e portati all’interno della Striscia. Da quel giorno, come rappresaglia da parte dello stato di Israele, è iniziata l’attuale fase genocidiaria dell’occupazione sionista iniziata con la Nakba del 1948. In tre anni, i bombardamenti, gli attacchi e le politiche criminali dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza hanno ucciso – secondo i numeri verificati dal Ministero della Sanità di Gaza –  74.245 palestinesi e ne hanno feriti 175.267 (le vittime potrebbero essere anche molte di più, dal momento che Tel Aviv non consente l’ingresso di mezzi idonei alla rimozione delle macerie, sotto le quali potrebbero trovarsi ancora migliaia di corpi senza vita). Le ultime due vittime sono state uccise stamattina da un attacco aereo israeliano che ha colpito il campo profughi di Hamad a Khan Yunis. Il 90% delle infrastrutture di Gaza – ospedali compresi – è ridotto a un cumulo di macerie. A tutto questo si aggiungono gli attacchi, le uccisioni, i rapimenti e le demolizioni quotidiane per mano di coloni fascisti e militari israeliani in Cisgiordania. In questi giorni, sono previste iniziative di solidarietà internazionale con la resistenza e la causa palestinese in tutto il mondo. In Italia l’Unione democratica arabo-palestinese (Udap), i Giovani Palestinesi (Gpi) e altre organizzazioni dei palestinesi hanno lanciato la data del 10 ottobre. Proprio sabato, a Brescia (la città da cui trasmette Radio Onda d’Urto), appuntamento alle ore 15 in Piazza Garibaldi per partire in corteo e raggiungere insieme lo stabilimento della Leonardo per denunciare le complicità italiane con il genocidio. Su Radio Onda d’Urto ne abbiamo parlato, in questa trasmissione, con Shukri Hroub, dell’Unione democratica arabo-palestinese (Udap), e con Fabian Odeh, cittadino italo-palestinese che per lavoro si reca spesso in Cisgiordania, nostro collaboratore. Ascolta o scarica.
October 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma: Verso il corteo per la Palestina
Leggiamo il comunicato pubblicato da Giovani Palestinesi Italia e condividiamo una corrispondenza audio che contestualizza la prossima mobilitazione nazionale a Roma del 10 ottobre, tra piazze vietate in altre città e un ricordo dei prigionieri palestinesi in Italia. "A fianco della popolazione palestinese, ora e sempre resistenza"
October 7, 2026
Radio Onda Rossa
Attacchi del 7 ottobre: i punti ancora oscuri a tre anni di distanza
A distanza di tre anni dal 7 ottobre, l’operazione lanciata dai gruppi palestinesi resta la più grave sconfitta militare mai inflitta allo Stato di Israele. Diluvio di Al-Aqsa, così è stata ribattezzata l’operazione, riuscì a penetrare le difese israeliane e a mettere sotto scacco uno degli apparati di intelligence più sofisticati al mondo. Il bilancio ufficiale israeliano è di oltre 1.200 vittime e 251 ostaggi. Di fronte a questo quadro, Israele è ancora lontano da una ricostruzione completa di quanto accaduto. Le indagini interne condotte dall’esercito hanno evidenziato fallimenti profondi e sistemici, ma, nonostante le richieste della popolazione israeliana, manca ancora una commissione d’inchiesta statale indipendente che possa ricostruire l’intera catena delle responsabilità, dal livello militare e dell’intelligence fino a quello politico. La questione diventa ancora più urgente alla luce delle nuove ricostruzioni sugli avvertimenti ricevuti da Israele nelle settimane e nei giorni precedenti l’attacco, che riaprono il capitolo delle possibili responsabilità del governo guidato da Benjamin Netanyahu. Netanyahu sapeva del 7 ottobre? E, se sì, perché non fece nulla? Sono queste le domande che emergono dalle numerose inchieste e ricostruzioni che negli ultimi anni hanno cercato di fare luce sui fatti che precedettero il 7 ottobre. Il tema degli eventuali avvertimenti arrivati al primo ministro israeliano prima del 7 ottobre non è nuovo, ma è tornato con forza al centro del dibattito nelle ultime settimane con un’inchiesta pubblicata dal giornale israeliano Haaretz. Haaretz ricostruisce i giorni precedenti l’attacco sostenendo che Netanyahu fosse stato informato dell’imminenza di un’operazione di Hamas e che gli avvertimenti non avessero prodotto una risposta adeguata. Secondo la ricostruzione del quotidiano israeliano, a trasmettere l’informazione sarebbe stato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, che ne sarebbe venuto a conoscenza attraverso un proprio consigliere con contatti presso funzionari palestinesi. Pochi giorni dopo, il Wall Street Journal ha pubblicato un’altra inchiesta, arrivando a una ricostruzione analoga: secondo il WSJ, il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, avrebbe rivolto a Netanyahu molteplici avvertimenti sulla possibilità di un imminente attacco di Hamas, compreso un contatto nei giorni immediatamente precedenti il 7 ottobre; il WSJ riferisce di altri avvisi provenienti da autorità e fonti di intelligence arabe. Non solo Netanyahu. Le medesime ricostruzioni dei media parlano del fatto che a essere informati sarebbero stati anche i vertici militari e dell’intelligence israeliana. Diversi giornali israeliani hanno inoltre approfondito le avvisaglie che arrivavano dalla Striscia di Gaza e che avrebbero potuto suggerire un imminente attacco: attività anomale dei membri dei gruppi palestinesi in prossimità dei punti di confine, esercitazioni di attraversamento della barriera, scavi. Ancora più significativo è un documento datato settembre 2023 che sarebbe stato redatto all’interno della Divisione Gaza dell’esercito israeliano e che descriveva un piano dettagliato di Hamas per una grande incursione in territorio israeliano, con modalità che presentavano forti analogie con quelle dell’attacco del 7 ottobre; il documento, secondo le ricostruzioni della stampa israeliana, arrivò all’attenzione di esponenti dell’intelligence, ma non portò a una revisione della valutazione della minaccia. È proprio qui che si apre uno dei principali tasselli ancora mancanti nella ricostruzione ufficiale del 7 ottobre. Non si tratta soltanto di stabilire se un avvertimento sia arrivato o meno ai vertici politici e militari, ma di ricostruire l’intera catena informativa: quali segnali furono raccolti dall’intelligence israeliana, quali arrivarono ai vertici militari, quali raggiunsero il livello politico e, soprattutto, come furono interpretati nelle ore e nei giorni precedenti l’attacco. Questo non significa che le forze israeliane abbiano deliberatamente lasciato agire indisturbati i membri dei gruppi palestinesi. Essere a conoscenza di un possibile attacco, infatti, non significa necessariamente disporre degli strumenti per impedirlo. Le inchieste sulle falle operative dell’IDF sembrano piuttosto restituire il quadro di un esercito che, di fronte all’ampiezza e alla simultaneità dell’offensiva, si è trovato impreparato e incapace di reagire. Nel caso del kibbutz di Be’eri, l’IDF ha stabilito che l’esercito «ha fallito nella sua missione di proteggere i residenti». Per le prime sette ore di combattimento, a difendere il kibbutz furono soprattutto i membri delle squadre locali e gli stessi residenti, mentre le forze militari incontrarono difficoltà nel costruire una valutazione chiara della situazione e nel coordinare le unità arrivate sul posto. Problemi analoghi sono emersi anche a Kfar Aza e Nahal Oz: ritardi nell’arrivo dei rinforzi, assenza di un coordinamento centralizzato, e difficoltà nel comprendere la reale portata dell’attacco. Ancora oscuro è anche il grado di coinvolgimento delle forze israeliane nelle morti provocate dall’attacco. All’interno dell’esercito israeliano esiste infatti il cosiddetto Protocollo Hannibal, una procedura operativa concepita per impedire la cattura di soldati israeliani da parte del nemico, anche attraverso modalità di ingaggio estremamente aggressive. I contenuti precisi della direttiva non sono pubblici, ma la sua esistenza è documentata da tempo. L’ONU ha rilevato la sua applicazione in diversi episodi, concludendo che, nella notte del 7 ottobre, avrebbe portato alla morte di almeno 14 civili israeliani. Le autorità israeliane non hanno fornito una ricostruzione completa e indipendente di questi episodi; l’assenza di una verifica complessiva solleva il medesimo problema che emerge dalle altre zone d’ombra della risposta israeliana al 7 ottobre: manca una commissione d’inchiesta. Nonostante le richieste della società civile, infatti, la politica israeliana è ancora ferma a una proposta per la sua istituzione. Se da un lato le inchieste giornalistiche e degli organismi internazionali hanno fatto emergere singoli elementi, dall’altro manca un organismo con il mandato di ricomporli in un quadro unitario e di accertare le responsabilità lungo l’intera catena decisionale. In un Paese che si professa democratico, l’istituzione di un organo autonomo dotato di poteri d’indagine sarebbe uno dei passaggi fondamentali per arrivare a una ricostruzione completa dei fatti. Israele, tre anni dopo, è ancora lontano da quel punto. The post Attacchi del 7 ottobre: i punti ancora oscuri a tre anni di distanza appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 7, 2026
L'INDIPENDENTE
LE QUESTURE DI BERGAMO E LECCO VIETANO LE INIZIATIVE PER LA PALESTINA DEL 7 OTTOBRE
Per la Palestina e la sua Resistenza, contro genocidio e occupazione, sabato 10 ottobre mobilitazione globale partita dall’appello lanciato da sindacati e forze politiche palestinesi. In Italia decine le mobilitazioni di piazza, Brescia compresa, con il Coordinamento Palestina, ore 15 da piazza Garibaldi. Direzione: l’azienda armiera Leonardo. Già domani, 7 ottobre, in Italia 2 iniziative di piazza per la Palestina, una a Bergamo (piazza Matteotti, h 17.30) con Gpi, Udap e Rete Bergamo per la Palestina e una a Lecco (piazza Cermenati, ore 18) con “Lecco antisionista”. In entrambi i casi le Questure hanno vietato le piazze. A Bergamo è stata lanciata una conferenza stampa domani alle ore 18 in piazza Vittorio Veneto. * Da Bergamo Omar, Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica. * Da Lecco Corrado, di Lecco Antisionista. Ascolta o scarica.
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Israele: Netanyahu alla ricerca di consenso verso le elezioni
L’incidente aereo sul volo Dubai-Tel Aviv è stato colto come occasione per Netanyahu di recuperare consensi gridando all’attentato e paragonando quanto accaduto all’11 settembre. Questo evento si inserisce in un processo in cui il primo ministro israeliano si trova a dover giustificare quanto uscito su alcune testate giornalistiche in merito al 7 ottobre 2023. Proprio in questi giorni Netanyahu è volato negli Emirati Arabi per ottenere una smentita sulle notizie di una sua consapevolezza precedente l’attacco di Hamas proprio perché avvertito da Abu Dhabi. La battaglia per il consenso si gioca dunque sulla sempiterna questione della necessità per Israele di condurre una guerra permanente: intanto in Cisgiordania e a Gaza continua il massacro. Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, corrispondente in Medio Oriente per il Manifesto e caporedattore di Pagine Esteri
October 2, 2026
Radio Blackout - Info
Figure torbide intorno alle rivelazioni su Netanyahu informato in anticipo del 7 ottobre
Gli attori di questo scenario sono i seguenti: il dirigente di Hamas Yhaya Sinwar, ucciso a Gaza dagli israeliani a ottobre del 2024; un ex ministro palestinese dell’ANP Abu Zaida; un losco ex dirigente di Al Fatah, Mohammed Dahlan (nella foto in copertina) oggi a busta paga degli Emirati Arabi […] L'articolo Figure torbide intorno alle rivelazioni su Netanyahu informato in anticipo del 7 ottobre su Contropiano.
September 26, 2026
Contropiano
Perché è avvenuta l’operazione Diluvio di Al-Aqsa: Ilan Pappé rivisita il 7 ottobre 2023
Mentre raggiungiamo il traguardo dei tre anni dall’operazione Diluvio di Al-Aqsa (Al Aqsa Flood) e dall’inizio del genocidio di Gaza, possiamo trarre beneficio dal passare del tempo e vedere più chiaramente alcuni degli aspetti e delle questioni cruciali legate a quella data fatale che sono rimasti sfocati o invisibili quando […] L'articolo Perché è avvenuta l’operazione Diluvio di Al-Aqsa: Ilan Pappé rivisita il 7 ottobre 2023 su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano