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La super antenna al Celio ridimensionata dopo la mobilitazione dei cittadini
via dei Querceti antenna prima e dopo Foto Paolo Gelsomini QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA DEI QUERCETI di Paolo Gelsomini Il racconto del “pasticciaccio brutto di via dei Querceti”, tranquilla stradina del Rione Celio tra l’antica chiesa dei Santi Quattro Coronati, la basilica di San Clemente e via San Giovanni in Laterano, è emblematico per capire come la politica, a tutti i livelli istituzionali, arranchi faticosamente per stare dietro alle velocissime innovazioni tecnologiche e alla marea di domanda che tali innovazioni produce. Ecco i fatti: nella notte del 14 dicembre 2024 una gigantesca antenna stazione base per telecomunicazioni 5G è stata montata nel cortile di un condominio di via dei Querceti per un’altezza di circa 25 metri dal piano cortile e di 10 metri sopra la quota dei tetti circostanti con conseguente impattante visibilità da vari punti del rione ed in particolare dal Colle Oppio. Il tutto avvolto da un parallelepipedo bianco che bucava il cielo e che litigava con le mirabili architetture paleocristiane, le scalinate, i tetti a coppi e tegole delle vecchie case restaurate, gli alberi che disegnano lo skyline del Celio. L’apparizione improvvisa di questo inquietante fantasma ha suscitato la reazione degli abitanti del Rione che si sono mobilitati per raccogliere centinaia di firme da apporre in calce ad  un esposto nel quale è stato chiesto ai soggetti istituzionali coinvolti di essere tempestivamente informati sui percorsi normativi messi in essere e sulle autorizzazioni date per consentire l’installazione di questa antenna. Da informazioni raccolte a mezzo stampa, visto che non è stato possibile ottenere riscontri ufficiali dalle istituzioni preposte alle autorizzazioni, si è appreso che, nel corso della prima conferenza dei servizi non era stato rilasciato il parere della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e che, decorso il termine di legge, l’Assessorato all’Urbanistica non aveva potuto che concedere l’autorizzazione di installazione dell’antenna. Qui sono entrati in gioco i cittadini che, insieme all’associazione Progetto Celio, hanno scritto di nuovo al Comune per chiedere il ritiro in autotutela del permesso di installazione a suo tempo accordato per il silenzio-assenso della Soprintendenza Speciale. E finalmente è arrivato il parere negativo della Soprintendenza Speciale rispetto al procedimento autorizzativo e il Dipartimento Urbanistica ha quindi emesso provvedimento di revoca in autotutela del permesso di costruire precedentemente accordato. Successivamente l’Amministrazione insieme alla Soprintendenza e agli operatori ha avviato un tavolo tecnico* per concordare una soluzione progettuale di adeguamento dell’antenna-stazione base per rendere compatibile l’antenna con la tutela dei beni monumentali e storici. E’ stata così individuata una soluzione progettuale, presumibilmente ritenuta dalla Soprintendenza migliorativa rispetto all’originaria proposta che l’assessorato  alle Attività Produttive ha annunciato*, dopo lo smontaggio dell’impianto che aveva generato le polemiche, con l’installazione di un “nuovo impianto, già approvato, con caratteristiche più compatibili con il contesto urbano e paesaggistico”.   Pare che l’accordo comprenda anche la contestuale rimozione di un’altra antenna appartenente alla medesima Società e ubicata a breve distanza, in un condominio di via Marco Aurelio. Ora l’antenna di via dei Querceti è più bassa e spoglia dell’involucro che la rendeva simile ad una torre bianca di altri contesti urbani psichedelici, ma non certo di quello austero e meditativo del Celio. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Sospendiamo il giudizio. Certamente la situazione è migliorata grazie all’azione dei cittadini che sono sempre poco o per niente coinvolti, e a consiglieri municipali e comunali sensibili al problema e, naturalmente, all’assessore all’Urbanistica. Continuiamo a scontare un vuoto legislativo a livello nazionale dove, per facilitare la diffusione delle reti veloci, si sono introdotte semplificazioni delle procedure e un innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica.  In Italia, infatti, la normativa nazionale sul 5G, in particolare con la Legge 214/2023 e il DLgs 48/2024, ha innalzato i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici a 15 V/m (da 6 V/m) dal 29 aprile 2024, per favorire lo sviluppo delle reti. Il Comune, pur nelle restrizioni imposte dalla legislazione nazionale, ha margini di intervento che ha tardato ad attuare, pur varando un regolamento (142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023) **) che però è privo di una pianificazione delle localizzazioni delle antenne. Molte sono le domande che rimangono senza risposta, perché non si vuole affrontare la contraddizione, che è alla base di situazioni come questa di via dei Querceti, tra il consumo sempre più diffuso delle reti veloci e in particolare di quelle per la telefonia mobile, e la conseguente diffusione indiscriminata delle antenne che le supportano. Un approfondimento del problema con esperti, anche alla luce di esperienze europee, e una pianificazione dei processi, compatibile con il paesaggio e con la salute, andrebbe affrontata dai Comuni e sollecitata da questi al Governo. Paolo Gelsomini 7 maggio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere. a : laboratoriocarteinregola@gmail.com (*) da Roma Today 28 aprile 2026 Celio, rimossa l’antenna più contestata di Roma: un “obelisco” che svettava a pochi metri dal Colosseo La struttura, oggetto di contestazione, è stata rimossa nella notte. Residenti allarmati: “C’è ancora la gru, non sappiamo se ne monteranno un’altra” di Fabio Grilli ** 142ª Proposta (Dec. G.C. n. 70 del 31 agosto 2023) Approvazione del Regolamento per la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti di telefonia mobile e tecnologie assimilabili, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge n. 36 del 22 febbraio 2001 e ss.mm.ii. e dell’art. 9, commi 7, 8 e 9 della Legge Regione Lazio n. 19 del 23 novembre 2022, nonché per l’adozione di un sistema di monitoraggio delle sorgenti di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico. scarica la deliberazione
May 7, 2026
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Campi da padel a San Lorenzo al posto del verde, il TAR dà ragione ai cittadini
(nella foto Il Campo sportivo Benedetto da google-earth il 22 giugno 2022) Dal 2021 seguiamo la vicenda del Campo Benedetto XV, un’area privata nel Municipio II nel quartiere San Lorenzo di quasi un ettaro e mezzo, tra le vie dei Sabelli, Ausoni, Sardi ed Enotri. Un tempo spazio verde dedicato allo sport e al tempo libero, con campi da calcio e basket, palestre, sale da ballo, spogliatoi, aree verdi ricche di aiuole e alberature, è stato progressivamente trasformato (1): negli ultimi anni, le aree verdi sono state cancellate per far posto a 5 nuovi campi da padel. Nel 2022 alcuni residenti hanno presentato prima una diffida e poi un ricorso al TAR del Lazio, che ora ha dato loro ragione. Apprendiamo infatti da Roma Today (2) che i giudici “hanno condannato la società che ha realizzato i campi, Roma Capitale e il Ministero della Cultura (Soprintendenza) a un totale di 30mila euro di spese legali, egualmente ripartite”, in quanto “l’autorizzazione a realizzare i cinque campi nasce da un permesso di costruire in sanatoria che non doveva esistere. Poiché, a sua volta, basato su pareri non corretti da parte della Soprintendenza. La conseguenza è che i due campi già realizzati andranno rimossi, e i luoghi dovranno essere ripristinati com’erano prima. Cioè adibiti a verde, con alcuni alberi e una siepe“. In attesa di offrire un’analisi più approfondita dalla lettura diretta della sentenza, riportiamo i punti principali pubblicati dalla testata romana. I giudici amministrativi hanno “dichiarato nulla l’autorizzazione paesaggistica firmata dalla Soprintendenza il 18 settembre 2023, poiché questa, nell’esercitare il suo potere per la seconda volta dopo una prima sentenza, avrebbe dovuto motivare in maniera più approfondita il nulla osta “tenendo conto delle specifiche censure dei ricorrenti”, mentre la motivazione dell’ente ministeriale viene definita “meramente assertiva, che si limita a dichiarare che non sussistono impedimenti all’approvazione, senza approfondire in alcun modo i numerosi argomenti contrari”. Riporta Roma Today che “non è quindi valido il permesso di costruire in sanatoria firmato il 13 gennaio 2025, quando la società stava già realizzando i campi (due conclusi, altri tre no). È un’invalidità “derivata”, perché deriva da un’autorizzazione paesaggistica nulla. Inoltre, viene commessa una violazione della normativa urbanistica: l’area interessata per il Prg è “spazio verde privato di valore storico-morfologico-ambientale”, e ciò impedisce nuove costruzioni. Per i giudici i cinque campi sono una nuova costruzione, e non una ristrutturazione, quindi in contrasto con l’articolo 42 del piano regolatore” (3). Anche la capogruppo di SCE del II Municipio Barbara Auleta da tempo impegnata a fianco dei cittadini, ha comunicato con un post su Facebook la soddisfazione per l’esito del ricorso, rimarcando tuttavia con amarezza il mancato sostegno da parte di altre istituzioni municipali : “Evviva e grazie a quei cittadini caparbi e generosi, che ho sostenuto dal primo momento e che mi onoro di aver accompagnato in questa brutta vicenda, in tutti i modi che ho potuto. Amarezza per un percorso tecnico-amministrativo che a un certo punto aveva preso la giusta direzione, verso il diniego, poi una inversione a U ha vanificato tutto!”(4). Ci auguriamo che questa vicenda spinga le istituzioni di qualunque livello a non lasciare più che la difesa dell’interesse pubblico, di un bene collettivo, sia affidata all’iniziativa e alla buona volontà dei cittadini, che in questo caso, come in altri (vedi la vicenda di Villa Bianca (5) si sono trovati addirittura ad agire contro il Comune di Roma e il Ministero della Cultura. (redazione) vedi Roma Today 20 febbraio 2026 San Lorenzo, i campi da padel vanno rimossi. I cittadini vincono contro Comune e privato di Valerio Valeri La società che ha iniziato nel 2022 a realizzare l’impianto sportivo in via dei Sabelli ha ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, basato su un parere della Soprintendenza considerato da giudici non sufficiente. Il municipio: “Una sconfitta per il quartiere”. Auleta (Avs): “C’è chi ha abdicato al suo ruolo di controllo” 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com (1) vedi la ricostruzione della vicenda in La mobilitazione dei cittadini ha fermato, almeno temporaneamente, la trasformazione di un altro spazio verde a San Lorenzo di Thaya Passarelli 7 marzo 2025 vedi anche (dalla scheda di Piediperterra a San Lorenzo del 5 maggio 2023) Via dei Sabelli 88/A: Campo Cavalieri di Colombo. Nello storico campo sportivo della Fondazione Cavalieri di Colombo (3) sono stati recentemente realizzati 5 Campi da Padel con basamento in calcestruzzo, in assenza, da quanto riportato da un articolo di Roma Today (4) del necessario permesso a costruire (5). Contro il progetto di costruzione dei campi da padel si sono mobilitati un gruppo di cittadini residenti e frontisti che hanno segnalato alle istituzioni preposte di Roma Capitale l’avvenuto abbattimento di alberi ed arbusti e l’esecuzione di scavi in uno spazio verde destinato a giardino e a parco giochi e feste per i bambini del quartiere. Il 20 giugno 2022, in seguito alla richiesta di accesso civico di Carteinregola, nella documentazione trasmessaci dal Dipartimento Tutela Ambientale – Ufficio Autorizzazioni Verde Privato e cavi stradali – non abbiamo trovato alcun documento autorizzativo per l’abbattimento delle alberature e degli arbusti nel Campo Benedetto XV, né risultava alcun parere autorizzativo da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio trasmesso al Dipartimento Tutela Ambientale. Vedi l’articolo di Carteinregola del 22 giugno 2022 “A San Lorenzo il poco verde presente scompare nel silenzio delle istituzioni “ (> vai a al sommario delle schede di Piedipeterra a San Lorenzo) (2) vedi Roma Today 20 febbraio 2026 San Lorenzo, i campi da padel vanno rimossi. I cittadini vincono contro Comune e privato di Valerio Valeri La società che ha iniziato nel 2022 a realizzare l’impianto sportivo in via dei Sabelli ha ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, basato su un parere della Soprintendenza considerato da giudici non sufficiente. Il municipio: “Una sconfitta per il quartiere”. Auleta (Avs): “C’è chi ha abdicato al suo ruolo di controllo” (3) vedi Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Art.42. Spazi aperti della Città storica scarica NTA PRG vigenti (4)(vedi post sulla pagina Fb di Barbara Auleta, 20 febbraio 2026) (5) vedi Ex Clinica Villa Bianca: iI Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini 24 marzo 2025
February 27, 2026
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