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15.000 infermiere in sciopero a New York
15.000 infermiere registrate a New York City sono impegnate dal 12 gennaio in uno dei più grandi scioperi della loro categoria nella storia della città. Hanno abbandonato il lavoro perché gli ospedali Mount Sinai, Montefiore e New York-Presbyterian si sono rifiutati di negoziare contratti equi che tutelino la loro sicurezza e quella dei pazienti e prestazioni sanitarie sicure, di cui gli operatori sanitari in prima linea hanno bisogno per fornire un’assistenza di qualità. Le infermiere della New York State Nurses Association (NYSNA) sono in sciopero da settimane, con manifestazioni e picchetti davanti agli ospedali per garantire: * Un rapporto infermiere-paziente sicuro per migliorare i risultati dei pazienti e ridurre il burnout. * Prestazioni sanitarie garantite e protezione dai tagli arbitrari alle prestazioni. * Misure significative di sicurezza sul posto di lavoro, compresa la protezione dalla violenza e da condizioni di lavoro non sicure. Il sindaco di New York Zohran Mamdani e il senatore Bernie Sanders hanno espresso il loro appoggio allo sciopero unendosi a un picchetto davanti all’ospedale Mount Sinai. Redazione Italia
February 4, 2026
Pressenza
INTERVISTA A ROBERTO GUERRIERI, INFERMIERE DI BRESCIA, RIENTRATO DALLA MISSIONE A GAZA CON EMERGENCY
Infermiere di Brescia, di origi romane, Roberto Guerrieri è stato nella Striscia di Gaza con due missioni umanitarie insieme ad Emergency, che continua con le sue strutture sanitarie a portare aiuto alla popolazione palestinese sotto le bombe. Due volte a Gaza in pochi mesi. La prima volta a novembre 2024, la seconda nella prima metà del 2025. E’ riuscito a entrare con i convogli umanitari partiti da Amman, in Giordania, e ha attraversato il valico Kerem Shalom per raggiungere la terra di Palestina. Ha operato principalmente nella clinica di Emergency all’interno del governatorato di Khan Yunis, nel sud della Striscia, dove in questi 2 anni di invasione israeliana centinaia di migliaia di profughi palestinesi si sono rifugiati. Il suo lavoro è stato quello di operare la “medicina del disastro“, fa sapere Roberto Guerrieri ai microfoni di Radio Onda d’Urto, “molto diverso da quello che ci si può aspettare da un infermiere in una clinica italiana”. Tra una missione e l’altra, a Gaza la situazione è – se possibile – peggiorata ulteriormente: “prima esistevano delle zone cosidette ‘umanitarie’, dove si concentrava la popolazione ma dove sovente avvenivano degli attacchi anche in quelle zone”, fa sapere Guerrieri. Poi è arrivata la tregua, fittizia, a inizio 2025: “in quella fase è entrato cibo, materiale e farmaci in cui abbiamo potuto fare un minimo di stock”. Poi la notte del 17 marzo sono ripresi gli attacchi: “senza alcun preavviso per giorni non si sapeva niente, non si sapeva se c’erano zone umanitarie, non si entrava e non si usciva dalla Striscia“. Ad ora l’embargo degli aiuti è perenne: “non esistono più zone umanitarie e gli operatori sono sempre pronti a evacuare”. “Le persone che stanno vivendo questa deprivazione totale, di tutto, della loro dignità, sono diventati miei amici, miei colleghi. Persone che come me anelano di vivere in pace con le proprie famiglie”, sottolinea Roberto Guerrieri. “Il primo obiettivo della lotta è di ricordarci che lì c’è una popolazione civile a cui è stato tolto tutto da un momento all’altro, e che ogni giorno vive con la paura di morire”, fa sapere Guerrieri. L’intervista completa all’infermiere Roberto Guerrieri, rientrato dalla seconda missione a Gaza con Emergency. Ascolta o scarica. Emergency della sezione di Brescia torna con gli “EMERGENCY DAYS“: a partire da domenica 14 settembre e fino al 22 novembre, a Brescia e in Provincia si svolgeranno iniziative e appuntamenti culturali, musicali e di approfondimento a cui prenderà parte anche Roberto Guerrieri: tutte le informazioni qui.
September 13, 2025
Radio Onda d`Urto