A Fiumicello Villa Vicentina la Marcia Mondiale inizia con La Strada
Fiumicello Villa Vicentina, la parte internazionale della Quarta Marcia Mondiale
per la Pace e la NonViolenza nella mia città, parte da La Strada per ritrovare
l’umanità perduta
Questo cammino ha preso ufficialmente il via a Fiumicello Villa Vicentina con un
evento di profondo impatto emotivo e sociale. Domenica 20 settembre, alla
vigilia della Giornata Internazionale della Pace, la comunità si è ritrovata per
l’apertura della fase internazionale della Manifestazione, inaugurata da una
potente rappresentazione teatrale: “La Strada”, uno spettacolo ispirato
all’omonimo e celebre romanzo di Cormac McCarthy.
Un deserto post-apocalittico sul palcoscenico
L’adattamento teatrale ha catapultato il pubblico in un mondo post-apocalittico
cupo e spietato. In questa finzione scenica, poco importa cosa sia successo o
quale catastrofe abbia originato il disastro; l’attenzione si concentra
interamente su ciò che resta. Sullo sfondo di una terra desertificata si muovono
faticosamente sparuti gruppi di profughi sopravvissuti: figure disumanizzate,
logorate dalla fame e spinte dal solo istinto di soddisfare i bisogni primari,
ormai incapaci di tessere relazioni che non siano regolate dalla cinica legge
dell’ homo homini lupus.
In questo vuoto assoluto l’unico elemento a non poter essere cancellato è la
strada, che diventa così il simbolo del percorso necessario da compiere: una via
per riscoprire un’umanità perduta, per rintracciare i “buoni” rimasti, coloro
che, nonostante tutto, continuano a portare il fuoco. Nell’annientamento totale
delle cose e delle coscienze, sono l’amore incondizionato di un padre e il
candore del suo bambino a generare la speranza, l’unica luce capace di indicare
una via d’uscita dal caos e dalla barbarie in cui l’umanità sembra sprofondata.
Dal dramma al dibattito: i temi della nonviolenza
Al termine dell’angosciante ma necessaria messa in scena, il focus si è spostato
sul confronto attivo. Si è aperto infatti un ricco e partecipato dibattito che
ha visto dialogare il pubblico, i docenti saliti sul palcoscenico e la regista
Michela Vanni.
L’analisi dell’opera ha offerto lo spunto per toccare i temi caldi che animano
la Marcia Mondiale: l’urgenza della Pace, la necessità del divieto assoluto
delle armi nucleari e il rifiuto categorico della guerra come strumento di
risoluzione dei conflitti internazionali. Non è mancata una profonda riflessione
sulla giustizia ambientale, evidenziando lo stretto legame tra la nonviolenza e
la lotta per garantire un pianeta che sia ancora abitabile e sostenibile per le
future generazioni.
L’appello finale: vincere la rassegnazione
È stata una serata densa, capace di scuotere gli animi. Se la prima parte
dell’evento ha mostrato il rischio della deriva disumana a cui l’indifferenza
può condurre, la conclusione ha voluto tracciare una rotta positiva e
costruttiva.
L’incontro si è chiuso con un invito a formulare proposte concrete da mettere in
pratica nella quotidianità di ognuno: coltivare una maggiore attenzione e
l’empatia verso l’altro, combattere la passività e sconfiggere la rassegnazione.
È stato condiviso il monito a manifestare con fermezza, ogni giorno, il proprio
dissenso verso le violenze e le ingiustizie che insanguinano il resto del mondo,
ricordando che la costruzione della Pace comincia dai passi che decidiamo di
fare insieme sulla nostra strada.
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza