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Videogiochi: dipendenza, violenza, sessualità
Continua la serie di riflessioni della psicologa Silvia Mimmotti clicca qui per arrivare sul sito di provenienza Con l’approfondimento di oggi e di venerdì prossimo andrò a trattare nuovi aspetti che riguardano il mondo dei videogiochi e che possono far meglio comprendere perché, anche la realtà virtuale sia di interesse per la Psicologia. Parleremo, insieme ai nostri amici Federica, Federico
Nel 2025 nuovo boom del gioco d’azzardo, con la connivenza della politica
Come si ricorderà, dal 2020 una norma di legge vieta la diffusione dei numeri territoriali delle slot, che rappresentano la maggior parte dell’azzardo fisico; con i dati 2023 l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) ha esteso il divieto, senza seri supporti normativi, anche a Lotto e Bingo. Il percorso di oscuramento informativo è proseguito con i dati del 2024, negandoci l’accesso ai dati dell’azzardo online per i Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, vale a dire l’85% dei Comuni italiani. Una vera e propria censura, del tutto arbitraria, che si colloca nella fase dove più forte è l’azione della lobby delle multinazionali dell’azzardo, in corrispondenza a percorsi legislativi che potrebbero cambiare in modo radicale, quanto negativo, una condizione già oggi molto critica. Qualche iniziativa a livello territoriale cerca, per fortuna, di squarciare il velo che accompagna il settore. E’ il caso di Pane&azzardo, per ora l’unica indagine che, per iniziativa della CGIL Emilia-Romagna, della Federconsumatori Emilia-Romagna, della Campagna Mettiamoci in gioco Emilia-Romagna, dell’AUSER Emilia-Romagna e dello SPI CGIL Emilia-Romagna, esamina in dettaglio quanto accade in una Regione italiana, l’Emilia-Romagna, sul fronte del gioco d’azzardo: https://modena.federconsumatorier.it/wp-content/uploads/sites/5/2026/01/Report_PaneeAzzardo_3_30gennaio2026.pdf. Nel 2024 in Emilia-Romagna l’azzardo nel suo complesso ha raggiunto la cifra di 10,2 miliardi di euro. Dieci anni fa, nel 2015, la raccolta era a poco meno di 6 miliardi, con una crescita del 70%. Il superamento della soglia dei 10 miliardi è stato accompagnato, nel 2024, da un sorpasso atteso ma non scontato. Nella media italiana il gioco online, quello su smartphone e PC, ha sorpassato quello fisico già da anni. In Emilia-Romagna lo ha fatto nel 2024, raggiungendo il 51% della raccolta complessiva. Un sorpasso nella raccolta, non certo nelle perdite, che continuano a essere preponderanti nel fisico. Sale a 1,570 miliardi la perdita degli emiliano-romagnoli in azzardo; di questi 279 milioni, il 18%, provengono dal canale online, che come detto raccoglie il 51% del giocato. Di conseguenza il gioco fisico raccoglie il 49% del giocato, ma l’82% delle perdite. Il successo dell’online va ricercato anche in questa condizione, più favorevole all’apparenza al giocatore, ma che nella realtà moltiplica le giocate, gonfiando le perdite dei giocatori e creando i medesimi drammi del gioco fisico. L’altro motivo ormai evidente è l’utilizzo del canale online per il riciclaggio di capitali di origine malavitosa, o provenienti dall’economia irregolare. Intanto, la campagna Mettiamoci in gioco (https://www.mettiamociingioco.org/) ha potuto visionare i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo nel nostro Paese nel 2025. La raccolta ha superato i 164,6 miliardi di euro: sono oltre sette miliardi di euro in più rispetto al 2024 (più 4,55% in termini percentuali). Si tratta di un nuovo record per l’Italia, in una progressione che procede senza ostacoli da molti anni. Dietro queste cifre spaventose, ci sono i gravi costi sociali e sanitari che questo settore produce: difficoltà economiche, indebitamento, usura, separazioni e divorzi, infiltrazioni criminali, riciclaggio. Tutto questo mentre una percentuale altissima di persone e famiglie resta sotto la soglia della povertà o nella vasta era della vulnerabilità e i salari continuano a perdere potere d’acquisto. La politica, dinanzi a un fenomeno di queste dimensioni, o è connivente o si volta dall’altra parte, forse interessata alle entrate erariali che vengono dal comparto: 11,4 miliardi di euro nel 2025. Ma, anche limitandosi a questo – e dimenticando difficoltà e sofferenze dei cittadini – i conti non tornano. Lo Stato ha incassato lo scorso anno lo 0,74% in meno rispetto all’anno precedente: il volume d’affari aumenta in modo vertiginoso, ma lo Stato incassa più o meno sempre la stessa cifra. A nulla è valso il richiamo della Corte dei Conti al governo, nel 2024, circa le incongruenze esistenti tra i volumi del giocato, i soldi che restano nelle casse dell’erario e i costi sociali che giochi e scommesse producono. Lo stesso direttore dell’ADM aveva dichiarato, nel marzo scorso, che la linea è sostanzialmente quella di “mantenere un equilibrio costante tra regolazione, innovazione e tutela dell’interesse erariale”. Il governo, infatti, si è guardato bene dall’intervenire in materia, anche solo per recuperare più risorse per il bilancio nazionale. Si lasciano prosperare fondi finanziari speculativi e gruppi criminali. La campagna Mettiamoci in gioco chiede “nuovamente a governo e Parlamento, di fronte a questo ennesimo boom dell’azzardo, di recuperare la loro funzione di difesa dell’interesse pubblico e di tutela della salute dei cittadini e di varare al più presto una legge di regolamentazione del settore, che riduca l’offerta di gioco, unica via per porre fine a una situazione gravissima e fuori controllo”. Ha ragione il sociologo Maurizio Fiasco, presidente di ALEA – un’associazione scientifica senza fini di lucro, che ha l’obiettivo di studiare e promuovere interventi sul fenomeno del gioco d’azzardo e le sue ricadute personali, familiari e sociali, prima fra tutte lo sviluppo della patologia di dipendenza correlata (Disturbo da Gioco D’Azzardo, DGA) – quando sottolinea “la resa delle politiche pubbliche di fronte a un’economia di dipendenza.” “Con il bilancio dello Stato 2025, scrive Fiasco in Alea Bulletin n. 1/2025, si è fermata la costruzione di una policy di contrasto alla dipendenza di massa da gioco d’azzardo. Soppressi il fondo nazionale e l’osservatorio, riaperta l’autostrada alle lobby del settore, caduta nel silenzio la responsabilità del Servizio Sanitario Nazionale. Il tutto sostituito dalla ventennale inconcludenza del Dipartimento delle politiche antidroga, che è da vent’anni una macchina della retorica e non la sintesi dell’indefessa war on drugs condotta con ridicoli spot televisivi.” Qui Alea Bulletin 1/2025: https://www.gambling.it/images/pdf_bulletin/Bulletin_2025_1.pdf.   Giovanni Caprio
April 30, 2026
Pressenza
Sul clima l’Italia è ferma, mentre il mondo corre.
Le rinnovabili frenano, le emissioni non calano e, nel frattempo, la dipendenza energetica cambia faccia — con l’arrivo degli USA tra GNL e petrolio — creando rischi nuovi, non solo climatici ma anche geopolitici. È questo il quadro che emerge dalla settima edizione dei 10 Key Trend sul clima, il rapporto annuale con cui Italy for Climate raccoglie e analizza i principali dati energetici e climatici dell’anno appena concluso per offrire uno sguardo complessivo sul percorso italiano verso la transizione, dalle sfide irrisolte agli obiettivi già raggiunti. Questi sono i 10 Key Trend sul clima 2025: 1. Crisi climatica: 13,6 °C è la temperatura media registrata nel 2025 in Italia. Secondo i dati dello European Severe Weather Database, gli eventi estremi registrati nel 2025 sono stati oltre 2.300, in calo rispetto all’anno precedente e il terzo valore più alto dal 2019: la morsa della crisi climatica rallenta temporaneamente, ma l’Italia resta un hotspot climatico, ovvero un’area particolarmente vulnerabile agli impatti della crisi climatica; 2. Emissioni di gas serra: +0,2% è la lieve crescita stimata da ISPRA, classificando il 2025 come un ulteriore anno perso per la decarbonizzazione del Paese; 3. Rinnovabili elettriche: +7,2 GW è la potenza installata dei nuovi impianti rinnovabili registrata nel 2025, in calo rispetto al 2024. Le rinnovabili erano tornate a crescere a partire dal 2022 e questa brusca frenata non è una buona notizia per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e di miglioramento della nostra autonomia energetica. L’Italia è ancora fanalino di coda in UE: la Germania ha installato oltre 23 GW, la Spagna quasi 11 GW, la Francia 8 GW; 4. Solare: +25% è la crescita di produzione elettrica da fotovoltaico nel 2025, un record che ha permesso di compensare il calo drastico dell’idroelettrico e che ha portato il fotovoltaico a diventare la seconda fonte per produrre elettricità dopo il gas. La produzione elettrica da rinnovabili nel complesso è rimasta sostanzialmente stabile e quindi ancora nel 2025 l’Italia si è fermata a circa il 48% della produzione totale, ad un passo dal superamento delle fonti fossili; 5. Dipendenza energetica: 74% è la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di energia di combustibili fossili, fra le più alte in UE, esponendoci ad enormi rischi in ambito sicurezza energetica e costi per l’approvvigionamento. La dipendenza energetica si sta riducendo, grazie alle rinnovabili, ma nel 2025 ha subito una battuta di arresto. Tutta questa dipendenza dai fossili ci è costata, secondo le stime dell’UNEM, 53 miliardi di € solo nel 2025. Sul fronte dei partner commerciali, gli USA sono la novità del 2025: in un solo anno sono balzati al 3° posto tra i Paesi da cui più dipendiamo per l’energia (dopo Algeria e Azerbaigian) e sono diventati anche l’unico Paese da cui dipendiamo per tutti i combustibili fossili (sia gas, sotto forma di GNL, che petrolio e carbone); 6. GAS: 33% è la quota di fabbisogno di gas che abbiamo coperto con il GNL, il gas in forma liquida, diventato in pochi anni un asset chiave per la nostra dipendenza da questo combustibile fossile (10 anni fa il suo contributo era sotto al 10%). Solo nel 2025 l’import di GNL è cresciuto del 42%, soprattutto da parte degli USA da cui abbiamo importato circa 10 miliardi di metri cubi, la metà di tutto il GNL consumato. Gli altri Paesi da cui importiamo GNL sono il Qatar (per cui le forniture sono oggi più a rischio a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz), da cui abbiamo iniziato nel 2015 ad importare circa 6 miliardi di metri cubi ogni anno), e l’Algeria; 7. Petrolio: 8 barili al secondo è il petrolio che abbiamo consumato per i trasporti nel 2025. Dopo la pandemia, i consumi di petrolio hanno smesso di ridursi e sono oggi a livelli più alti di 35 anni fa. I trasporti restano uno dei settori su cui la decarbonizzazione sta procedendo più lentamente e questo sta avendo oggi un impatto diretto anche sui rischi legati alla nostra dipendenza energetica per questa fonte, legata soprattutto a Libia, Azerbaigian, Kazakistan e Arabia Saudita e USA; 8. Carbone: 1% è il contributo del carbone alla domanda di elettricità nel 2025, un picco storico che segna la auspicata fine della fonte di energia più climalterante e più inquinante. La metà del carbone importato è arrivato dagli USA; 9. Elettrificazione: 6,2% è la quota di immatricolazioni delle auto elettriche nel 2025, cresciute molto nel 2025 (+44%) dopo il rallentamento del 2024. Il dato 2025 resta infatti ancora ben lontano dal 17% di media UE o dal 20% di Francia e Germania. Anche sul fronte delle pompe di calore, altra tecnologia elettrica chiave per la decarbonizzazione (in questo caso, per edifici e industria), il 2025 registra un segnale di ripresa rispetto al calo dello scorso anno, generalizzato in tutta l’UE: gli ultimi dati della European Heat Pumps Association mostrano vendite che in Italia hanno di nuovo superato le 400 mila unità e che ci posizionano al secondo posto in UE, dopo la Francia, per questo mercato; 10. Accumuli: 884 mila è il numero di sistemi di accumulo associati ad impianti fotovoltaici esistenti in Italia a fine 2025, erano appena 75 mila nel 2021, prima del conflitto Russia-Ucraina. È un dato particolarmente importante non solo perché le batterie consentono di compensare la non programmabilità del fotovoltaico, ma anche perché quando sono associate direttamente a un impianto di generazione da fotovoltaico massimizzano anche il risparmio economico per le famiglie e le imprese. Complessivamente si tratta di 5,5 GW di potenza installata di batterie, addirittura superiore a quella della tecnologia storica di accumulo in Italia, i pompaggi idroelettrici fermi a 4,4 GW di potenza installata. Proprio dai pompaggi arriva purtroppo la nota dolente: nel 2025 hanno contribuito al soddisfacimento della domanda con 1,6 TWh, leggermente meglio dell’anno precedente ma ancora lontanissimo dai reali potenziali di questa tecnologia, che a inizio del nuovo millennio era arrivata a sfiorare gli 8 TWh di produzione. > “Sul piano economico 53 miliardi di euro usciti dal Paese nel solo 2025 per > importare combustibili fossili, sottolinea Edo Ronchi, Presidente della > Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, una dipendenza dal GNL cresciuta del > 42% in un anno, con gli USA diventati in dodici mesi il nostro terzo fornitore > energetico, e le forniture dal Qatar che viaggiano attraverso uno Stretto di > Hormuz sempre più instabile. Sul piano competitivo, mentre l’Italia installava > 7,2 GW di nuove rinnovabili, la Germania ne installava 23, costruendo capacità > industriale, filiere, occupazione. Sul piano dell’occasione mancata, abbiamo > oltre 4 GW di pompaggi idroelettrici puri, batterie giganti già costruite > nelle nostre montagne, che nel 2025 hanno prodotto un quarto di quello che > potrebbero. L’infrastruttura esiste, è ammortizzata, non dipende da nessun > fornitore estero. Non utilizzarla appieno è la forma più pura di inerzia. > Restare fermi in una fase di trasformazione accelerata non è neutralità, è una > scelta. E le scelte hanno un prezzo — economico, strategico, di sicurezza > nazionale”. Qui il report: https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/I-10-key-trend-sul-clima-in-Italia-2025-i-costi-dellinerzia-Italy-for-Climate.pdf. Giovanni Caprio
April 27, 2026
Pressenza
Quella tentazione di riaprire i tubi con la Russia
Di fronte al collasso delle forniture energetiche provenienti dal Medio Oriente, anche in Italia si sta riaffacciando la tentazione di riaprire i canali di rifornimento dalla Russia interrotti unilateralmente da quattro anni dall’Unione Europea con le sanzioni o con gli attentati terroristici, come nel caso del gasdotto North Stream. L’ultimo […] L'articolo Quella tentazione di riaprire i tubi con la Russia su Contropiano.
April 14, 2026
Contropiano
La Nuova Dottrina Monroe, una spada sospesa sull’America Latina
Diversamente da quanto raccontano gli scribacchini del sistema mediatico occidentale – ripresi pari pari da tanti “guerriglieri da tastiera” secondo cui se non ci contrappone militarmente e immediatamente ad ogni aggressione imperialista significa che la si accetta con indifferenza – l’aggressività Usa in Venezuela e altrove è attentamente monitorata anche […] L'articolo La Nuova Dottrina Monroe, una spada sospesa sull’America Latina su Contropiano.
January 25, 2026
Contropiano
“Europa” fuori dalle competizioni
Una diagnosi della situazione geopolitica europea… Non dal punto di vista di classe o comunista o “alternativo”, ma con una forte attenzione ai dati reali. Quindi utile… ***** L’Europa non ha paura di non riuscire a recuperare, ha paura che la maschera sia caduta. Il mondo può finalmente vedere cosa […] L'articolo “Europa” fuori dalle competizioni su Contropiano.
December 4, 2025
Contropiano
I Caraibi di fronte a due scelte: o con gli USA o sovrani
Il presidente americano Donald Trump ha autorizzato la portaerei USS Gerald R. Ford a entrare nei Caraibi. Ora si trova a nord di Porto Rico, unendosi alla USS Iwo Jima e ad altre navi della marina americana per minacciare un attacco al Venezuela. La tensione è alta nei Caraibi, dove […] L'articolo I Caraibi di fronte a due scelte: o con gli USA o sovrani su Contropiano.
December 2, 2025
Contropiano
Adolescenti: meno cannabis e sigarette tradizionali, ma boom di nicotina elettronica e psicofarmaci
Le abitudini degli adolescenti italiani cambiano e si ridefiniscono i rischi. Diminuisce il consumo delle sostanze illegali classiche come la cannabis, ma prendono forza nuove forme di dipendenza e comportamenti problematici, spesso legati al mondo digitale e a prodotti di nuova generazione. Il misuso di psicofarmaci senza prescrizione medica è sempre più diffuso, specialmente tra le ragazze, e il gioco d’azzardo tocca il suo massimo storico. Il fumo si trasforma, con un progressivo abbandono della sigaretta tradizionale a favore di un policonsumo di dispositivi a base di nicotina. E’ la fotografia scattata dal report ESPAD®Italia 2024 dal titolo “Sotto la superficie – Le nuove sfide dell’adolescenza tra rischi e quotidianità”, curato da Silvia Biagioni, Corrado Fizzarotti e Sabrina Molinaro dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc). Uno studio che prende avvio dal progetto europeo European school Survey Project on Alcohol and other Drugs, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 20.201 studenti delle scuole superiori di tutta Italia (15-19 anni), analizzandone consumi, abitudini e comportamenti a rischio. La sigaretta tradizionale lascia il posto al policonsumo. Sebbene l’uso esclusivo di sigarette tradizionali sia in calo, quasi sei studenti su dieci (58%) hanno provato almeno un prodotto contenente nicotina nel corso della propria vita. Accanto alle sigarette classiche, emergono con forza le sigarette elettroniche, utilizzate nell’ultimo anno dal 40% degli studenti, e i prodotti a tabacco riscaldato. Ne deriva un quadro di passaggio verso un consumo diversificato di prodotti, con prevalenze in aumento soprattutto tra le ragazze, e con rischi maggiori di sviluppo di dipendenza da nicotina. Il 2024 segna poi quasi un record negativo per l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, che raggiunge una delle diffusioni più alte di sempre. A farne uso nell’ultimo anno è stato il 12% degli studenti, con una prevalenza tra le ragazze (16%) doppia rispetto ai ragazzi (7,5%). L’alcol si conferma invece un elemento centrale nella socialità giovanile in Italia: oltre tre quarti degli studenti (76%) ne ha fatto uso nell’ultimo anno. A distanza dal periodo pandemico, preoccupano la risalita del binge drinking tra i ragazzi, e l’abbassamento dell’età della prima intossicazione alcolica, che per una quota crescente di adolescenti avviene prima dei 14 anni. In controtendenza, si intensifica la diminuzione dell’uso di sostanze illegali: i livelli di consumo di cannabis, che resta comunque la sostanza illegale più diffusa, sono oggi più bassi rispetto al passato. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, sia tradizionale sia praticato online, l’indagine evidenzia come abbia raggiunto nel 2024 i livelli più alti di sempre: il 57% degli studenti ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, nonostante la legge ne vieti l’accesso ai minori. L’11% presenta un profilo di gioco definibile “a rischio” o “problematico”. L’universo digitale, inoltre, assume un ruolo sempre più centrale e sensibile nella vita degli adolescenti, con l’uso intensivo della rete, il cyberbullismo e le challenge online che mostrano come le dimensioni reale e virtuale siano ormai profondamente intrecciate. La dimensione digitale assume un ruolo sempre più centrale. L’uso intensivo della rete, il gaming, le sfide online, il cyberbullismo, così come il fenomeno dell’hikikomori, mostrano come reale e virtuale siano ormai profondamente intrecciati. All’interno di questo quadro, anche il gioco d’azzardo, tradizionale e online, ha raggiunto nel 2024 i livelli più alti di sempre e continua a mostrare legami stretti con altri comportamenti a rischio. Il report evidenzia una netta spaccatura territoriale, con un nord che registra un maggior consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica, in particolare in Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. Nel centro Italia emergono invece le prevalenze più elevate per l’uso di sostanze come cocaina e cannabis, soprattutto in Lazio e Umbria. Sud e Isole si confermano le aree con le percentuali più alte di fumatori quotidiani di sigarette tradizionali. La Sardegna, invece, spicca per l’alto consumo di cannabis nella vita. “I dati 2024 ci mostrano un’adolescenza in rapida trasformazione, ha sottolineato Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del Cnr-Ifc e coordinatrice dello studio. Non assistiamo a una diminuzione del rischio, ma a una sua mutazione. Diminuiscono i consumi di sostanze illegali ‘classiche’, ma si rafforzano nuove forme di dipendenza legate alla tecnologia e a prodotti di nuova generazione, dalle sigarette elettroniche al gioco d’azzardo online. Aumenta anche il ricorso a psicofarmaci come forma di automedicazione per gestire ansia e stress. È un quadro che richiede un’alleanza tra scienza, scuola e famiglie per dotare i ragazzi di nuovi strumenti critici e per orientare le politiche di prevenzione verso queste sfide emergenti ”. Qui per scaricare la ricerca Giovanni Caprio
October 31, 2025
Pressenza
Caos Nepal, il neoliberismo gestito “da sinistra”
Negli ultimi giorni il Nepal è stato scosso da una violenta ondata di proteste, che ha causato la morte di ventidue persone e costretto il Primo Ministro K. P. Sharma Oli a dimettersi, provocando ulteriori instabilità e un vuoto di potere che dovrebbe essere colmato a breve da una nuova […] L'articolo Caos Nepal, il neoliberismo gestito “da sinistra” su Contropiano.
September 11, 2025
Contropiano