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Bloccare tutto! La Global Sumud Flotilla è stata aggredita da Israele
La Global Sumud Flotilla, in rotta verso Gaza per portare aiuti umanitari e per rompere il blocco navale imposto alla Striscia, è stata fermata dall’esercito israeliano. Come promesso, questo è il momento di bloccare tutto, di fermare la macchina capitalista e sionista. Scendere in piazza, non andare al lavoro, non andare a lezione, non svolgere lavoro di cura. Portare tutte e tutti in strada per manifestare la nostra solidarietà con la popolazione palestinese, e in particolare con le e i gazawi che da ormai due anni stanno vivendo un genocidio sulla loro pelle. Navigare a fianco alla Flotilla e alle e ai suoi passeggeri, per portare in mare, in terra e ovunque nel mondo la lotta per la libertà, l’autodeterminazione e la pace. LA DIRETTA DALLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA COORDINARSI, ORGANIZZARSI È infine scattata “l’ora X”, il momento in cui ogni nodo territoriale in solidarietà con la Palestina e la Sumud Flotilla andrà a dar vita a forme di blocco della circolazione e della produzione. L’indicazione è di raggiungere gli appuntamenti prefissati nei giorni scorsi e portare subito in strada i nostri corpi per formare una marea. A Roma, le indicazioni di mobilitazione nel gruppo telegram Sumud supporters Roma sono di raggiungere ora (mercoledì 1 ottobre, n.d.r.) in corteo piazza dei Cinquecento (stazione Termini) mentre domani, il “giorno 0”, ci si ritroverà alle 19 alla fermata della metropolitana Colosseo. Venerdì, il cosiddetto “giorno 1”, l’appuntamento sarà invece a Termini alle 12.00, per dar vita a uno sciopero generale e straordinario giustificato dalla “gravità costituzionale” dei fatti che stanno accadendo. Leggi qui le informazioni fondamentali relative allo svolgimento dello sciopero. LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 4 OTTOBRE Ma i cortei e gli scioperi in tutta Italia, spontanei o organizzati, dopo il blocco della Flotilla saranno solo l’inizio della mobilitazione dei prossimi giorni. Sabato 4 ottobre è già in programma da tempo il corteo nazionale indetto dalle associazioni e dalle realtà palestinesi per protestare contro il genocidio che dal 2023 viene perpetrato nei confronti della popolazione di Gaza. La manifestazione sarà nazionale, e avrà come punto di concentramento piazzale Ostiense a Roma, per poi snodarsi per le vie della città fino a piazza San Giovanni. L’immagine di copertina è di Gianluca Rizzello SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Bloccare tutto! La Global Sumud Flotilla è stata aggredita da Israele proviene da DINAMOpress.
La fine dell’anomalia italiana
Viviamo tempi interessanti. Perché è cessata con il 22 settembre la lunga anomalia italiana per cui in buona parte d’Europa le nuove generazioni si muovevano per la causa palestinese e per rivendicazioni sociali, mentre l’Italia, che pure era stato un laboratorio di lotte fino al 2008-2011, annaspava sotto la coltre dei bassi salari e delle restrizioni di una legislazione autoritaria. Almeno da questa estate le cose avevano ripreso a muoversi e poi tutto si è addensato, come spesso avviene per il concorso di un paziente lavoro soggettivo e di un mutamento nell’aria del tempo. Appuntiamo allora qualche note di lavoro, in una situazione che cambia di ora in ora (il che è buon segno). Mettiamo subito le mani avanti nell’euforia di manifestazioni diventate marea e del succedersi tumultuoso degli eventi. Per ora è scattato un gigantesco movimento di solidarietà umana che ha coinvolto buona parte di una generazione, minoritaria nel Paese a causa dell’inverno demografico (non stiamo più negli anni ’60 e ’70), che è intersezionale ma su una gamma per ora limitata di obiettivi, non si riflette automaticamente (e neppure la sta cercando) in una ricaduta istituzionale – per esempio potrebbe non alterare a breve la composizione elettorale e la sfera della politica politicante, di per sé torpida e con bassa livello di rappresentatività. Del resto questo non era avvenuto neppure nel ’68 o nelle recenti lotte francesi. > Tuttavia il cambiamento c’è ed è enorme quanto subitaneo e adesso cominciano i > contraccolpi  anche a livelli istituzionali e della società civile in senso > esteso. Un’autentica disruption ovvero una sconvolgente interruzione nel corso > degli eventi, come ha ricordato un nostro editoriale con un termine del > “Guardian”… Un blocco sociale inizia a sfaldarsi e le povere egemonie che si > fronteggiavano vanno in crisi. La Cgil, che aveva mancato clamorosamente la scadenza del 22 settembre, prova a rilanciare sentendosi scoperta a sinistra sul fronte dei sindacati di base e minaccia non solo di fare uno sciopero generale ma di farlo senza preavviso, trincerandosi dietro l’emergenza costituzionale – sarebbe un bello strappo e aspettiamo di vedere. Nella stessa (non infeconda sebbene miserevole) logica di competizione intestina una parte della sinistra parlamentare alza i toni in concorrenza con un Pd tuttora paralizzato (sull’Ucraina) e tiepido su Gaza. Carichiamo all’attivo anche il penoso flop dell’operazione “anti-odio” lanciata da Meloni e FdI sull’uccisione di Kirk e sugli incidenti alla stazione Centrale di Milano, che chiaramente sono rimbalzati sul movimento e sull’opinione pubblica, al netto della stampa di regime allucinata da vetrine e maranza. E soprattutto la riuscita dello sciopero sta scombussolando gli equilibri di governo, al punto che il ministro della Difesa (e re di Leonardo) Crosetto, uomo forte e unica testa pensante oltre la leader di FdI, consultata Meloni (ovviamente), i militari e l’ambasciatore di Israele (ma non l’ineffabile Tajani) ha spedito in tutta fretta una fregata a coprire la Sumud Flotilla attaccata dai droni israeliani per evitare guai peggiori (a bordo viaggiano quattro parlamentari) e per prevenire imbarazzanti soccorsi spagnoli o turchi. Non che abbia commissariato Meloni, ma un certo riposizionamento anche a fini elettorali l’ha fatto, non senza spiazzare le timidezze dell’opposizione – non del movimento che un intervento del genere l’aveva chiesto subito e a gran voce, come del resto qualsiasi forma di interposizione per bloccare il genocidio. Anche in questo caso, vediamo come va per pronunciarci, ma per ora incassiamo un successo dell’equipaggio di mare e dell’equipaggio di terra. > Per la prima volta un sommovimento dal basso ha incrinato la tenuta meloniana > – ciò che non era riuscito ad altre iniziative partitiche e referendarie. Tutto questo alza l’asticella dell’intervento politico, lo rende più complesso e pone il problema di una capacità strategica e tattica da cui siamo tuttora lontane e lontani. Ma ci sbrigheremo in fretta a saltare più in alto, liquidando settarismi identitari e ingenuità di vario tipo, migliorando le convergenze e accettando i suggerimenti che vengono dai soggetti coinvolti, tanto più numerosi dalle cifre modeste con cui eravamo abituate e abituati a discutere e scendere in piazza. Buon vento a noi e alla Sumud Flotilla, e a risentirci presto! L’immagine di copertina è di Gianluca Rizzello SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo La fine dell’anomalia italiana proviene da DINAMOpress.
Roma a fianco della Sumud Flotilla: le foto del corteo
Domenica 7 settembre, oltre 50mila persone hanno sfilato nelle vie della capitale, da piazza Vittorio fino a Piramide, per accompagnare simbolicamente la partenza delle navi della Sumud Flotilla, l’iniziativa umanitaria internazionale che sta portando via mare beni di prima necessità verso la Striscia di Gaza, martoriata da quasi due anni di genocidio. Il corteo, denso e carico di emozioni, ha visto la partecipazione di persone di tutte le età, dalle e dagli studenti dei licei fino alle famiglie, passando per associazioni, collettivi, centri sociali e gruppi di amiche e di amici. Nell’aria si respirava un’atmosfera di gioia e di speranza, nonostante la consapevolezza della gravità del momento: nelle settimane che verranno gli attacchi dello Stato di Israele contro l’iniziativa di solidarietà internazionale saranno sempre più diretti e palesi, come tra l’altro è successo la mattina di martedì 9 settembre, quando la nave principale della Sumud Flotilla è stata attaccata da, si presume, un drone dell’esercito israeliano. Ma le piazze di tutto il mondo sono pronte ad alzare la propria voce contro il genocidio, e anche a Roma la cittadinanza è pronta a fare la sua parte. Le foto del corteo di domenica 7 settembre. LE IMMAGINI DI RENATO FERRANTINI * * * * * * LE IMMAGINI DI MILOS SKAKAL * * * * L’immagine di copertina è di Milos Skakal SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Roma a fianco della Sumud Flotilla: le foto del corteo proviene da DINAMOpress.