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Milano nel 2025 ricorda: Pinelli fu una vittima della ‘strategia della tensione’
Alla 56ª ricorrenza della sua morte è stato ha rammentato che l’anarchico ingiustamente accusato artefice dell’attentato in piazza Fontana non si suicidò, anzi: la sua morte fu un assassinio politico. Sul palco allestito per l’occasione sono saliti Ferruccio Ascari, l’artista che ha realizzato l’installazione urbana commemorativa delle vittime della strage di piazza Fontana e di tutte le stragi della ‘strategia della tensione’, il gruppo vocale femina di Audrey Anpi e l’orchesta Rebelot cantieri vocali e la banda Ottoni a scoppio, inoltre Matteo Liuzzi di Radiografia Nera, il programma di Radio Popolare che ripercorre le cronache delle vicende accadute dal dopoguerra nel capoluogo lombardo, la Chicago d’Italia, nel frangente trasmesso in diretta dalla piazza milanese. All’iniziativa hanno partecipato alcune centinaia di persone, radunate sotto gli striscioni di Milano antifascista e della Casa delle donne cittadina e un paio di bandiere palestinesi: “Perché questo momento sia un modo per attualizzare Pino, soprattutto attraverso le battaglie di oggi”, hanno spiegato Silvia e Claudia Pinelli, figlie di Licia e Giuseppe Pinelli. Il Circolo di Iniziativa Proletaria ‘Giancarlo Landonio’ di Varese ha elaborato un dossier, intitolato ASSASSINIO POLITICO NON SUICIDIO, che raccoglie notizie e testimonianze sulla morte e sui funerali di Giuseppe Pinelli e delle indagini e dell’inchiesta sulla sua ‘caduta’ da una finestra della Questura di Milano. DOSSIER PINO PINELLI NON DIMENTICARMI – installazione urbana progettata da Ferruccio Ascari, che l’ha concepita come un “DISPOSITIVO PER ATTIVARE LA MEMORIA COLLETTIVA – tenere vivo il ricordo delle vittime di piazza Fontana e, insieme, quelle di tutte le altre stragi: unico è stato infatti il disegno eversivo all’origine di quei tragici avvenimenti che i manuali di storia oggi riportano sotto il nome di strategia della tensione” / NON DIMENTICARMI – IL MEMORIALE   Maddalena Brunasti
Ferrero (PRC) sulla scarcerazione di Mohamed Shahin
Ferrero (PRC): dalla Corte d’Appello di Torino una prima buona notizia con la scarcerazione di Mohamed Shahin. Questo è un buon giorno per la città di Torino e per la democrazia, continuiamo la mobilitazione. Paolo Ferrero, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ha dichiarato:“Dalla Corte d’appello di Torino, che boccia la deportazione dell’imam di Torino Mohamed Shahin nel Cpr di Caltanissetta, ci arriva una prima buona notizia. La macchinazione ai suoi danni, posta in essere dal Ministero degli interni e culminata – dopo 22 anni di residenza in Italia – con il decreto di espulsione del Ministro degli interni Piantedosi, subisce un duro colpo grazie alla magistratura torinese. In questa giornata di festa voglio ricordare le tante prese di posizione a favore di Mohamed che si sono avute in città in queste settimane: dalle numerose e partecipate manifestazioni di solidarietà – l’ultima sabato scorso – alla presa di posizione di importanti esponenti delle diverse confessioni religiose. Il tessuto democratico di Torino, la società civile torinese nelle sue diverse componenti si sono mostrate più forti dell’arroganza repressiva del governo Meloni. Bene! Nel salutare con gioia la scarcerazione e il ritorno di Mohamed, Rifondazione Comunista dice chiaramente che questo è un buon giorno per Mohamed Shahin, per la causa palestinese, per la città di Torino e per la democrazia nel nostro paese e che nello stesso tempo la partita non è finita: occorre continuare la mobilitazione per impedire che l’accanimento del governo, dopo questa battuta d’arresto, possa proseguire con la deportazione di Mohamed in Egitto”. Torino, 15 dicembre 2025 Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Acerbo (PRC): Italia all’Onu vota con Israele contro UNRWA
Il governo Meloni continua a essere attivo complice del genocidio. Con una scelta che disonora il nostro paese e i principi della nostra Costituzione nel voto alle Nazioni Unite per la prima volta in assoluto l’Italia ha votato contro il rinnovo del mandato dell’UNRWA, l’agenzia dell’ONU che fornisce assistenza umanitaria e soccorso ai profughi palestinesi in Medio Oriente dal 1949. Insieme all’Italia hanno votato per la prima volta in assoluto contro UNRWA la Germania di Merz, l’Ungheria di Orban, Repubblica Ceca, Bulgaria e Lettonia che si sono uniti alle posizioni di Israele e USA. Netanyahu da anni cerca di liquidare l’UNRWA, che è stata oggetto di ripetuti attacchi a Gaza, perché la sua stessa esistenza rappresenta il riconoscimento che esistono milioni di rifugiati palestinesi che hanno il diritto al ritorno nella loro terra e a un loro stato.   Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Anna Polo
Migranti in continuo pericolo di vita: accusiamo l’amministrazione Di Piazza
Il nubifragio abbattutosi sulla città il 2 settembre ha messo sotto gli occhi di tutte/i la drammatica situazione delle persone migranti in Porto vecchio. Esse hanno rischiato la vita e la salute, già precaria, e hanno perso tutto, spazzato via dalla violenza della pioggia mentre riposavano o si preparavano a dormire all’addiaccio. Solo la presenza di attiviste/i, che Dipiazza continua sconsideratamente ad accusare, e la pronta generosità di una parrocchia vicino alla stazione ha evitato il peggio. Sono anni che, come Rifondazione Comunista insieme ad altre forze, denunciamo l’irresponsabilità di chi, con un pugno di voti, mal governa Trieste. Si tratta, ora, di passare ai fatti, anche in vista dei prossimi autunno e inverno: aprire alle persone migranti/transitanti i locali del mercato coperto di via Gioia, in zona stazione e in ottime condizioni. L’omissione di soccorso e la disumanità, per biechi calcoli elettorali, dura da troppo tempo. Le attiviste/i continueranno la loro opera quotidiana: spetta all’amministrazione Dipiazza fare quello che non ha fatto finora, se non vorrà essere travolta dal disprezzo definitivo e dalla propria miseria politica. Rifondazione Comunista - Sinistra Europea