Tag - Gerusalemme Est

3 marzo 2021: indagine CPI su Israele
di Bruno Lai. Si apre l’indagine della CPI (Corte Penale Internazionale) sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Palestina, nei territori occupati illegalmente da Israele dal 1967: Gerusalemme Est, Cisgiordania e Striscia di Gaza. L’annuncio della Procuratrice Fatou Bensouda nel marzo 2021 ha segnato un momento storico per la giustizia internazionale. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la
Free Marwan Barghouti, un incontro a Palermo
Sabato 14 febbraio 2026, presso la Casa della Cooperazione a Palermo si è tenuto l’incontro “Free Marwan”, organizzato dal Comitato palermitano per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi. Palermo, peraltro gemellata anche con Khan Younis e con Betlemme, è una città significativa per la causa di Barghouti: unica città d’Italia a rispondere (nel 2014) ad un appello internazionale e a conferirgli la cittadinanza onoraria (sotto la sindacatura di Leoluca Orlando).  L’incontro di giorno 14 si inserisce all’interno della campagna nazionale che richiede la liberazione del leader Barghouti e delle prigioniere e prigionieri politici palestinesi, moltissimi dei quali – peraltro – in detenzione amministrativa, cioè senza alcuna accusa formale né condanna (detenzione che Israele può applicare senza fornire motivazioni e che può rinnovare continuamente). Marwan Barghouti (nato nei pressi di Ramallah e attivista di Fatah) è uno dei più noti dirigenti politici palestinesi, considerato generalmente figura simbolica della causa nazionale palestinese e capace di essere un riferimento unitario per diverse fazioni. Si trova in carcere in Israele da più di due decenni, condannato da un tribunale israeliano (la cui giurisdizione Barghouti non ha mai riconosciuto) a cinque ergastoli. All’incontro, coordinato dall’attivista Mimma Grillo, hanno partecipato diversi esponenti politici e dell’associazionismo. Giusto Catania, che era assessore comunale nel 2014, ha ripercorso il processo che ha portato all’assegnazione della cittadinanza onoraria a Barghouti e il clima politico di allora, con la “diplomazia dal basso in grado di modificare in positivo i rapporti internazionali” e capace anche di resistere alle pressioni e alle polemiche innescatesi da quell’atto formale.  Luisa Morgantini (già vicepresidente del Parlamento Europeo, fondatrice e presidente di Assopace Palestina, attiva nei movimenti pacifisti, nelle reti internazionali di solidarietà e punto di riferimento sui temi dei diritti umani e della pace in Palestina) ha presentato la Campagna per Barghouti e ha descritto le condizioni di vita della popolazione palestinese in West Bank e in tutto il territorio occupato palestinese, inclusa Gerusalemme Est, specificando come quello israeliano sia un regime di occupazione, colonialismo e apartheid e come sempre più i coloni agiscano con violenza verso la popolazione palestinese, anche col supporto diretto dell’esercito. Dopo Luisa Morgantini, è intervenuto – in collegamento – Arab Barghouti, figlio minore di Marwan. Arab Barghouti ha parlato della sua famiglia e ha ribadito come la figura del padre sia un simbolo per l’intera popolazione palestinese.  Un paio di passaggi politici durante il collegamento hanno riguardato la speranza, che noi forse sentiamo mortificata e umiliata forse dal contesto internazionale attuale, ma che Arab rivendica con forza: “la mancanza di speranza è un privilegio che i palestinesi non possono permettersi” ha detto, per poi proseguire affermando che “la speranza è l’arma più potente contro i dominatori”. Arab Barghouti ha infine anche ringraziato per la solidarietà internazionale: “sentiamo moltissimo la vostra vicinanza e il vostro sostegno”. A seguire, Fateh Hamdan – noto attivista palestinese di Palermo – ha portato la sua esperienza diretta dei viaggi in Palestina, evidenziando la criticità e il rapido deterioramento delle condizioni di vita della popolazione palestinese. Fateh, ribadendo la necessità di continuare a lottare in solidarietà con la Palestina, ha voluto evidenziare come il popolo palestinese abbia tutto il diritto all’autodeterminazione, come tutti i popoli della Terra. Sergio Cipolla, parlando a nome del CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud), ha inizialmente ripercorso l’evoluzione (involuzione) politica a livello nazionale ma soprattutto locale, dal gemellaggio con Khan Younis al silenzio attuale, per poi approfondire il tema della solidarietà (termine che preferisce a cooperazione) internazionale: “la solidarietà dal basso è uno strumento di fondamentale importanza per porre fine al genocidio dei palestinesi”. A seguire Armando Sorrentino (ANPI Palermo) è intervenuto denunciando come, popolazione palestinese a parte, una vittima del genocidio in Palestina sia il diritto internazionale: “siamo al punto in cui il diritto internazionale sta morendo”, ha affermato, aggiungendo che “quando muore il diritto internazionale, resta solo la forza”. Dopo Barbara Evola (Rifondazione Comunista), che ha tra l’altro lanciato la proposta di chiedere il riconoscimento della cittadinanza onoraria a tutte le bambine e i bambini palestinesi, sono intervenuti i consiglieri comunali Alberto Mangano e Mariangela Di Gangi, che hanno espresso la ferma volontà dell’opposizione di continuare a sostenere, con la causa palestinese, anche quella della giustizia sociale e del diritto al dissenso.   Redazione Palermo
February 17, 2026
Pressenza
Palestina e memoria: non dimentichiamo, mai!
Oggi per la Palestina: – corrispondenza da Anbamed del 30 e 31 gennaio; – corrispondenza da Radio Onda d’Urto del 30 gennaio; – da Operazione Colomba sulle aggressioni in Cisgiordania; – da Avvenire riproposto da Anbamded sulle colonie in Cisgiordania; – Altreconomia sulla demolizione degli edifici dell’Unrwa; – da Avvenire sul progetto di ricostruzione di Gaza; – Enrico Vigna raccoglie
January 31, 2026
La Bottega del Barbieri
Il ghetto di Gaza
Il genocidio Il ministro della guerra israeliano, Katz, ha detto testualmente: “Oggi si apriranno le porte dell’inferno su Gaza”. Un portavoce del premier israeliano Netanyahu, ricercato per crimini di guerra e contro l’umanità, ha affermato che i palestinesi “emigreranno volontariamente” dal valico di Rafah. Immediata la risposta egiziana che ha definito l’affermazione come un tentativo di deportazione di un popolo dalla sua terra e sottoposto a genocidio. Subito l’esercito israeliano si è messo all’opera per uccidere e deportare in quello che tutti adesso chiamano il “Ghetto di Gaza”: missili anti-bunker hanno raso al suolo palazzi di 16 piani. Sei missili ieri hanno colpito diverse alte costruzioni e palazzi, trasformati in passato in rifugi per migliaia di sfollati. Ieri è stato bombardato anche il reparto pediatrico dell’ospedale Nasser. Due bombe sono cadute sulla struttura distruggendo due sale e ferendo decine di bambini, personale medico e familiari. Nella giornata di ieri sono arrivati negli ospedali di Gaza 69 corpi di persone uccise e altre 422 ferite. Mentre scriviamo, alle ore 07:15, sono arrivate le notizia di intensi bombardamenti aerei su Hay Zeitoun e Deir Balah e dell’artiglieria su Sheikh Radhwan. Secondo resoconti giornalistici, i civili uccisi dalla mezzanotte sono stati 26. In 700 giorni di genocidio della popolazione palestinese di Gaza, – il 90% delle costruzioni sono state rase al suolo o danneggiate e rese inabitabili; – i danni materiali diretti sono valutati in più di 68 miliardi di dollari; – l’80% del territorio è sotto il controllo dell’esercito di occupazione; – la zona di al-Maassi, la cosiddetta zona umanitaria protetta, è stata bombardata 109 volte; – più di 150 mila tonnellate di esplosivo sono stati scaricati sulla testa della popolazione di Gaza. Intanto in Cisgiordania, si succedono rastrellamenti ad Anata, a nord di Gerusalemme est. Ingenti truppe hanno assediato, durante la sera e per tutta la notte, il centro abitato e proceduto alle perquisizioni casa per casa. Decine di arresti che non è stato possibile ancora quantificare. La risposta della società civile La CGIL ha indetto una giornata nazionale “Fermiamo la barbarie!”. In tutte le città italiane saranno organizzate, oggi 6 settembre, iniziative di piazza per rompere il silenzio e mettere il governo delle destre di fronte alle sue responsabilità. Save the children aderisce alla mobilitazione di oggi 6 settembre, “Fermiamo la barbarie”, organizzata dalla CGIL per chiedere la pace e la fine dei combattimenti a Gaza, e per sostenere l’iniziativa umanitaria della Global Sumud Flotilla. No Bavaglio scende in piazza Santo Stefano, a Milano. “Noi giornalisti di Senza Bavaglio e di Africa ExPress saremo in piazza per testimoniare la nostra vicinanza alla popolazione palestinese. Noi vogliamo entrare a Gaza per fare il nostro lavoro”, ha scritto il collega Massimo Alberizzi. Da Catania e Siracusa il 7 settembre salperanno altre barche e navi per portare aiuti umanitari a Gaza. Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno,  e alla Cala di Palermo dal 22 agosto si tiene un flash-mob silenzioso o con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Manifestazioni quotidiane per la Palestina si svolgono in numerosissime città d’Italia nel quasi totale silenzio dei media, specie televisivi. L’altra Israele in Italia Il deputato comunista israeliano, Ofer Cassif, parteciperà domenica 7 settembre, alle ore 19, alla festa di Rifondazione Comunista di Milano con il segretario nazionale Maurizio Acerbo, presso il Parco della Chiesa della Cascina Rossa in via san Domenico Savio 3. Lunedì 8 settembre dalle ore 13.00, terrà un incontro presso la sede della Cgil del capoluogo lombardo, in Corso di Porta Vittoria 43. Nella serata sarà a Brescia, presso la Camera del Lavoro alla sala Bruno Buozzi, in Via Fratelli Folonari. A tale dibattito parteciperà la Responsabile esteri del PRC-S.E, Anna Camposampiero e Khader Tamimi dell’Associazione Palestinesi Lombardia. Per finire il giorno 9 settembre, nel tardo pomeriggio il parlamentare israeliano terrà un altro incontro a Varese, presso la sede di “”Unaltrastoria”, in Via Francesco Del Cairo, 34. ANBAMED
September 6, 2025
Pressenza