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Docenti per Gaza sulla partecipazione delle scuole al webinar con Francesca Albanese
Nei giorni 4, 9 e 10 dicembre 2025, la Relatrice speciale ONU per il Territorio palestinese occupato Francesca Albanese ha incontrato numerose scuole (un totale stimato di quasi 12 mila studentesse e studenti) per presentare il suo libro Quando il mondo dorme. Storie, parole, ferite della Palestina, e attraverso di esso presentare le storie di persone comuni – rifugiati, attivisti, intellettuali, bambini – che hanno in qualche modo segnato il suo personale cammino professionale e soprattutto umano. Sulla scia del suo primo webinar del marzo 2025, reperibile sul nostro sito, che ha riscosso grande successo, e su richiesta di numerosi docenti, abbiamo pensato di riproporre una nuova serie di incontri da remoto nell’ambito del nostro progetto “Palestina racconta”. Si spiega da sé, visto il suo ruolo nella difesa dei diritti umani, il grande valore didattico che l’incontro con la Relatrice ha avuto: alle classi, infatti, è stato possibile spiegare quanto sta avvenendo nei Territori Occupati e a Gaza dal punto di vista del diritto internazionale. La presentazione del suo libro, infatti, ci è sembrata il modo migliore per introdurre una riflessione sui diritti umani nelle classi, tema centrale nella didattica trasversale di Educazione civica. Quando il mondo dorme è un libro testimonianza in cui le parola viene data, tra gli altri, proprio a ragazzi e ragazze palestinesi, che ci spiegano cosa significhi vivere sotto occupazione e sotto i bombardamenti. Il titolo stesso rimanda all’indifferenza del mondo, soprattutto occidentale, che girandosi dall’altra parte non tende la mano a chi è vittima della violenza di uno dei più forti eserciti al mondo. Pertanto, l’incontro di Albanese con le classi non può ritenersi strumentale a nessuna propaganda e a nessuna ideologia, come invece è stato descritto da alcuni esponenti politici, ma è funzionale all’acquisizione di informazioni e conoscenze riguardo fatti di attualità e allo sviluppo di quello spirito critico che la didattica per competenze tanto decantata ha come obiettivo. Come segnalato dalla scheda progetto presente sul nostro sito e condivisa con il corpo docente interessato, l’incontro si proponeva di raggiungere obiettivi quali la promozione della conoscenza della cultura e della storia palestinese, superando stereotipi e pregiudizi, stimolare e valorizzare la lettura, come valido strumento di auto-narrazione e testimonianza, favorire il dialogo interculturale e la cittadinanza attiva, creando uno spazio di confronto aperto e costruttivo su temi fondamentali come i diritti umani, la decolonizzazione del pensiero occidentale, il razzismo, la resistenza culturale, la solidarietà, promuovendo il rispetto per le diversità e stimolando l’impegno civico su temi di rilevanza globale. L’incontro, perciò, si inscrive perfettamente nella progettazione didattica delle nostre scuole, rispettando la richiesta di sviluppo delle competenze indicate dalle Indicazioni Nazionali 2012. Riteniamo che un’iniziativa come questa sia stata demonizzata da una certa parte politica che intende esercitare una censura non solo ideologica, ma di fatto applicabile a qualsiasi ambito della società civile a partire dalla Scuola e dall’Università. Infatti non è la prima volta che noi Docenti per Gaza siamo testimoni, quando non oggetto, di ingerenze e intimidazioni che si declinano con segnalazioni persino anonime agli Uffici scolastici regionali. Ci chiediamo a questo punto se chi segnala e chi accoglie le segnalazioni sia a conoscenza delle prassi condivise di progettazione didattica, della continuità didattica territoriale e dell’articolo 33 della Costituzione. Ci chiediamo, inoltre, come sia possibile invocare il contraddittorio davanti a chi rappresenta con carica ufficiale il Diritto internazionale, e se anche in Italia stiamo assistendo alla programmatica demolizione dei principi fondanti del Diritto umanitario. Come docenti siamo consapevoli di questo rischio, siamo preoccupati per il futuro delle nostre alunne e alunni e siamo determinati a difendere i principi costituzionali oggi sotto attacco, a costruire una società dove non ci sia spazio per discriminazioni e colonialismo. Dalla nascita della nostra rete nazionale, abbiamo raccolto varie segnalazioni di docenti preoccupati del clima di censura. Questo ennesimo e ultimo caso ci mostra quello che ci aspetta se il DDL Gasparri o il DDL Delrio dovessero diventare legge. Dunque, condanniamo ogni strumentalizzazione ed esprimiamo solidarietà nei confronti di colleghe e colleghi che hanno fortemente creduto in un incontro di tale spessore didattico, i cui temi sono proprio l’educazione alla pace, al dialogo e alla giustizia, oltre che al rispetto dei diritti umani e che per questo rischiano sanzioni disciplinari ingiustificate. Esprimiamo solidarietà anche nei confronti dei/delle dirigenti, che sono il primo bersaglio di questo clima di censura. Esprimiamo solidarietà a Francesca Albanese, nuovamente sotto attacco per il suo lavoro. Infine, esprimiamo solidarietà a tutto il corpo studentesco coinvolto, sulla cui pelle viene di nuovo fatta propaganda politica e il cui diritto a un’educazione autentica viene nuovamente messo in discussione da una politica che pensa alle nuove generazioni come nuove leve da arruolare nelle guerre che verranno/vorranno.   Redazione Italia
Presentazione online del libro “Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese. Comunicato dei docenti del Liceo Montale di Pontedera
Dopo lo sconsiderato attacco della Lega contro il Liceo “Dini” di Pisa, anche Fratelli di Italia decide di intervenire a gamba tesa nelle scelte didattiche delle scuole toscane, con il consigliere Bagnoli che si scaglia contro il Liceo Montale di Pontedera. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo la nostra solidarietà alle scuole sotto attacco e diamo voce al corpo docente del Liceo Montale, diffondendo il loro comunicato per riportare un quadro di realtà e verità a fronte delle menzogne diffuse dai politici della destra al governo. In merito ai contenuti recentemente pubblicati sui profili social del dott. Matteo Bagnoli, noi docenti riteniamo doveroso precisare quanto segue, al fine di ristabilire la verità dei fatti e tutelare la comunità scolastica. Il giorno 10 dicembre presso il Liceo “Montale” di Pontedera si è svolta un’assemblea d’istituto regolarmente richiesta per discutere problematiche interne, formalmente autorizzata e gestita dagli studenti, secondo quanto previsto dal Regolamento di Istituto e dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti: i docenti erano presenti solo per dovere di sorveglianza. Nello stesso giorno, all’interno delle ore curricolari, alcune classi hanno assistito alla presentazione online del libro Quando il mondo dorme della dott.ssa Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite, iniziativa organizzata su scala nazionale nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza globale, come previsto dal curricolo di Educazione civica di istituto. Si è trattato di un’attività formativa condivisa con gli studenti, inserita nel quadro delle iniziative promosse dalla scuola per favorire la partecipazione democratica, la conoscenza delle istituzioni internazionali e il dialogo tra studenti e professionisti impegnati in contesti globali. È quindi del tutto infondata qualsiasi narrazione che veda la presenza della dottoressa Albanese all’assemblea d’istituto degli studenti. Inoltre, sono altresì lesive della dignità della comunità scolastica le affermazioni che parlano di imposizioni, irregolarità, forzature didattiche o strumentalizzazioni politiche da parte della scuola o dei docenti. Il liceo “Eugenio Montale” opera nel rispetto delle norme, promuovendo valori di pluralismo, senso critico, libertà di pensiero e partecipazione responsabile e rigetta ogni tentativo di stravolgere i fatti con interpretazioni scorrette o denigratorie. La comunità scolastica lavora quotidianamente per garantire un ambiente educativo serio, aperto e rispettoso. Per questo motivo, la diffusione di ricostruzioni parziali e fuorvianti non solo offende il lavoro della scuola, ma rischia di danneggiare anche l’immagine degli stessi studenti, che hanno organizzato con maturità e autonomia l’assemblea di istituto. I docenti restano disponibili a ogni confronto trasparente e costruttivo, ribadendo tuttavia la necessità che il dibattito pubblico si basi su dati verificabili e non su affermazioni distorte. Comitato docenti Liceo Eugenio Montale   Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Francesca Albanese non è soltanto una voce che denuncia: è un’energia che travolge
Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, già sanzionata dall’amministrazione Trump per aver denunciato il genocidio in corso, è stata ospite di Terra!, la festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra. La forza politica sostiene ufficialmente la sua candidatura al Premio Nobel per la Pace, promuovendo una petizione sul sito www.mettilafirma.it. L’occasione è stata la presentazione del libro Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina, ospitata al Monk Club, spazio culturale romano aperto e inclusivo, punto di riferimento per chi vuole condividere e vivere esperienze artistiche e sociali. «Finalmente vediamo il buio che ci siamo costruiti intorno. Ci stiamo svegliando da un sonno di pietra – ha dichiarato Albanese – e ci accorgiamo che proteggiamo chi ha attaccato. Il nostro governo non è semplicemente passivo: sostiene lo stato di apartheid imposto da Israele al popolo palestinese. Non è in corso una guerra tra due eserciti, ma una continua aggressione contro la popolazione civile. Il paradigma dell’autodifesa israeliana nei territori occupati non è più credibile». Albanese ha sottolineato come l’Europa resti uno dei principali partner commerciali di Israele, con l’Italia tra i Paesi più attivi nel sostenere questa strategia. «Anche il mancato riconoscimento dello Stato di Palestina è una scelta politica» ha aggiunto, ricordando che i palestinesi vengono etichettati come terroristi così come accadde a Nelson Mandela, rimasto in quella lista negli Stati Uniti fino al 2000. «Eppure – ha precisato – i palestinesi hanno diritto a difendersi e lo hanno fatto prevalentemente in modo nonviolento». Un aspetto, questo, che raramente trova spazio nei media internazionali, perché la nonviolenza non “fa notizia” quanto un attentato. Ad ogni modo la consapevolezza delle persone cresce, e con essa il desiderio di sapere. In questo scenario, Francesca Albanese ha espresso l’auspicio, che può suonare anche come una sfida alla società civile: dare un seguito al suo libro, che potrebbe intitolarsi Quando il mondo si sveglia. Il tema centrale resta uno: come fermare il genocidio, ovvero la distruzione del popolo palestinese in quanto tale, accompagnato da esecuzioni sommarie e sfollamenti forzati. «Il sacrificio è la risposta all’impotenza. Dobbiamo rinunciare a un po’ del nostro comfort per non sacrificare un popolo» ha ribadito, invitando a riflettere su quanto la terra rappresenti per un popolo indigeno: non solo un luogo da abitare, ma parte stessa della propria identità, parte di sé. Le azioni concrete passano per il boicottaggio: «Rifiutiamo i prodotti “made in Israel”, le banche armate e i partenariati di ricerca dual-use. Facciamo scelte etiche: è un gesto d’amore verso noi stessi e verso il popolo palestinese». Un segnale incoraggiante è arrivato a luglio, quando 30 nazioni si sono riunite a Bogotá – tra cui Cina, Spagna e Qatar – per discutere misure concrete contro il genocidio e per la fine dell’occupazione israeliana. «L’Italia purtroppo era assente» ha sottolineato Albanese. Secondo la relatrice ONU, serve una mobilitazione dal basso per costruire una reale opzione pacifista. La Palestina oggi è «uno specchio che rivela l’abominio degli ultimi vent’anni, una lotta non solo per i confini, ma soprattutto per le risorse, frutto di un sistema che produce mostri ben oltre i confini del Medio Oriente. Non possiamo accettare di ridurci a meri consumatori, complici passivi di questa realtà» ha concluso, rilanciando la partecipazione a iniziative pacifiste e nonviolente come la marcia per la pace Perugia-Assisi del 12 ottobre, alla quale sarà presente. «Il pacifismo è decostruzione del patriarcato, è preservare il pianeta che abitiamo. Unione dei popoli, unione delle lotte!». L’evento si è chiuso con un omaggio alla Global Sumud Flotilla e un collegamento con la flotta, seguito dal tradizionale firma-copie del libro. Ci vuole coraggio per dire ciò che altri tacciono, per denunciare complicità scomode e per sfidare governi e istituzioni. In un panorama politico e mediatico dominato troppo spesso dalla prudenza calcolata, la figura di Francesca Albanese si staglia come quella di una donna capace di unire fermezza e passione, portando avanti una battaglia che non appartiene solo alla Palestina, ma all’umanità intera. Una donna con la convinzione che la verità, anche quando scomoda, sia l’unico strumento di cambiamento. Foto di Francesca De Vito Redazione Roma