Compravendite
C’È CHI VUOLE COMPRARE LA GROENLANDIA. C’È CHI VENDE AL MIGLIOR OFFERENTE,
NATURALMENTE UN POTENTE, IL PROPRIO PREMIO NOBEL. C’È ANCHE CHI FA SELFIE CON LA
PARI GRADO GIAPPONESE ILLUDENDOSI DI POTER MASCHERARE LA RECIPROCA COMPRAVENDITA
IN NOME DI UN FANTOMATICO “ORDINE MONDIALE GIUSTO, LIBERO E APERTO”. E POI C’È
CHI DA TEMPO SI ARRICCHISCE VENDENDO TRAGEDIE SUI MEDIA, DISSEZIONANDOLE PEZZO A
PEZZO, E CHI LE COMPRA SEGUENDOLE COME SE FOSSERO SERIE TV. E SE SMETTESSIMO DI
COMPRARE E VENDERE QUALSIASI COSA?
Leggi anche: Vita contro denaro. Elogio delle follie necessarie [J.H.]
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Troppe persone spendono i soldi guadagnati per comprare cose che non vogliono e
per impressionare persone che non gli piacciono. Will Rogers
C’era una volta il pianeta chiamato Mercato.
Dove si compra e si vende.
Tutto.
O quasi.
C’è ovviamente chi vorrebbe comprare la Groenlandia, e con essa arricchire il
presente e il futuro della nazione che governa, ovvero possiede nei fatti, la
quale fa tutto ciò da 250 anni in ogni luogo raggiungibile dalle sue armi,
qualora non decida di prenderselo giustappunto con la forza. Eppure, c’è ancora
qualcuno che si sorprende come se fosse una novità.
Una persona saggia dovrebbe avere i soldi nella testa, ma non nel cuore.
(Jonathan Swift)
C’è invece chi come María Corina Machado vende al miglior offerente, ovvero
potente, il proprio premio Nobel, e al contempo fa lo stesso con la dignità di
un riconoscimento ormai svilito dall’evidenza e con il presente e il futuro del
popolo che vorrebbe governare, o meglio possedere per conto di qualcun altro, Tu
sai chi come in Harry Potter.
La ricchezza non consiste nell’avere grandi beni, ma nell’avere pochi bisogni
(Epitteto)
C’è chi a Gaza ha addirittura acquistato e chi a sua volta ha svenduto una
guerra lunga secoli come se fosse una terra fertile da coltivare, resa tale in
modo perverso quanto orribile dal sangue di migliaia di vite innocenti. E ora
che il rumore degli spari e delle urla di costoro è stato temporaneamente
allontanato dalle prime pagine – giammai cancellato -, si può tranquillamente
cominciare a seminare.
Vi svelerò il segreto per diventare ricchi a Wall Street. Cerchi di essere avido
quando gli altri hanno paura. E cerchi di avere paura quando gli altri sono
avidi (Warren Buffett)
E c’è chi come la Ford che conta di comprarsi la benevolenza del tiranno punendo
il solito dipendente – chiamalo pure operaio se ne possiedi la memoria e non
l’hai ancora venduta alla stregua di tanti – che ha osato chiamarlo “protettore
di pedofili” sulla pubblica piazza, malgrado sia la logica dei fatti a produrre
tale definizione.
Reddito annuo venti sterline, spesa annua diciannove e sei, risultato felicità.
Reddito annuo venti sterline, spesa annua venti sterline e sei, risultato
miseria (Charles Dickens)
C’è chi come Giorgia Meloni che fa selfie con la pari grado giapponese
illudendosi di poter mascherare la reciproca compravendita con la fantomatica
difesa di “un ordine mondiale giusto, libero e aperto”. Mentre senza alcuna
sorpresa anche stavolta, alle spalle dei fantocci governativi, ovvero a tirarne
i fili, ci sono ancora le multinazionali come l’Eni, la quale al momento
opportuno piazzerà alla luce del Sol levante il gas naturale che continua
imperterrito a rubare in Africa. Ovvero, ai suoi abitanti. L’Italia ai nostrani
e l’Africa a tutti tranne gli africani, la monotona quanto amara strofa con
rima.
Il denaro non ha mai reso felice un uomo, né lo farà. Più un uomo ha, più
desidera. Invece di riempire un vuoto, lo crea (Benjamin Franklin)
E c’è chi come il Garante della privacy finito nel fango dell’ennesimo scandalo
per le solite accuse: l’aver speso e comprato a destra e a manca, tra case in
affitto, macellerie e parrucchieri con denaro dello Stato. Dei contribuenti. Di
te che leggi e del sottoscritto, se sei tra coloro che in questo strano Paese si
ostinano a pagare le tasse dovute.
La ricchezza è la capacità di vivere appieno la vita (Henry David Thoreau)
C’è chi – lo ripeto da un pezzo – si arricchisce vendendo tragedie sui giornali,
dissezionandole pezzo a pezzo ogni giorno, e chi le compra in ogni istante
seguendole come se fossero sceneggiati, serie tv, ovvero reality show. Un
mercimonio di tristi disgrazie e dolore di chi resta, macellati e divorati nei
monitor dei molti che guardano e dei pochi che alla fine dell’ennesima abbuffata
contano i proventi dei click.
Il mercato azionario è pieno di individui che conoscono il prezzo di tutto, ma
il valore di niente (Phillip Fisher)
C’è chi al timone dell’Italia si accinge a vendere una ulteriore versione
deteriorata e abusata di un concetto da tempo immemore caro ai dittatori – la
famigerata sicurezza – togliendo ulteriori occasioni e diritti di dissenso alla
popolazione, al netto di altrettanti alibi e protezioni per le forze
dell’ordine, le quali vanno interpretate sempre all’opposto. L’ordine della e
con la forza al servizio del potere, già. E nel mentre, Casapound sta ancora lì,
illegalmente, nel cuore della capitale.
Non tutto ciò che può essere contato conta, e non tutto ciò che conta può essere
contato (Albert Einstein)
E c’è chi come l’ennesimo Agnelli che ha comprato tanto, troppo, non solo un
giornale come Repubblica, che è solo l’ultimo degli affari andati in porto. C’è
un intero Paese nelle tasche della sua famiglia ormai da un secolo. Una dinastia
degli acquisti e delle svendite più o meno alla luce di ‘O sole mio, stavolta.
Con la complicità di almeno due, se non tre, generazioni di governi e
istituzioni, faccendieri e portaborse, e il silenzio assenso di una moltitudine
di gente colpevolmente distratta o indifferente.
Vorrei vivere come un uomo povero con un sacco di soldi (Pablo Picasso)
C’era quindi una volta e c’è ancora un pianeta di nome Mercato.
Dove si può smerciare in ogni luogo e istante.
Qualsiasi cosa.
O quasi, esatto. E se ciò che hai, a cui tieni maggiormente – compreso te stesso
-, appartiene a quest’ultima minoritaria categoria, ti prego, uniamoci e
lottiamo assieme per difenderla con le nostre unghie e i nostri sogni.
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> Vita contro denaro. Elogio delle follie necessarie
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