Il dipartimento di stato di quale stato
Il dipartimento di Stato statunitense ha annunciato che la revoca del visto per
Mahmud Abbas e il blocco all’emissione di visti per altri 80 funzionari
dell’Autorità nazionale palestinese per permettergli di essere presenti
all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. La decisione arriva in
modo trasparente come risposta all’iniziativa di numerosi paesi occidentali di
unirsi alla maggioranza globale di stati che riconoscono l’esistenza di uno
stato palestinese, in rotta con la posizione minoritaria tenuta da Washington.
La messa al bando di Abbas è un’azione molto grave, che ha solo un precedente:
l’accordo tra ONU e il suo paese ospitante, gli Stati Uniti, obbliga il governo
statunitense a permettere alle delegazioni di tutti gli stati membri di visitare
New York per partecipare all’Assemblea generale. Già ora le Nazioni Unite
riconoscono la Palestina come uno stato osservatore, e 147 stati — il 75% degli
stati ONU — riconoscono l’esistenza dello stato palestinese. Il genocidio
israeliano a Gaza ha reso il riconoscimento dello stato palestinese ancora più
urgente: negli ultimi 10 anni hanno riconosciuto lo stato palestinese 14 stati —
tra questi, 9 hanno annunciato l’intenzione di farlo solo da aprile a questa
parte. Secondo la Casa bianca la decisione è giustificata dalla mancata condanna
da parte di ANP degli attacchi del 7 ottobre — cosa falsa — e per le campagne
condotte dall’Autorità palestinese per ottenere la persecuzione dei crimini
contro l’umanità di Netanyahu, che l’amministrazione statunitense descrive come
“lawfare,” una guerra legale — un termine che Trump ha usato molto anche in
campagna elettorale per screditare i processi contro di lui. (Casa bianca /
Nazioni Unite / Al Jazeera / the Times of Israel)