La deliberata uccisione dei giornalisti a Gaza: un rapporto del Centro Palestinese per i Diritti Umani
del Palestinian Centre for Human Rights (PCHR),
PCHR Reports, 8 settembre 2025.
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR) ha pubblicato un nuovo rapporto
intitolato: “L’assassinio della verità: l’uccisione di giornalisti nel contesto
del genocidio a Gaza”. Questo rapporto documenta i crimini e le violazioni senza
precedenti commessi dalle forze di occupazione israeliane (IOF) contro
giornalisti e istituzioni mediatiche durante la guerra genocida in corso nella
Striscia di Gaza, ormai giunta al suo 22° mese.
Nonostante la protezione legale garantita ai giornalisti dal diritto
internazionale – in quanto civili che non partecipano alle ostilità – tale
protezione non li ha difesi dagli attacchi sistematici e senza precedenti che
hanno subito. Fin dall’inizio dell’aggressione, i media e i funzionari
israeliani hanno apertamente incitato contro i giornalisti attraverso i loro
canali e piattaforme ufficiali, identificando individui specifici come
obiettivi, etichettandoli come terroristi in giubbotto da stampa e accusandoli
di affiliazioni con Hamas. A seguito di questa campagna diffamatoria, molti
giornalisti sono stati presi di mira e assassinati, tra cui Isma’il Al-Ghoul,
Rami Al-Rifi e Hasan Esleih.
Il rapporto affronta i crimini commessi dalle IOF contro i giornalisti e i media
nella Striscia di Gaza. Fornisce un’analisi giuridica e una documentazione
supportata da deposizioni di testimoni oculari e sopravvissuti. Il rapporto
conclude che l’uccisione dei giornalisti non è stata casuale, ma faceva parte
del crimine di genocidio, inteso a mettere a tacere la verità e a nascondere i
crimini perpetrati contro il popolo palestinese.
Il rapporto documenta anche l’uccisione di 221 giornalisti e il ferimento di
altri 415 dal 7 ottobre 2023 al 31 maggio 2025. Esso registra modelli ricorrenti
di attacchi e uccisioni di giornalisti, evidenziando esempi specifici per ogni
tipo di uccisione: Primo: uccisione diretta e deliberata di giornalisti mentre
svolgevano il loro lavoro, prendendoli di mira sul campo o all’interno di
veicoli chiaramente contrassegnati con il simbolo della stampa. Il PCHR ha
documentato l’uccisione diretta e deliberata di 42 giornalisti mentre stavano
effettuando reportage sul campo. Secondo: giornalisti uccisi in attacchi aerei
contro le loro case o tende. Il rapporto fornisce cifre scioccanti riguardo agli
attacchi contro i giornalisti nelle loro case, che hanno causato la morte di
molti di loro. Da ottobre 2023 fino alla fine di aprile 2025, le IOF hanno
bombardato 152 case collegate a giornalisti, causando la morte di un totale di
665 familiari e parenti. Terzo: giornalisti uccisi in attacchi indiscriminati in
tutta la Striscia di Gaza. Decine di giornalisti sono stati uccisi durante il
periodo di riferimento a causa dei continui attacchi contro varie zone della
Striscia di Gaza, dove i giornalisti erano presenti nelle loro case, per le
strade e nei mercati, o vicino a istituzioni e strutture.
Durante il periodo di riferimento, il PCHR ha documentato nuovi crimini orribili
commessi dalle IOF contro i giornalisti, fornendo ulteriori prove del fatto che
prendere di mira i giornalisti è parte integrante del crimine di genocidio. Dopo
la stesura di questo rapporto, il PCHR ha registrato l’uccisione di altri 12
giornalisti: sei sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano contro una
tenda di giornalisti vicino al complesso medico al-Shifa l’11 agosto 2025. A
questo è seguito un altro attacco aereo sul complesso medico Nasser, che ha
ucciso cinque giornalisti mentre stavano coprendo il bombardamento del complesso
il 25 agosto. Lo stesso giorno, le IOF hanno ucciso un giornalista prendendo di
mira la sua tenda nella zona di al-Mawasi a Khan Yunis. Questi crimini
confermano che Israele continua la sua guerra contro chi documenta i suoi
crimini, mettendo a tacere queste persone, in palese violazione del diritto
internazionale e delle critiche delle organizzazioni per i diritti umani.
Il rapporto documenta anche la distruzione deliberata e sistematica da parte
delle IOF di 112 istituzioni e uffici mediatici governativi e non governativi,
tra cui organizzazioni ufficiali, di parte, private e senza scopo di lucro.
Questa distruzione ha riguardato stazioni televisive, satellitari e
radiofoniche, torri di trasmissione, uffici di servizi mediatici e sedi di
giornali.
In questo rapporto, il PCHR sottolinea l’arresto di decine di giornalisti, con
le autorità israeliane che hanno nascosto informazioni sulla loro sorte e hanno
rivelato il loro destino solo dopo mesi di pressioni internazionali. Il Comitato
per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha segnalato l’arresto di 86
giornalisti, mentre 16 di loro rimangono in custodia israeliana, secondo le
organizzazioni palestinesi che si occupano dei prigionieri. Molti dei detenuti
sono stati sottoposti a tortura e trattamenti inumani. Ad oggi, la sorte di
quattro giornalisti rimane sconosciuta; due sono scomparsi il primo giorno
dell’aggressione israeliana, mentre altri due sono scomparsi durante l’invasione
terrestre delle IOF nella Striscia di Gaza settentrionale.
Il rapporto invita la comunità internazionale a condannare gli attacchi contro i
giornalisti e ad adottare misure immediate e decisive per porre fine alle
uccisioni di giornalisti, garantire il rapido rilascio di tutti i giornalisti
detenuti, determinare la sorte di coloro che sono scomparsi e fornire protezione
internazionale urgente ai civili nella Striscia di Gaza, compresi i giornalisti.
Il rapporto invita inoltre la comunità internazionale a esercitare pressioni
sulle autorità israeliane affinché consentano immediatamente l’ingresso nella
Striscia di Gaza ai giornalisti stranieri e ai corrispondenti dei media
internazionali. Tale accesso è essenziale per garantire una copertura
indipendente e monitorare la situazione umanitaria di circa due milioni di
palestinesi, comprese le condizioni dei giornalisti e delle istituzioni
mediatiche. Inoltre, il rapporto esorta il procuratore della Corte Penale
Internazionale (CPI) ad accelerare i passi concreti per completare le indagini
sui crimini commessi nel territorio palestinese, compresa l’uccisione di
giornalisti.