Gerusalemme occupata, ma il mondo si oppone…
Nel tentativo di cancellare l’identità araba e islamica di Gerusalemme, i coloni
guidati dall’estremista Eliyahu Lipman e dal membro della Knesset Avi Ma’oz
stanno affiggendo cartelli per cambiare il nome di via Salah al-Din al-Ayyubi in
“Via degli Eroi di Guerra”, in concomitanza con l’anniversario della riconquista
della città da parte del leader ayyubide.
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Coloni ebrei e diplomatici europei
Dopo l’aggressione contro la giornalista statunitense, ieri coloni israeliani
hanno attaccato un gruppo di diplomatici europei nei pressi del villaggio
palestinese di Taybeh, vicino a Ramallah.
Sul posto erano presenti diplomatici belgi, polacchi e francesi, tra cui il
console francese a Gerusalemme e un sindaco di una città francese, secondo
quanto riportato dagli attivisti sul campo.
I coloni mascherati e muniti di bastoni hanno lanciato pietre contro i veicoli
diplomatici. Immagini e testimonianze dai nostri contatti sul campo hanno
riferito che una banda di uomini mascherati e armati sono arrivati nella zona a
bordo di quad, hanno circondato il veicolo di uno dei diplomatici chiedendo i
documenti d’identità e hanno poi infranto a sassate il finestrino dell’auto del
consolato belga. Il sindaco francese di 79 anni ha denunciato che è stato
colpito con una sbarra di ferro e buttato a terra.
Il terrorismo ebraico è oramai senza freni e colpisce tutti i giorni i contadini
palestinesi e tutti gli osservatori internazionali, che siano attivisti,
giornalisti o diplomatici non ha per loro nessuna importanza, perché sanno di
aver la copertura di governo e esercito. Il criminale di guerra ricercato ha
messo in dubbio la vicenda e ha addossato la colpa sulla delegazione europea.
Qusra
Sono passati due mesi e 9 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e
dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra. 11 persone
che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
Altri casi simili alle tre famiglie di Qusra avvengono tutti i giorni: ieri,
coloni ebrei arrivati da ogni dove hanno tagliato e rubato cavi elettrici, dopo
aver abbattuto i pali della luce nel villaggio di Majdal Bani Fadil, a sud di
Nablus. Sono tornati stamattina e hanno tagliato le tubature dell’acquedotto ed
eretto una tenda, issando sopra la bandiera israeliana.
BDS contro normalizzazione
Elbit Systems, fornitrice di armi al genocidio a Gaza, si prepara a partecipare
a una fiera militare ad Aqaba.
La Fiera e Conferenza delle Forze per le Operazioni Speciali (SOFEX 2026) si
terrà ad Aqaba, in Giordania, dal 27 al 29 ottobre, preceduta da una Conferenza
dei Comandanti delle Forze per le Operazioni Speciali il 26 ottobre, con il
supporto delle Forze Armate Giordane. Elbit Systems è uno dei principali
produttori di armi israeliani e un importante fornitore dell’esercito
israeliano.
-Da Göteborg a Marsiglia: uffici Elbit sotto assedio, stabilimento Eurolinks di
componenti per armi chiuso
I manifestanti hanno assediato gli uffici di Elbit Systems nel quartiere di
Kalebäck a Göteborg, in Svezia, mentre gli attivisti hanno bloccato gli ingressi
dello stabilimento Eurolinks alla periferia di Marsiglia, che fornisce
componenti per armi a Israele. Secondo il sito web francese Disclose, l’azienda
ha esportato 100.000 connettori per munizioni nell’ottobre 2023, con una licenza
governativa francese.
-“Nessun posto per il genocidio nei nostri porti”
I lavoratori di oltre 40 porti si mobilitano contro le spedizioni di armi il 30
ottobre. I sindacati di Francia, Grecia, Paesi Baschi, Turchia, Marocco e Italia
hanno indetto una giornata di mobilitazione internazionale, con ciascun
sindacato che sceglierà la propria forma di protesta, che va dagli scioperi al
blocco del carico di armi. L’appello prevede anche un blocco di un giorno del
traffico container dal sud della Francia al porto del Pireo.
-Sulle orme dei lavoratori degli anni ’80: attivisti irlandesi svuotano gli
scaffali di Home Bargains a Richmere, Craigavon
Il gruppo BDS di Craigavon ha organizzato una protesta all’interno del punto
vendita della catena, affermando che è ancora costretta a rimuovere dagli
scaffali i prodotti che finanziano l’economia genocida. Hanno ricordato il
rifiuto di Mary Manning e dei suoi colleghi negli anni ’80 di trattare con
prodotti sudafricani, sostenendo che abbia giocato un ruolo cruciale nella
caduta dell’apartheid.
-Con la partecipazione dell’ambasciatrice palestinese, il concerto dei Kickap in
Messico si trasforma in una piattaforma di solidarietà di fronte a migliaia di
persone
Nadia Leila Rashid, ambasciatrice palestinese in Messico, ha guidato il pubblico
in cori di “Palestina libera” ed espressioni di solidarietà durante il concerto
della band irlandese Kickap a Città del Messico.
Sindacati per la Palestina contro il genocidio: in piazza 30 ottobre, sciopero
mondiale dei portuali
Da Marsiglia a Genova e a Gioia Tauro, dal Pireo a Istanbul, dal Marocco al
Messico e all’India, venerdì 30 ottobre è il grande giorno dello sciopero
mondiale dei lavoratori portuali contro i traffici d’armi, il genocidio di Gaza
e la guerra israelo-americana in Iran. L’hanno promosso a fine luglio i
sindacati del settore riuniti a Istanbul dopo la prima giornata di lotta del 6
febbraio scorso. Puntano a coinvolgere 57 scali marittimi in tutto il mondo.
È un percorso lungo, al quale partecipano dall’Italia l’Unione sindacale di base
(Usb) che ha promosso anche uno sciopero generale nel nostro Paese e Orsa Porti,
capace di raccogliere adesioni importanti che finora non c’erano. Due su tutte:
il sindacato Cgt Ports and Docks, il primo del settore in Francia e il Fsui,
Forward Seamen’s Union of India, Paese sempre più strategico per il traffico
mondiale di sistemi e componenti d’arma. Oltre alle due sigle italiane lo
sciopero è promosso da Endep (Grecia), Liman-Is (Turchia), Lab (Paesi Baschi),
Odt (Maroccho), Siptu (Irlanda)
ANBAMED