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Iran, la libertà sotto attacco: l’ANPI Napoli collinare al fianco del popolo iraniano
Sezione ANPI Napoli collinare “Aedo Violante” La sezione ANPI Napoli collinare “Aedo Violante” condanna con fermezza la feroce repressione messa in atto dal regime iraniano contro il proprio popolo. Da anni l’Iran è oppresso da una dittatura che nega diritti, libertà civili e dignità umana, colpendo in modo particolare le donne. Oggi quella repressione ha assunto i tratti di una vera e propria strage: centinaia, forse migliaia di morti, migliaia di arresti, violenze sistematiche contro manifestanti, studenti, lavoratori, donne e giovani che chiedono libertà, giustizia e futuro. L’ANPI collinare “Aedo Violante” si schiera idealmente e politicamente al fianco del popolo iraniano che sta lottando con coraggio contro l’oppressione, pagando un prezzo altissimo. Siamo al fianco delle donne iraniane, protagoniste di questa rivolta, che reclamano la fine di una condizione di schiavitù e rivendicano il diritto all’autodeterminazione, alla libertà e alla vita. “Donna, vita, libertà” è uno slogan che parla a tutte e tutti. L’ANPI collinare “Aedo Violante” aderisce e invita a partecipare alla manifestazione indetta da associazioni e organizzazioni democratiche per la libertà e la democrazia in Iran, che si terrà a Roma, venerdì 16 gennaio. Così come aderisce e parteciperà, con tante sue iscritte e tanti suoi iscritti, alla manifestazione di domenica 18 mattina a Napoli, alle ore 11.00 in piazza dei Martiri, dove, su impulso di “Antinoo Arcigay Napoli”, si realizzerà una “catena umana per l’Iran”. Al tempo stesso ribadisce che questa rivolta appartiene al popolo iraniano: nessun intervento esterno, nessuna potenza straniera deve tentare di strumentalizzare o “mettere il cappello” su una sacrosanta lotta di liberazione, perseguendo interessi propri. Napoli conosce il valore della libertà conquistata dal basso: nel 1943 seppe liberarsi da sola dall’oppressione nazifascista. Per questo oggi non può restare in silenzio davanti alla repressione e alla violenza. La libertà non si reprime: si difende. Redazione Napoli
Iran :Sharifeh Mohamadi deve vivere!
Nuova  condanna a morte di una attivista sindacale iraniana; continua la ferrea repressione del regime teocratico iraniano contro tutte le manifestazioni di dissenso popolare. Questo l’appello che è stato diffuso dal Comitato di coordinamento contro la condanna a morte di Sharifeh Mohamadi : Amanti della libertà del mondo! Unitevi e insorgete contro la condanna a morte di Sharifeh Mohammadi! {Vi chiediamo anche di intraprendere un’azione concreta in questo senso!} Il curriculum nero e le mani insanguinate del regime al potere in Iran non sono nascosti a nessun amante della libertà! Ora l’apparato giudiziario di questo regime ha emesso la sentenza criminale di morte contro una lavoratrice combattiva, un essere umano amante della libertà e una madre affettuosa, la cui infinita dolcezza e compassione non sono state riconosciute soltanto da familiari, amici e figli, ma anche da tutte le sue compagne e compagni di prigionia! Questa donna combattente, questa lavoratrice instancabile, Sharifeh Mohammadi, è stata imprigionata soltanto per aver difeso i diritti più elementari e calpestati delle sue compagne e compagni di classe! Questa madre colma d’affetto è stata gettata in carcere soltanto per aver difeso i diritti più semplici e negati al popolo iraniano, ossia la libertà e la giustizia sociale! Noi, tutti gli amanti della libertà e ogni coscienza vigile, invochiamo la lotta contro la legge disumana della pena di morte e contro questa sentenza criminale del regime, il cui obiettivo è terrorizzare il popolo iraniano e spegnere ogni protesta contro le ingiustizie dilaganti nella società. Uniti, solidali e coordinati dobbiamo insorgere, per costringere il regime a ritirare questa sentenza disumana! Senza dubbio questa condanna disumana non sarà odiata soltanto dagli amanti della libertà in tutto il mondo, ma la stessa origine dell’arresto di questa donna amante della libertà è stata già fin dall’inizio un’ingiustizia. Nel dicembre 2023 (Azar 1402) lei è stata arrestata con accuse false e ridicole, sostenendo che anni prima avesse collaborato con un’organizzazione sindacale pubblica e riconosciuta, che operava alla luce del sole all’interno delle stesse leggi del regime. Il processo iniziale, completamente contrario ai diritti umani più elementari, grazie agli sforzi degli amanti della libertà in Iran e in altri paesi, ha portato il tribunale superiore dello stesso regime a riconoscere gravi difetti nella sentenza di morte emessa dal primo giudice e a restituire il fascicolo! Ma poiché la persona incaricata di riesaminare il caso era il figlio dello stesso primo giudice, le macchinazioni contro Sharifeh sono continuate e ancora una volta è stata emessa contro di lei la sentenza disumana di morte, che il 15 agosto 2025 (25 Mordad 1404) è stata confermata! Sharifeh Mohammadi deve essere liberata immediatamente e senza alcuna condizione! Senza dubbio il vostro accompagnamento e il vostro intervento rapido per l’annullamento di questa condanna rappresentano una necessità umana, libertaria e urgente! Viva la solidarietà e l’unità globale degli amanti della libertà contro le condanne a morte! Viva le lotte giuste e coraggiose del popolo iraniano! Comitato di Coordinamento contro la condanna a morte di Sharifeh Mohammadi 27 Mordad 1404 – 18 agosto 2025 Redazione Italia