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Disabili a scuola. Un’esperienza positiva
“Ho trovato una scuola pubblica a misura di mio figlio, disabile grave, e voglio raccontarlo, per riconoscenza nei confronti di quegli insegnanti e dirigenti che si spendono senza risparmio, ma anche per dimostrare che far funzionare le cose è possibile; basta crederci e volerlo”. Parola di Daniela Centanni, madre di Alex, diciassettenne autistico. Per una volta la scuola non sale sul banco degli imputati… Esatto. Noi genitori di disabili gravi ci lamentiamo spesso, e a ragione, delle carenze del sistema scolastico. Io stessa l’ho fatto: ore insufficienti di sostegno, insegnanti formati poco e male, liste d’attesa per le poche strutture che funzionano. Troppo peso è lasciato sulle spalle della famiglia. Tutto vero, ma a maggior ragione è una fantastica sorpresa scoprire una scuola pubblica che trova modi creativi e molto efficaci per venire incontro alle esigenze dei ragazzi disabili. Raccontaci la vostra esperienza. Due anni fa ci siamo trovati in una delle situazioni più temute dalle famiglie di disabili gravi: trovare una scuola superiore per nostro figlio, che ha una forma di autismo severo con moderato ritardo cognitivo. La sua passione è cucinare e inizialmente ci siamo orientati su scuole alberghiere, ma nessuna sembrava fare al caso. Gli istituti professionali regionali, poi, offrono solo 10 ore di educativa la settimana, ma mio figlio non può stare a scuola senza avere accanto sempre qualcuno. Ho sentito parlare bene di un professionale statale vicino a casa e ho pensato: se non altro potrà imparare ad andare e tornare da solo, un passo importante sulla via dell’autonomia. Così abbiamo scelto quello, indirizzo servizi sociali, senza grandi aspettative. Invece abbiamo trovato dirigenti, docenti ed educatori che sono perle rare. Con loro si è creata quell’alleanza educativa che da sola è in grado di far progredire i nostri ragazzi. Che cos’hanno di speciale? Alex ha due insegnanti di sostegno e un’educatrice che si alternano coprendo il suo intero orario scolastico ridotto di venti ore settimanali. Antonio (nome di fantasia) è un insegnante di sostegno precario e ha capito subito come aiutare mio figlio. Alex ha problemi a livello cognitivo e relazionale, ma ha un gran fisico e il suo punto di forza è lo sport: nuota e si arrampica meglio di tanti altri coetanei ‘normotipici’. Ebbene, Antonio ha deciso di valorizzare questi suoi talenti. Lo porta spesso in palestra e ha iniziato a insegnargli a giocare anche a pallacanestro. Per farlo ha coinvolto altri due studenti di un altro indirizzo. Ha chiesto loro di aiutare Alex a migliorare nel basket e si è compiuto il miracolo. Sentendosi apprezzati e responsabilizzati, i due compagni si sono prodigati con una pazienza e una gentilezza inconsuete a quell’età e hanno preso Alex sotto la loro ala: guai a chi lo guarda storto. In una delle due palestre della scuola, poi, c’è una parete d’arrampicata che non veniva più usata da anni. Antonio ha invitato l’istruttore di Alex a fare una lezione dimostrativa per gli studenti dell’istituto e mio figlio si è arrampicato senza sforzo, mentre i compagni lo incitavano e l’applaudivano. Un’emozione davvero straordinaria per lui: per la prima volta nella sua vita ha provato l’orgoglio e la soddisfazione di sentirsi ammirato dagli altri ragazzi. E in classe come si trova? E’ l’unico maschio e le compagne gli si sono subito affezionate e se lo coccolano. La sua educatrice Caterina (nome di fantasia) si spende in prima persona: da un lato sostiene Alex nelle interazioni facendo da “ponte” tra lui e le compagne, dall’altro aiuta loro a capire il giusto approccio per entrare in contatto con Alex. Tra l’altro si tratta di un indirizzo di studio che forma educatori e il rapporto con una persona con autismo può essere molto formativo, una sorta di ‘compito in classe’ quotidiano. Ad Alex è stato anche dato l’incarico di guidare qualche volta la sedia a rotelle di una ragazza e lui svolge il suo compito con grande responsabilità e attenzione. Per quanto riguarda lo studio, mio figlio ha un Piano educativo individualizzato che delinea un percorso didattico personalizzato, diversificato in parte dal programma della classe perché basato sulle reali capacità del ragazzo, ma la sua insegnante di sostegno Gianna (nome di fantasia) si prodiga affinché abbia la possibilità di seguire il programma scolastico della classe in alcune materie (per esempio storia o scienze) semplificato ma in sostanza simile, per permettergli di sentirsi più “incluso” nel contesto classe. Antonio per parte sua si preoccupa di aiutarlo a conquistare spazi di autonomia, fondamentali per i disabili. Pensa che una volta la settimana lo porta al bar: là Alex ha imparato a parlare con il barista, ordinare caffè e brioche per sé e per l’insegnante, pagare il conto e prendere il resto. Può sembrare poco, ma è una grande conquista per un autistico grave e quasi non verbale. E Alex come reagisce? È contento? Entusiasta. Ogni mattina al risveglio corre a guardare l’agenda dove gli scrivo le attività della giornata e quando vede che quel giorno c’è scuola si mette a saltare dalla gioia. Il problema sono le vacanze…. Che riflessioni ti suscita questa esperienza? È la dimostrazione lampante che impegno, empatia e creatività possono fare miracoli nonostante i tagli e la ‘coperta corta’. Dobbiamo grande gratitudine a queste persone così capaci e ricche di intelligenza emotiva. Il loro lavoro è poco apprezzato e retribuito, troppo spesso criticato o dato per scontato da persone superficiali. Invece per me sono eroi del nostro tempo, esempi da imitare.     Claudia Cangemi
Desio, emozionante lettura dei nomi dei bambini uccisi a Gaza
Ci sono giornate che percepisci ti rimarranno impresse: il 28 settembre è stata una di queste. Ho  partecipato alla lettura di una piccola parte dei nomi dei preziosi bambini uccisi a Gaza nella piazza principale di Desio, dalle ore 9 alle 13.  Un’iniziativa partita dal basso, non sigle, ma persone: un gruppo di cittadini e cittadine ha sentito fortemente l’esigenza di gridare il proprio no al genocidio, alla guerra e a ogni forma di violenza e sopraffazione. Una settantina di persone di ogni età e cultura si sono alternate nella lettura, formando un’unica comunità pulsante e partecipe.  Fra loro anche il sindaco di Desio, Carlo Moscatelli, il padre dell’ambasciatore ucciso in Congo Luca Attanasio, Salvatore e una folta rappresentanza della comunità pakistana locale. La lettura, accompagnata da un lento e gorgogliante sottofondo di scorrere d’acqua, sorto a simbolo della commistione fra vita e morte, ha commosso in primis molti lettori, il cui bisogno di conforto ha ulteriormente sottolineato la nostra necessità di empatia e di “rimanere umani”. Lo sparuto gruppo di ascoltatori si è fatto via via più folto e attento. Ad un tratto, durante la lettura, una piccola farfalla gialla si è posata sull’elenco dei bambini assassinati. Si dice che le farfalle siano le anime dei morti che vengono ad accarezzare i vivi. I bambini di Gaza scuotono le nostre coscienze e ci invitano a prendere posizione e ad agire: ogni piccolo gesto conta.  Siamo chiamati a non essere indifferenti, a essere testimoni e a gettare semi di bellezza e gentilezza su questo mondo che sembra ogni giorno diventare più tetro e feroce. Non sta a noi sapere se germoglieranno o meno. Non è esperienza comune che parole e gesti abbiano giaciuto in noi stessi silenti per poi fiorire a tempo debito?   In fondo la piccola Anna Frank – che oggi sarebbe palestinese – aveva ragione: c’è un disperato bisogno di credere nell’intima bontà dell’uomo e in quel cielo blu che ieri ci ha sovrastato. Redazione Italia
Annunci mortuari contro il genocidio: Extinction Rebellion rivendica l’azione
Nelle prime settimane di agosto, a Oggiono e in altri paesi della provincia di Lecco, tra i necrologi comunali sono comparsi degli annunci mortuari di alcuni dei bambini palestinesi barbaramente uccisi dall’esercito israeliano, come Razan Abu Zaher di 4 anni e Yousef Mohammed al Safadi di appena 40 giorni.  A suscitare maggior scalpore è stato però il manifesto in cui si annuncia il decesso dell’Empatia Umana, espresso da una foto che ritraeva il vice premier, Matteo Salvini, mentre ritira il premio Italia – Israele, consegnatogli alla Camera il 22 luglio scorso. L’iniziativa, rivendicata oggi a mezzo stampa da Extinction Rebellion, mirava a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al genocidio attualmente in atto dal governo israeliano nei confronti del popolo palestinese e contrastare la deumanizzazione dei palestinesi, i cui morti non sono più numeri o nomi di un freddo elenco. I necrologi che ne annunciano la scomparsa sono infatti collocati accanto agli stessi comunemente utilizzati per la scomparsa dei nostri concittadini, per porli sullo stesso piano. “Il manifesto incriminato denuncia l’inequivocabile complicità dello Stato Italiano, che fornisce la copertura diplomatica necessaria ad Israele per continuare i suoi crimini di guerra e contro l’umanità, intrattenendo al contempo rapporti economici e forniture militari dirette” dichiara Extinction Rebellion. “Non si trattava certo di un annuncio della morte di Matteo Salvini, come invece hanno sostenuto in maniera volutamente diffamatoria alcuni assessori regionali e il direttore del premio”. Il caso mediatico è infatti esploso con la pubblicazione di svariati articoli su molteplici testate online, che hanno però riportato solo una delle sei varianti di manifesti funebri appesi: l’unica riguardante l’assegnazione del premio Italia – Israele. Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha descritto i manifesti come “messaggi funebri dal contenuto intimidatorio” e “slogan violenti”, nonostante si parlase di “empatia umana” e venissero riportati dei fatti di cronaca di un genocidio che, solo negli ultimi due anni, ha causato almeno 60 mila vittime. Allo stesso modo, Alessandro Bertoldi (direttore esecutivo di uno degli enti promotori del premio) ha dichiarato che “il premio Italia-Israele nulla aveva a che vedere con la guerra”. Secondo Extinction Rebellion, le parole di Bertoldi sono una chiara dimostrazione di indifferenza verso le conseguenze delle relazioni commerciali, della copertura diplomatica e della fornitura militare verso Israele, che lo Stato Italiano attualmente mantiene ed incoraggia. Sempre il direttore Bertoldi ha accusato gli autori del gesto di essere “odiatori antisemiti” e che denuncerà il fatto alla prefettura. “Oltre ad essere una definizione diffamatoria, falsa e infondata, il direttore Bertoldi dovrebbe sapere che i palestinesi di cui si denuncia il massacro rientrano nel gruppo dei popoli semiti. Antisemiti sono dunque coloro che si rendono complici del genocidio e che da anni supportano una politica islamofoba e antimigratoria” commenta ancora Extinction Rebellion. La responsabilità dell’Italia nel genocidio palestinese è tanto concreta quanto ineludibile. L’Italia ha infatti violato l’obbligo di prevenzione del genocidio (un obbligo inderogabile del diritto internazionale), ha ignorato le indicazioni della Corte internazionale di giustizia continuando a trasferire armi e materiali a duplice uso a Israele, rendendosi così complice degli atti genocidari avvenuti a Gaza. Proprio nel lecchese, inoltre, ha sede l’azienda “Valforge Srl”, al centro di indagini relative al traffico di d’armamento destinati ad Israele. “La storia non dimenticherà, e condannerà la complicità dello Stato Italiano. È ora di interrompere la vendita di armi e ogni relazione commerciale con lo Stato criminale di Israele” conclude Extinction Rebellion.   Fonti PrimaLecco – https://primalecco.it/cronaca/manifesto-funebre-contro-matteo-salvini-a-oggiono-dura-condanna/  Ansa – https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2025/07/29/hamas-dallinizio-della-guerra-quasi-60.000-morti-a-gaza_dcd7ea24-9ad7-43f0-8a6a-86462fced277.html  La provincia unica – https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/lecco/oggiono-e-brianza/ad-oggiono-manifesto-mortuario-foto-salvini-che-riceve-premio-italia-israele-o_3221066_11/  Altraeconomia – https://altreconomia.it/armi-a-israele-le-responsabilita-giuridiche-dellitalia-e-dei-suoi-attori-pubblici-e-privati/  Altraeconomia – https://altreconomia.it/traffico-di-armi-italia-israele-aziende-banche-e-dogane-coinvolte/  Extinction Rebellion