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Via libera ai 90 miliardi per Kiev, ma senza unanimità
Dopo settimane di stallo e trattative serrate, l’Unione Europea imprime una decisa accelerazione al sostegno finanziario per Kiev. La presidenza cipriota del Consiglio UE è riuscita, il 5 febbraio, a stendere un accordo che scioglie alcuni nodi politici, e a ottenere una larga intesa. Ma non l’unanimità: Ungheria, Slovacchia e […] L'articolo Via libera ai 90 miliardi per Kiev, ma senza unanimità su Contropiano.
February 9, 2026
Contropiano
Argentina. L’ultradestra di vince le elezioni legislative, Trump festeggia
Il partito di governo ha totalizzato il 40,84 per cento dei voti scrutinati. Vince a Córdoba, Città di Buenos Aires ed Entre Ríos, tra le altre. Ottiene un risultato sorprendente anche nella provincia di Buenos Aires. Il secondo posto spetta a Fuerza Patria. Il peronismo, raggruppato in Fuerza Patria – senza contare […] L'articolo Argentina. L’ultradestra di vince le elezioni legislative, Trump festeggia su Contropiano.
October 27, 2025
Contropiano
Come FMI e USA hanno intrappolato l’Argentina con il debito
L’Argentina è tornata alla ribalta della cronaca con un’ennesima turbolenza finanziaria innescata dalla scarsa posizione politica del Presidente Milei. Questa posizione precaria è il prodotto della rabbia per le disastrose performance economiche dell’Argentina e della massiccia corruzione all’interno dell’amministrazione Milei, e non fa presagire nulla di buono per la performance del […] L'articolo Come FMI e USA hanno intrappolato l’Argentina con il debito su Contropiano.
October 21, 2025
Contropiano
Lo spread territoriale in un’Italia creditizia a due velocità
Il credito in Italia ha un prezzo e non è solo quello dei tassi d’interesse: dal 2019 al 2025, il TAEG (Tasso annuale effettivo globale) è schizzato, in sei anni, dal 2,34% al 4,77%. E’ quanto certifica il focus Censis – Confcooperative, che accende i riflettori su quello che viene chiamato il “dazio” del credito, che viene erogato con criteri che rischiano di cristallizzare le disuguaglianze esistenti, creando uno spread territoriale in un’Italia creditizia a due velocità. È di 1,89% la forbice che separa il costo del credito per le imprese tra la Calabria (5,68%) e la Valle d’Aosta (3,79%). Per un credito a 10 anni da 300 mila euro, un’impresa calabrese paga 33.000€ in più rispetto a una della Valle D’Aosta. Mentre una famiglia calabrese che chiede un prestito a 5 anni, da 50mila euro, paga 2.300 euro in più rispetto all’Emilia-Romagna. È la geografia dell’apartheid finanziario italiano dopo la stretta monetaria del 2022 – 2023, che determina che chi nasce al Sud paga di più. Il tasso annuo effettivo globale (TAEG) sui prestiti superiori a un anno per investimenti disegna infatti un Paese spaccato in due: in Calabria si paga il 5,68%, in Basilicata il 5,65%, in Sicilia il 5,36%. Il Mezzogiorno nel suo complesso sconta un 5,16%, un macigno rispetto al 4,71% del Nord Ovest e al 4,59% del Nord Est. La Valle d’Aosta registra il TAEG più basso d’Italia (3,79%), seguita da Lazio (4,31%) ed Emilia-Romagna (4,43%). La differenza tra Calabria e Valle d’Aosta, come si diceva, è di 1,89 punti percentuali. E anche per le famiglie italiane incide lo spread territoriale: nel 2024 i prestiti concessi alle famiglie per un periodo superiore all’anno e fino a cinque anni registrano le condizioni più favorevoli in Emilia-Romagna (4,20%), Trentino-Alto Adige (4,40%) e Lombardia (4,75%), dove il costo del prestito si attesta sensibilmente al di sotto della media nazionale (5,08%). Una famiglia calabrese che chiede un prestito da 50mila euro, rimborsabile in cinque anni, paga fino a 2.300 euro in più rispetto a una famiglia dell’Emilia-Romagna. Il focus si occupa anche del nuovo portafoglio degli italiani: nel primo trimestre del 2025, le attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane ammontano a 6.043 miliardi di euro, con una composizione del portafoglio che riflette sia una forte diversificazione sia alcuni spostamenti significativi rispetto all’anno precedente. La quota più rilevante continua a essere rappresentata dalle azioni e altre partecipazioni, che pesano per il 29,7% del totale, seppur in lieve calo rispetto al 30,3% del primo trimestre 2024, per un ammontare complessivo pari a 1.794,8 miliardi di euro. Seguono biglietti, monete e depositi, che restano su valori elevati (26,1%), pur riducendosi leggermente come incidenza rispetto all’anno precedente (26,7%), e che ammontano a 1.578,8 miliardi di euro. Quanto al risparmio, invece, il confronto spietato tra il 2004 e il primo trimestre 2025 racconta di un’Italia che ha perso la capacità di guardare al futuro: nel 2004, la propensione al risparmio oscillava tra il 13,3% e il 14,6%, con un potere d’acquisto che superava i 357 miliardi di euro reali nel terzo trimestre. Dieci anni dopo, nel 2014, la propensione si è attestata intorno all’8,6–8,8%, mentre il potere d’acquisto è sceso attorno ai 326 miliardi, segnando una perdita secca di circa 30 miliardi. Nel 2024, invece, la propensione al risparmio è tornata su livelli analoghi a quelli del 2014 (tra l’8,5% e il 9,5%), ma il potere d’acquisto invece no, attestandosi sui 340 miliardi: un recupero parziale, ma non sufficiente a colmare la distanza rispetto all’inizio degli anni Duemila. Nel primo trimestre 2025 la propensione al risparmio si è attestata al 9,3%, mentre il potere d’acquisto è salito a 346 miliardi di euro, ancora 10 miliardi in meno rispetto al 2004.  E per quanto riguarda il futuro le previsioni al 2026 dipingono un apparente miglioramento, ma sotto la superficie le fratture restano. Il tasso di deterioramento del credito scenderà per tutti: le grandi imprese lo vedranno dimezzato dal 2,0% all’1,0%, le microimprese dal 3,7% al 3,0%. Numeri che nascondono una verità scomoda: anche nel 2026 le microimprese avranno un tasso di deterioramento triplo rispetto alle grandi. Il settore delle costruzioni resterà quello più a rischio (3,2%), mentre l’industria scenderà al 2,1%. Non è un miglioramento, è la cristallizzazione di un sistema creditizio a due velocità. Qui per approfondire: https://www.confcooperative.it/LInformazione/Primo-Piano/bce-il-dazio-del-credito-e-lo-spread-territoriale.  Giovanni Caprio
August 20, 2025
Pressenza