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MSF: “Cliniche chiuse, farmaci bloccati nei porti, conseguenze devastanti dello smantellamento di USAID”
Un anno fa, l’amministrazione Trump ha emanato una serie di decreti esecutivi che hanno stravolto i programmi sanitari e umanitari in tutto il mondo, danneggiando gravemente la cooperazione e la solidarietà su questi temi. Le cliniche hanno chiuso i battenti. I farmaci salvavita sono rimasti bloccati nei porti. Gli operatori sanitari hanno perso il lavoro. I costi umani sono stati catastrofici. Nel corso del 2025 Medici Senza Frontiere (MSF), che non accetta finanziamenti dal governo statunitense per mantenere la sua indipendenza, ha assistito alle enormi conseguenze di queste scelte ed oggi esprime la sua vicinanza alle persone che sono state colpite. Le conseguenze devastanti delle misure adottate dall’amministrazione Trump, che ridefiniscono la politica di aiuti esteri degli Stati Uniti, hanno appena iniziato a manifestarsi, avverte MSF. “Mentre il mondo è ancora sotto shock per questi tagli agli aiuti, è ormai chiaro che si è trattato solo della prima mossa dell’amministrazione Trump per ridefinire l’assistenza sanitaria e umanitaria globale” afferma Mihir Mankad, direttore del dipartimento di Advocacy e Policy in tema di salute globale di MSF. “Le diverse amministrazioni hanno sempre avuto priorità e programmi differenti in materia di salute globale, ma quello a cui stiamo assistendo ora è un allontanamento sconcertante dal principio fondamentale secondo cui fornire assistenza umanitaria di base, combattere le epidemie, la malnutrizione e le malattie prevenibili con i vaccini e sostenere le comunità più emarginate del mondo siano cause meritevoli”. In Somalia, l’interruzione degli aiuti ha causato il blocco delle spedizioni di latte terapeutico per mesi. Il numero di bambini gravemente malnutriti ricoverati nelle strutture supportate da MSF è passato da 1.937 nei primi 9 mesi del 2024 a 3.355 nello stesso periodo del 2025. Solo nell’ospedale regionale di Baidoa Bay, i decessi tra i bambini gravemente malnutriti sono aumentati del 44% nella prima metà del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, con il 47% dei decessi avvenuti entro due giorni dall’arrivo del bambino a causa della gravità delle sue condizioni. All’ospedale della contea di Renk, in Sud Sudan, i tagli ai finanziamenti hanno costretto improvvisamente un’organizzazione umanitaria a interrompere il sostegno a 54 membri del personale ospedaliero nel mese di giugno, lasciando gravi lacune nell’assistenza alla maternità. Il reparto pediatrico dell’ospedale, gestito da MSF, ha accolto un numero maggiore di neonati con peso alla nascita criticamente basso e altre patologie dovute alla mancanza di assistenza medica durante la gravidanza e il parto. In risposta a questa situazione, MSF ha iniziato a supportare il reparto maternità nel settembre 2025. Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), lo smantellamento di USAID ha portato alla cancellazione di un ordine di 100.000 kit post-stupro, che includevano farmaci per la prevenzione dell’HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili. I team di MSF hanno riscontrato livelli estremamente elevati di violenza sessuale in RDC – hanno fornito assistenza a 28.000 sopravvissute solo nella prima metà del 2025 – e hanno effettuato acquisti non programmati di profilassi post-esposizione (PEP) per l’HIV in risposta alle carenze di forniture nel Nord Kivu. Questi esempi e innumerevoli altri risalenti all’ultimo anno, significano molto più che semplici tagli al bilancio; rappresentano un cambiamento radicale nel modo in cui gli Stati Uniti interagiscono con il mondo e concepiscono il proprio ruolo nello scenario internazionale. Lo scorso settembre, l’amministrazione Trump ha pubblicato la sua strategia sanitaria globale America First, che assegna agli Stati Uniti un ruolo notevolmente ridotto. La strategia è limitata e poco lungimirante e orienta la politica statunitense verso un approccio errato e probabilmente inefficace alla risposta alle epidemie. Su aree chiave in cui gli Stati Uniti sono stati a lungo leader globali – salute sessuale e riproduttiva, nutrizione e malattie non trasmissibili – la strategia tace. Per iniziare ad attuare la strategia America First, l’amministrazione ha rapidamente negoziato una serie di accordi bilaterali con i governi che ricevono assistenza sanitaria estera dagli Stati Uniti. Questi accordi costituiranno la spina dorsale di un nuovo approccio alla salute globale, apertamente transazionale e negoziato a porte chiuse, senza il contributo della società civile o delle comunità la cui salute e il cui benessere sono maggiormente a rischio. L’amministrazione sostiene che questo approccio incoraggia la responsabilità e sovranità dei Paesi. Tuttavia, il governo statunitense ha contemporaneamente esercitato pressioni sui governi beneficiari affinché limitassero l’accesso ai servizi in base a criteri ideologici, in particolare per le popolazioni emarginate e nel campo della salute sessuale e riproduttiva. “L’affermazione secondo cui questi accordi promuovono la sovranità nazionale suona falsa quando, allo stesso tempo, i funzionari del Dipartimento di Stato dicono apertamente ai Paesi che l’assistenza sanitaria è subordinata alla loro disponibilità a concludere un accordo sui minerali con gli Stati Uniti” afferma Mankad di MSF. “L’assistenza sanitaria globale dovrebbe essere guidata dalle esigenze di salute pubblica, da solide prove mediche e dall’epidemiologia, non da rozzi calcoli politici, dall’estrazione economica o dalla coercizione ideologica”. I tagli del 2025 sono stati devastanti, ma ciò che sta emergendo ora è un ripensamento totale del perché e del modo in cui gli Stati Uniti forniscono aiuti e si impegnano con il resto del mondo su questioni sanitarie e umanitarie.   Medecins sans Frontieres
January 22, 2026
Pressenza
La Russia “vende” i bambini ucraini? Il conflitto informativo colpisce ancora
Negli ultimi giorni diversi media italiani hanno rilanciato una notizia che ha fatto rapidamente il giro del web: nella Repubblica Popolare di Lugansk (LNR) sarebbe stato pubblicato un “catalogo” con i dati di bambini ucraini rapiti, presumibilmente destinati a un traffico di minori. L’informazione è stata diffusa da Save Ukraine, ONG fondata nel 2014 e presentata sul proprio sito come impegnata nel “recupero dei bambini ucraini rapiti”. Tra i partner dichiarati compaiono USAID, l’Unione Europea e il Ministero degli Affari europei dell’Austria. La notizia, rilanciata senza particolari approfondimenti da diverse testate, non è però supportata da prove concrete: negli articoli non vengono citate fonti verificabili che confermino la versione di Save Ukraine. Le accuse di “traffico di minori” sembrano inserirsi in un contesto di fortissima contrapposizione politica e propagandistica tra Kiev e Mosca, con la Russia che considera la Repubblica Popolare di Lugansk parte integrante del proprio territorio a seguito del referendum del 2022 e Kiev che vorrebbe porre fine a qualunque separatismo indipendentista russofono. La realtà, per quanto complessa, ha ben altro spessore e – chi si è affacciato alla questione riguardante il conflitto in Donbass fin dal 2014 con cognizione di causa – non può ignorare alcuni particolari fondamentali per capire quanto sta avvenendo. Dal 2014 la Repubblica Popolare di Lugansk ha promosso numerose iniziative per collocare i bambini orfani e i minori privi di cure parentali in nuove famiglie, riducendo in modo significativo il numero di minori ospitati negli istituti e favorendo la loro crescita in condizioni familiari, fornendo opportunità per uno sviluppo dignitoso nonostante le grandi difficoltà. Per chiarire la natura del documento, International Reporters ha contattato Vladlena Shehovtsova, Viceministra dell’Istruzione e della Scienza della Repubblica Popolare di Lugansk. Nella sua risposta, ha respinto fermamente ogni accusa di rapimenti: > “I bambini che hanno perso l’ambiente familiare hanno diritto a una protezione > speciale e all’assistenza dello Stato. Questo è garantito dalla Convenzione > sui diritti dell’infanzia. A questi bambini devono essere garantite non solo > condizioni di vita confortevoli e un’istruzione di qualità, ma anche la > possibilità di tornare in una famiglia. Un padre e una madre, anche se non > sono i genitori biologici, possono diventare un sostegno sicuro, condividendo > la loro esperienza di vita e la loro saggezza. Per accelerare e ottimizzare > questo processo, è stata creata una banca dati statale sui bambini rimasti > senza cure parentali. La digitalizzazione oggi è introdotta in molti settori, > compreso il lavoro degli organi di tutela e curatela.“ Secondo la Viceministra, la creazione del database rientra negli obblighi previsti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e nella Costituzione della Federazione Russa, che attribuiscono allo Stato il dovere di garantire protezione e assistenza ai minori privi di cure parentali. Anche il Garante per i diritti dell’infanzia della LNR, Inna Schvienk ha commentato la vicenda: > “Il lavoro con le famiglie affidatarie comprende un insieme di attività volte > a sostenere le famiglie che hanno accolto minori rimasti senza cure parentali. > Tale lavoro prevede un accompagnamento psicologico, pedagogico, sociale e > giuridico e viene svolto di norma in stretta collaborazione tra gli organi > statali competenti. Ogni tutore o affidatario deve obbligatoriamente > frequentare una “scuola per genitori affidatari”, sottoporsi a una visita > medica e preparare il pacchetto di documenti previsto dalla legislazione > federale. Inoltre, tra il potenziale tutore/affidatario e il bambino si lavora > per stabilire un contatto. In caso di instaurazione di un rapporto positivo, > viene obbligatoriamente presa in considerazione l’opinione del minore sulla > sua disponibilità a entrare in una famiglia affidataria. In questo modo, lo > Stato agisce esclusivamente nell’interesse del bambino.” Shehovtsova ha spiegato a International Reporters che la piattaforma è un database regionale sui bambini rimasti senza cure parentali, istituita “per aiutare i cittadini che desiderano prendere un bambino in affidamento o adottarlo, e per creare un archivio unico di informazioni affidabili accessibile in tempi rapidi agli organi competenti”. La gestione del database è affidata al Ministero dell’Istruzione e della Scienza della LNR, che agisce come operatore regionale del registro, in conformità alla Legge Federale Russa n. 44-FZ del 16 aprile 2021. Gli aspiranti genitori adottivi o tutori devono essere cittadini russi maggiorenni e giuridicamente capaci. Prima dell’affidamento, è prevista “una verifica accurata del livello morale, materiale e fisico” della famiglia, e la frequenza di un corso di formazione specifico. Una volta collocato il minore, “gli organi di tutela e cura effettuano controlli programmati e straordinari presso il luogo di residenza per verificare che i diritti e gli interessi del bambino siano rispettati e che il suo patrimonio venga tutelato”. Il caso della presunta “vendita di bambini” dimostra quanto ancora il giornalismo embedded generi un acceso conflitto informativo parallelo a quello militare: da una parte, il governo etnonazionalista ucraino di Zelensky e i suoi alleati occidentali che accusano Mosca e le autorità russe di deportazioni e traffici illeciti; dall’altra, la LNR e la Russia che respingono le accuse e presentano iniziative come la banca dati degli orfani come adempimenti normativi per la tutela dei minori (sicuramente non il migliore dei modi per gestire una questione umanitaria). Non è la prima volta che la disinformazione sui presunti rapimenti di bambini ucraini russofoni della Repubblica Popolare di Lugansk si fa sentire. Già nel 2023 giornalisti italiani avena rilanciato questo tipo di notizie confusionarie, parziali e decontestualizzati, dicendo mezze verità per affermare grandi bugie. Presentare documenti ufficiali della LNR come “cataloghi per la vendita di bambini” senza prove verificabili significa utilizzare la disinformazione come arma politica, per polarizzare l’opinione pubblica e minare la credibilità stessa dell’informazione mainstream, già ampliamente considerata parziale e incompleta da gran parte della popolazione occidentale stessa. Lorenzo Poli
August 16, 2025
Pressenza