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Essere Palestinese…
Orgogliosa di portare sulle spalle un’origine che non pesa, spinge. Essere palestinese significa nascere con un’eredità fatta di storia, di terra e di vento, e sentirla vibrare anche quando la vita ti porta lontano. Significa sapere che la diaspora non è uno sradicamento, ma una seconda casa che cresce attorno a noi, custodendo il sogno del ritorno come una fiamma che non si spegne. Essere palestinese è una responsabilità, significa resistere senza perdere la tenerezza, camminare con le ferite, ma senza permettere che siano loro a definirci. Essere palestinese significa non arrendersi, significa credere che ogni giorno, anche il più buio, custodisca uno spiraglio di luce, significa amare la vita con ostinazione, con quella forza che nasce dal sapere che nulla, né esilio, né confini, né distanze, può cancellare un popolo che continua a immaginare il futuro. Orgogliosa di appartenere a una storia che non è solo dolore, ma resistenza, creatività, cultura, dignità, orgogliosa di portare dentro di me un mondo che danza tra memoria e speranza, tra la casa che abitiamo oggi e quella che continueremo a sognare. Essere palestinese significa questo, camminare nel presente con il cuore rivolto al domani, e sapere che nessuno potrà mai spegnere il nostro diritto di vivere, amare e tornare.   Redazione Italia
Ordinaria disumanità e solidarietà crescente
Ordinaria disumanità L’esercito israeliano ha rifiutato le richieste di 60 organizzazioni umanitarie internazionali di introdurre aiuti a Gaza. Medici senza Frontiere è stata cancellata dalla lista delle organizzazioni autorizzate ad operare a Gaza. “D’ora in poi, non potremo svolgere il nostro lavoro ed i nostri operatori locali ed internazionali rischiano fortemente”, ha detto un portavoce dell’organizzazione. Un gruppo di coloni ebrei israeliani ha attaccato il villaggio di Atara, a nord di Ramallah, in Cisgiordania. I coloni erano armati di mitra, pietre, bastoni, taniche di benzina e protetti dai soldati. Hanno appiccato il fuoco a diverse auto e lanciato pietre contro i vetri delle finestre delle case. La popolazione impaurita e spaventata si è barricata in casa. Un gruppo di giovani ha sorpreso gli aggressori alle spalle con lancio di pietre. I soldati hanno iniziato a sparare per coprire la ritirata dei coloni. Non è stato arrestato nessun colono, mentre una decina di giovani palestinesi sono stati condotto nelle caserme dell’esercito occupante per essere interrogati e minacciati. Sono incessanti le invasioni dell’esercito nei campi profughi palestinesi in Cisgiordania. In particolar modo sono stati presi di mira Tulkarem e Jenin. Una decina di attivisti arrestati. Il ministro fascista Ben Gvir ha compiuto un’irruzione nella cella di Marwan Barghouti, ostaggio palestinese nelle carceri israeliane, e lo ha minacciato: “Cancelleremo la vita di chiunque offende Israele. Dovete sapere che non vincerete!”. La visita del ministro fascista nel carcere è stata trasmessa dalla tv israeliana “Canale 7”. “È un controllo per verificare che gli ordini del ministro, di ridurre al minimo il trattamento dei detenuti in materia di cibo, igiene e salute, siano rispettati. Si deve soltanto evitare che muoiano; il cibo ridotto al minimo, poca acqua e niente medicine”. Le immagini trasmesse hanno scioccato tutti coloro che conoscevano Barghouti e soprattutto hanno scioccato la famiglia. Appare nel video dimagrito e scheletrico. E crescente solidarietà Roger Waters ha una nuova canzone. Si intitola Sumud (perseveranza incrollabile). Una ballata, ma non solo un’altra ballata: in realtà un inno alla resistenza senza tempo. D’ora in poi, queste sonorità, e il loro grido di battaglia, dovrebbero idealmente estendersi a tutto il mondo, dal Mali a Giava, forgiando una già nascente Alleanza di Resistenza Globale. Roger evoca martiri da Rachel Corrie a Marielle Franco – “Oh sorelle mie / aiutatemi ad aprire i loro occhi” – colmando i divari “attraverso il grande spartiacque” fino a raggiungere uno stato di consapevolezza in cui “la ragione raggiunge la maggiore età”.  (246) Roger Waters – Sumud (New Song, 2025)  Proseguono intano i presidi quotidiani a staffetta, gli scioperi della fame, anche del personale sanitario, le petizioni ai governi locali perché prendano parola e posizione contro il genocidio, la campagna BDS… ANBAMED