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Nel 2025 sono morti sulle nostre strade 419 pedoni, 228 ciclisti e 25 conducenti di monopattini
Durante lo scorso anno ci sono stati 177.207 incidenti  (485 al  giorno), che hanno portato alla morte 2.868 persone (7,9/g.). I feriti sono stati, invece, 237.822 (652/g.). L’aggiornamento provinciale Aci-Istat sugli incidenti stradali del 2025 evidenzia forti differenze territoriali: in 41 province su 107 le vittime sono aumentate rispetto al 2019, anno di riferimento per l’obiettivo europeo di dimezzare i decessi entro il 2030. In 57 province sono diminuite e in nove sono rimaste stabili. A livello nazionale la riduzione è del 9,6%. Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena hanno già raggiunto il dimezzamento rispetto al 2019. Gli incrementi percentuali maggiori si registrano invece ad Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani. Nel confronto con il 2024, le diminuzioni più consistenti in valore assoluto riguardano Treviso (-29 morti), Perugia (-26) e Napoli (-20); gli aumenti maggiori Torino (+17), Macerata (+14) e Catania (+10). Anche la gravità degli incidenti varia sensibilmente: Nuoro, Sud Sardegna e Benevento registrano rispettivamente 52,8, 51,7 e 50,2 morti ogni mille incidenti, contro una media nazionale di 16,2. Roma è la provincia con più pedoni e ciclisti deceduti: rispettivamente 48 e 14; per questi ultimi il dato sale nettamente rispetto ai tre del 2024. “Nel corso del 2025, si legge nel report dell’ISTAT e dell’ACI, sono deceduti, in Italia, 419 pedoni (-10,9%), 228 ciclisti (+23,2%), di cui 30 su bici elettrica (+50%) e 25 vittime tra conducenti e passeggeri di monopattini (+8,7%). Nella provincia di Roma è stato rilevato il più alto numero di pedoni morti (48; -26,2% rispetto al 2024), seguita da Milano (18; -21,7%), Torino (16; +6,7%) e Napoli (15; -37,5%). Ancora nella provincia di Roma il più alto numero di ciclisti morti (14 contro i 3 del 2024), seguono Modena (9 a fronte di 3 nel 2024) e Latina (8, furono 5 nel 2024). Dei 25 morti su monopattino, 3 sono concentrati ciascuno nelle province di Roma e Torino, 2 nella Provincia di Milano, nella Provincia di Caltanissetta e nella Provincia di Messina” (https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Incidenti-stradali-provinciali-2025.pdf). Secondo i dati aggiornati dell’ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale), nei primi nove mesi del 2026 le strade italiane registrano un bilancio drammatico per gli utenti vulnerabili, con 318 pedoni e 179 ciclisti deceduti dall’inizio dell’anno. E tra questi anche Nicolò, un bimbo di 7 anni, che a Torino il 22 settembre scorso è stato ucciso da una persona alla guida di un’automobile mentre stava andando in bicicletta a scuola; lo scontro è avvenuto sulla corsia ciclabile del controviale in corso Regina Margherita, nel quartiere Vanchiglia, in un’area con 7 plessi scolastici. Dalla mattina successiva è iniziata una mobilitazione continua, su invito di FIAB Torino Bike Pride, per esprimere rabbia, sgomento e frustrazione, manifestando con una “ciclabile umana”, una lunga fila di persone che in fila hanno protetto simbolicamente la corsia ciclabile. E’ stata pubblicata online una lettera aperta al sindaco di Torino Lo Russo firmata da oltre 200 professori dell’Università di Torino, ove – tra l’altro – si legge: “Nei Paesi Bassi un parametro usato per misurare la qualità di vita in città è legato a quanto un bambino di otto anni può muoversi in autonomia, senza essere accompagnato da un adulto, in bici o a piedi. Perché se una città è sicura per bambini di otto anni in giro da soli, è sicura per tutte le persone che la abitano. A Torino invece un numero sempre più grande di genitori dice che vorrebbe portare i figli in bici a scuola, ma ha paura. Da martedì, per forza di cose, la paura è più grande, anche tra chi continua a portarli, consapevole dell’importanza e dell’impatto educativo, ecologico e sociale di questa scelta di mobilità. Sappiamo che ha a cuore questa città e chi la vive. Sappiamo che non è semplice attuare i cambiamenti, ma questa morte deve interrogare tutta la cittadinanza e nessuno deve tirarsi indietro nel riconoscere in che modo non abbiamo fatto abbastanza e cosa dobbiamo fare affinché questa sia davvero l’ultima volta che ci ritroviamo a piangere una tragedia così tremenda, eppure così annunciata. Serve un modello completamente diverso, serve un cambiamento sistemico che garantisca il diritto umano fondamentale di muoversi in autonomia e sicurezza nel luogo in cui si vive. E serve farlo subito, prima di ritrovarci a piangere un’altra vita spezzata. Tutti devono potersi muovere senza avere paura. Si risponde modificando lo spazio pubblico e accompagnando il cambiamento culturale. Torino è stata tante volte laboratorio di cambiamenti che poi hanno interessato il resto della nazione”. Ma il nuovo Codice della strada, adottato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri,  non va purtroppo nella direzione di una maggiore sicurezza dei cittadini, a partire da quelli più fragili. La Rete Italiana Mobilità Equa (https://www.retemobilitaequa.it/), che unisce oltre 40 organizzazioni che promuovono la sicurezza stradale, la mobilità attiva, il trasporto pubblico e l’equità dello spazio pubblico, ha lanciato l’allarme sulla base del testo sottoposto a consultazione e delle modifiche anticipate dal MIT e dalla stampa: “Dopo trent’anni, il governo ha l’occasione di cambiare e rendere più sicura ed efficiente la mobilità degli italiani, come nel resto d’Europa. La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni. Un codice che, se non cambia nell’iter dei prossimi mesi, rischia di portarci fuori strada e di produrre più insicurezza, inquinamento e traffico a danno anche di chi guida” (https://www.retemobilitaequa.it/wp-content/uploads/2026/10/Comunicato-RIME-Codice-della-Strada-14-Ottobre-2026.pdf). Intanto, si sta organizzando la manifestazione di domani, 23 ottobre, quando per iniziativa di Streets For Kids si scenderà in strada con l’azione “Tutta nostra la città”: una presa di parola collettiva, carica di energia, per chiedere strade più sicure davanti alle scuole e velocità ridotta. L’obiettivo è far girare il messaggio ovunque: più sicurezza, più rispetto, strade scolastiche e velocità ridotta vicino alle scuole! Qui per maggiori informazioni su Streets For Kids 2026: https://italy.cleancitiescampaign.org/streets-for-kids-autunno-2026/ Giovanni Caprio
October 22, 2026
Pressenza
Ancora più di tremila morti in incidenti stradali nel 2024
Nel 2024 il numero delle vittime della strada è rimasto pressoché stabile rispetto al 2023, mentre si registra un aumento degli incidenti e dei feriti: il numero di morti in incidenti stradali è stato di 3.030 (-0,3% rispetto al 2023), quello dei feriti 233.853 (+4,1%), per un totale di 173.364 incidenti stradali (+4,1%). Rispetto al 2019, le vittime e i feriti sono diminuiti (rispettivamente del -4,5% e -3,1%), mentre gli incidenti stradali mostrano un leggero aumento (+0,7%). Sono i dati di un recente report dell’ISTAT. Il numero delle vittime cresce tra i conducenti e i passeggeri di motocicli, di monopattini e di autocarri, mentre diminuisce per le altre categorie. In particolare, si contano 830 vittime tra i motociclisti (+13,1% rispetto al 2023) e 146 tra gli occupanti di autocarri (in aumento del 30,4%); tra gli utenti di monopattini elettrici aumentano anche gli infortunati: il numero dei feriti sale a 3.751 e quello dei morti (entro i 30 giorni dall’incidente) a 23, cui si aggiunge 1 pedone (nel 2023 erano rispettivamente 3.195 e 21). Le vittime tra gli occupanti di autovetture scendono a 1.252 (-6,0% rispetto al 2023), tra i ciclomotoristi a 61 (-10,3%), tra i pedoni a 470 (-3,1%) e tra gli utenti di biciclette – anche elettriche – a 185 (in diminuzione del -12,7% rispetto al 2023 quando erano 212). Aumentano gli incidenti e i feriti su tutte le tipologie di strade, soprattutto sulle autostrade (+6,9% incidenti, +7,0% feriti). Anche il numero delle vittime aumenta in maniera marcata sulle autostrade (+7,1%), a fronte della diminuzione sulle strade urbane (-2,1%) e del leggero aumento su quelle extraurbane (+0,1%). Gli incidenti su autostrade e strade extraurbane aumentano anche nel confronto con il 2019 (+4,0% e +2,7% rispettivamente). I comportamenti errati alla guida più frequenti si confermano essere la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. Insieme, costituiscono il 37,8% delle cause (85.339 casi), valore stabile nel tempo. La guida troppo veloce è il comportamento più sanzionato dopo la sosta vietata e rappresenta il 34% del totale delle violazioni del codice della strada. In lieve calo le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini, a fronte di un incremento di quelle per mancato uso del casco. Rimane elevato il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto e aumentano le sanzioni per guida sotto l’effetto di stupefacenti, in lieve calo quelle per guida in stato di ebbrezza. Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone – calcolato con parametri aggiornati da Istat e ACI nel 2023, sulla base di quanto rilevato da Polizia Stradale, Polizia locale e Carabinieri – ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2024 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da ANIA), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro. Di fronte a questi dati vale la pena evidenziare ancora una volta il successo dell’iniziativa “Bologna Città 30”: nei primi 6 mesi del 2025, secondo anno di Bologna Città 30, vengono confermati tutti i principali trend, già registrati nel primo anno, rispetto al periodo pre-Città 30, a partire dal calo del numero delle persone decedute sulla strada (5 come nel primo semestre 2024 cioè il 33,3% in meno del pre Città 30). Sono diminuiti gli incidenti stradali (di oltre il 15%) e i feriti (di poco più del 5%), con miglioramenti ancora più consistenti sulle radiali (che superano, rispettivamente, il -23% e il -15%). E sono calati anche gli incidenti più gravi (-21%), classificati dal 118 con “codice rosso”, mentre si sono rafforzati ulteriormente, rispetto al primo anno, i trend relativi all’aumento dell’uso della bicicletta (+19%) e del bike sharing (+119%) e, all’opposto, i trend di calo dei flussi veicolari (-8%) e dell’inquinamento da traffico (-30%): https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/citta30-dati-sei-mesi-2025. Qui il Report dell’ISTAT sugli incidenti stradali nell’anno 2024: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/REPORT_INCIDENTI_STRADALI_2024.pdf. Qui l’Infografica sugli Incidenti stradali – Anno 2024: https://www.istat.it/infografiche/infografica-sugli-incidenti-stradali-anno-2024/?mtm_campaign=wwwnews&mtm_kwd=29_2025. Giovanni Caprio
August 14, 2025
Pressenza