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Palestina: resistere nel fuoco della guerra
articoli di Eliana Riva, Sara Panarella, Emergency, Enrico Pitzianti, Giulia Abbate ….. con aggiornamenti, appuntamenti e iniziative solidali. QUi troverete: Anbamed – aggiornamenti 7 – 6 e 5 marzo 100 porti per cento città: candidature aperte Eliana Riva sull’assedio totale di Gaza Sara Panarella sulla devastazione umana, animale e arborea con dati agghiaccianti sul presidio di Campobasso per Ahmad Salem
Doppio appuntamento a Milano con la campagna ‘Free Marwan Barghouti’
Sabato 7 marzo alla Casa della Cultura (via Borgogna 3) nel pomeriggio si svolgerà un incontro con l’Ambasciatrice Palestinese Mona Abuamara e alla sera verrà proiettato “Tomorrow’s Freedom”, il film delle sorelle Georgia e Sophia Scott. L’iniziativa, che si inserisce nel programma della campagna internazionale lanciata nel novembre scorso, è promossa dal Comitato di Milano per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi per ribadire la richiesta di liberazione di colui che è stato da più parti definito il “Mandela della Palestina” e, insieme a lui, delle migliaia di uomini e donne che sono prigionieri nelle carceri israeliane in detenzione amministrativa, che non prevede alcuna accusa specifica, raramente permette un qualche accesso alla difesa di un avvocato e può essere rinnovata per anni, senza alcuna possibilità di contatto con i familiari. Una situazione di totale illegalità e abuso, più volte denunciata da Amnesty International e da varie organizzazioni attive sul fronte dei diritti umani all’interno della stessa Israele (HaMoked, Gisha, Physicians for Humans Rights) e che neppure il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) è in grado di monitorare in violazione della Terza e Quarta Convenzione di Ginevra del 1949 e del Diritto Internazionale Umanitario.   SABATO 7 MARZO 2026 MILANO / CASA DELLA CULTURA (VIA BORGOGNA, 3) H 15:30 – INCONTRO CON L’AMBASCIATRICE PALESTINESE MONA ABUAMARA H 20:30 – PROIEZIONE DEL FILM “TOMORROW’S FREEDOM” DI GEORGIA E SOPHIA SCOTT   All’incontro del pomeriggio parteciperanno Khader Tamimi in rappresentanza della Comunità Palestinese di Milano e l’attore/attivista Moni Ovadia, che insiema ai referenti del Comitato Milanese per Marwan Barghouti, Anna Camposampiero e Massimo Amato, accoglieranno l’Ambasciatrice di Palestina in Italia, Mona Abuamara, portatrice di una soluzione diplomatica del conflitto mediorientale fondata su principi di pari uguaglianza e dignità, fine dell’occupazione e dell’apartheid e giuste sanzioni per le continue incursioni da parte dei coloni in Cisgiordania. In dialogo con lei ci saranno Lorenza Ghidini (Direttrice di Radio Popolare) e Danilo De Biasio (Direttore della Fondazione Diritti Umani), mentre da Tel Aviv è previsto un contributo di Gideon Levy, giornalista del quotidiano Haaretz e tra le voci più critiche dell’operato del governo israeliano nei confronti del popolo palestinese. Inoltre, prima di dialogare con il pubblico milanese, l’ambasciatrice palestinese inconterà i consiglieri regionali Onorio Rosati (Alleanza Verdi Sinistra), Lisa Noja (Italia Viva), Paolo Romano e Simone Negri (Partito Democratico) e Paola Pollini (Cinque Stelle) e Francesca Cucchiara (consigliera comunale Verdi) e Anita Pirovano (Presidente del Municipio 9). All’evento pomeridiano, che è previsto terminare alle 17:30, segue quello serale, che inizierà alle 20:30, e propone la proiezione del film Tomorrow’s Freedom (La libertà di domani) che le sorelle Georgia e Sophia Scott hanno finito di montare nel 2022 dopo cinque anni di ricerche e riprese in stretta collaborazione con la famiglia di Marwan Barghouti, alternando testimonianze ed interviste esclusive ai materiali d’archivio e alla documentazione dell’occupazione in Cisgiordania nell’arco di oltre trent’anni. Tra le testimonianza più toccanti quella di Fadwa Barghouti: moglie di Marwan oltre che avvocatessa attiva sul fronte dei diritti umani, da oltre vent’anni impegnata nella campagna in difesa del marito, che recentemente ha fatto tappa anche in Italia, ospite della Camera dei Deputati, dove ha potuto leggere un breve brano di una recente lettera inviata al marito: > So che l’unica cosa che può scuoterti è ciò che senti del dolore del tuo > popolo, e l’unica cosa che ti ferisce è l’incapacità di proteggere i bambini > palestinesi. Tu sei del popolo, e ovunque tu sia, sei in mezzo a loro, sei di > loro e parte di loro; il tuo destino è legato al popolo. Così eri, e così > rimarrai. Ricordiamo che il governo israeliano di Benjamin Netanyahu si è opposto all’inclusione di Barghouti nella lista dei prigionieri da liberare nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco dello scorso ottobre; inoltre, come non smettono di denunciare i suoi familiari, la sua vita è in pericolo a causa delle continue aggressioni da parte dei carcerieri israeliani. Sostenitore degli Accordi di Oslo, membro del Parlamento Palestinese negli anni ’90, Barghouti venne arrestato nel 2002 con l’accusa di essere il mandante di attentati terroristici in Israele, e dopo 1000 giorni di assoluto isolamento e un processo marcato da gravi irregolarità è stato condannato a cinque ergastoli. Barghouti resta oggi una delle figure più accreditate come possibile futuro leader palestinese, in grado di mettere d’accordo le diverse anime della resistenza tra Gaza e Cisgiordania, e ancor più in grado di dialogare con quei settori della società israeliana che, in dissenso con le scelte del governo Netanyahu, sarebbe orientata a ravvivare le condizioni di un processo di riconciliazione, per un futuro di pace duraturo e sostenibile nel tempo. E su questo tema avranno modo di pronunciarsi la parlamentare europea Cecilia Strada e lo scrittore ed ex membro del parlamento israeliano Avrum Burg, che interverranno con contributi preregistrat e trasmessi prima della proiezione del film. > Quando vi verrà chiesto da che parte stare, scegliete sempre la parte della > libertà e della dignità contro l’oppressione, dei diritti umani contro la > negazione dei diritti, della pace e della convivenza contro l’occupazione e > l’apartheid. > > Solo così si può servire la causa della pace ed agire per il progresso > dell’umanità. > > Marwan Barghouti Comitato di Milano per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi Al Comitato di Milano hanno aderito, ad oggi, le seguenti realtà: * ANPI COMITATO PROVINCIALE MILANO * APS SCIGHERA * ARCI MILANO * ASSOCIAZIONE 99% * ASSOPACE PALESTINA MILANO * ASSOCIAZIONE ITALIA CUBA comitato Milano * BRIGATE ROSA PIACENZA * BLOOM COOPERATIVA SOCIALE VISCONTE DI MEZZAGO * CASA DELLE DONNE * CINEMA RONDINELLA SESTO SAN GIOVANNI * COLLETTIVO KASCIAVIT * COMUNITA’ PALESTINESE DI LOMBARDIA CPL * COOPERATIVA CIRCOLO MATTEOTTI * COOPERATIVA BARONA E. SATTA * COSTITUZIONE BENI COMUNI * CSA BARAONDA * DIEM25 * ESSERE UMANI A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE * FABBRICA ESPERIENZA FE * FONDAZIONE DIRITTI UMANI * FONDAZIONE ROBERTO FRANCESCHI * GAZA FREE STYLE * LIBERA – COORDINAMENTO PIACENZA * LIBERTA’ e GIUSTIZIA * MEDICINA DEMOCRATICA * MOVIMENTO GIUSTIZIA E PACE IN MEDIO ORIENTE * PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA * PAX CHRISTI * PROGETTO REC.PALESTINA * RETE RADIE RESCH * RETE RADIE RESCH (Lecco) * SINISTRA ITALIANA + EUROPA VERDI * TEATRO FE FABBRICA ESPERIENZA * UN PONTE PER (Monza e Milano) * WANTED CINEMA/WANTED CLAN Le adesioni sono aperte, e-mail di contatto: freemarwan.milano@proton.me Redazione Milano
March 3, 2026
Pressenza
Palestina: una terra che vuole vivere
Oggi potete leggere: aggiornamenti da Anbamed del 28 e 27 febbraio aggiornamenti da Radio Onda d’Urto del 27 febbraio da Solidaria Bari una iniziativa di solidarietà a Lozza (VA) una mostra per 10 giorni una poesia di MOHAMMED ABO SOLTAN da Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace e LƏA – Laboratorio ebraico antirazzista – una importante lettera rivolta alla
February 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Generali e veterani dell’IDF che non approvano il piano di Netanyahu per Gaza
Ieri, 13 agosto, l’IDF ha approvato il piano di occupazione di Gaza e sfollamento dei palestinesi proposto dal governo israeliano. Intanto, il potere di nominare gli effettivi delle forze armate dal grado di colonello in su veniva avocato al ministro della difesa, Israel Katz. Così dalla compagine al comando delle truppe vengono emarginati il Capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, e i generali e ufficiali che come lui hanno criticato questo progetto e la strategia politica e militare del governo Netanyahu. Che ciò potesse accadere era stato paventato dai militari in pensione o in riserva intervenuti al comizio, svolto a Tel Aviv il giorno precedente, 12 agosto, e proprio di fronte al quartier generale dell’IDF. Una manifestazione che ha attirato molta attenzione perché in cui un generale dell’Areonautica Militare e dal 2005 al 2007 ai vertici dell’IDF, Dan Halutz, e tutti gli oratori hanno esplicitamente affermato che le operazioni condotte dal governo israeliano a Gaza dal 2023 in poi sono illecite, violano il diritto internazionale e anche principi e norme delle leggi israeliane e che oltre ad essere immorale il piano di occupazione del territorio mette in pericolo ed espone Israele a molti rischi e non è, come millantato da Netanyahu e dai ‘falchi’ al governo e nell’esercito, un’efficace strategia difensiva dei cittadini israeliani, bensì una tattica con cui imporre un regime autoritario, dispotico e tirannico. La manifestazione che ha coinvolto i veterani dell’IDF a esprimersi pubblicamente si è conclusa con la lettura di un messaggio di Tami Arad, moglie del pilota catturato in Libano nel 1986 e fino al 1992 un ostaggio la cui morte è stata più volte annunciata e smentita. Quando l’esplosione delle munizioni a bordo provocarono la caduta del Phantom su cui volava per andare a colpire delle basi dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), Ron Arad aveva 28 anni. Mentre i soccorritori israeliani riuscivano a recuperare l’altro pilota, lui veniva trovato dai miliziani di Amal, che per la sua liberazione chiesero il rilascio di alcuni prigionieri libanesi e poi lo consegnarono agli sciiti iraniani. Per salvare Ron Arad vennero tentate numerose iniziative diplomatiche che aggregarono la società civile israeliana e la comunità internazionale. Invece, ha denunciato la sua vedova, gli ostaggi catturati da Hamas il 7 ottobre 2023 sono rimasti intrappolati nell’assedio e, adesso, nelle macerie di Gaza. E, mentre la guerra ad oltranza è propugnata da Netanyahu e dai suoi sostenitori, per salvare gli ostaggi ancora vivi, forse una 20ina di persone, come Tani Arad e tanti familiari degli ostaggi e come i veterani dell’IDF che hanno partecipato alla manifestazione del 12 agosto scorso, molti israeliani implorano la cessazione dei combattimenti. All’iniziativa, intitolata STOP the war. SAVE the hostages (BASTA guerra. SALVATE gli ostaggi), sono intervenuti anche il pilota Uri Arad, che ha combattuto nella guerra dello Yom Kippur e per sei settimane è stato tenuto prigioniero in Egitto, e un colonello dell’Aeronautica Militare, Yair Aloni, che ha definito folle la strategia del governo dal 7 ottobre 2023 in poi e, commentando “i morti non parlano…”, affermato che tutte le azioni condotte a Gaza mostrano che alla liberazione degli ostaggi i politici preferiscano la loro uccisione. Un generale dell’Areonautica Militare e, dal 2005 al 2007, ai vertici dell’IDF, Dan Halutz, e tutti gli oratori hanno esplicitamente affermato che le operazioni militari condotte a Gaza dal 2023 in poi sono illecite, violano il diritto internazionale e anche principi e norme delle leggi israeliane, e che oltre ad essere immorale il piano di occupazione del territorio concepito da Netanyahu non è nemmeno un’efficace strategia difensiva della nazione, anzi la mette in pericolo ed espone tutti i suoi cittadini a molti rischi. La manifestazione è stata trasmessa in streaming da UnXeptable. La registrazione con la traduzione in inglese e un reportage in italiano sono pubblicati, a cura di Daniela Bezzi e Marinella Correggia, sul sito del Centro Studi Sereno Regis nella pagina intitolata Tel Aviv: anche i colonnelli e i generali scendono in piazza per dire “Basta Guerra!” Redazione Italia
August 14, 2025
Pressenza