Tag - crescita

Il PIL mondiale cresce del 3%. Avvisate i poveri!
di Gianluca Cicinelli (*)   (immagine creata da ChatGpt) È sera. Una famiglia italiana è seduta a tavola. Padre, madre e due figli. La cena è quasi finita. La televisione è accesa, come ogni sera, sul telegiornale. Il padre ha un lavoro precario. Quando lavora tutto il mese riesce a portare a casa mille euro. Ma non lavora tutti i
October 19, 2026
La Bottega del Barbieri
La crescita del potere delle multinazionali. Continua
Chi sono i “padroni” del mondo? Per provare a dare una risposta non astratta a questa domanda, si può consultare l’ultima edizione di “TOP 200: la crescita del potere delle multinazionali” a cura del Centro Nuovo Modello di Sviluppo (CNMS). Si tratta del sedicesimo report annuale, che presenta l’elenco, la mappatura e i principali dati economici delle più rilevanti società multinazionali, confrontandole con il Prodotto Interno Lordo e con le entrate dei più ricchi Paesi del mondo. Il primo dato significativo è che l’insieme delle multinazionali (circa 320 mila) controlla l’80% del commercio internazionale. In particolare le prime 200 multinazionali rappresentano il 16% del totale del fatturato delle società che vanno oltre i confini di una nazione. Si tratta di un grande potere in mano a pochi. Una tendenza che si sta rafforzando, dato che negli ultimi dieci anni i profitti delle multinazionali sono cresciuti del 137%, mentre i ricavi sono aumentati del 57%. Nella TOP 10 delle multinazionali in ordine di fatturato (relativo all’ano 2025) ne troviamo 7 di origine USA, 2 della Cina e 1 dell’Arabia Saudita. Al primo posto c’è Amazon.com con un fatturato di 717 miliardi di dollari. Da notare che dieci anni prima Amazon si trovava soltanto alla 44esima posizione. Al secondo posto c’è l’americana Walmart e al terzo la cinese State Grid. Impressionante il balzo della finanziaria statunitense UnitedHealth Group, che nel 2015 era al 149° posto e dieci anni più tardi si colloca in quarta posizione. Se classifichiamo le multinazionali non in base al fatturato, ma al profitto, l’elenco cambia radicalmente. Al primo posto nel 2025 troviamo l’americana Alphabet, tra le aziende leader nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, con 132 miliardi di dollari di utili. Al secondo posto Apple con 112 miliardi e al terzo Saudi Aramco, multinazionale dell’Arabia Saudita che commercia energia e petrolio, con 92 miliardi. Raggruppando le TOP 200 per fatturato e nazionalità il primo posto è occupato dagli USA con 63 società e un fatturato di 11.736 miliardi di dollari (40,7%). Seguono la Cina (46 società e 22,8% di ricavi), il Giappone (16 imprese e 5,9% di fatturato), la Germania (13 società e 5,6% di ricavi) e la Francia (11 aziende e 4,1%). L’Italia è presente in classifica soltanto con 2 multinazionali (ENI e ENEL) con un fatturato complessivo di 185 miliardi di dollari (pari all’0,6%). Molto significativo il raffronto tra i ricavi delle multinazionali e le entrate degli Stati. Si scopre che delle prime 100 entità economiche mondiali, 59 sono multinazionali e 41 sono governi nazionali. Inoltre, le prime 25 multinazionali fatturano di più del gettito fiscale degli USA. Amazon.com e Walmart hanno ricavi quasi pari al gettito fiscale della Spagna e dell’India. Oltre ai dati sulle TOP 200, il report del CNMS contiene interessanti approfondimenti sui signori dell’intelligenza artificiale (utilizzata anche per scopi militari), sui movimenti di opposizione ai data centers (che necessitano di grandi quantità di acqua e di energia), sulla tecnologia “nera” (personaggi di spicco del mondo della finanza collegata ad imprese di tipo tecnologico, che fanno dichiarazioni razziste, xenofobe, autoritarie e fasciste), sulla retromarcia dell’Europa in materia ambientale (per assecondare i voleri della imprese e delle multinazionali) e sui quotidiani italiani che la famiglia Agnelli ha ceduto ad una famiglia greca (e ad un Fondo Sovrano Saudita). Da non perdere le ultime pagine del dossier, che presentano un’originale classifica di chi sta vincendo (anzitutto imprese e multinazionali) e chi sta perdendo dopo 4 anni di guerra in Ucraina (anzitutto le popolazioni). In chiusura “Pietà per la nazione”, una poesia di Lawrence Ferlinghetti, e il collegamento alla canzone “Povera patria” di Franco Battiato.     Francesco Gesualdi
September 21, 2026
Pressenza
Ancora un record per l’azzardo
L’affare dell’azzardo nel nostro Paese sembra non avere limiti di crescita: nel primo trimestre del 2026 la raccolta ha raggiunto i 45 miliardi e 440 milioni, con un incremento di più del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando aveva già toccato un record con 38 miliardi e 755 milioni. Stiamo parlando di una cifra incredibile certificata dal Bollettino statistico trimestrale dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che lascia supporre che alla fine di quest’anno si infrangerà un altro record e la raccolta dello scorso anno di 165 miliardi e 345 milioni, stante la crescita del primo trimestre, potrebbe essere polverizzata e arrivare a sfiorare i 200 miliardi. E’ soprattutto l’azzardo online a crescere, arrivando a 23 miliardi e 172 milioni (nel 2025 si era fermato a 20 miliardi e 253 milioni). Anche slot machine e videolottery aumentano, passando da 5 miliardi e 291 milioni a 7 miliardi e 870 milioni. Per lo Stato, invece, più o meno sempre gli stessi introiti: 2 miliardi e 682 euro a fronte dei 2 miliardi e 483 milioni dello scorso anno. Le perdite per i “giocatori”, invece, crescono, arrivando a 5 miliardi e 713 milioni, rispetto ai 4 miliardi e 484 milioni del primo trimestre dello scorso anno. Sulla base dei dati dello scorso anno, tra le Regioni in cui si gioca di più, troviamo il Lazio che si posiziona al terzo posto assoluto con 17 miliardi e 449 milioni di euro, preceduto solo da Lombardia (26 miliardi) e Campania (21 miliardi e 562 milioni). E all’interno del contesto regionale, il territorio di Roma e provincia si conferma tristemente in testa alla classifica delle aree metropolitane italiane per volume complessivo di gioco, staccando nettamente Napoli (11,4 miliardi) e Milano (9,4 miliardi). Nella provincia capitolina, come ha sottolineato la Caritas,  la raccolta è arrivata a 12 miliardi e 858 milioni di euro con una crescita di oltre mezzo miliardo rispetto ai 12 miliardi e 356 milioni del 2024. Una cifra spaventosa che equivale a più di 3.000 euro spesi pro capite, calcolando nel totale anche i bambini e i neonati. Nella sola Roma Capitale, sono stati giocati 8 miliardi e 527 milioni: al primo posto si piazzano i cosiddetti giochi di abilità o skill games (4 miliardi); seguono le scommesse sportive (1,2 miliardi), le Videolottery (887 milioni), i “Gratta&vinci” (704 milioni) e le slot machine Awp (501 milioni). La Caritas ha aperto da marzo scorso presso il centro d’ascolto diocesano, in via di Porta San Lorenzo 7, nei pressi della Stazione Termini, uno sportello per giocatori d’azzardo e familiari. In appena quattro mesi sono state ascoltate una trentina di persone e una decina hanno accettato di iniziare un percorso. Più uomini, solo due donne, soprattutto dai 50 anni in su, pochi i giovani. A operare all’interno del centro di ascolto diocesano attualmente sono quattro persone: uno psicologo coordinatore del servizio, un assistente sociale, un educatore e un altro psicologo. Ma non si occupano solo di azzardo: sono infatti aperti all’ascolto dei senza dimora e delle persone che chiedono l’accesso alle mense e all’accoglienza. Lo sportello per l’azzardo dopo i primi colloqui indirizza ai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale) o ai servizi privati convenzionati, come varie associazioni che svolgono questo tipo di attività. Finora la maggior parte delle persone sono state accompagnate e orientate ai Serd. Successivamente si prende un appuntamento con un avvocato del servizio legale gratuito della Caritas, che incontra il giocatore patologico, insieme a un operatore sociale, per approfondire tutti gli aspetti amministrativi, economici e legali prodotti dalla dipendenza da azzardo. Successivamente, se la situazione è particolarmente grave, insieme all’avvocato si propone alla persona di iniziare un percorso di amministrazione di sostegno. La Fondazione antiusura Salus populi romani è parte integrante del progetto. Alla persona viene detto che nel momento in cui accetta di fare tutto questo percorso si può anche sottoporre la sua situazione alla Fondazione per un percorso di sdebitamento, di ristrutturazione del debito e di gestione di tutta la parte economica. “L’azzardo, denuncia Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma, è l’esaltazione ipocrita del potere del denaro e della sorte che sfrutta un’intelligenza davvero diabolica per apparire un gioco. A questo si aggiungono il letargo e la miopia della politica e delle istituzioni pubbliche; ridotta se non complice è l’attenzione dei media, a causa dell’ingente investimento pubblicitario che produce l’industria dell’azzardo. Nonostante l’enorme somma di denaro sottratta all’economia reale, la disgregazione sociale e la disperazione che c’è dietro di essa, con tantissimi giovani, anziani e famiglie travolti dai debiti causati dal “gioco” che producono distruzione di patrimoni e a volte di vite, tutti continuano come se niente fosse. Nonostante esistano divieti a qualsiasi forma di pubblicità, il mondo dello sport, in modo particolare i club di calcio della Serie A e i grandi colossi del betting mantengono intatti i propri legami economici attraverso la strategia dell’infotainment. Di fronte a un forte dibattito politico volto ad ammorbidire o abolire tali restrizioni, la Conferenza Episcopale Italiana, insieme a Caritas e alla Consulta nazionale antiusura, è intervenuta per chiedere, al contrario, un’applicazione rigida e l’inasprimento dei divieti”. Qui il Bollettino Statistico del primo trimestre 2026 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/261920304/Bollettino_Statistico_I_Trim_2026.pdf/1683299d-fdc1-500c-8adc-5d5454b74a7d?t=1784559872291 Giovanni Caprio
July 27, 2026
Pressenza
La realtà che Vannacci, Cazzullo e i ‘rossobruni’ non raccontano
Dal blocco navale, ai centri di detenzione, alla remigrazione degli stranieri, la propaganda anti-immigrati si fa sempre più aggressiva. Le destre estreme vengono premiate e creano egemonia: anche i partiti moderati le inseguono e i governi le assecondano. In questo difficile scenario, c’è un intellettuale che sostiene una tesi controcorrente. […] L'articolo La realtà che Vannacci, Cazzullo e i ‘rossobruni’ non raccontano su Contropiano.
July 5, 2026
Contropiano
Germania: «Volete essere ricchi? Fate la guerra»
È sempre Teutoburgo “Alemania, mala tempora currunt,” avrebbe forse gridato l’intrepido Giulio Germanico, tornato arso di sete di vendetta nelle foreste di Teutoburgo. Doveva recuperare le aquile perse dalle legioni di Varo, massacrate dalle orde dei Cherusci, guidati dal traditore Arminio. Beh, in qualche modo, il nipote dell’imperatore Tiberio gliela […] L'articolo Germania: «Volete essere ricchi? Fate la guerra» su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Bankitalia: la guerra in Iran riduce il PIL e aumenta l’inflazione
Secondo le ultime proiezioni macroeconomiche diffuse il 3 aprile dalla Banca d’Italia, l’aggressione all’Iran e le tensioni che ne derivano sui mercati rappresentano la principale minaccia per la stabilità del paese. L’incertezza delle proiezioni, dice l’istituto, è elevata, ma il peso della guerra della coalizione Epstein sarà comunque significativo. Nello […] L'articolo Bankitalia: la guerra in Iran riduce il PIL e aumenta l’inflazione su Contropiano.
April 5, 2026
Contropiano
Crescita: uno degli scopi più stupidi per un sistema
13 marzo 1941: nasce Donella Meadows. di Bruno Lai.   Donella “Dana” Meadows (1941-2001) è una scienziata ambientale e accademica statunitense. È ricordata soprattutto per la sua capacità di spiegare sistemi complessi in modo semplice. La sua filosofia si basa su un’idea forte: se vogliamo risolvere i problemi del mondo, non dobbiamo guardare solo ai singoli elementi, ma alle connessioni
Silicio e sangue. La strategia contro la furia del debitore armato
Nella stessa giornata, qualche giorno fa, l’osservatore che ha sfogliato la stampa internazionale si è trovato di fronte a una dissonanza cognitiva quasi perfetta. Da un lato, il Wall Street Journal pubblica in prima pagina un’autopsia dell’economia cinese intitolata A Doom Loop of Deflation (Una spirale negativa di deflazione), descrivendo […] L'articolo Silicio e sangue. La strategia contro la furia del debitore armato su Contropiano.
February 1, 2026
Contropiano
La dialettica dell’economia cinese nell’elaborazione storica di Cheng Enfu
Il libro “Dialettica dell’economia cinese” è scritto da cinesi (Cheng Enfu ed i suoi collaboratori) per i cinesi. Quindi non va letto per rispondere alla domanda classica “quanto di socialismo e quanto di capitalismo c’è nell’economia cinese”? Sicuramente, leggendolo, si può rispondere alla domanda “perché la Cina non è diventata […] L'articolo La dialettica dell’economia cinese nell’elaborazione storica di Cheng Enfu su Contropiano.
January 22, 2026
Contropiano
Ignacio Ramonet intervista Nicolàs Maduro
Molti media occidentali ieri hanno ripreso questa intervista di Ignacio Ramonet a Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. Non stranamente, di questa lunga chiacchierata gli ignobili “giornalisti” mainstream hanno ripreso soltanto un paio di frasi, completamente decontestualizzate — “Noi abbiamo detto al governo degli Stati Uniti — ai suoi rappresentanti — […] L'articolo Ignacio Ramonet intervista Nicolàs Maduro su Contropiano.
January 3, 2026
Contropiano