Appalti etici nella sanità in Emilia-Romagna: un passo verso la fine delle complicità con le violazioni del diritti umani in Palestina e altrove
LA REGIONE EMILIA-ROMAGNA APPROVA LE LINEE DI INDIRIZZO PER GLI APPALTI ETICI
NELLA SANITÀ
* Un grande risultato del movimento che chiede agli Enti Territoriali la fine
delle complicità con Israele.
* Uno strumento per escludere dagli appalti pubblici le aziende coinvolte in
violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
* Un esempio da seguire (e da migliorare) per tutti gli Enti Territoriali.
BDS Bologna esprime soddisfazione per l’approvazione delle Linee di indirizzo
per le stazioni appaltanti e le centrali di committenza operanti nell'ambito del
sistema sanitario regionale che introduce criteri etici nelle procedure di
appalto.
Questo è un grande risultato del movimento che per mesi ha chiesto l’attuazione
dell’ordine del giorno approvato il 22/12/2025 dall’Assemblea Legislativa che
impegnava la Giunta a emanare “un regolamento regionale contenente linee guida
obbligatorie per le strutture del SSR e le centrali di committenza” che
includesse “criteri di valutazione dell’offerta che tengano conto dei profili
di integrità, responsabilità sociale e sostenibilità etica degli operatori
economici”.
La delibera n. 1629 approvata dalla Giunta Regionale il 28/09/2026 va nella
giusta direzione, introducendo misure che prevedono il rispetto dei diritti
umani da parte delle aziende che partecipano alle gare di appalto del Servizio
Sanitario Regionale e dovrebbero permettere di escludere dagli appalti pubblici
le aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e del diritto
internazionale.
Secondo il diritto internazionale Regioni, Comuni e altri enti pubblici, in
quanto organi dello Stato, hanno l’obbligo giuridico di non contribuire a gravi
crimini internazionali e violazioni dei diritti umani. Il mancato rispetto di
tali obblighi costituisce complicità.
Adottare una politica di appalti pubblici etici significa utilizzare il potere
d'acquisto pubblico in modo coerente con il diritto internazionale, agendo con
integrità, equità e responsabilità, in modo che gli enti pubblici acquistino
solamente da fornitori che rispettano i diritti umani e i principi dello stato
di diritto ed evitano pratiche che danneggiano le persone, le comunità locali o
l'ambiente.
Le linee di indirizzo prevedono che le stazioni appaltanti dovranno integrare
nelle procedure di gara clausole vincolanti di esecuzione contrattuale e
strumenti di verifica, monitoraggio e sanzione e che le aziende partecipanti a
gare d’appalto dovranno presentare una Dichiarazione di Conformità relativa a
requisiti su standard sociali minimi e rispetto dei diritti umani, lungo tutta
la catena di fornitura.
La mancata sottoscrizione della dichiarazione sarà causa di esclusione dalla
gara e, nella fase di esecuzione, il mancato rispetto di quanto dichiarato
costituirà grave inadempimento contrattuale, che comporterà applicazione di
penali o risoluzione del contratto.
Saranno escluse dagli appalti aziende coinvolte in violazioni della Convenzione
contro il genocidio, della Convenzione di Ginevra e altri trattati sui diritti
umani, o i cui vertici siano stati condannati in via definitiva dalla Corte
Penale Internazionale. Il coinvolgimento riguarda anche forme di partecipazione,
controllo o diretta riconducibilità a entità di Stati nei confronti dei quali
siano state accertate simili violazioni e prese misure da parte della Corte
Internazionale di Giustizia o i cui vertici istituzionali siano stati condannati
dalla Corte Penale Internazionale.
Le stazioni appaltanti potranno effettuare verifiche autonome di ‘due diligence’
e integrità, utilizzando fonti e banche dati qualificate, assicurando una messa
in opera efficace e un monitoraggio accurato delle aziende candidate nelle
attuali e future gare d’appalto.
Nonostante questi aspetti positivi, alcune parti delle linee guida avrebbero
potuto essere affrontate in maniera più stringente. Per esempio, il possesso di
certificazioni di responsabilità sociale ed etica non dovrebbe essere
considerato un criterio premiante, ma un requisito minimo per la partecipazione
a un appalto pubblico. Il rispetto dei diritti umani deve essere un criterio
vincolante per l’ammissione alla procedura di appalto.
La reale efficacia delle linee di indirizzo si vedrà nella loro attuazione
pratica quando dovranno essere rinnovati appalti come quelli per le forniture di
farmaci che hanno visto finora assegnare contratti per milioni di euro a
un’azienda come l’israeliana Teva, che trae profitto dall’occupazione illegale
dei territori palestinesi e sostiene le politiche genocidarie dello stato
israeliano.
Insieme alle associazioni solidali con la Palestina della nostra Regione, che
hanno raccolto 11.000 firme per la petizione popolare Basta Complicità,
vigileremo sull’attuazione effettiva delle linee di indirizzo sugli appalti nel
Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna.
Ribadiamo la richiesta che una politica di appalti etici venga attuata dalla
Regione in tutte le procedure di acquisto di beni e servizi, come previsto dalla
risoluzione approvata dall’Assemblea Legislativa l’11 giugno 2024.
Continueremo a fare pressione sulla Regione affinché prenda misure concrete per
interrompere le complicità anche in altri ambiti: dal transito di armi nel porto
di Ravenna, alla partecipazione nelle manifestazioni fieristiche di aziende
implicate in violazioni, agli accordi con aziende belliche.
Come movimento BDS in tutta Italia continuiamo a mobilitarci per fare
interrompere a Comuni, Regioni e altri enti pubblici ogni relazione con
istituzioni israeliane e con aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani e
del diritto internazionale in Palestina.
Invitiamo movimenti e associazioni solidali con la lotta del popolo palestinese
e organizzazioni impegnate nelle lotte per i diritti umani e la giustizia
climatica, sociale, economica, razziale e di genere ad attivarsi nella campagna
“Enti Territoriali liberi dalla complicità”
Informazioni al link: https://bdsitalia.org/index.php/campagne/entiterritoriali
LIBERIAMO I NOSTRI COMUNI, REGIONI E ALTRI ENTI PUBBLICI DALLE COMPLICITÀ CON IL
GENOCIDIO E CON IL SISTEMA ISRAELIANO DI COLONIALISMO, OCCUPAZIONE E APARTHEID!