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Alimentare il genocidio - Quando la finanza è complice
Roma, giovedì 25 marzo 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Contatti BDS Italia Embargo Militare: bdsitalia.embargomilitare@gmail.com  Cellulare: (+39) 333-8312194 Rosa Siciliano (Segreteria Campagna “banche armate”) - Cellulare: (+39) 339.138.0637 - Email: campagnabanchearmate@gmail.com Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org
Cagliari: BDS Italia chiede il blocco immediato del carico sulla MSC VEGA
Come preannunciato, la nave MSC VEGA è giunta nel porto di Cagliari il 24 marzo. A bordo, come segnalatoci dalla rete No Harbour for Genocide, 7 container di acciaio dual use – medesima tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Questi container fanno parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. Il BDS, tramite l'European Legal Support Center (ELSC), ha formalmente trasmesso alle Autorità competenti – Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto e Ufficio delle Dogane di Cagliari – una richiesta ufficiale affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a impedire che tale carico lasci il porto, il 26 Marzo. La richiesta si fonda sugli obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla Convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali. Le Autorità portuali sono state altresì sollecitate a: * disporre l'ispezione approfondita dei container; * procedere al blocco cautelare della nave; * accertare il destinatario finale effettivo del carico; * garantire piena trasparenza sugli esiti delle verifiche. BDS vigilerà affinché le istituzioni competenti adempiano agli obblighi giuridici che incombono, nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento nazionale e internazionale. Il porto di Cagliari non può divenire complice del genocidio in corso a Gaza. Nessun porto per il genocidio. #noharbourforgenocide #blocktheboat #StopArmiIsraele #BDSItalia
Dossier di approfondimento
ABSTRACT Teva Pharmaceutical è un’azienda multinazionale nata in Israele, leader nella produzione di farmaci generici. Il nuovo dossier, aggiornato al 10 marzo 2026, presenta dati approfonditi e recenti sulla complicità attiva dell'azienda con il regime israeliano. Teva trae vantaggi dal regime di occupazione israeliano nei Territori Palestinesi Occupati (TPO): grazie al Protocollo di Parigi del 1994, il regime controlla frontiere, dogane e commercio, impedendo l'importazione nei TPO di farmaci a basso costo da paesi terzi, e permettendo invece accesso senza dazi o checkpoint ai farmaci in vendita sul mercato israeliano, tra i quali i prodotti Teva hanno una posizione importante. Inoltre, Teva sostiene attivamente l'esercito israeliano (IDF) con donazioni e con programmi di sostegno psicologico ai soldati dell'IDF, come "Support the Soul" e "Thank Israeli Soldiers", senza mai condannare il genocidio e le violazioni dei diritti umani compiute dai soldati a Gaza e altrove. Per questo la Campagna "TEVA? No grazie!" di BDS Italia e Sanitari per Gaza (parte della Global Teva Coalition organizzata da BDS e People's Health Movement) invita cittadini, lavoratori delle professioni sanitarie e istituzioni locali, a cercare alternative all'acquisto di prodotti Teva, quando é possibile farlo senza ledere il diritto alla salute dei pazienti; e di continuare a farlo finché l'azienda sosterrà il regime israeliano.   Profilo dell’azienda Aggiornato marzo 2026 Teva Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore biofarmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più redditizie al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (anche detti generici). Sviluppa inoltre farmaci specialistici nei settori dell’immunologia, dell’immuno-oncologia e delle patologie del sistema nervoso centrale (2). I bilanci indicano che il suo fatturato è salito da 14,9 miliardi di dollari nel 2022 (3) a 15,8 miliardi di dollari nel 2023 con un aumento del 7% (4), e a 16,5 miliardi di dollari nel 2024 con un aumento del 6% (5). Nel 2025 le vendite, trascinate dall’immissione sul mercato dei marchi innovativi Austedo, Ajovy, Uzedy, ammontano a 17,3 miliardi di dollari con un incremento del 4%. Il 2025 si conferma come il terzo anno consecutivo di crescita (6).
Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza
Abbiamo partecipato giovedì 19 febbraio al Tavolo nazionale sul caporalato, portando per la prima volta la necessità di estendere il ragionamento sul caporalato ad altri settori, a partire da quello dei rider e del lavoro tramite piattaforme digitali. Dopo aver denunciato la grave dissipazione di risorse pubbliche legate ai fondi del […] L'articolo Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano