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Vertice Nato, più affaristi che guerrieri
Il vertice NATO ad Ankara appena conclusosi, ha messo nero su bianco soprattutto gli impegni economici, in particolare il finanziamento da 140 miliardi di euro per l’Ucraina nel biennio 2026-2027, di cui 60 a carico del prestito europeo, gli altri 80 da reperire su base bilaterale dai singoli alleati, ma con […] L'articolo Vertice Nato, più affaristi che guerrieri su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Vertice NATO ad Ankara: rinforzo della Difesa Europea e della spesa militare
Proprio in questi giorni si sta riunendo ad Ankara il vertice NATO, pochi giorni dopo la visita del Segretario Generale della Alleanza in Germania per colloqui urgenti, nel corso dei quali è arrivato un attestato di stima per il riarmo intrapreso da Berlino. Il merito tedesco sarebbe quello di avere mantenuto gli impegni assunti con la NATO, aumentando la spesa per la Difesa, accrescendo le risorse (economiche e militari) destinate all’Ucraina e fornendo un forte impulso alla riconversione a fini militari di parte del tessuto manifatturiero nazionale. Rutte ha parlato di «un risultato straordinario» invitando le industrie della Difesa europee – e non solo – ad «aprire nuove linee di produzione, espandere le catene di approvvigionamento e fornire rapidamente ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra sicurezza». Durante il summit in Turchia la NATO farà i conti con la necessità di un salto di qualità nella ricerca e nella produzione di sistemi d’arma tecnologicamente sempre più evoluti, nell’ottica di acquisire in maniera sinergica e collaborativa armi, veicoli e tutte le attrezzature più importanti, in maniera tale da sfruttare le economie di scala e  favorire l’integrazione tra sistemi produttivi nazionali differenti.[1] Non si parlerà, dunque, solo dell’Ucraina e dell’ammontare effettivo delle spese militari: la riunione NATO sarà assai attenta allo sviluppo del complesso industrial-militare, alla ricerca accademica a fini bellici, alla interazione tra soggetti pubblici e privati. Forti pressioni arrivano dall’industria militare turca, che recentemente ha concluso accordi con importanti aziende del settore di vari paesi, europei e non. Preoccupa invece la capacità europea di garantire un costante e crescente rifornimento bellico da qui ai prossimi anni. Sono trascorsi oltre dieci anni da quando, nel 2014, i paesi della Alleanza si impegnarono a portare al 2% del PIL la spesa per la Difesa, destinando almeno il 20% di queste somme all’acquisto di equipaggiamenti bellici e a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo. Nel 2023, al vertice di Vilnius, fu preso un accordo per lo sviluppo di una maggiore sinergia tra aziende militari e acquisti collaborativi, nel tentativo di costituire una dotazione bellica composta da sistemi d’arma fra loro compatibili (interoperabilità). Nel vertice 2024, tenutosi negli States, l’attenzione venne focalizzata su come espandere la capacità industriale. Nel giugno del 2025, infine, i Paesi NATO si impegnarono a destinare alla Difesa il 5% del PIL.[2] La gran parte dei documenti prodotti dalla Nato in questi ultimi anni analizza i pericoli per l’Alleanza pensando che arrivino in prevalenza dalla Russia. Da qui il sostegno alla produzione di armi in alcune fabbriche ucraine e al potenziamento della spesa per la Difesa nei paesi geograficamente più vicini a Mosca: «Gli Alleati si sono impegnati a sostenere l’Ucraina e la sua base industriale della difesa, promuovendo ed espandendo al massimo la cooperazione in materia di difesa con l’industria ucraina».[3]  In generale, la percezione di un nemico esterno favorisce l’adozione dell’obiettivo strategico di incrementare la spesa militare, gli investimenti in intelligence e la stessa capacità produttiva del settore bellico. Allo stesso tempo, il tentativo in corso è quello di modificare la legislazione vigente per favorire il riarmo e la concentrazione di capitali – rivedendo, ove necessario, l’agenda delle priorità dei singoli paesi – e accelerare processi di ricerca e tempistiche di approvvigionamento, nonché  ampliare e ammodernare la produzione di armi  – anche attraverso processi di riconversione militare della manifattura. E i maggiori investimenti diretti vanno a favore degli aerei da combattimento multiruolo, degli elicotteri, dei sistemi aerei senza equipaggio e della ricerca sulle armi tecnologiche, specie per quanto riguarda l’equipaggiamento di fanteria. Dal punto di vista amministrativo si va costruendo un’infrastruttura adatta allo sviluppo di una filiera militare continentale: normative ad hoc, anche in deroga alle leggi vigenti, accordi bilaterali di cooperazione in materia di Difesa, abbattimento delle barriere commerciali, acquisti collaborativi (sia di prodotti finiti, come armi e munizioni, sia di semi-lavorati) per favorire produzioni in grande scala. La NATO, insomma, si candida a ricoprire un ruolo da «promotore di iniziative, ente normatore, organismo che definisce i requisiti, aggregatore e facilitatore dell’attuazione, al fine di espandere la capacità industriale nel settore della Difesa».[4] Del resto esiste un cronoprogramma[5] della NATO per lo sviluppo di filiere di approvvigionamento resistenti agli shock economici o “geo-politici”. Vedremo nei prossimi giorni se e come questi ambiziosi obiettivi siano stati raggiunti e quali saranno le iniziative intraprese, con i relativi effetti immediati e a medio termine sui Bilanci comunitari e nazionali. F. Giusti, E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- [1] Cfr. https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/natos-role-in-defence-industry-production. [2] Cfr. https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/02/13/nato-defence-ministers-conclude-meeting-focus-on-defence-spending-and-support-for-ukraine. [3] Cfr. https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2025/02/13/updated-defence-production-action-plan. Traduzione nostra dall’originale: « Allies also pledged to support Ukraine and its defence industrial base by fostering and expanding defence cooperation with the Ukrainian defence industry to the fullest extent, and committed to enhancing defence industrial cooperation with NATO partners». [4] https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2024/07/10/nato-industrial-capacity-expansion-pledge. Traduzione nostra dall’originale: «We will leverage the Alliance’s role as convenor, standard setter, requirements setter and aggregator, and delivery enabler to expand defence industrial capacity». [5] Cfr. https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/factsheets/240712-Factsheet-Defence-Supply-Chain-Roadmap-en.pdf. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
NATO: AL CENTRO DEL VERTICE DI ANKARA LA CORSA AL RIARMO E CENTINAIA DI MILIARDI PER L’INDUSTRIA BELLICA
Al via ad Ankara il vertice dell’alleanza NATO. Il “centro di gravità” del vertice, quest’anno, è il riarmo, cioè l’investimento, da parte degli stati membri, nell’industria militare. In particolare, il presidente Usa Trump pretende dagli alleati che spendano molti più soldi in armi per raddrizzare la traballante economia Usa prima delle elezioni di midterm, previste per il mese di novembre. Sul piatto ci sono una serie di accordi e annunci per centinaia di miliardi di euro. Per lanciare l’enorme operazione di riarmo, il segretario generale dell’alleanza atlantica, l’olandese Mark Rutte, si è inventato il “Forum dell’Industria della Difesa” (“Nato Summit Defence Industry Forum”). L’intera giornata di oggi, martedì 7 luglio – il primo di due giorni di summit – è dedicata dunque alla passerella allestita per i rappresentanti dei governi NATO e i CEO dell’industria bellica dei rispettivi paesi, che insieme annunciano le enormi spese militari in programma per i prossimi mesi e anni. “Ogni anno la NATO fa un summit. L’anno scorso, all’Aja, hanno deciso di arrivare al 5% di spese militari rispetto al PIL di ogni paese. Per arrivare a questo 5%, però, bisogna iniziare il riarmo. Per iniziare il riarmo bisogna avere le industria della difesa che rispondono alle richieste dei paesi, comunicando quanti soldi e quanto tempo ci vogliono per soddisfarle”, spiega a Radio Onda d’Urto il giornalista Cosimo Caridi. “Quest’anno, Mark Rutte, il segretario generale della NATO, ha fatto un passo in più – prosegue Caridi – e prima del summit ha organizzato una giornata in cui tutti gli alleati NATO parlano con le industrie e dichiarano quali sono i progetti per i prossimi anni. Stiamo parlando di centinaia di miliardi, una cosa che difficilmente è stata vista, così coordinata, non solo all’interno dell’alleanza atlantica ma a livello mondiale”. L’intervista di Radio Onda d’Urto al giornalista Cosimo Caridi. Ascolta o scarica.
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Oggi il vertice della Nato. Il governo italiano trucca i conti delle spese militari
Alla vigilia del vertice NATO, un centinaio di manifestanti sono stati fermati dalla polizia durante i cortei organizzati da gruppi della sinistra ad Ankara e Istanbul. I cortei hanno visto migliaia di manifestanti sfilare con bandiere e striscioni contro l’Alleanza Atlantica, mentre nella capitale la polizia è intervenuta con gas […] L'articolo Oggi il vertice della Nato. Il governo italiano trucca i conti delle spese militari su Contropiano.
July 7, 2026
Contropiano
La Nato è un’alleanza o un Fondo di investimento politico-militare?
I tempi sono difficili per coloro che sono critici coerenti della NATO. Dall’era della “difesa del Mondo Libero” contro il comunismo, passando per l’era dell'”intervento umanitario” e della “Guerra Globale al Terrore”, fino all’odierna presunta lotta esistenziale contro praticamente tutto il mondo non occidentale, l’Alleanza ha ripetutamente reinventato le narrazioni […] L'articolo La Nato è un’alleanza o un Fondo di investimento politico-militare? su Contropiano.
July 6, 2026
Contropiano
Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato
Il 6 e 7 luglio i paesi membri della Nato si riuniranno per il loro vertice annuale ad Ankara. I temi prioritari in agenda riguardano l’aumento delle spese militari dei paesi europei (sui quali insistono gli USA) e il sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ma a complicare […] L'articolo Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
A Erevan il sabba anti-russo coi discendenti dei soldati della Wehrmacht
Nonostante gli italici media di regime gli abbiano dedicato poche osservazioni e solo nella giornata stessa dell’evento, l’ottavo vertice della Comunità politica europea riunitosi il 4 maggio a Erevan rivestiva un significato non secondario e, nel quadro generale della contrapposizione e alla Russia, si è mosso seguendo due distinte direttrici, […] L'articolo A Erevan il sabba anti-russo coi discendenti dei soldati della Wehrmacht su Contropiano.
May 10, 2026
Contropiano
GUERRA IN UCRAINA: NUOVO INCONTRO TRA TRUMP E ZELENSKY, SI PREPARA IL VERTICE DI BUDAPEST
Si è svolto, negli Stati Uniti, un nuovo incontro tra Trump e Zelensky sulla guerra in Ucraina. Il risultato non ha soddisfatto il premier ucraino, che sperava di ottenere da Washington la fornitura di missili Tomahawk e inveve, secondo quanto riferito dal Washington Post, ha incassato il monito di Trump: “cedete il Donbass, o Mosca vi distruggerà“. Il presidente statunitense ha smentito di aver pronunciato quelle parole, ma la cosa certa è che il vertice non è andato come sperava Kiev. Intanto, arrivando al Consiglio del Lussemburgo, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha detto che oggi proporrà “un ventesimo pacchetto sanzioni, concentrato su Paesi terzi che sostengono in modo diretto o indiretto lo sforzo bellico della Russia”. Secondo Parigi, “la Russia è in stallo in Ucraina e a Putin ora conviene un cessate il fuoco”, mentre sul campo i media ucraino riferiscono di attacchi da parte di Mosca, che avrebbe lanciato tre missili balistici e 60 droni di vario tipo, 38 di questi neutralizzati da Kiev. Il bilancio riferito dagli ucraini è di una vittima e cinque feriti. All’orizzonte si prepara il vertice di Budapest, che dovrebbe portare a un confronto diretto tra Trump e Putin. Zelensky si è detto pronto a incontrarli entrambi in quella sede. Cosa possiamo aspettarci da questo ennesimo vertice, e come valutare quello appena terminato tra il presidente statunitense e il premier ucraino? Lo abbiamo chiesto a Fulvio Scaglione, direttore di InsideOver, già corrispondente da Mosca per Famiglia Cristiana e analista di questioni internazionali. Ascolta o scarica.
October 20, 2025
Radio Onda d`Urto
Tra guerra e pace, con poche scelte
Cercare un ordine nel caos, di solito, è un’impresa per premi Nobel… E se dovessimo prendere per egualmente buone tutte le “voci” o le dichiarazioni in chiaro dei vari protagonisti, il secondo vertice “per la pace” – quello di oggi a Washington, dopo l’Alaska e prima di un eventuale “trilaterale” […] L'articolo Tra guerra e pace, con poche scelte su Contropiano.
August 18, 2025
Contropiano
Gli europei vorrebbero sabotare il vertice Usa-Russia in Alaska
La Russia ha replicato severamente ai tentativi dei paesi europei di boicottare i tentativi di Donald Trump di raggiungere la pace in Ucraina, a cinque giorni dal vertice con Vladimir Putin in Alaska. “Gli euroimbecilli cercano di ostacolare i tentativi americani di aiutare a risolvere il conflitto ucraino“, ha affermato con la consueta ruvidità l’ex presidente russo Dimitry Medvedev, […] L'articolo Gli europei vorrebbero sabotare il vertice Usa-Russia in Alaska su Contropiano.
August 12, 2025
Contropiano