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TURCHIA: ENNESIMO ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI STAMPA. BLITZ DELLA POLIZIA E ARRESTI NELLA SEDE DI HALK TV
Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, a Istanbul, la polizia di Erdogan ha fatto irruzione nella sede di Halk tv, canale televisivo a diffusione nazionale vicino all’opposizione. Centinaia di agenti hanno fatto irruzione negli studi dell’emittente con un mandato di cattura per 17 persone, tra giornalisti, dirigenti e personale tecnico. Caporedattore e dirigenza del canale televisivo sono stati sostituiti con fiduciari governativi, la stessa pratica riservata spesso dal regime di Ankara anche ai sindaci delle città eletti con forze politiche di opposizione. Dietro l’ennesima operazione politica contro l’opposizione c’è un’inchiesta della Procura sulla figura di Cafer Mahiroglu, imprenditore turco del settore tessile residente in Inghilterra, che ha acquistato il canale nel 2019. Le accuse contestate dalla magistratura sono quelle di “corruzione”, “tangenti” e “vantaggi illeciti nelle gare d’appalto”. Mentre attacca la libertà di stampa e i partiti di opposizione, il governo turco sarebbe impegnato in un processo di pace e dialogo con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan che – in teoria – dovrebbe aprire la strada a una progressiva democratizzazione del paese. Questo secondo il movimento di liberazione curdo e Abdullah  Öcalan. Il regime di Ankara finora l’ha sempre definito come un processo per una “Turchia senza terrorismo”. Gli aggiornamenti su Radio Onda d’Urto con Murat Cinar, giornalista, nostro collaboratore e animatore del canale Telegram “Turchia e dintorni”.  Ascolta o scarica.
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Iraq, avanti il disarmo del PKK, rinviato quello delle milizie sciite
Continuano, in Iraq, le trattative per accentrare tutte le armi nelle mani dello stato centrale, sotto la pressione principalmente di Turchia e USA, interessate rispettivamente al disarmo del PKK e delle milizie sciite dell’Asse della Resistenza. Inizialmente il primo ministro Zaidi aveva posto come data inderogabile per portare a termine […] L'articolo Iraq, avanti il disarmo del PKK, rinviato quello delle milizie sciite su Contropiano.
September 29, 2026
Contropiano
Dopo lo scioglimento delle FDS: dove va la questione curda?
La scena del Palazzo del Popolo: la fine di un’esperienza e l’inizio di una domanda. Il 25 agosto 2026 Mazloum Abdi ha annunciato dal Palazzo del Popolo, a Damasco, la fine della missione delle Forze Democratiche Siriane (FDS) e il loro scioglimento come forza militare autonoma, insieme allo scioglimento dell’Amministrazione […] L'articolo Dopo lo scioglimento delle FDS: dove va la questione curda? su Contropiano.
September 13, 2026
Contropiano
Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono
Dopo l’approvazione della legge di amnistia parziale nei confronti dei membri del PKK in Turchia, ecco che, di conseguenza, in Siria si assiste ad un’accelerazione del parallelo processo di integrazione delle milizie curde nelle strutture del nuovo stato di marca qaedista, implementando i termini dell’accordo – capestro firmato lo scorso […] L'articolo Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono su Contropiano.
August 19, 2026
Contropiano
La Turchia approva la finta amnistia per il PKK e lascia Ocalan in carcere
Una legge che segna «l’inizio di importanti sviluppi», ma che «contiene gravi errori e lacune». Così i rappresentanti del PKK hanno commentato la legge presentata dalla maggioranza di governo turca al Parlamento per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e curdi. La proposta prevede la sospensione delle pene detentive per le persone condannate per appartenenza al PKK o per averne sostenuto le attività. Resterebbero tuttavia in carcere i dirigenti del partito condannati per reati più gravi, così come i detenuti condannati all’ergastolo aggravato prima del 2005. La norma escluderebbe dunque Abdullah Öcalan dalla sospensione della pena, nonostante i vertici curdi avessero indicato la sua liberazione come una delle condizioni fondamentali per portare a termine il processo di pace e disarmo. Il Parlamento turco ha dato ieri un primo via libera alla proposta, accolto con parziale favore dai rappresentanti curdi. Resta tuttavia irrisolta la richiesta di avviare un reale processo di democratizzazione del Paese che includa anche il popolo curdo. La cosiddetta “legge quadro” per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e curdi è stata approvata ieri dal Parlamento turco con 468 voti favorevoli e 88 contrari. La proposta, avanzata dalla maggioranza di governo, è stata sostenuta, tra gli altri, dal Partito per la Giustizia e lo Sviluppo del presidente Recep Tayyip Erdoğan, dai suoi partner di coalizione e dal principale partito curdo del Paese. Il governo ha presentato l’iniziativa come un passo importante nella lotta al terrorismo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che afferma di aver visionato una copia della bozza, la legge stabilisce le condizioni per il disarmo del PKK e il congedo dei suoi combattenti; prevede una forma di amnistia per le persone non condannate per reati gravi o all’ergastolo, estesa anche ai militanti che rientreranno in Turchia entro sei mesi dall’approvazione della legge; istituisce inoltre un comitato composto da alti funzionari governativi e dal capo dell’intelligence turca, incaricato di supervisionare il processo di disarmo e il rimpatrio dei militanti dai Paesi limitrofi. L’iniziativa prevede infine la sospensione dei procedimenti attualmente a carico dei militanti curdi per un periodo compreso tra cinque e dieci anni, in base alla gravità del reato. Qualora la persona interessata non commetta nuovi reati legati al terrorismo durante questo periodo, i procedimenti a suo carico verrebbero archiviati. La legge non entrerà immediatamente in vigore, ma è subordinata al processo di disarmo del PKK, il cui completamento dovrà essere certificato dal Consiglio di Sicurezza Nazionale turco. La reazione curda alla sua approvazione è stata cauta: da una parte, un parziale riconoscimento di quello che rappresenta a tutti gli effetti il primo passo concreto di apertura nei confronti dei curdi compiuto dalla Turchia; dall’altra, una dura critica ai contenuti della legge, giudicati ancora troppo limitati per poter parlare di una reale pacificazione. Il PKK ha innanzitutto contestato l’esclusione di Öcalan dal processo di pace, chiedendo nuovamente la sua scarcerazione. Il processo di pace e disarmo «è possibile solo se Öcalan vive e agisce liberamente», scrive il partito; «Se Öcalan non assumerà il coordinamento della delegazione, molte cose non si realizzeranno». Il PKK contesta inoltre l’assenza di un reale processo di democratizzazione, tanto nella stesura della legge quanto nelle prospettive future che essa sembra delineare. Il partito sostiene che, nonostante le osservazioni presentate durante la discussione parlamentare, nessuna delle proposte avanzate dalla parte curda sia stata recepita: «La legge non può essere attuata tramite imposizioni unilaterali», rimarca il gruppo. «Parlare semplicemente di disarmo senza utilizzare il concetto curdo dimostra che la questione non è stata esaminata in modo esaustivo». Alla luce di tutto ciò, il PKK auspica che la legge possa aprire la strada a un reale processo di integrazione del popolo curdo in Turchia, sottolineando tuttavia che questo non rappresenta una semplice richiesta, ma una condizione necessaria per raggiungere una pacificazione duratura. Sebbene l’approvazione dell’iniziativa costituisca un primo passo, secondo il PKK la Turchia è ancora lontana da questo obiettivo. «Questa legge intende mettere in luce il campo della politica democratica fondata sulla democratizzazione. L’attività politica democratica è possibile solo attraverso una democratizzazione che garantisca pienamente la libertà di pensiero e di associazione». L’esclusione del popolo curdo dal processo di integrazione e democratizzazione, sostiene il partito, rischia di compromettere l’intero processo di dialogo: «Se i guerriglieri non possono svolgere liberamente attività politiche, non possono deporre le armi e scendere dalla montagna». Il processo di pace tra Turchia e curdi va avanti ormai da circa un anno e mezzo, da quando il leader curdo Abdullah Öcalan ha lanciato un appello allo scioglimento del Partito dei lavoratori del Kurdistan, aprendo la strada a un processo di pacificazione. Nel corso dei mesi, il PKK ha accolto le proposte di Öcalan, approvando la propria dissoluzione e la rinuncia alle armi, e ha avviato il processo di disarmo. La legge turca si inserisce all’interno di questa cornice: gli scontri tra la Turchia e le forze curde sono cessati da circa un anno, ma il processo di pacificazione è ancora nelle sue fasi iniziali, così come quello di democratizzazione della Turchia, fortemente richiesto dai rappresentanti curdi. The post La Turchia approva la finta amnistia per il PKK e lascia Ocalan in carcere appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 11, 2026
L'INDIPENDENTE
Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi
È approdata nel parlamento turco la “Legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”, approdo di più di due anni di trattative di pace sulla questione curda fra stato turco e Abdullah Ocalan, mediate dal Partito della sinistra filocurda DEM. La proposta prevede che indagini, processi e pene a […] L'articolo Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi su Contropiano.
August 10, 2026
Contropiano
TURCHIA: IL PARLAMENTO DISCUTE LA “LEGGE QUADRO” DEL PROCESSO DI PACE, IL CHP SI SPACCA IN DUE E NASCE “NUOVO PARTITO”. IL PUNTO CON MURAT CINAR
L’Assemblea nazionale della Turchia sta discutendo la “legge quadro” che dovrà fare da cornice giuridica alle iniziative che verranno intraprese dallo stato turco nell’ambito del processo di pace in corso da oltre un anno tra Ankara e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’esistenza di nuovi negoziati tra il governo turco e la guerriglia rivoluzionaria curda era stata annunciata il 27 febbraio 2025 dal leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, detenuto sull’isola-carcere di Imrali da 27 anni. Da allora, il movimento di liberazione curdo ha intrapreso alcuni passi per dimostrare la propria serietà: tra il 5 e il 7 maggio 2025, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha raccolto l’invito del proprio leader convocando un congresso straordinario nel corso del quale ha deciso di sciogliere le proprie strutture organizzative e abbandonare la lotta armata; l’11 luglio 2025, trenta guerriglieri e guerrigliere del Pkk sono scesi dalle montagne del nord Iraq e, vicino alla città curda di Sulaymaniyya, hanno bruciato le proprie armi per ribadire la propria opposizione alla guerra e rivendicare “pace, uguaglianza e democrazia”; il 27 ottobre 2025, la guerriglia ha abbandonato le proprie posizioni sulle montagne del Kurdistan all’interno dello stato turco riposizionandosi su quelle del Kurdistan iracheno. Da parte dello stato turco, però, non ci sono stati passi in avanti di questa portata. A livello pubblico il passaggio più significativo è stata la costituzione di una commissione ad hoc del parlamento turco – la Commissione parlamentare per la “Solidarietà nazionale, la fratellanza e la democrazia” – i cui lavori hanno preparato il terreno per la legge quadro ora in discussione all’Assemblea nazionale. “Questa legge dovrebbe riguardare una serie di militanti del Pkk, probabilmente quelli che non hanno partecipato a combattimenti e non hanno grosse complicazioni giudiziarie in Turchia, che saranno reintrodotti nella società turca per dimostrare che lo stato fa un passo avanti”, spiega il giornalista Murat Cinar sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. “Alcune fonti giornalistiche sostengono che questa legge quadro sarà portata in parlamento prima della chiusura estiva, quindi tra pochissimi giorni, con l’intenzione di discuterla nel mese di settembre”, aggiunge Cinar. A questo proposito, il parlamento turco ha prorogato i propri lavori fino al 6 agosto. Mentre, secondo l’appello di Abdullah Öcalan, il processo di pace dovrebbe portare a una democratizzazione complessiva della società turca, nell’ultimo anno il regime turco di Erdogan ha spostato il mirino della repressione sul principale partito di opposizione, il Chp. Negli ultimi mesi sono stati numerosi i sindaci di questa forza politica sollevati dal proprio incarico e sostituiti dai cosiddetti “fiduciari” di Ankara, mentre diversi esponenti di primo piano del partito – come il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu – sono stati arrestati e si trovano tuttora in carcere. Non solo, i giudici di Ankara hanno anche deciso di annullare i risultati del congresso 2024 del Chp, invalidando l’elezione a segretario di Özgür Özel e disponendo il ritorno alla guida del partito di Kemal Kilicdaroglu, uscito sconfitto (seppure di poco e con i soliti dubbi sul regolare svolgimento del voto) dalle elezioni presidenziali 2023. Kilicdaroglu, però, non sembra intenzionato a convocare un nuovo congresso. Per questo Özgür Özel ha deciso di guidare una scissione e fondare un nuovo partito di opposizione… Il “Nuovo Partito” (YENİ Parti). 90 deputati del Chp lo hanno già seguito. “Il partito fondatore della Repubblica (il Chp), che tra l’altro è uno dei partiti più antichi del mondo tra quelli esistenti, rischia di diventare il terzo, quarto, forse quinto partito di opposizione. Forse non entrerà nemmeno in parlamento e dunque vive una fase di grande difficoltà”, commenta Murat Cinar. Di tutto questo parleremo alla Festa di Radio Onda d’Urto, a Brescia, lunedì 10 agosto 2026, all’interno del dibattito “Il processo di pace in Turchia: prospettive e aspettative” insieme al giornalista Murat Cinar (che co-organizza e modera l’incontro), a İdris Baluken, ex deputato del parlamento turco con l’HDP, Şerife Ceren Uysal, avvocata del Foro di Istanbul specializzata in diritti umani, e Rosida Koyoncu, giornalista, documentarista e attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+ L’intervista di Radio Onda d’Urto al giornalista Murat Cinar, con il quale abbiamo fatto il punto sulla situazione politica in Turchia e presentato del dibattito del 10 agosto 2026 alla Festa di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
July 29, 2026
Radio Onda d`Urto