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“Avvelenare” un LLM è più facile del previsto: bastano 250 documenti malevoli
Avvelenare un modello linguistico non richiede accesso ai suoi pesi: basta saturare il web di contenuti calibrati. Il caso Clock Tower X documenta questa strategia e solleva questioni urgenti su trasparenza, regolamentazione e responsabilità epistemica nell’era dell’intelligenza artificiale generativa. L’avvelenamento sistematico dei modelli linguistici di grandi dimensioni – LLM poisoning – non è più una minaccia teorica confinata ai laboratori di cybersecurity. È diventato oggetto di un contratto governativo, finanziato con fondi pubblici esteri, progettato per alterare le risposte che milioni di utenti ricevono ogni giorno da sistemi come ChatGPT. Il caso che lo dimostra arriva da un filing ufficiale depositato presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Indice degli argomenti * Il contratto da 6 milioni di dollari che vuole riscrivere la “conoscenza” dell’AI * Le tre tecniche per avvelenare un modello linguistico * Data poisoning: il veleno nel corpus di addestramento * RAG poisoning: l’attacco al momento dell’interrogazione * Generative Engine Optimization (GEO): la SEO per l’era dell’AI * Il paradosso della delega: perché gli agenti AI non sono oracoli * Verso un ecosistema informativo resiliente: le contromisure possibili * Contromisure tecniche * Contromisure istituzionali * La sfida culturale: il vero terreno di battaglia * Conclusione: la responsabilità epistemica resta umana Leggi l'articolo
Moro e gli archivi britannici, le distorsioni flop di Fasanella
Era la primavera del 2020, il periodo più buio della crisi pandemica scatenata dalla diffusione del Covid-19, quando una indagine del Copasir (il comitato parlamentare per controllo della sicurezza della Repubblica) elaborava un rapporto sulla “Infodemia”, ovvero su una presunta campagna di disinformazione diffusa da potenze straniere e sulla presenza […] L'articolo Moro e gli archivi britannici, le distorsioni flop di Fasanella su Contropiano.
May 17, 2026
Contropiano
Dalla dottrina Mitterrand alla perfida Albione, le acrobazie complottiste di Fasanella
E’ uscita nelle librerie una nuova edizione di Che cosa sono le Br, Rcs, la lunga intervista che ventidue anni fa Giovanni Fasanella realizzò con Alberto Franceschini. Il volume viene riproposto al pubblico senza alcun aggiornamento critico del testo redatto nel 2004 e ormai ampiamente datato, nel quale l’ex brigatista dava […] L'articolo Dalla dottrina Mitterrand alla perfida Albione, le acrobazie complottiste di Fasanella su Contropiano.
May 9, 2026
Contropiano
Così funziona la propaganda sionista
In questa foto ricavata da un filmato, sotto lo striscione della “Brigata Ebraica” Eyal Mizrahi, quello di “definisci bambino”, chiede al PD Emanuele Fiano “se far deviare la brigata ebraica a destra o far manganellare questi qua”. E Fiano risponde “no, non ci spostiamo”… Poi invece la polizia, una volta […] L'articolo Così funziona la propaganda sionista su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano
Le sconfitte della guerra cognitiva contro Cuba
Cubainformaciòn ha attivato un nuovo programma della sezione Miami Fake nel quale smonta ancora una volta la macchina della disinformazione che, dai media con sede a Miami — e le loro filiali a Madrid e in altre città —, cerca di costruire una narrazione unica contro Cuba. Una narrazione allineata […] L'articolo Le sconfitte della guerra cognitiva contro Cuba su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano
Le guerra delle parole e nelle parole
Ci sono parecchie cose a non quadrare nell’andamento della guerra in corso in Medio Oriente. Tra queste c’è la guerra delle e nelle parole utilizzate sui media mainstream per raccontare cosa sta accadendo. Cominciamo dall’informazione secondo cui gli attacchi israeliani e statunitensi sull’Iran “colpiscono gli obiettivi”, mentre i missili iraniani […] L'articolo Le guerra delle parole e nelle parole su Contropiano.
March 27, 2026
Contropiano
Guerra all’Iran “per la democrazia”? Guardate com’è andata in Iraq
Chiunque sia così sciocco da credere che gli Stati Uniti vogliano portare la democrazia in Iran dovrebbe dare un’occhiata a ciò che stanno facendo attualmente per sabotare la democrazia in Iraq. Il presidente Trump ha minacciato in modo aggressivo di tagliare le entrate petrolifere dell’Iraq se questo consentirà il ritorno […] L'articolo Guerra all’Iran “per la democrazia”? Guardate com’è andata in Iraq su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano
L’oscena manipolazione dei fatti di Lione
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Pierre, della redazione di Contre Attaque. Pierre, è un piacere averti con noi perché, con il collettivo Contre Attaque, avete condotto una vera contro-inchiesta che ha messo in discussione la versione iniziale diffusa dalla procura e da alcuni media. Avete fatto emergere come in […] L'articolo L’oscena manipolazione dei fatti di Lione su Contropiano.
February 23, 2026
Contropiano
Pillole tossiche dal Corriere
Il Corriere è tanto caricatevole… Consapevole di darci ogni giorno notizie un tantino manipolate, altamente tossiche, vorrebbe sinceramente elevare la conoscenza di tutti noi. Così ha appaltato delle “pillole di filosofia” ad una serie di divulgatori di cui non so dire la qualità (la filosofia ridotta in pillole è un […] L'articolo Pillole tossiche dal Corriere su Contropiano.
February 17, 2026
Contropiano
Pubblicità in ChatGPT, dimissioni in OpenAI: l’allarme sulla “deriva Facebook
Zoe Hitzig, ricercatrice che ha lavorato negli ultimi due anni in OpenAI, ha rassegnato le dimissioni nello stesso giorno in cui l'azienda ha iniziato a testare gli annunci pubblicitari all'interno del chatbot. La decisione è stata spiegata in un editoriale ospitato dal New York Times, in cui Hitzig collega direttamente il lancio della pubblicità in ChatGPT a un cambio di rotta che, a suo giudizio, allontana OpenAI dalle domande di sicurezza ed etica per cui aveva scelto di unirsi all'azienda. Al centro delle critiche di Hitzig non c'è la pubblicità in sé, che la ricercatrice non definisce intrinsecamente immorale, ma la combinazione tra annunci e natura dei dati raccolti da ChatGPT. Nel suo intervento, descrive le interazioni con il chatbot come un "archivio di candore umano" senza precedenti, costruito a partire da conversazioni in cui gli utenti condividono timori medici, problemi di coppia, fragilità psicologiche e convinzioni religiose, spesso nella convinzione di dialogare con uno strumento neutrale e privo di interessi propri. Il timore è che un sistema di annunci inserito in questo contesto possa evolvere verso forme di targeting profondamente personali, difficili da comprendere e da controllare sia per gli utenti sia per i regolatori. Secondo Hitzig, la fase iniziale dei test potrebbe rispettare linee guida relativamente prudenti, ma il problema emergerebbe nel lungo periodo, man mano che si consolida il modello di business basato sulla pubblicità. La ricercatrice richiama esplicitamente la traiettoria dei grandi social network, e in particolare di Facebook, dove gli impegni iniziali sulla tutela della privacy sarebbero stati progressivamente erosi dalla pressione di un motore economico centrato su engagement, profilazione e microtargeting. Nel caso di ChatGPT, la combinazione tra dati conversazionali intimi e ottimizzazione algoritmica degli annunci potrebbe creare incentivi a spingere contenuti capaci di influenzare decisioni sensibili, dagli acquisti alla salute, fino alle opinioni politiche, sfruttando contesti emotivi particolarmente vulnerabili. Articolo completo qui Fonte originale New York Times qui
February 16, 2026
Pillole di info digitale