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VERONA RICORDA MOUSSA DIARRA A DUE ANNI DALL’OMICIDIO. IN SETTIMANA DOPPIO PRESIDIO ALLA STAZIONE PORTA NUOVA
Il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra ha indetto un doppio appuntamento in questa settimana per non dimenticare quanto accaduto alla stazione di Verona Porta Nuova due anni fa. Gli appuntamenti sono fissati entrambi in piazzale XXV aprile, davanti alla stazione ferroviaria Porta Nuova. Il primo presidio si svolgerà martedì 20 ottobre, giorno dell’anniversario della morte, tra le ore 17 e le ore 20. Il secondo sabato, sempre davanti alla stazione, tra le ore 10 e le ore 14. “In questo periodo si sono tenuti presidi e manifestazioni, i legali hanno lavorato, la GIP ha sospettato un depistaggio e chiesto nuove indagini e il corpo di Moussa è tornato in Mali” ha scritto in un comunicato il Comitato. “Due anni senza Moussa, che è mancato alla sua famiglia e a chi lo aveva conosciuto e condiviso con lui l’esperienza del Ghibellin Fuggiasco e le traversie infinite che caratterizzano la vita di una persona migrante in Italia, e che lo avevano portato a sfinimento e disperazione. Un periodo che ha visto anche la prima sentenza di condanna nel processo per le torture alla questura di Verona, che sembra non c’entrare nulla con Moussa ma che è un altro esempio di razzismo istituzionale, oltre a vedere tra gli intercettati anche l’agente che gli ha sparato”. La presentazione dei due presidi con Alberto del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
October 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Strage di Ustica: i segreti francesi che Parigi potrebbe rivelare dopo 46 anni
A quasi mezzo secolo dal disastro di Ustica è arrivato un importante colpo di scena. Con una nota del 21 settembre alla Farnesina, l’ambasciata francese si è infatti dichiarata pronta a trasferire a Roma documentazione potenzialmente ricollegabile alla strage, compresi atti del ministero della Difesa, e disponibile a rispondere a nuove richieste dei magistrati. Un’apertura che, all’udienza in programma domani nella Capitale, dovrebbe spingere la Procura di Roma a ritirare la richiesta di archiviazione su quanto avvenne la sera del 27 giugno 1980, con la morte di tutte le 81 persone che viaggiavano a bordo del DC-9 Itavia. Al centro restano radar, attività della base corsa di Solenzara e movimenti delle portaerei: fattori che potrebbero collegare lo scenario militare delineato dalle indagini a responsabilità ancora senza nome. Il volo Bologna-Palermo scomparve dai radar alle 20.59. Il giorno successivo, riaffiorarono in mare i detriti del velivolo insieme ai corpi di alcuni passeggeri. Tre settimane dopo, il 18 luglio 1980, fu rinvenuta sui monti della Sila, in Calabria, la carcassa di un caccia militare libico. Nel tempo furono esaminate ipotesi diverse: cedimento strutturale, bomba a bordo, missile, collisione o quasi collisione con un altro velivolo. Nel 1999 il giudice Rosario Priore ricondusse il disastro a un’operazione militare, definendola «atto di guerra», senza riuscire a identificarne gli autori. Negli anni successivi, per i presunti depistaggi sulla strage, alla sbarra gli ufficiali dell’aeronautica Corrado Melillo, Zeno Tascio, Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di alto tradimento e di avere occultato informazioni. Tutto si chiuse con assoluzioni definitive. In sede civile, la Cassazione confermò nel 2013 la responsabilità risarcitoria dello Stato per la mancata protezione del volo, ritenendo adeguatamente motivata la tesi del missile. In un’altra pronuncia, certificò attività di depistaggio. Quell’accertamento non ha però consegnato alla giustizia gli autori della strage. Per misurare l’eventuale impatto delle carte francesi occorre richiamare le 13 rogatorie internazionali inoltrate dalla magistratura italiana alla Francia tra il 1990 e il 2010. Gli inquirenti cercavano informazioni sulla copertura dei sistemi radar francesi e sulle registrazioni del traffico aereo raccolte da postazioni fisse o mobili. Particolare attenzione fu dedicata alla traccia LL004, classificata come “amica” e rilevata dal radar di Poggio Ballone vicino alla costa orientale della Corsica, all’altezza di Solenzara. Nel 1996 furono richiesti chiarimenti anche sulle tracce contrassegnate dalle sigle GG, AK e JG, per risalire ai velivoli, agli eventuali reparti militari e agli aeroporti di provenienza e destinazione. Restava inoltre da ricostruire l’attività della base corsa: le autorità francesi avevano sostenuto che le operazioni fossero cessate alle 17, mentre testimonianze raccolte dagli investigatori italiani indicavano voli fino a tarda sera. Un altro filone riguardava la presenza navale francese nel Mediterraneo. Nel 1992 e nel 1993 la magistratura chiese accertamenti sull’eventuale coinvolgimento di mezzi francesi e sulla posizione delle portaerei Clemenceau e Foch nelle ore della strage. I documenti di bordo acquisiti durante l’istruttoria collocavano entrambe a Tolone; nelle indagini successive, tuttavia, alcuni testimoni, anche ex militari, riferirono di avere visto una portaerei francese nel Tirreno. Fra il 2010 e il 2014 il pm Erminio Amelio tornò a chiedere giornali di bordo, rotte delle navi, tracciati radar e registri di passaggio. Le richieste riguardavano anche i movimenti a Solenzara, l’identità del personale in servizio e l’eventuale partecipazione francese all’esercitazione “Demon Jam V”, svoltasi nel luglio 1980. Nel settembre del 2023, hanno destato scalpore le parole espresse sul tema in un’intervista a Repubblica dall’ex premier Giuliano Amato, il quale si è dichiarato convinto che la versione più credibile indicasse nell’aviazione francese la responsabile dell’abbattimento del DC-9, con la complicità degli USA. Secondo tale ricostruzione, l’aeronautica francese avrebbe avuto l’obiettivo di colpire un Mig libico su cui avrebbe dovuto essere presente la massima autorità libica Muammar Gheddafi. Amato rivelò di avere saputo, ma senza averne le prove, che Gheddafi sarebbe stato convinto a non salire sul suo aereo dal leader socialista Bettino Craxi. Il quale, a detta di Amato, non rese pubblica la verità perché «sarebbe stato incolpato di infedeltà alla Nato» e «spionaggio a favore dell’avversario». Secondo Amato, sia la tesi del cedimento strutturale dell’aeromobile, sia quella del cedimento interno a causa di un ordigno riferita dalle alte gerarchie militari italiane allo stesso Amato quando, da Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, fu investito della questione, sarebbero «falsità». Insomma, la nostra aeronautica sarebbe stata «schierata in difesa della menzogna», perché dietro alla tragedia vi sarebbe stato «un segreto che riguardava la Nato». Il materiale in arrivo dalla Francia comprenderebbe atti risalenti al periodo tra il 1981 e i primi anni Novanta, potenzialmente collegati alle precedenti rogatorie. L’auspicio è che possa consentire di confrontare le ricostruzioni messe a punto negli ultimi decenni con dati verificabili. Posizioni delle navi, registri delle operazioni di volo e comunicazioni radio andrebbero letti in combinato disposto, con la finalità di stabilire se vi fossero unità in grado di osservare quanto accadeva e se aerei imbarcati avessero svolto missioni connesse alla vicenda. Anche carte redatte negli anni successivi, ove contenessero relazioni interne o corrispondenza sulle rogatorie, potrebbero avere valore investigativo, mostrando quali informazioni fossero effettivamente disponibili, quali uffici le custodissero e perché alcune richieste ricevettero risposte incomplete. The post Strage di Ustica: i segreti francesi che Parigi potrebbe rivelare dopo 46 anni appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 29, 2026
L'INDIPENDENTE
Bologna sa da che parte stare
Alcune migliaia di persone hanno partecipato all’annuale manifestazione in ricordo della Strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, con un corteo partito da piazza Maggiore e giunto fino al piazzale antistante lo scalo ferroviario. Quella mattina alle 10:25 un ordigno celato dentro una valigia, su un tavolino nella […] L'articolo Bologna sa da che parte stare su Contropiano.
August 3, 2026
Contropiano
Milano. Rinviato a giudizio un carabiniere per morte di Ramy
E’ passato un anno e mezzo dalla morte di Ramy ElGaml durante un inseguimento dei Carabinieri. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per il carabiniere Antonio Lenoci, alla guida dell’auto che inseguiva lo scooter sul quale era a bordo Ramy, e per Fares Bouzidi, che guidava […] L'articolo Milano. Rinviato a giudizio un carabiniere per morte di Ramy su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
RAMY ELGAML: LA PROCURA CHIEDE IL PROCESSO PER SETTE CARABINIERI
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale con “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” per il carabiniere alla guida della volante che, la notte del 24 novembre 2024, urtò lo scooter sul quale viaggiavano Ramy Elgaml, poi deceduto, e l’amico Fares Bouzidi, dopo averlo inseguito per 8 lunghissimi chilometri, fino a viale Ripamonti. I pm hanno chiesto il processo, per concorso il omicidio stradale, anche per Fares Bouzidi – che guidava lo scooter – e per altri sei militari accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto dell’amico di Ramy. “Il depistaggio aggrava il quadro – commenta su Radio Onda d’Urto il giornalista Nello Trocchia – perché conferma che ogni qualvolta pezzi di Stato commettono degli illeciti, o delle violazioni, c’è chi non va lì a ricostruire la verità ma a coprire e blindare nel silenzio e nell’omertà quanto accaduto… e questo è gravissimo”. “Perché non succeda più dovremmo cominciare a occuparci di formazione delle forze dell’ordine, e anche di un cambio culturale rispetto all’approccio a vicende come queste”, aggiunge ai nostri microfoni il giornalista che per il Domani si è occupato dei depistaggi dei carabinieri nelle indagini sulla morte di Ramy Elgaml. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Nello Trocchia, giornalista del quotidiano Domani, per il quale segue la vicenda della morte di Ramy Elgaml. Ascolta o scarica.
April 2, 2026
Radio Onda d`Urto
L’assalto alle scuole occupate è organizzato
Se si vuol fare lotta politica bisogna capire la realtà al di là delle apparenze, delle dichiarazioni, dei luoghi comuni ripetuti fino allo sfinimento. E imparare presto ad “unire i punti” tra i vari eventi, o comportamenti, per trarne delle conclusioni attendibili, evitando come la peste le trappole della “dietrologia” […] L'articolo L’assalto alle scuole occupate è organizzato su Contropiano.
October 27, 2025
Contropiano
Bologna 2 agosto ’80. Stragisti, fascisti e dediti ai depistaggi
Un certo Maurizio Gasparri assicura di aver letto i documenti dei servizi segreti italiani che “dimostrano la matrice mediorientale” della strage alla stazione di Bologna. E attacca lo storico Paolo Morando che su Il Domani aveva smontato questa tesi messa in giro dal Mossad israeliano già oltre venti anni fa […] L'articolo Bologna 2 agosto ’80. Stragisti, fascisti e dediti ai depistaggi su Contropiano.
August 3, 2025
Contropiano