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Spino d’Adda, intense giornate di festa e attivismo al Porto di Pace
Domenica 13 settembre le flottiglie sono arrivate al Porto di Pace alla Cascina Carlotta di Spino d’Adda, in provincia di Cremona e hanno consegnato la loro bandiera; ognuna è il simbolo di un valore inestimabile e irrinunciabile del vivere civile –  Antifascismo, Diritti umani, Disarmo e nonviolenza, Cooperazione e solidarietà, Giustizia e legalità, Ecologia e sostenibilità, Libertà e democrazia.  Nel pomeriggio questi temi verranno sviluppati in una serie di incontri in contemporanea, con interventi, testimonianze e riflessioni coinvolgenti e stimolanti che lasceranno un segno nella mente e nel cuore dei partecipanti. Alla fine della mattinata intanto i pezzi di tela colorati fanno bella mostra di sé sul palco, avendo ricomposto la bandiera della pace: un folto gruppo di partecipanti applaude festoso rimirandola. L’emblema rappresentato dall’arcobaleno è iscritto nel cuore di tanti, non come un sogno lontano, ma come qualcosa in cui credere e per cui attivarsi. Questo è il senso dell’azione corale e consapevole che si è tenuta nella mattinata del 13 settembre: sette gruppi di camminatori si sono dati appuntamento in diversi punti di Spino d’Adda. Da lì abbiamo camminato cantando canzoni della Resistenza e urlando slogan sui temi che ci stanno a cuore (la Palestina, la legalità, la pace, i diritti umani, ecc), fino a Cascina Carlotta – che non è un luogo sperduto nella campagna, ma una parte del tessuto urbano del paese. Ad attenderci c’era altra gente ancora che ci applaudiva e ci abbracciava e il grande spazio centrale della cascina con i gazebo delle tante associazioni che hanno aderito e sostenuto l’iniziativa. Anna si era unita alla flottiglia dei diritti umani ed era già alla cascina quando con Grazia, Silvia, Andrea e altri milanesi siamo entrati a bordo della nave rossa, quella antifascista. Che gioia rivedersi all’interno della cornice del fare! Faccio conoscere agli amici arrivati da “lontano” (Varese e Milano) le amiche cremasche (Carla e Patrizia) e mi accorgo che è tutto un presentarsi e un riconoscersi. Alcuni ritrovano vecchi amici che non incontravano da anni, altri rivedono compagni di tante iniziative passate e presenti. Una lunga tavolata è stata imbandita in un’ala della cascina, con gli instancabili volontari dell’Anpi che servono cous cous e patatine a getto continuo. Disordinatamente e senza mai smettere di chiacchierare prendiamo posto – del resto questa è una festa e noi, che amiamo la vita e la pace, abbiamo mantenuto un cuore bambino. Tra i commensali ci sono i membri di ben sette cori resistenti e popolari attivi nella provincia. Al termine del pranzo iniziano i canti. Le parole delle canzoni sono struggenti, a tratti malinconiche, ma mai rassegnate, anzi c’è sempre un momento in cui il ritmo cambia e la voce si alza per denunciare e pretendere un diritto negato. Mi colpisce il ritornello di un vecchio motivo operaio che dovrebbe esistere solo come cimelio e memoria di un passato lontano e invece è drammaticamente attuale: “Siam lavoratori, vogliam la libertà”. Come non pensare ai moderni lavoratori a cottimo, ai giovani precari, ai tanti rider di Deliveroo, Globo e Amazon, che vediamo correre a perdifiato per le strade del Paese, perché una pizza non si freddi, perché un pacco in più consegnato stasera significa due pacchi in più domani? Ripenso alle parole del presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, che sabato 12, in dialogo con Gian Carlo Corada, presidente dell’Anpi della Provincia di Cremona e Paolo Gualandris, direttore del quotidiano la Provincia di Cremona, ha fatto notare come non sia normale che i lavoratori della Sassonia votino Afd, che i minatori del West Virginia appoggino Trump e che nell’onda nera che sta invadendo la società occidentale il copione si ripeta: sono le classi meno abbienti, vittime di disuguaglianze e ingiustizie, a scegliere i partiti di estrema destra illudendosi che offrano davvero un’alternativa. Per fortuna c’è anche qualche dato positivo: per esempio le iscrizioni all’Anpi di anno in anno aumentano e non sono pochi i giovani che si avvicinano alla realtà antifascista – effettivamente oggi ne vedo parecchi gironzolare per le aree della festa. L’Anpi, stufa di attendere una collaborazione sinergica con la sinistra, ha capito che è il momento di agire per ricucire il dialogo con i lavoratori e riportarli a una lotta che veda al centro i loro veri interessi e non le briciole promesse dagli slogan della destra e del nuovo fascismo. È il cuore dell’impegno storico dell’associazione partigiana: preservare la memoria e attualizzarla. Mai come oggi è necessario tornare alla base e “riportare il corpo in piazza”, ci ricorda Marco Cicorella dell’Anpi di Spino d’Adda, magari, come hanno fatto i giovani volontari della campagna elettorale di Zohran Mamdani, ora sindaco di New York, bussando ad ogni porta per svegliare le coscienze e riportare sotto gli occhi di tutti la bellezza dell’arcobaleno. La manifestazione è stata un successo di partecipazione; l’Anpi può esserne orgogliosa e trarre dal momento di festa l’energia migliore per il compito importante che l’aspetta.     Marina Serina
September 14, 2026
Pressenza
CREMONA “PORTO DI PACE”: PRIMA FESTA PROVINCIALE ANPI A SPINO D’ADDA
Sabato 12 e domenica 13 settembre, nella splendida cornice della Cascina Carlotta a Spino d’Adda, si tiene la prima Festa Provinciale dell’ANPI Cremona, un’iniziativa sostenuta da decine di associazioni del territorio. Scrivono gli organizzatori che l’evento “è al tempo stesso un’identità e una dichiarazione d’intenti”. Il titolo della due giorni è infatti “Porto di Pace”. “Ci sono momenti storici in cui la memoria non può e non deve rimanere un semplice ricordo da archivio. La memoria deve farsi azione, presenza vigile, voce collettiva. La nostra Costituzione nasce dalla Resistenza e nel suo articolo 11 scrive chiaramente che l’Italia ripudia la guerra. L’antifascismo e la costruzione della pace non sono due concetti separati: sono da sempre la stessa battaglia, lo stesso identico impegno morale e civile. Per l’ANPI, la lotta contro ogni fascismo e la battaglia contro il riarmo non sono impegni negoziabili, ma i due pilastri inscindibili della nostra stessa esistenza. Di fronte ad una politica globale che torna ad investire cifre folli nelle armi e ad autoritarismi che rialzano la testa, gridiamo con forza che non c’è antifascismo senza il totale rifiuto della guerra: la vera sicurezza nasce dal disarmo, dalla democrazia e dalla tutela dei diritti umani. Per questo nasce Porto di Pace. Vogliamo lanciare un messaggio forte: ogni paese della nostra provincia, così come ogni luogo del mondo, può e deve essere un porto sicuro, un approdo di tranquillità dove chiunque possa essere accolto, a prescindere dal colore della pelle, dalla provenienza o dalla religione. Vogliamo offrire uno spazio concreto a chiunque non intenda rimanere indifferente di fronte alle atrocità delle guerre e alle ingiustizie in corso; un luogo in cui poter dire con orgoglio: “Io ci sono, io partecipo, io sono un abitante dei Porti di Pace”. Il progetto poggia su pilastri fondamentali che attraversano tutto il nostro programma: l’antifascismo, i diritti umani, il disarmo, la cooperazione, la giustizia sociale, l’ecologia, la democrazia e la libertà”. Potete trovare il programma completo, tra cultura, solidarietà, musica e anche buona cucina, sul sito portodipacecremona.it. Abbiamo presentato la due giorni con Marco Cicorella vicepresidente ANPI di Spino d’Adda. Ascolta o scarica
September 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Le forze dell’ordine “invadono” l’isola verde in Bolognina
Ieri sera per quasi due ore si è svolto un controllo di polizia al Parco della Zucca con decine di agenti, camionette e cani antidroga, che ha interrotto le attività del festival Isola Verde e i giochi dei bambini, identificando molti dei presenti. Questa è un’ennesima dimostrazione della logica di […] L'articolo Le forze dell’ordine “invadono” l’isola verde in Bolognina su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
[2026-07-10] EKO-SYSTEM: workshop e musica @ LOA Acrobax
EKO-SYSTEM: WORKSHOP E MUSICA LOA Acrobax - Via della Vasca Navale 6, Rome, Metro B San Paolo (venerdì, 10 luglio 18:00) 🏴‍☠️ La ciurma di ecologia politica chiama a raccolta le ammutinate! Festa festa festa!!! 🏴‍☠️ Ci vediamo 🧉 venerdì 10 luglio 🦎 h. 18:00 - 02:00 📍Barricadero, loa_acrobax (via della Vasca Navale, 6, 00146 Roma) Le danze si aprono alle 18:00 con due magici ✨laboratori✨ durante i quali impareremo a costruire un subwoofer da battaglia e ci divertiremo a smanettare con le macchinette analogiche e la produzione del suono (porta la tua macchinetta!) A seguire verso le 19:30 workshop su riduzione del rischio e del danno, laboratorio di visual jocking e ciliegina sulla torta costruiremo insieme una centralina per il monitoraggio della qualità dell'aria 💨 Dalle 21 la cosa si fa seria con l3 sorellin3 nastro e anafem E dulcis in fundo dj set tekno dalle 22 alle 02 a cura delle fatine skamo, fleva atman, robbss, la cicala sessisti razzisti molesti antipatici non sono invitati Ingresso a offerta libera a sostegno della ciurma 🦎🏴‍☠️🌱
June 22, 2026
Gancio de Roma
Festa del 212° Anniversario dei Carabinieri a Roma: «Possiamo aiutarvi?» Sì…ad armarci!
Non potevamo mancare ad un evento così significativo e rappresentativo della rapida militarizzazione che sta vivendo l’Italia in questi ultimi anni: la festa per il 212° anno dalla fondazione dell’Arma dei Carabinieri. “Possiamo aiutarvi” è lo slogan che campeggia in alto alle impalcature in uno dei tanti ingressi della mega fiera del “Villaggio dell’Arma” a Villa Borghese a Roma, monopolizzata dalla Fiamma dal 5 al 7 giugno. Insomma, una delle sue più imponenti “operazioni simpatia” degli ultimi anni. Ciò non sorprende perché di fronte ad un calo di partecipazione politica drastico e di sfiducia generalizzata verso la “politica” e i politici, proprio come sta avvenendo in Israele, (clicca qui) e Forze Armate, raccolgono intorno a sé quel residuo di fiducia che è direttamente proporzionale alla percezione del numero di nemici interni ed esterni, tanto che ormai possiamo parlare di processo di “israelizzazione” della società e non solo per le nostre molteplici connivenze con l’entità sionista o per le sistematiche offerte turistiche italiane a riservisti e militari dell’IDF (https://www.pressenza.com/it/2026/05/relax-post-genocidio-sempre-nelle-marche/) D’altra parte, l’Arma, come del resto tutti gli altri corpi di P.S. e polizia giudiziaria, hanno collezionato negli anni un discreto numero di scheletri nell’armadio: senza tornare troppo indietro negli anni e agli intrecci tra C.I.A., ex-SISMI, e NATO, Gladio o la strage di Alcamo Marina, possiamo citare, Carlo Giuliani, il caso Cucchi, la banda della Lunigiana, il caso CONSIP, ecc.. Target principale: famiglie con bimbi piccoli o preadolescenti, ma coincidendo con la fine delle attività didattiche nelle scuole fino a due giorni prima, la festa era ufficialmente dedicata (anche) alle scuole. Nemmeno per il bicentenario, due anni fa, è stata organizzata una quattro giorni di feste con accesso aperto addirittura fino alle 22 di sera, con un dispiegamento di forze, energie, soldi pubblici e pubblicità su tutti i massmedia, con attrezzature ingombranti sparse un po’ in tutta Italia ma con il loro pezzo forte, ovviamente, nella Capitale. Qui abbiamo visto, nello splendido palcoscenico naturale di Villa Borghese, oltre ad un elicottero, una parete per l’arrampicata, una motoslitta, una motovedetta, un mega-acquario del nucleo Carabinieri subacquei, ecc.ecc. decine e decine di stand dove si offrivano esperienze “indimenticabili” giochi di tutti i generi, molti dei quali a base di armi, spade e simulazioni di attività investigative, agli immancabili giochi e prove pratiche organizzate dai vari gruppi sportivi. Bastava, però, visitarne “solo” sei, facendosi certificare, con un timbro su una scheda l’avvenuta visita, per poter ritirare, presso lo stand più grosso, posto alla fine del percorso, il proprio premio-gadget. Per sottolineare l’imponente copertura mediatico-istituzionale presso uno dei tanti, ingressi è stata eretta anche una mega-struttura a due piani, vetro e acciaio, di RAI-Isoradio.Tutta l’organizzazioni è stata concepita, quindi, per la famiglia ma soprattutto per la prole al seguito. Abbiamo visto tantissimi bimbi, caricati da mamme entusiaste pronte per la foto ricordo, all’interno di mezzi blindati, oppure indossare il caschetto per arrampicarsi su una parete sotto l’occhio vigile del carabiniere-montanaro, pigiare le piccole dita su un foglio bianco per le impronte digitali nello stand dedicato alle indagini scientifiche, infilarsi in un tunnel di stoffa lungo e labirintico come un lungo serpentone organizzato dal reparto specializzato “Cacciatori di Calabria”, ecc.ecc. Abbiamo poi scoperto che esiste, dal 1926, un nucleo Carabinieri “Tutela del lavoro”! Non poteva mancare, quindi, l’impalcatura in miniatura e la possibilità per i bambini di salirci sopra ovviamente imbragati, col caschetto e col gancio di sicurezza ben allacciato alla struttura metallica, proprio come NON fanno, ancora oggi, molti lavoratori a volte pagati in nero e invisibili per lo Stato italiano perché “clandestini”. Questo stand, in particolare, è l’emblema del concetto-chiave trasversale che si vuole far passare, oltre a quello della protezione amorevole e paternalistica o addirittura materna dei Carabinieri che godono di una fiducia inossidabile, legata in gran parte ad uno stereotipo radicato nel tempo: deterrenza=prevenzione. «Dagli anni ’80 – afferma, infatti, un Carabiniere del Nucleo Tutela Lavoro – le morti sul lavoro sono in drastica a discesa» sottintendendo in questo caso specifico, oltre al ruolo di normative più evolute e restrittive (es.L.626), l’importanza della loro presenza sul territorio a fianco degli ispettori del lavoro. Si potrebbe pensare quindi che grazie ai controlli e quindi al potere deterrente e sanzionatorio che ciò sia avvenuto veramente grazie a loro, ma la realtà dei fatti è esattamente l’opposto: i controlli sono pochi e la prevenzione, quella vera, fatta di una “cultura” della sicurezza, è ancora di là da venire, anzi si potrebbe dire che nonostante il drastico cambiamento della struttura economica italiana e le nuove normative, le morti sul lavoro non possono essere declassate, come lo stesso carabiniere ha poi precisato, a “inevitabili fatalità”. A prescindere da tutto ciò sono sempre troppe perché non si può morire DI lavoro e/o SUL lavoro. Non è corretto, infatti, paragonare l’attuale mercato del lavoro e l’attuale struttura economica a quella di una società nel pieno del proprio sviluppo industriale, tanto portentoso quanto caotico, come quello degli anni cinquanta e sessanta fino al secondo boom edilizio degli anni tra gli anni ’60 e ’70 e dei fenomeni speculativi politico-malavitosi descritti da Francesco Rosi in Le mani sulla città dove le vicende scaturiscono proprio da una strage sul lavoro. Questo esempio però è emblematico di come le varie forze dell’ordine e le varie Forze Armate vogliono presentarsi a tutti i costi come protettori e soprattutto come presenze indispensabili per la prevenzione di calamità, morti per varie cause, fenomeni vari di devianza. Come alla festa della Polizia di Stato a Piazza del Popolo di poco tempo fa, anche i Carabinieri ci tengono, per esempio, ad auto-rappresentarsi come operatori salva-vita non solo per i loro interventi anti-suicidio a metà tra il sostegno psicologico e quello “operativo”, ma anche nelle situazioni di rischio di morte improvvisa: come se fosse lo stand della ASL o della Croce Rossa, anche qui circa quattro carabinieri/e hanno insegnato a bambini intorno ai 5-8 anni come si fa un massaggio cardiaco e come si applicano le piastre del defibrillatore: un intervento che mai si ritroveranno a fare, anche per i limiti della loro forza fisica, se non forse tra una decina d’anni ma tant’è «serve a diffondere la cultura del pronto intervento salvavita – ha prontamente ribattuto alle mie perplessità il carabiniere preposto al BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) – anche se il bambino o la bambina non sono fisicamente pronti a farlo… o non se la sentono (ovviamente! N.D.R.)». Per concludere possiamo sottolineare anche la cooptazione di artisti/e che non sono nuovi/e a queste forme di ancheggiamento, basti pensare ai vari calendari delle varie Forze Armate, di P.S. e di P.G., oppure ai fumettisti e disegnatori che sempre più spesso si prestano ad illustrare materiali cosiddetti didattici o di intrattenimento: vedere però una mostra d’arte tutta dedicata all’Arma dei Carabinieri è una novità, in questo caso realizzata da un'”affezionata” dell’Arma, Daniela Nardelli e musicisti della banda intrattenere i più piccoli in lezioni di musica estemporanee, ci fanno pensare ad una strategia di “influenza culturale” che spazia a 360 gradi anche in settori tradizionalmente distanti dal mondo delle armi e appunto della repressione. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
MILANO: TORNA “LA GRANDE FESTA 100 AFRICHE” PER RACCONTARE E CAPIRE IL CONTINENTE
Venerdì 5 sabato 6 e domenica 7 giugno si tiene a Milano “100 Afriche”, un festival culturale organizzato da Africa Rivista e ospitato al Centro Internazionale di Quartiere, nella Cascina Casottello di via Fabio Massimo 19 (fermata Porto di Mare, metro 3 gialla). Incontri, dibattiti, musica, arte, mostre, laboratori creativi, artigianato, cinema, itinerari di viaggio e cucina per esplorare, raccontare e capire la ricchezza e la diversità del continente africano. Il programma è ricco, a portata di tutte le età. L’ingresso è gratuito ma per alcuni incontri è necessaria la prenotazione, che si può effettuare a partire dal sito di Africa Rivista. Tutti gli eventi si svolgeranno anche in caso di maltempo, negli spazi coperti. La presentazione del festival “100 Afriche” con il direttore di Africa Rivista, Marco Trovato. Ascolta o scarica
June 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Festa solidale alla Casa delle Donne di Viareggio
Ieri 28 maggio l’annuale festa del tesseramento della Casa ha brillato come una perla nell’incipiente estate, un fiore dai molti petali colorati e profumati. Nel fresco giardino della Casa all’interno della pineta tutto era allestito con cura e grazia, tante donne ma anche uomini sensibili e consapevoli perché l’umanità cammina insieme e i valori portati avanti dalle donne sono un dono per tutti. Primo petalo, la sapiente introduzione della Presidente Ersilia Raffaelli che sempre sottolinea il parallelo tra violenza patriarcale e bellica. Interviene poi un medico del MeVV, medici volontari della Versilia, presenza preziosa per gli emarginati soprattutto in campo dentistico. È quindi la volta di Martina Luisi, PCRF Italia, diramazione dell’omonima palestinese, la principale ONG umanitaria in Palestina per le cure mediche, essenzialmente pediatriche, che in questi anni ha dovuto molto occuparsi degli aiuti alimentari divenuti la priorità quotidiana. Altra caratteristica è che PCRF non ha propri presidi sanitari come MSF e Emergency, ma lavora negli ospedali pubblici palestinesi, e non è iscritta nei registri israeliani: è a tutti gli effetti  solo palestinese. Martina ha parlato anche dell’inserimento delle famiglie palestinesi qui in seguito a ricoveri dei loro bambini. Il padre, prof. Luisi, noto cardiochirurgo pediatrico in pensione e presidente PCRF Italia, ha fatto un’interessante considerazione, sulla quale non siamo abituati a riflettere: sia che tu faccia o non faccia, ne persegue un danno, finché Israele è lì. Perché i beni e servizi portati in Palestina vengono fagocitati da Israele. Ciò non significa non fare, ovviamente, ma essere consapevoli del meccanismo. Si presentano ora I petali più belli, le due famiglie palestinesi che hanno cucinato la nostra cena, con vivaci frugoletti che corrono ovunque e una deliziosa preadolescente dall’incredibile voce, soprano in erba. Facciamo la fila per ricevere il piatto con cibo buonissimo, cuscus con verdure, riso speziato con mandorle tostate e tzatziki profumato alla menta, poi un morbidissimo dolce. Infine un intrattenimento inatteso e sorprendente, undici giovani donne che nel 2013 hanno costituito a Carrara il coro femminile “Le Malerbe”, nome che evoca le erbe selvatiche e resistenti che crescono in un territorio devastato dalle cave di marmo, in memoria delle donne in rivolta di piazza delle Erbe nel 1944. Loro repertorio canti popolari, di lavoro e politici di varie tradizioni, e collage fra gli stessi, in più lingue, compreso farsi e arabo. Coro a cappella a più voci, mimando anche effetti strumentali. Ci spelliamo le mani dagli applausi e dopo “Il disertore ” cantato in francese e italiano terminiamo insieme a gran voce con “Sebben che siamo donne”, rivisto in “Ebbene siamo donne”. Loro rifiutano compensi, tutto in solidarietà,  per il PCRF e le famiglie palestinesi. Davvero una grande giornata. Redazione Toscana
May 29, 2026
Pressenza
Grumello del Monte (BG), torna Partygiana 2026, Festa dell’ANPI Provinciale di Bergamo
Dal 20 al 24 maggio 2026 torna «Partygiana», Festa dell’ANPI Provinciale di Bergamo, organizzata in collaborazione con Arci di Grumello del Monte (BG). Cinque giorni di iniziative con dodici appuntamenti tra dibattiti, presentazioni editoriali, concerti e buon cibo. Da mercoledì a domenica, il Palafeste di Grumello del Monte (via Fratelli Kennedy, 70) sarà animato da un programma che intreccia riflessione, musica e momenti di socialità, con l’obiettivo di offrire uno spazio aperto di confronto sui temi dell’attualità e della memoria, con particolare attenzione a Donne, giovani e pace. PROGRAMMA * Mercoledì 20 maggio 20.45 Inaugurazione di Partygiana Intervento introduttivo di Mauro Magistrati, Presidente ANPI Provinciale di Bergamo Presentazione di Donne manifeste. Visioni, progetti, lotte per i diritti delle donne nei manifesti dell’UDI a cura di UDI “Velia Sacchi” di Bergamo 21.30 Concerto Robi Zonca and his band * Giovedì 21 maggio 20.45 Dibattito Giovani in movimento 21.30 Concerto Piccola Orchestra Karasciò * Venerdì 22 maggio 20.45 L’industria della difesa europea ai tempi della guerra (Futura editrice, 2025). Incontro con Roberto Antonio Romano e Paolo Maranzano, ricercatori 22.00 Concerto I Fratelli Sana * Sabato 23 maggio 20.45 Dibattito La libertà passa dal consenso: resistere alla violenza patriarcale oggi 22.00 Concerto dei Gang * Domenica 24 maggio 21.00 Estrazione sottoscrizione a premi 21.30 Concerto La Malaleche > PARTYGIANA 2026 | 20-24 maggio 2026, Palafeste di Grumello del Monte Redazione Sebino Franciacorta
May 21, 2026
Pressenza
Le luci della città
Titolo di uno dei film più belli e noti di Charlie Chaplin. Film muto del 1931, scritto, prodotto, diretto e interpretato da Chaplin. Le luci della città raccontano con struggente dolcezza la storia di una giovane fioraia cieca che, grazie all’aiuto finanziario del protagonista, ritrova la vista. Il film termina […] L'articolo Le luci della città su Contropiano.
December 10, 2025
Contropiano
XXXIII FESTA DI RADIO ONDA D’URTO: 100.000 VOLTE GRAZIE!
La Festa 2025 è finita. Per 18 serate un fiume di persone (almeno 100mila) ha varcato i cancelli di via Serenissima a Brescia. Un’edizione davvero molto partecipata, che ha visto un’intera comunità prendere parte alla Festa tra concerti, dibattiti, presentazioni, incontri, enogastronomia popolare e tanto altro ancora. Il “mondo che contiene molti mondi” che ogni agosto si materializza in via Serenissima non è qualcosa che va dato per scontato. La Festa resta una straordinaria esperienza di autorganizzazione collettiva, che esiste e r-esiste in un mondo che ci vuole sempre più soli, divisi, chiusi, lontani. Grazie quindi alle centinaia di compagne e compagni che hanno reso possibile la Festa, dedicando tempo, energie, cuore e intelligenze a garantire un altro anno di trasmissioni libere, senza pubblicità, padroni e padrini, a Radio Onda d’Urto. Il tutto in un anno speciale, il 2025, quello dei “primi” 40 anni della Radio. Grazie anche a tutte le persone che l’hanno attraversata, per una sera o…per tutte 18. A tutte-i chiediamo, come ogni anno, un ultimo sforzo collettivo: costruiamo, insieme, la Festa 2026! Per questo vorremmo sapere: -> cosa vi è piaciuto di più di questa edizione? -> c’è stato qualche momento particolarmente significativo di questa edizione da ricordare? -> cosa potremmo ulteriormente migliorare nella XXXIV edizione? -> avete altre opinioni, commenti, consigli? Nei prossimi giorni in Radio organizzeremo su questo microfoni aperti e trasmissioni di valutazione, anche grazie alle tante interviste che abbiamo realizzato dentro la Festa. Intanto, potete già rispondere nei commenti sulle nostre pagine sociali o scriverci via WhatsApp al numero 3351220759. Dal canto nostro, possiamo garantirvi una cosa: continueremo, giorno dopo giorno, a volere conoscere il mondo…per trasformarlo!
August 25, 2025
Radio Onda d`Urto