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Abitare la longevità: “Una Città a misura di Anziano è una Città per tutti”
L’Italia invecchia, ma le nostre case e le nostre città non sembrano ancora essersi adeguate a una società che vive più a lungo. È quanto si sottolinea  nel Terzo Rapporto sulla condizione abitativa degli anziani, “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Auser, Abitare e Anziani e SPI CGIL e presentato ieri a Roma presso il CNEL. Il Rapporto, a cura di Claudio Falasca con la collaborazione di Rossella Muroni e Giovanni Carapella, analizza l’impatto delle tre grandi transizioni – demografica, digitale e ambientale – e propone un nuovo modello di welfare abitativo. I curatori della ricerca partono da una consapevolezza: l’invecchiamento della popolazione non è un fenomeno da affrontare soltanto sul terreno delle pensioni, della sanità o dell’assistenza. Riguarda profondamente anche il modo in cui si vive e si abita. Per questo, occorre leggere la condizione abitativa degli anziani alla luce di tre grandi transizioni che stanno trasformando contemporaneamente la società: demografica, digitale e ambientale. “La crescita della longevità, il calo delle nascite e il cambiamento delle strutture familiari indeboliscono alcune delle tradizionali reti di prossimità, si evidenzia nel Rapporto. Sempre più persone arrivano alla vecchiaia senza una rete familiare vicina. La transizione digitale modifica il rapporto con i servizi, la salute, il lavoro di cura e le relazioni, ma può produrre nuove forme di esclusione per chi non possiede strumenti o competenze adeguate. Infine, la crisi climatica colpisce in maniera particolare le persone più fragili. Chi vive solo, dispone di risorse economiche limitate o abita in edifici inefficienti è maggiormente esposto alle ondate di calore e alla povertà energetica”. Il dato più evidente è anche uno dei grandi paradossi dell’abitare anziano in Italia: il 90,7% degli over 65 è proprietario della propria abitazione, circa 13 milioni di persone. Solo il 9,3% vive in affitto, con un canone medio di 531 euro. Ma essere proprietari non significa necessariamente abitare bene. Molte abitazioni sono state costruite oltre quarant’anni fa e non sono state pensate per accompagnare l’invecchiamento dei loro abitanti: mancano ascensori, persistono barriere architettoniche, gli impianti possono essere obsoleti e i consumi energetici elevati. A rendere più difficile l’adattamento delle abitazioni alle nuove esigenze interviene anche la condizione economica: circa il 50% dei pensionati vive con meno di 1.500 euro al mese e il 10,5% con meno di 500 euro. Bollette, manutenzione e costo della vita rendono spesso impossibili o difficilmente sostenibili gli interventi necessari. Il risultato è che milioni di persone anziane si trovano a vivere in case magari di proprietà, ma troppo grandi, costose da mantenere e sempre meno adeguate alle esigenze che cambiano con l’età. Inoltre, non basta una casa accessibile se fuori c’è una città che non lo è. La qualità dell’abitare, sottolinea il Rapporto, non si esaurisce tra le mura domestiche. Conta ciò che c’è fuori dalla porta di casa: il marciapiede, la fermata dell’autobus, il negozio, la farmacia, il centro sanitario, gli spazi verdi e i luoghi di incontro. Un marciapiede dissestato, un attraversamento pericoloso o un trasporto pubblico insufficiente possono diventare barriere quasi insormontabili per una persona anziana. La ricerca evidenzia difficoltà nell’accesso a servizi fondamentali come farmacie, supermercati, uffici comunali e strutture sanitarie. Particolarmente significativo è il dato sulla sicurezza stradale: nel 2024 quasi la metà dei pedoni deceduti in Italia aveva più di 65 anni. Un dato che mostra come lo spazio urbano sia ancora troppo spesso progettato privilegiando la velocità e la mobilità automobilistica rispetto alla sicurezza e all’accessibilità. Uno dei principali cambiamenti culturali proposti dalla ricerca è quello di superare l’idea della casa come semplice bene patrimoniale e riconoscerla come prima infrastruttura del benessere, della cura e dell’autonomia. Una casa adeguata deve essere sicura, accessibile e sostenibile, ma anche collegata ai servizi e alle relazioni del territorio. Per questo il Rapporto propone di parlare non soltanto di “abitazione”, ma di “abitare”: un concetto che comprende sicurezza e comfort, ma anche relazioni, partecipazione e comunità. Da qui l’attenzione verso nuove forme dell’abitare, dal cohousing ai condomini solidali, dalle abitazioni assistite leggere ai quartieri progettati per favorire prossimità e relazioni sociali. Il Rapporto avanza anche precise proposte operative. Tra queste, la creazione di un Programma nazionale decennale per l’abitare degli anziani, il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, la diffusione di nuove forme di residenzialità, il sostegno all’adattamento delle abitazioni e una maggiore integrazione tra politiche sociali, sanitarie e urbanistiche. L’obiettivo è costruire città e quartieri nei quali sia possibile invecchiare continuando a essere parte attiva della comunità. Perché la sfida della longevità non è soltanto vivere più a lungo, ma poterlo fare restando autonomi, sicuri, partecipi e inseriti in una rete di relazioni. La ricerca invita infine a cambiare prospettiva. L’invecchiamento non è una questione che riguarda soltanto gli anziani, ma il futuro dell’intera società. Marciapiedi accessibili, trasporti efficienti, servizi di prossimità, spazi pubblici sicuri, abitazioni adeguate e reti sociali forti migliorano la qualità della vita di tutti: bambini, famiglie, persone con disabilità e cittadini temporaneamente fragili. Gli anziani, inoltre, non sono soltanto destinatari di assistenza. Se messi nelle condizioni di partecipare, rappresentano una risorsa di competenze, memoria, esperienza e capacità di costruire legami. Qui il Rapporto: https://auser.it/wp-content/uploads/2026/09/Abitare-la-longevita-nella-transizione-web.pdf.    Giovanni Caprio
September 16, 2026
Pressenza
Argentina. Pensionati alla fame protestano sotto il Parlamento, pestati dalla polizia
Come ogni mercoledi, ormai da mesi, i pensionati argentini sono tornati a manifestare sotto al Parlamento. E come spesso è già accaduto, contro di loro e i giornalisti presenti è stata scatenata una repressione brutale da parte della polizia federale e della gendarmeria. La coreografia di mercoledì, quel rituale di resistenza […] L'articolo Argentina. Pensionati alla fame protestano sotto il Parlamento, pestati dalla polizia su Contropiano.
March 19, 2026
Contropiano
TFR E CARO-BOLLETTE: LA POLITICA DEI BONUS TRASFORMA DIRITTI ACQUISITI IN PRIVILEGI DISCREZIONALI
Carovita e bollette: Governo in difficoltà e alla ricerca della quadra entro domani, mercoledì, quando è convocato un Consiglio dei ministri per il varo del provvedimento definito “contro le bollette salate”, ufficialmente teso a “ridurre l’impatto del caro energia sulle famiglie a basso reddito e per sostenere la competitività delle aziende. Per i primi ci sono briciole, qualche centinaio di milioni di euro, mentre per le imprese energivore si punta a destinare i ricavi dalla vendita di parte del gas stoccato. BOLLETTE – Commentando le bozze, l’Unione Nazionale Consumatori parla di “passo indietro enorme rispetto al contributo straordinario 2025 di 200 euro, rispetto ai 90 euro ora previsti. Per non parlare del fatto che prima era esteso a chi aveva un Isee pari a 25mila euro, mentre ora la soglia scende agli irrisori 9.796 euro”, afferma l’associazione. “Quanto alla possibilità per i venditori di poter riconoscere un bonus per chi ha un Isee entro i 25mila euro siamo al grottesco, atteso che il prezzo è libero e i venditori non dovrebbero aver bisogno di un suggerimento del Governo per abbassare i prezzi a chi vogliono – osserva ancora l’Unione Nazionale Consumatori – Insomma, alla fine lo farebbero solo per farsi belli e farsi pubblicità con l’attestazione pubblica”. L’intervista sul tema bollette di Radio Onda d’Urto a Mauro Antonelli, dell’Unione Nazionale Consumatori. Ascolta o scarica TFR DIPENDENTI PUBBLICI – Non solo bollette. “Mentre migliaia di ex dipendenti pubblici – denuncia l’Usb – andati in pensione attendono anni per l’erogazione del Tfs/Tfr l’INPS, davanti alla Corte costituzionale, rivela il volto più arrogante e paternalista delle istituzioni. Nelle memorie difensive presentate alla Consulta l’istituto di previdenza ha giustificato il differimento e la rateizzazione del TFS/TFR dei dipendenti pubblici con tesi offensive, sostenendo che i pensionati pubblici sono soggetti irrazionali nelle scelte di spesa, quasi da sottoporre ad amministrazione di sostegno perché incapaci di gestire il proprio salario differito, ovvero il proprio risparmio, privilegiando spese immediate rispetto alla garanzia sul futuro”. Così il sindacato di base, che a chiusura di un lungo comunicato sul tema denuncia “la trasformazione di un diritto contrattuale in una concessione tardiva e paternalistica, che considera i lavoratori pubblici come creditori di serie B, ed esige l’immediata restituzione di tutto il salario differito senza ulteriori dilazioni o decurtazioni fiscali”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Pietro Cusimano, dell’esecutivo nazionale Usb – Pubblico Impiego.  Ascolta o scarica  
February 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Quale popolo è sceso nelle piazze per la Palestina?
Mentre su molti mass media abbondano le radiografie e analisi sociologiche sulle manifestazioni di massa di queste settimane, una ricerca dell’Istituto SWG di Trieste, secondo quanto riporta Open, ha provato a fornire un identikit dei manifestanti che nelle scorse settimane hanno riempito le piazze di tutta Italia per la Palestina. […] L'articolo Quale popolo è sceso nelle piazze per la Palestina? su Contropiano.
October 12, 2025
Contropiano
Pensioni: livelli dignitosi, età pensionabile o TFR. Il governo prepara un altro ricatto
C’è ancora tempo prima di vedere la prossima legge di bilancio licenziata dal governo, ma cominciano già ad essere diffuse ipotesi su alcuni capitoli di spesa centrali, come quello delle pensioni. E quel che prepara il governo si presenta come un ennesimo ricatto per tutti i lavoratori di oggi e […] L'articolo Pensioni: livelli dignitosi, età pensionabile o TFR. Il governo prepara un altro ricatto su Contropiano.
September 2, 2025
Contropiano
Argentina. Un altro mercoledi di repressione contro i pensionati. Ma “le nonne e i nonni” non arretrano
L’unità perversa del ministro Bullrich con Jorge Macri, ha generato centinaia di poliziotti armati come se stessero andando in guerra, attaccando indiscriminatamente nonni e nonne che chiedono un aumento dei loro salari da miseria. E per inciso, hanno anche preso di mira la stampa. L’idea dell’apparato repressivo del governo fascista […] L'articolo Argentina. Un altro mercoledi di repressione contro i pensionati. Ma “le nonne e i nonni” non arretrano su Contropiano.
August 1, 2025
Contropiano