TFR E CARO-BOLLETTE: LA POLITICA DEI BONUS TRASFORMA DIRITTI ACQUISITI IN PRIVILEGI DISCREZIONALI
Carovita e bollette: Governo in difficoltà e alla ricerca della quadra entro
domani, mercoledì, quando è convocato un Consiglio dei ministri per il varo del
provvedimento definito “contro le bollette salate”, ufficialmente teso a
“ridurre l’impatto del caro energia sulle famiglie a basso reddito e per
sostenere la competitività delle aziende. Per i primi ci sono briciole, qualche
centinaio di milioni di euro, mentre per le imprese energivore si punta a
destinare i ricavi dalla vendita di parte del gas stoccato.
BOLLETTE – Commentando le bozze, l’Unione Nazionale Consumatori parla di “passo
indietro enorme rispetto al contributo straordinario 2025 di 200 euro, rispetto
ai 90 euro ora previsti. Per non parlare del fatto che prima era esteso a chi
aveva un Isee pari a 25mila euro, mentre ora la soglia scende agli irrisori
9.796 euro”, afferma l’associazione. “Quanto alla possibilità per i venditori di
poter riconoscere un bonus per chi ha un Isee entro i 25mila euro siamo al
grottesco, atteso che il prezzo è libero e i venditori non dovrebbero aver
bisogno di un suggerimento del Governo per abbassare i prezzi a chi vogliono –
osserva ancora l’Unione Nazionale Consumatori – Insomma, alla fine lo farebbero
solo per farsi belli e farsi pubblicità con l’attestazione pubblica”.
L’intervista sul tema bollette di Radio Onda d’Urto a Mauro Antonelli,
dell’Unione Nazionale Consumatori. Ascolta o scarica
TFR DIPENDENTI PUBBLICI – Non solo bollette. “Mentre migliaia di ex dipendenti
pubblici – denuncia l’Usb – andati in pensione attendono anni per l’erogazione
del Tfs/Tfr l’INPS, davanti alla Corte costituzionale, rivela il volto più
arrogante e paternalista delle istituzioni. Nelle memorie difensive presentate
alla Consulta l’istituto di previdenza ha giustificato il differimento e la
rateizzazione del TFS/TFR dei dipendenti pubblici con tesi offensive, sostenendo
che i pensionati pubblici sono soggetti irrazionali nelle scelte di spesa, quasi
da sottoporre ad amministrazione di sostegno perché incapaci di gestire il
proprio salario differito, ovvero il proprio risparmio, privilegiando spese
immediate rispetto alla garanzia sul futuro”.
Così il sindacato di base, che a chiusura di un lungo comunicato sul tema
denuncia “la trasformazione di un diritto contrattuale in una concessione
tardiva e paternalistica, che considera i lavoratori pubblici come creditori di
serie B, ed esige l’immediata restituzione di tutto il salario differito senza
ulteriori dilazioni o decurtazioni fiscali”.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Pietro Cusimano, dell’esecutivo nazionale
Usb – Pubblico Impiego. Ascolta o scarica