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Il 30 dicembre tutti a Riace!
Dopo la vergognosa decisione del governo italiano di bloccare il gemellaggio tra Riace e Gaza con motivazioni ridicole, che confermano solo la subalternità ai criminali del governo Netanyahu, martedì 30 dicembre alle 17,30 presso i Consiglio Comunale si terrà un’assemblea pubblica con collegamento in diretta con il sindaco di Gaza Yahya R. Sarraj. Mimmo Lucano, sindaco di Riace ed europarlamentare, sta preparando un appello al Presidente della Repubblica e fa notare quanto sia assurdo che Gaza City sia gemellata con una città grande come Torino, mentre il governo italiano vieta la stessa cosa al Comune di Riace. “Come può un gemellaggio con un territorio in cui si è compiuto un genocidio sotto gli occhi del mondo rappresentare un pericolo per la sicurezza italiana? Non è molto più pericoloso, per la sicurezza di persone inermi, intrattenere affari, mantenere rapporti di cooperazione, offrire aperto appoggio diplomatico a chi quel genocidio l’ha perpetrato? Perché questo è quello che ha fatto il nostro governo nei confronti di quello d’Israele” si chiede Mimmo Lucano nella sua pagina Facebook.   Redazione Italia
Il Ministero degli Affari Regionali nega il gemellaggio tra Riace e Gaza
Riprendiamo e diffondiamo dalla pagina Facebook di Mimmo Lucano. Rimango senza parole alla vigilia di queste festività. Anche se il periodo storico che il mondo sta vivendo ci porta a trascorrere il Natale 2025 come uno dei più drammatici della storia dell’umanità, normalmente un sindaco, in questi giorni, si aspetta gli auguri dalle altre istituzioni. A Riace, invece, arriva una lettera con la quale il governo Meloni, per bocca del ministro leghista Calderoli, ci dice che non abbiamo il suo assenso al gemellaggio del mio Comune con la città di Gaza, per oltre due anni assediata da un vero e proprio genocidio messo in atto da Israele. È una lettera che reputo gravissima perché, senza alcuna spiegazione nel merito, il Ministero degli Esteri accusa il sindaco di Gaza di essere legato ad Hamas. Come la nostra iniziativa possa arrecare danno alla politica estera italiana dovrebbe chiarirlo il ministro Antonio Tajani che, assieme a tutto il governo, sembra più interessato a capire cosa accade a Riace, piuttosto che impegnarsi in un reale percorso di pace in Palestina. Aver voluto a tutti i costi fare il gemellaggio tra Riace e Gaza è stato un atto di fraternità umana con il quale abbiamo, nel nostro piccolo, voluto riconoscere un popolo martoriato dalla guerra. Volevamo trasformare il dolore in speranza e unirci al messaggio di un mondo che nei palestinesi vede esseri umani e non terroristi, come fa invece il nostro Ministero degli Esteri. Rimango esterrefatto perché quello che ho letto non è altro che un tentativo di azzerare una decisione di un Comune che non si occupa solo di buche nelle strade e che, a differenza del governo Meloni, non si gira dall’altra parte davanti ai bambini uccisi a Gaza. Redazione Italia
Formalizzato il gemellaggio tra Riace e Gaza
Riportiamo dalla pagina Facebook di Mimmo Lucano il suo intervento e i commenti di Pino Carella e Luigi De Magistris sull’emozionante cerimonia svoltasi ieri, 5 agosto, per siglare il gemellaggio tra Riace e Gaza. Mimmo Lucano, sindaco di Riace Le ragioni, umane e politiche, che mi hanno spinto a formalizzare il legame della comunità riacese con Gaza, non si limitano alle circostanze del momento attuale, alla sola necessità di esprimere con ogni mezzo, morale e materiale, sostegno e solidarietà al popolo di Palestina, stretto nella morsa dei due imperialismi congiunti di Stati Uniti e Israele. Il 5 agosto, a quasi due anni dall’inizio di quello che vigliaccamente si continua a chiamare conflitto israelo-palestinese, ma che è invero il proseguimento tragico di decenni di oppressione, di esodi forzati, di negazione sistematica dell’identità di un intero popolo, istituiamo un atto che non è e non vuole essere solo simbolico. Con il gemellaggio tra Riace e Gaza, intendo far risuonare ovunque il senso autentico della mia intenzione politica, cioè generare processi di liberazione, di riscatto e autodeterminazione, e riabilitare la giustizia, perché non sia ridotta e isterilita in ordinamenti e norme, ma strumento per una libertà riconquistata e riconosciuta. Riace, che ha avuto il coraggio d’incarnare l’utopia dell’uguaglianza, si dichiara testimone del massacro delle decine di migliaia di vittime palestinesi, prende parte al loro dolore, accoglie la sfida di restare umani, usando le parole, che facciamo nostre, di Vittorio Arrigoni. Nel 2010 fummo l’unico Comune ad accogliere l’appello della Farnesina ad ospitare i profughi palestinesi rimasti senza protezione dopo la caduta del regime di Saddam Hussein in Iraq.  Li accogliemmo con un applauso. Con noi c’era, quasi per una coincidenza, il regista tedesco Wim Wenders, che anche in quell’occasione usò, come sua consuetudine, la cinepresa come mezzo di espressione artistica, capace di cambiare la prospettiva sul mondo. Quel mondo spaccato nel mezzo di Berlino, da un Occidente che oggi guarda a Israele con complicità, che tenta in ogni modo di mistificare lo sterminio, qui ha dovuto arretrare. Qui vogliamo scrivere un’altra storia, come già è successo. Dall’arrivo dei nostri compagni curdi, questo luogo rimosso del meridione d’Italia, inghiottito da politiche discriminatorie, umiliato dallo strapotere mafioso, costretto ad accettare un destino di oblio, ha trovato accanto ai perseguitati della Terra il suo legame profondo, il filo rosso che ci ricongiunge nella lotta. Ieri sera, nell’ambito di un evento organizzato da riacesi, in collaborazione con l’antropologo calabrese Vito Teti, abbiamo ricordato il documentario “In Calabria” di Vittorio De Seta. Voglio concludere il mio intervento citando le sue parole, lucide e poetiche, a proposito dell’anima calabrese: “L’anima calabrese ha un’impronta orientale. Qui, cinque secoli fa, quando il loro Paese fu invaso dai Turchi, arrivarono anche gli Albanesi. Per quanto abbiano sempre dimostrato un forte attaccamento alle tradizioni, e abbiano mantenuto gelosamente la loro lingua, i costumi, il rito greco-ortodosso, hanno convissuto pacificamente con gli abitanti del posto.   Quando nessuno soffia sul fuoco delle differenze tra i popoli, la gente semplice è portata a vivere in pace“. Pino Carella: Gaza e Riace: un gemellaggio di cuori, mani e memoria Tra i vicoli antichi di Riace, dove il vento sa ancora raccontare storie di accoglienza e speranza, un abbraccio ha attraversato il Mediterraneo. È l’abbraccio tra un borgo che ha fatto dell’umanità una bandiera e una terra martoriata, Gaza, che continua a gridare al mondo la sua sete di pace e dignità. È qui, nel cuore della Calabria, che è stato siglato un patto che va oltre i confini della geografia: un gemellaggio dell’anima tra Riace e Gaza. Un legame scolpito nella pietra viva della solidarietà, e dipinto nel colore acceso di un murales che racconta una stretta di mano forte, intensa, eterna. A rappresentare Gaza, Lana Alhaddad, giovane donna che porta nel corpo e nello sguardo le ferite della sua terra. Una sopravvissuta, sì, ma anche un simbolo di resistenza, una voce limpida che parla per chi non può più parlare. Lana ha firmato quel patto al posto del sindaco di Gaza, presente solo con la voce in un collegamento video, perché a Gaza anche un semplice viaggio è un sogno infranto. Accanto a lei, il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, con la sua visione limpida, continua a difendere un’idea semplice e rivoluzionaria: che l’umanità viene prima dei confini, prima delle leggi fredde, prima del silenzio complice. Il murales che oggi colora il borgo è più di un’opera: è memoria e futuro intrecciati, è la narrazione visiva di due mondi lontani che si scoprono fratelli nel dolore e nella speranza. Le mani di Gaza e Riace si stringono sopra macerie, sopra onde di esilio, sopra lacrime che non chiedono vendetta, ma ascolto. Gaza, con le sue case distrutte e i suoi bambini dagli occhi profondi, ha trovato in Riace una finestra aperta, un luogo dove la tragedia non viene consumata nel silenzio, ma accolta e trasformata in gesto, in parola, in arte. Questo gemellaggio è un atto d’amore coraggioso, un richiamo al mondo distratto, un segnale che da un piccolo borgo può ancora nascere una luce. Perché dove c’è chi tende la mano, anche la sofferenza più grande trova riparo. E allora, che il nome di Lana diventi eco. Che la sua storia diventi canto. Che la sua firma resti incisa nel tempo come promessa: mai più soli, mai più dimenticati. Gaza e Riace, unite nel dolore, nella dignità, nella speranza. Luigi De Magistris Ieri sera ho assistito presso il consiglio comunale del Comune di Riace all’approvazione del gemellaggio Gaza-Riace. Potente e bellissima iniziativa voluta dal mio amico Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Commovente, poi, il collegamento video con il sindaco di Gaza. L’umanità può ancora salvare il mondo. Viva la resistenza palestinese fino alla vittoria. Palestina libera, stop genocidio       Redazione Italia
Gemellaggio tra Riace e Gaza: un patto di solidarietà e memoria
Martedì 5 agosto alle ore 19, a Riace si terrà una cerimonia dal profondo valore simbolico e umano: la firma del gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza. A sottoscrivere il patto sarà il sindaco di Riace. Per Gaza, impossibilitata a partecipare ufficialmente a causa della situazione umanitaria e politica drammatica in corso, firmerà una cittadina palestinese la cui storia incarna il dolore, la resistenza e il coraggio del popolo palestinese. Questa donna ha perso tutta la sua famiglia durante una delle più violente aggressioni israeliane su Gaza. Il figlio maggiore è stato ucciso insieme ad altri familiari, il marito è rimasto gravemente ferito. Quel giorno, mentre la morte devastava la sua casa, lei dava alla luce una bambina: la figlia è nata nello stesso momento in cui il fratello veniva ucciso. Oggi è in Italia per curare proprio quella bambina, sopravvissuta come lei al massacro. La sua presenza a Riace, luogo simbolo di accoglienza e resistenza civile, è un atto che va oltre la rappresentanza formale: è un gesto potente di memoria e dignità, una testimonianza vivente della brutalità della guerra e della forza inarrestabile della vita. Il gemellaggio tra Riace e Gaza nasce come un legame tra comunità che condividono, seppur in forme diverse, la fatica e la bellezza di restare umani. È un grido che attraversa i confini e le macerie, un messaggio di pace che si oppone al silenzio e all’indifferenza. Con questa firma, Riace rinnova il suo impegno: essere terra di solidarietà attiva, di fraternità concreta, di speranza possibile. Fonte: https://www.facebook.com/domenico.lucano.1   Redazione Italia