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NATO-Sardegna: combattenti di terra, mare e cielo
Iniziate le mega- esercitazioni militari Steadfast Noon 2026* e Joint Stars 2026** *Steadfast Noon si tiene ogni anno in uno dei Paesi europei che ospitano ordigni nucleari statunitensi. L’edizione precedente si è svolta nel 2025, sempre a ottobre. Quest’anno, l’area di volo principale sarà tra Trapani e la Sardegna orientale. Gli F-35 italiani non parteciperanno, poiché non ancora certificati per
October 15, 2026
La Bottega del Barbieri
L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO
Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare. Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato, l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»; dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento. Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024. Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto Atlantico. Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico di una guerra nucleare: il caricamento di bombe atomiche sui caccia supersonici. Si prevedono dunque intense attività aeree, aggravate dall’utilizzo di droni, ed esercitazioni di tiro. Stando a quanto dichiarato dai promotori, gli ordigni atomici reali non lasceranno i bunker italiani che li custodiscono, come quello di Aviano in Friuli-Venezia Giulia. «L’esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione», ha dichiarato Mark Rutte, segretario generale della NATO, rilanciando la strategia della deterrenza. Mappa del traffico militare aereo previsto dal 13 al 20 ottobre (ENAV). Secondo le informazioni fornite da ENAV — l’azienda che gestisce il traffico aereo italiano — le attività si concentreranno su quattro giorni: 13, 14, 16 e 20 ottobre. Sul Mar Tirreno, al largo delle coste campane e laziali, convergeranno velivoli militari dalle basi aeree di Ghedi, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, oltre che da Aviano. Gli aerei voleranno a bassa quota anche sulla Sardegna centrale, affiancando le attività previste nel poligono di tiro di Salto di Quirra. Nel comunicare le rotte interessate dal traffico militare, l’ENAV raccomanda ai velivoli civili di prestare la massima attenzione ed evitare lo sconfinamento. «Nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo, l’Italia non può esercitarsi alla guerra nucleare: deve aderire al Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal nostro territorio. La sicurezza si costruisce con disarmo e diplomazia, non simulando l’apocalisse sopra le nostre teste», ha dichiarato Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi. Questi ultimi, insieme a Sinistra Italiana, hanno presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto per ottenere ulteriori dettagli sulle operazioni e chiedere il motivo per cui il Parlamento non sia stato informato per tempo di un’esercitazione di questa portata. «Abbiamo saputo dell’esercitazione NATO sulle armi nucleari non dal governo, ma da un documento tecnico dei piloti», ha sottolineato Bonelli. Le operazioni dell’Alleanza Atlantica si inseriscono nella ripresa delle attività addestrative dell’Italia, dopo la pausa estiva. Attualmente è in corso — e lo sarà fino al 25 ottobre — l’esercitazione della Marina militare, organizzata insieme alle forze armate di Bulgaria, Stati Uniti, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna. Come già accaduto a maggio per la prima fase, l’esercitazione Mare Aperto 2026 coinvolgerà navi, sottomarini, elicotteri e mezzi anfibi, sia nazionali che dei Paesi alleati. Le esercitazioni anfibie sono previste nei pressi di un altro dei principali poligoni di tiro sardi, quello di Capo Teulada. Così l’isola sarà assediata dalla Mare Aperto a sud e lungo la costa orientale, mentre nelle zone centrali dalla Steadfast Noon. The post L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO appeared first on L'Indipendente.
October 10, 2026
L'INDIPENDENTE
Steadfast Noon sui nostri cieli. Fuori l’Italia dai giochi dell’apocalisse nucleare NATO
Per una settimana i cieli italiani si trasformeranno nel teatro di una delle più delicate e imponenti manovre militari dell’Alleanza Atlantica. Dal 13 al 20 ottobre si svolgerà “Steadfast Noon 2026”, l’annuale esercitazione della NATO ideata per testare la prontezza e le procedure di “deterrenza” (dicono i guerrafondai…) nucleare, simulando […] L'articolo Steadfast Noon sui nostri cieli. Fuori l’Italia dai giochi dell’apocalisse nucleare NATO su Contropiano.
October 9, 2026
Contropiano
Il Parlamento UE vota per una presenza militare stabile a difesa di Taiwan
Ieri, 7 ottobre, il Parlamento Europeo ha votato in plenaria una risoluzione che traccia una linea intransigente verso Pechino, facendo un passo decisivo verso un’opzione muscolare anche con la Cina. In particolare, è sul dossier di Taiwan che la UE rompe gli indugi e si oppone frontalmente alle rivendicazioni cinesi. […] L'articolo Il Parlamento UE vota per una presenza militare stabile a difesa di Taiwan su Contropiano.
October 8, 2026
Contropiano
Sardegna, finita la stagione turistica si torna a sparare: via alle esercitazioni militari
Dopo una breve pausa estiva, in Sardegna si torna a sparare. Le attività nei poligoni di tiro sono riprese, così come le esercitazioni militari che periodicamente trasformano l’isola in uno scenario bellico. Da oggi, e fino al 25 ottobre, la Marina italiana prenderà parte — insieme alle forze armate di Bulgaria, Stati Uniti, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna — alla seconda fase di Mare Aperto 2026. A opporsi alla ripresa degli addestramenti militari era stato il Comitato misto paritetico sulle servitù militari (COMIPA). Il suo parere, di natura non vincolante, è stato però respinto dal Ministero della Difesa, che ha addotto motivazioni di sicurezza nazionale.  È finita ufficialmente il 30 settembre la pausa estiva delle esercitazioni militari in Sardegna. Il giorno seguente sono ricominciati voli, spari ed esplosioni nei poligoni di tiro di Capo Frasca, Capo Teulada, Salto di Quirra, tra i più grandi d’Europa. Il COMIPA — un organo pensato per fare da intermediario tra Stato e comunità locali — si era opposto alla ripresa delle attività del secondo semestre del 2026, esprimendo preoccupazione per la mancata trasparenza informativa. Nello specifico, l’organo regionale punta il dito sul sistema che permette alle imprese private di affittare parti dei poligoni per testare le armi e mostrarle agli acquirenti. Il tutto senza garanzie per il territorio e senza particolari informazioni su ciò che accade, in territori devastati da bombe inesplose, proiettili al fosforo bianco (vietati dal diritto internazionale) e munizioni all’uranio impoverito. A Capo Teulada l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ha ad esempio rilevato concentrazioni di piombo e di arsenico almeno 13 volte superiori ai livelli massimi previsti dalla legge. Così, mentre il COMIPA sottolineava la necessità degli indennizzi e delle bonifiche, unendosi alle richieste di movimenti e cittadini, il Ministero della Difesa è intervenuto, calando dall’alto il lasciapassare agli addestramenti nei poligoni di tiro. A questi ultimi si affiancheranno le esercitazioni militari, a partire dalla Mare Aperto 2026, che da oggi fino al 25 ottobre trasformerà il sud e la costa est della Sardegna in un teatro bellico. Si tratta del «più importante e complesso evento addestrativo della Marina Militare, progettato per rafforzare prontezza operativa e interoperabilità». Come già accaduto a maggio per la prima fase, l’esercitazione coinvolgerà navi, sottomarini, elicotteri e mezzi anfibi, sia nazionali che dei Paesi alleati. Le esercitazioni anfibie sono previste nei pressi di Capo Teulada, con i mezzi che simuleranno degli sbarchi proprio al poligono di tiro. Dal 15 giugno al 5 luglio scorso, durante la stagione turistica e in deroga alla pausa estiva, il Comando subacquei e incursori Teseo Tesei (COMSUBIN) della Marina Militare si è esercitato tra l’Arcipelago della Maddalena e la Costa Smeralda. Così, l’accesso in uno dei tratti più frequentati della Sardegna è stato interdetto a persone e natanti. Anche in quel caso il COMIPA aveva denunciato una carenza di pubblicità e informazioni, sottolineando come i residenti si fossero svegliati direttamente con l’ennesima esercitazione militare in casa. I componenti civili dell’organo regionale hanno denunciato la violazione dei protocolli d’intesa sottoscritti tra il Ministero della Difesa e la Regione Sardegna in materia di esercitazioni militari.  Queste operazioni, che per settimane sottraggono il territorio agli abitanti restituendolo più inquinato, sono solo una parte dell’assedio militare che la Sardegna subisce da 70 anni. Il 65% del demanio militare italiano — comprendente ad esempio aeroporti, caserme, poligoni di tiro e depositi di munizioni — si trova infatti sull’isola. La superficie occupata ammonta a 237,65 chilometri quadrati di territorio, cui si aggiungono tutte le aree confinanti, pari a 136,07 chilometri quadrati, che danno vita alla cosiddetta servitù militare. Si tratta di un istituto giuridico che limita la proprietà privata, impedendo ad esempio la costruzione di edifici per scopi di difesa nazionale. Tra demanio e servitù militare, la Sardegna mette a disposizione dello Stato italiano 373,72 chilometri quadrati, una superficie più grande dell’intero territorio di Malta.  The post Sardegna, finita la stagione turistica si torna a sparare: via alle esercitazioni militari appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 5, 2026
L'INDIPENDENTE
Sardegna in ostaggio: normalizzare la guerra e la militarizzazione del territorio
La reazione delle realtà sarde contro la militarizzazione dei territori è sempre fonte di insegnamento, mai assuefatti alla normalità della guerra ma, tuttavia, non manifestano stupore (demenziale) davanti a fatti di cronaca che per loro costituiscono la tragica normalità. Parliamo delle armi fatti brillare in mare o altrove, di grandi aree chiuse per disinnescare qualche arma inesplosa, la terra sarda è soggetta ad un doppio colonialismo ossia la presenza di multinazionali e interessi economici e finanziari che hanno trasformato le bellezze locale in business e vecchi accordi che hanno collocato nell’isola distaccamenti e presidi militari più che in ogni altra Regione d’Italia La Sardegna ospita il 65% del territorio militare del Paese pari a 374 km quadrati, cause decennali intraprese da cittadini con sentenze talvolta contrastanti, una parte importante della isola non bonificabile, operazione di recupero di missili caduti in mare affidati in appalto a qualche grande impresa produttrice “di morte”, il calendario delle esercitazioni militari pensato ad arte per non inficiare la stagione balneare, in silenziosa sintonia con quanti dovrebbero in teoria esigere le bonifiche. Rompere la gabbia di silenzio attorno alle esercitazioni che poi rappresentano la fattiva sperimentazione della guerra sui territori senza dimenticare che in altre aree del globo le esercitazioni rappresentano una palese minaccia ad alcuni paesi. Il recupero di armi inesplose non è una novità, i cittadini, e noi con loro, rivendicano da sempre trasparenza sui fatti, sulle procedure e sulle operazioni, se poi i recuperi avvengono in piena stagione balneare vuol dire che la escalation militarista ha raggiunto un livello tale da imporci una riflessione e delle azioni conseguenti. Negli anni scorsi era stato chiesto di interrompere per i mesi estivi le operazioni che invece sono state intensificate, aumentando il numero e la quantità dei soggetti coinvolti nelle esercitazioni militari anche i rischi collaterali crescono come per altro le minacce di inquinamento. Esigere poi chiarimenti e il dettaglio generico sui recuperi si scontra con i cosiddetti obblighi di segretezza che ormai avvolgono ogni aspetto della presenza militarista, certo che i test Nato nel Mediterraneo avvengono prevalentemente in terra sarda e la esplosione di missili e armi varie ha un impatto sull’ambiente e sulla salute della popolazione Ma rinunciare a priori ad una costante opera di denuncia ci sembrerebbe una sconfitta della ragione e per questo come Osservatorio continuiamo quotidianamente a documentare la presenza asfissiante del militare nelle nostre esistenze. A tal riguardo preme portare alla luce alcuni fatti di cronaca scomparsi dai radar (è il caso di utilizzare questa terminologia bellica) come il ferimento di militari durante le esercitazioni (una segnalazione arriva perfino dal Canton Vallese in Svizzera) svolte in vari paesi europei, tra questi l’Ungheria. E oltre al ferimento di militari ci sono incidenti che coinvolgono anche civili nello svolgimento di attività della Nato che da mesi sperimentano sui nostri territori nuove armi e tecniche di vario genere E qualche volta la dea bendata aiuta come nel caso dell’incidente durante l’addestramento acrobatico delle Frecce Tricolori impegnate a Pantelleria ove due aerei si sarebbero toccate evitando un grave incidente con un terzo velivolo finito fuori posta nell’atterraggio L’aumento esponenziale delle esercitazioni militari rappresenta un pericolo oggettivo per la sicurezza e incolumità dei cittadini. Per i nostri territori visto che l’esplosione di missili e proiettili costituisce fonte di inquinamento come anche la massiccia presenza di dispositivi militari in zone spesso protette Assuefarsi alla idea della guerra significa ignorare questi pericoli oggettivi e non avere la necessaria attenzione a fatti di cronaca che pur relegati in spazi angusti dei giornali ci raccontano di un paese sempre più ostaggio della propaganda di guerra e delle esercitazioni militari. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Esercitazione Talisman Sabre: 40 mila militari a mostrare i muscoli contro la Cina
Sono cominciate il 14 luglio le attività dell’11esima edizione di Talisman Sabre, un’enorme esercitazione militare svolta ogni due anni in collaborazione tra Stati Uniti e Australia. Quest’anno sono stati però infranti alcuni record, che rendono questa Talisman Sabre un chiaro messaggio alla Cina, pià di quanto non lo sia stato […] L'articolo Esercitazione Talisman Sabre: 40 mila militari a mostrare i muscoli contro la Cina su Contropiano.
July 19, 2025
Contropiano