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Il Venezuela ci riguarda
La rivoluzione bolivariana continua a suscitare pareri molto diversi, anche a sinistra. In questo nuovo dossier articoli e opinioni, assai differenti tra loro, di Raúl Zibechi, Giorgio Trucchi, Luciana Castellina, redazione Kulturjam, Stefano Feltri, Lucia Capuzzi, redazione L’AntiDiplomatico, Lorenzo Poli e Geraldina Colotti. In coda i link ai nostri dossier precedenti. America Latina: un continente esposto e sulla difensiva di
Colombia, le piazze di tutto il Paese si riempiono in risposta all’appello del presidente Petro
> La risposta dei cittadini alle azioni compiute e alle minacce, per nulla > velate, del presidente statunitense è divenuta palpabile in decine di piazze > pubbliche in tutta la Colombia, dove si è gridato forte e chiaro “sovranità e > democrazia”. Il presidente Gustavo Petro è riuscito ancora una volta a ottenere il sostegno dei cittadini con manifestazioni di massa in numerose località del Paese. Il popolo è sceso in piazza per sostenere l’indipendenza e la sovranità della Colombia di fronte alle intimidazioni del “padrone” della Casa Bianca. Piazze piene di colombiani, di nascita o di adozione, che hanno dato ampio sfogo alle loro azioni per difendere la pace, la sovranità e la democrazia. Con la bandiera tricolore e striscioni pieni di slogan di dignità e anticolonialismo, per denunciare le minacce e difendere la sovranità territoriale colombiana e l’indipendenza latinoamericana. Prima del discorso del presidente, la gente ha scandito degli slogan esortando a difendere la pace e il territorio da qualsiasi ricatto esterno. Successivamente, Petro ha difeso la Colombia e la sua azione politica durante questi oltre tre anni di governo, con particolare enfasi sulla sua lotta contro la droga e dimostrando che né lui né il Paese sono narcotrafficanti. Nonostante l’appello dell’ultimo minuto del presidente degli Stati Uniti, non si può abbassare la guardia. Il governo colombiano e i cittadini devono rimanere vigili e continuare a denunciare tutto ciò che mette in pericolo la pace, la sovranità e la democrazia. Per il governante, la Colombia è un paese diversificato, pacifico e democratico, la cui difesa fondamentale è nelle mani del popolo colombiano che non vuole più violenze causate dal radicato settarismo politico che tutela solo i propri interessi e non il bene nazionale. Per l’ennesima volta, Petro è riuscito a riempire le piazze in difesa del Paese e della sua politica. E le piazze si sono riempite di parole che lo confermano: “E no, non ci va di essere una colonia nordamericana. E sì, ci va di essere una Colombia libera e sovrana”. Senza dimenticare Gaza e le altre ingiustizie che affliggono il mondo. PAZLESTINA! Foto: Iñaki Chaves – Pateras al Sur. TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE J. Ignacio ´Iñaki` Chaves G.
Comprendere il Venezuela
Articoli di Stefano Agnoletto, Geraldina Colotti, Confederazione Sindacale Internazionale, redazione blog La Casualità del Moto, Mario Sommella, Gianni Tognoni e Laura Greco. La Bottega dedica un nuovo dossier a quanto sta accadendo il Venezuela. Come già accaduto finora, non sempre troverete pareri concordi sul governo bolivariano, sulla figura di Maduro e su tanti altri aspetti della crisi, ma, a differenza
La sinistra di fronte al Venezuela
Come si pone la sinistra di fronte alla figura di Maduro e quali sono le differenze con il chavismo? Qual è il futuro del petrolio di fronte alla rapacità degli Usa? Articoli di Domenico Mauceri, Lorenzo Tecleme, Paolo Laforgia, Pablo Stefanoni, Fabrizio Tonello e un appello dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale. Con un link al nostro dossier precedente. Il dibattito
Il presidente colombiano Gustavo Petro invia un messaggio di appoggio alla Global Sumud Flotilla
Care compagne e cari compagni della Global Sumud Flotilla, dalla Colombia, terra segnata dalla resistenza e dalla speranza, invio un abbraccio solidale a voi che, da diversi angoli del mondo, vi preparate a salpare verso Gaza nei prossimi giorni. Ho letto con attenzione la lettera che mi avete indirizzato e voglio dirvi che ogni parola risuona con la storia viva dei nostri popoli. Voi siete la testimonianza che l’umanità può ancora rialzarsi di fronte alla barbarie, che la dignità non si arrende anche quando cercano di soffocarla con muri, blocchi e silenzi. L’ho detto in passato e lo ripeto oggi: quando morirà Gaza, morirà tutta l’umanità. Per questo, ogni gesto che si oppone allo sterminio, ogni voce che sfida l’indifferenza è un atto di vita. Quella che intraprendete non è solo una traversata marittima: è un grido etico, una poesia scritta sull’acqua contro l’ingiustizia, una dimostrazione che la solidarietà può solcare i mari anche quando le frontiere si chiudono. So che non è facile. So che la decisione di salire su quella flottiglia non nasce dal romanticismo né dall’avventura, ma da una profonda convinzione. In Colombia conosciamo il peso del dolore e il prezzo della guerra. Sappiamo cosa significa piangere gli assenti, camminare nella fame, seppellire la speranza. E forse proprio per questo comprendiamo che il silenzio di fronte al genocidio è un’altra forma di complicità. Avete scelto il cammino più difficile: quello dell’azione pacifica contro la violenza smisurata. E da qui vi dico: non siete sole, non siete soli. Da questa riva, a nome di un popolo che ha anch’esso sofferto la guerra, vi mandiamo forza, vi mandiamo parole, vi mandiamo vita. Che il vento porti le vostre imbarcazioni con la forza della storia, che il mare apra le sue braccia per abbracciare la vostra causa, e che il mondo ascolti questo messaggio: Gaza non è sola, la Palestina non è sola, l’umanità non può continuare a tacere. Tornate sane e salve. Quando toccherete le acque vicine a Gaza, sentirete che con voi viaggia la voce di milioni di persone che credono che la pace non sia un’utopia, ma un dovere. Con tutta la fraternità, Gustavo Petro Urrego, Presidente della Repubblica di Colombia Progressive International https://x.com/ProgIntl   Redazione Italia
La Colombia non sarà più partner globale della Nato
L’annuncio è stato dato direttamente dal presidente colombiano Gustavo Petro, durante il vertice internazionale su Gaza che si è tenuto al Ministero degli Esteri a Bogotà. “Dobbiamo uscire dalla Nato, non c’è altra via. E il rapporto con l’Europa non può continuare con governi che tradiscono il proprio popolo e stanno aiutando a sganciare bombe. Il carbone colombiano non può trasformarsi in morte a Gaza, non può diventare una bomba israeliana per uccidere bambini: potranno aumentare i dazi o fare quello che vogliono. Ci aiuteranno altri popoli”. Rivolgendosi poi al Vecchio Continente Petro ha continuato: “Dobbiamo creare un esercito della luce con tutti i popoli del mondo che lo desiderano e dobbiamo dire all’Europa che, se vuole stare con l’America Latina o con l’Africa, deve smettere di sostenere chi commette crimini contro l’umanità, deve smettere di aiutare i nazisti. Il popolo americano deve aprire gli occhi, deve smettere di sostenere chi massacra innocenti. Che cosa ci facciamo nella Nato? Non è venuta l’ora di uscire? Come possiamo stare con eserciti che tirano bombe sui bambini?”, ha aggiunto Petro accusando i “principali leader” dell’Alleanza Atlantica di “essere complici del genocidio”. Il legame fra la Colombia e la Nato risale al 2017, quando il Paese diventò “partner globale” dell’Alleanza atlantica: è l’unico Stato dell’America Latina ad aver ottenuto questo status. Fonti: https://www.semana.com/ https://ottolinatv.it/ https://www.facebook.com/sognidiunuomonostracivilta Redazione Italia