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Sull’arte del possibile
Per alcun3 la politica è l’arte della mediazione Per noi la politica è l’arte del possibile! Mercoledì 25 marzo nel piazzale del Laboratorio Occupato e Autogestito Acrobax è successo qualcosa che forse possiamo definire più di una semplice assemblea cittadina contro gli sgomberi degli spazi sociali. Perchè per la verità, è stato anche tanto altro. Un mettere a disposizione pratiche, linguaggi, proposte, parole da mettere a fattor comune, per leggere insieme il presente, emozioni, risate, intenzioni, nuove possibilità. E insieme il grande ecosistema sociale fatto da case occupate, spazi sociali, case delle donne e delle comunità, movimenti e collettivi transfemministi, ecologisti e antispecisti, reti di solidarietà con il popolo palestinese, sindacati di base, collettivi studenteschi e universitari, palestre popolari, comitati di quartiere, ha provato a tracciare traittorie. Come? Provando a rispondere alle domande necessarie a comprendere la tempesta che stiamo attraversando. Al tempo del regime di guerra, del genocidio a Gaza, della deriva autoritaria, dell’approvazione di leggi liberticide, come i DL Sicurezza, Caivano e per le periferie, sull’antisemitismo, sulle organizzazioni antifasciste, della discussione di leggi intrise di violenza patriarcale come il DDL Bongiorno, ci siamo chiest3: Chi siamo? Chi sono e cosa rappresentano oggi, nella tempesta, gli spazi sociali? Siamo una possibilità. Siamo quell’idea che può cambiare il mondo. Siamo spazi di libertà e liberazione per non soccombere a un presente così buio. E dove rendere possibile un futuro migliore. Siamo lotte, mutualismo, cooperazione, sindacalismo sociale, organizzazione. Siamo spazi di democrazia radicale, che ridisegna il senso di parole come sport, salute, abitare, socialità. Siamo ciò che fa saltare il banco e riconquista spazio per la gioia, il desiderio, la fantasia, il diritto alla felicità. Siamo ecosistemi infestanti per la giustizia sociale. Siamo istituzioni partigiane. In poche parole Forza! Quella “forza che tiene unita la galassia”. Cosa vogliamo e perchè ci attaccano? Perché siamo anticorpi sociali al loro regime di guerra e alla loro deriva autoritaria. Perché siamo quotidianamente in mezzo alle persone e ai territori di cui conosciamo e condividiamo difficoltà e bisogni. Perché, quotidianamente, costruiamo insieme la possibilità di trasformare le istanze territoriali in realtà. Mostrando che un’alternativa al sistema esiste. Perché siamo intelligenza collettiva che consente di non soccombere alla paura. Perché siamo una fitta rete di connessione tra territori diversi, ma che vivono e denunciano le stesse enormi contraddizioni del modello di città che vogliono imporci. Perché siamo stat3 e continuiamo ad essere spina dorsale e infrastrutture organizzative dei movimenti sociali, che continuano ostinatamente ad aprire spazi di liberazione e di partecipazione. Laddove vorrebbero chiudere e silenziare tutto. E ci temono, perché quell’idea che può cambiare il mondo la pratichiamo ogni giorno. Siamo pazz3! Arrendetevi!…O del come continueremo insieme a navigare per uscire dalla tempesta E una cosa è certa: per essere all’altezza della sfida che abbiamo davanti, non possiamo restare ferm3! Non possiamo restare al margine! Non possiamo avanzare solo divis3 e in ordine sparso! Ce lo dicono le piazze di questo autunno per la Palestina. Ce lo dicono le maree transfemministe dell’8 marzo. Ce lo dice la piazza contro i re e le loro guerre di sabato 28 marzo. Per poter navigare nella tempesta abbiamo bisogno di rotte e strategie comuni da mettere in pratica. Per questo sarà necessario continuare a confrontarci e attivarci su alcune proposte. Per essere insieme ancora una volta spina dorsale e infrastruttura dei movimenti. Ripartiamo dal 25 aprile e dal 1 maggio, in cui proporre una cooperazione e una comune comunicazione. Date importanti, da declinare al presente: contro la torsione autoritaria, contro la guerra. Per riaprire una stagione di lotta per i diritti. Ripartiamo come equipaggi di terra al fianco degli equipaggi di mare della flotilla che sta nuovamente per mettersi in viaggio verso Gaza. Teniamoci pront3 nuovamente a Bloccare Tutto! Ripartiamo dal continuare a costruire insieme l’opposizione al DDL Bongiorno sul consenso, al DL Sicurezza e alle proposte di legge sull’antisemitismo e sulla criminalizzazione delle organizzazioni antifasciste. Perché sono espressione della pressione eversiva e liberticida che muove guerra al nemico pubblico interno. Assumiamoci la responsabilità collettiva di dare continuità a questa discussione trovando il tempo in cui vederci, parlarci e organizzarci. E oltre alle manifestazioni già previste, sarà importante costruire, insieme, un momento di mobilitazione che, nei prossimi mesi, porti per le strade di questa città la nostra ricchezza, forza e possibilità. La nostra voce unita, autonoma e indipendente. Abbiamo imparato a farlo in tutti questi anni e lo abbiamo sperimentato durante l’autunno passato, si chiama metodo flotilla e significa unirsi nelle differenze per raggiungere un obiettivo comune: porre fine al genocidio, fermare la corsa al riarmo e alla guerra che strozza le nostre vite e i diritti di tutt3. Tornare in piazza insieme e affermare il modello di città, di vita e di società che vogliamo! Proponiamo quindi di tornare nuovamente ad incontrarci il 22 aprile ore 18:30 a LOA Acrobax (Via della Vasca Navale,6)
April 8, 2026
Acrobax Project
NON SI SGOMBERA UN’IDEA
La forza è ciò che dà ad un jedi il suo potere. È un campo di energia creato da tutte le cose viventi. Ci circonda e ci penetra. Tiene unita la galassia. Obi-Wan Kenobi Ci dicono che abbiamo molto da perdere  Noi rispondiamo che abbiamo ancora tanto da realizzare! Mentre nel mondo, sopra le nostre teste, si giocano battaglie di potere e venti di guerra spirano in tutte le latitudini, il piano del governo italiano, che evidentemente ha bisogno di nemici interni per avere carte in più da giocare nella sfida elettorale, va avanti. Come se fosse un gioco di ruolo si stabiliscono gli obiettivi di quella che è una rivincita personale, ma anche una necessità: eliminare le “sacche di resistenza”, togliere di mezzo chi si permette ancora di esprimere il proprio dissenso, chi costruisce quotidianamente una alternativa e la rende possibile. QualcunƏ in questi anni l’ha definita anomalia romana, quel complesso ecosistema di spazi sociali e case occupate, associazionismo dal basso, comitati di quartiere che come piccoli(grandi)neurotrasmettitori costruiscono connessioni, generano impulsi, attivano percorsi, costruiscono possibilità per tuttɜ, in una metropoli complessa e indebitata, laddove ci sarebbe solo cemento, degrado o abbandono. In questi primi mesi dell’anno questa anomalia romana comincia ad essere messa sotto pressione, e dopo aver puntato il faro su Spin Time ed L38 e aver sgomberato ZK, ora lo spazio LOA Acrobax viene identificato come il prossimo tassello di quella guerra alle occupazioni che ha preso il via la scorsa estate con il Leoncavallo, è continuata con Askatasuna, il presidio del Pilastro di Bologna, minaccia Officina99 a Napoli e adesso punta su Roma. Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio; pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione ostinata e contraria al Governo neo fascista di Fratelli d’Italia. E lo facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina, fino ad arrivare agli Stati Uniti. Perché? Perché siamo contro l’economia di guerra che ci stanno imponendo. Perché? Perché siamo consapevoli della precarietà che permea il mercato del lavoro e le nostre vite; consapevoli della pressione fiscale che aumenta, erodendo sempre di più un welfare già impoverito che non permette alle nuove generazioni neanche di immaginarlo, un futuro stabile. Perché? Perché abbiamo ben presente l’idea di città che vogliamo, contro speculazioni, studentati di lusso e consumo di suolo. Perché? Perché laddove chiudono spazi noi li apriamo, spalancando orizzonti e tracciando percorsi di liberazione. Ci vogliono precariɜ perché sanno che laddove manchi un baricentro stabile la reazione è inibita, il timore di non avere il tempo cresce e la forza di immaginare altro si affievolisce, fino a spegnersi. Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare sul filo, da anni abbiamo chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non distruggere: costruire una comunità larga, solidale e accessibile, fatta di relazioni, di sport popolare, di musica, di cultura, di elaborazione e riflessione politica, di condivisione. Capace di trasformare, persino migliorare e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo dove il fascismo non abbia più ragion d’essere. Conosciamo il nostro valore politico e sociale. Conosciamo quello che si articola e mobilita nei differenti territori di Roma. Siamo, insieme a tante, tantissime realtà vive e attive, spazio del possibile, antidoto all’avanzata di un capitalismo mortifero, fatto di guerre e genocidio e portato avanti incondizionatamente dagli uomini bianchi eterocis che quel potere lo incarnano nel più viscido dei modi.  Siamo antidoto all’azzeramento dei diritti, antidoto alla povertà educativa e sociale la cui forbice si allarga sempre di più a discapito di quelle soggettività che occupano le fasce più basse della piramide dei diritti e dei privilegi. E in questo momento, invece di immaginare una chiusura difensiva, vogliamo rilanciare e chiamare a raccolta tutte le intelligenze, le lotte e la fantasia collettiva di questa città, non soltanto per noi ma per tuttɜ.  Perché sotto attacco non ci sono solo quattro mura, bensì un’idea di città e di vita che non si può sgomberare, né qui né altrove.  Perché la campagna elettorale non si giocherà sulla pelle dell’idea di città e di vita che quotidianamente rendiamo possibile. Perché vogliamo essere argine alla deriva in cui ci vogliono trascinare. Vogliamo essere un’esplosione infestante di forza, determinazione e bellezza.  “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di 5 anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme.
March 11, 2026
Acrobax Project
Nemici pubblici
Il governo di Giorgia Meloni ha, da qualche mese, ufficialmente aperto una campagna contro gli spazi occupati, i centri sociali, dichiarandoli sostanzialmente nemici pubblici. Nemici dello Stato.  Lo Stato, dunque non la governance neofascista, ha la necessità di reagire colpendoli criminalizzandoli, chiudendoli, sgomberandoli.  Il governo ha ovviamente costruito una strategia comunicativa in cui indirizza tutte le sue attenzioni e le sue forze per distogliere l’attenzione. Dall’incapacità di gestire un sistema del lavoro che è assolutamente disgregato e in recessione rispetto alla stessa zoppicante  Europa; dall’incapacità di mettere in atto politiche pubbliche che garantiscano diritti e garanzie; Distogliere, soprattutto, l’attenzione da quei fondi pubblici che ancora esistono e vengono indirizzati su politiche clientelari, reazionarie e paternalistiche oltre che sul riarmo e la gestione di un regime di guerra più che incipiente. Al di là di questo primo livello che riteniamo sostanziale, ci sono però altre ragioni per cui la presidente Giorgia Meloni e i suoi fratelli d’Italia (cresciuti tra gli anni 70 e 90) hanno motivo di applicare una stretta repressiva: uno è proprio una rivincita personale, una piccola vendetta contro quel nemico che più volte l’ha contestata silenziata e colpita soprattutto nell’amor proprio.  Voler però leggere questo attacco ai centri sociali esclusivamente come una questione personale sarebbe totalmente riduttivo. E’ vero invece che i centri sociali rappresentano ormai in Italia un soggetto politico presente da nord a sud in moltissimi territori e quartieri, occupandosi e facendosi carico di una serie di diseguaglianze economiche e sociali e provando ad organizzarle.  Inoltre, quegli spazi sociali sono riusciti negli anni anche a costruire reti e connessioni di contenuto, di obiettivi e di pratiche, innescando meccanismi di mutualità e di riconoscimento, di produzione di economia alternativa e di circuiti solidali e di socialità che fanno vacillare l’immagine di luoghi dedicati al consumo di droghe e violenti “brutti sporchi e cattivi”. Ma in aggiunta a questo c’è da dire che quegli spazi, politicamente, hanno raccolto e rappresentano (con tutte le difficoltà e i limiti) la continuità storica con un movimento operaio e sociale che prende avvio e formalizzazione con il socialismo, il comunismo e l’anarchismo trasformandoli e traducendoli Nell’età contemporanea. Nel presente.  Su questo, ad esempio, sulla manifestazione di Torino molto si è scritto e detto, ma uno dei fatti rilevanti è che una grandissima parte di quelle migliaia di persone che erano in piazza, erano giovani e giovanissimi. I loro legami con la storia degli anni ‘70, e addirittura con le BR, è praticamente nullo; c’è invece un legame con le istanze sociali che quella piazza, come le piazze di settembre e ottobre in sostegno della Palestina e della sumud flotilla, hanno fatto vivere e gridato a gran voce. Noi, come spazio occupato le abbiamo volute vivere, ci siamo stati e ci saremo. In conclusione, è vero che rappresentiamo una critica e un’alternativa allo Stato nazionale come delineato nel corso dell’ultimo secolo così come la democrazia svuotata di strumenti e senso. Come del resto quel movimento operaio italiano ed internazionalista ci ha insegnato. Fino alle ultime rivoluzioni che il Movimento dei Curdi ha realizzato e tutt’ora rappresentano. Anche per questo, ma anche oltre, domani sarà un’importante giornata di mobilitazione in cui saremo: con le compas napoletane e campane contro le minacce di sgombero, innanzitutto di Officina 99; con le compas del Laurentino 38 con uno sgombero esecutivo imminente; con le compas del movimento Kurdo in piazza per la libertà di Ocalan e la difesa della rivoluzione del Rojava.
February 13, 2026
Acrobax Project
Apre la segreteria!
Novità al LOA Acrobax! Il nostro spazio occupato e autogestito continua a crescere e a riorganizzarsi Tutte le iniziative che prendono vita al suo interno sostengono i percorsi politici, la manutenzione dello spazio, le attività quotidiane e i progetti collettivi che costruiamo insieme. Da novembre, per gestire al meglio anche le proposte che arrivano dall’esterno, apriamo uno sportello di segreteria Ogni primo e terzo martedì del mese, dalle 17:00 alle 19:00, troverai compagne e compagni con cui confrontarti, proporre nuove idee, appuntamenti o progetti da realizzare insieme. A novembre ci vediamo: • Martedì 4 novembre, 17:00–19:00 • Martedì 18 novembre, 17:00–19:00 Passa a trovarci, condividi la tua idea, costruisci con noi!
November 3, 2025
Acrobax Project
I CIMARONS per la prima volta a ROMA in CONCERTO! Mario Dread e Radio Torre in session dopo il live!
Sabato 8 Novembre 2025 Mario Dread & LOA Acrobax presentano I CIMARONS PER LA PRIMA VOLTA A ROMA IN CONCERTO! Prima e dopo il live MARIO DREAD e RADIO TORRE SOUND SYSTEM FULL STACK in session! I leggendari Cimarons sono veri pionieri del reggae e ne hanno plasmato il suono a partire dai tardi anni 60. Per quanto riguarda la musica in levare, questa band è stata la prima a formarsi in Europa, nel 1967 a Londra, grazie ad un gruppo di musicisti giamaicani, tra i quali il chitarrista Locksley Gichie ed il bassista Franklyn Dunn, che ancora ne fanno parte! Inutile ricordare che nel corso della loro ultracinquantennale carriera hanno registrato un numero pressoché incalcolabile di canzoni. Hanno iniziato dalla iconica Trojan Records, gettando le basi per la diffusione su larga scala del Reggae in Europa, per poi collaborare con alcuni dei nomi più grandi di questa musica: Bob Marley (sostituendo gli Wailers nei suoi primi live in Inghilterra), Jimmy Cliff, Dennis Brown. Lee Perry, Toots Hibbert…..ed anche tale Paul McCartney (che produsse l’album “Reggaebility”, nel 1981). La loro incredibile avventura in musica, dai tempi della Windrush Generation ad oggi, è stata recentemente catturata all’interno della pellicola “Harder Than The Rock”, un documentario must-see per ogni vero amante del genere, che è stato messo in visione durante eventi dedicati in diversi cinema e festival in tutta Europa….e che ora è anche disponibile online (ad esempio sul tubo!)…  Citando General Levy, intervistato nel documentario: “I Cimarons furono la scintilla che accese il fuoco”. Oggi, a più di cinquanta anni dalla loro formazione, la band prosegue forte il suo cammino, guidata da Dunn al basso e Gichie alla chitarra, ai quali si è venuta ad accostare la travolgente e toccante voce del cantante Michael Arkk. I Cimarons hanno da poco rilasciato il loro nuovo album “Harder Than The Rock”. Questo lavoro è stato prodotto, registrato e mixato da Roberto Sanchez nel A-Lone Ark Muzik Studio in Spagna. Fatica discografica che dimostra quanto, ancora oggi, il loro suono sia accattivante, contemporaneo e indissolubilmente legato ai crismi della Golden Era della jamaican music. Come se non bastasse, durante i suoi concerti più recenti (come quello al Rototom Sunsplash di pochi mesi fa), la band ha rimarcato quanto la dimensione live sia la migliore occasione per assaporare la loro declinazione unica della musica Red, Gold and Green. Bastano le prime note per proiettare chi li ascolta direttamente nel cuore pulsante della musica Reggae con la R maiuscola. Occasione unica, quella del prossimo 8 Novembre, per incontrare una band che ha iniziato a forgiare la storia di questa musica più di cinquanta anni fa e che, ancora oggi, ne sta scrivendo nuove pagine…..
October 11, 2025
Acrobax Project
Scioperare la guerra. Fermare il genocidio. Blocchiamo tutto.
Sciopero per la Palestina. Vedersi allo specchio  Il 22 settembre è successo qualcosa di straordinario con lo sciopero indetto per la Palestina e in sostegno della Globa Sumud Fottilla. Fuori dalle retoriche e facendo saltare dei tappi sociali che da anni sono presenti in Italia. La Palestina rappresenta lo specchio in cui abbiamo visto riflettersi pregi e difetti della nostra stessa società. Il privilegio di essere nati in Italia, in Europa, nell’Occidente si dispiegato ed è apparso nelle strade, solo dopo che la Flottilla ha preso il largo, dando luogo a un’imponente mobilitazione in tutto lo stivale. E nello stesso momento, finalmente, abbiamo abbandonato il senso di colpa nei confronti di una storia di genocidio proveniente proprio da una scelta coloniale, operata all’indomani della seconda guerra mondiale, di cui il nostro paese è stato artefice. Siamo scesi in strada consapevoli muoverci contro un genocidio e contro la simbologia guerrafondaia che Israele rappresenta, con l’appoggio silenzioso di buona parte dei paesi occidentali. La Palestina insegna a resistere, insegna dignità e, soprattutto, insegna che o ci liberiamo anche noi o difficilmente la liberazione, anche in Palestina, sarà possibile. Liberarsi vuol dire non solo mettere a critica l’attuale governo fascista di Giorgia Maeloni, ma vuol dire desiderare e praticare la messa in discussione dell’intero sistema in cui viviamo.  E questo avendo l’ambizione che accada in tutta Europa almeno; negli altri paesi è già un decennio che procedono e resistono; noi abbiamo del tempo da recuperare. Domani, 3 ottobre 2025, un nuovo sciopero generale prenderà vita in tutta Italia; una giornata convocata da sindacati che hanno messo in evidenza la stretta connessione che esiste tra la produzione e il lavoro, da una parte, e le scelte politiche e gli indirizzi produttivi, dall’altra. Lo scontro ha ormai compiuto un salto decisivo, andando dritto al cuore del problema e riaffermando, con ancora maggiore forza, il diritto di sciopero e la dimensione dello sciopero sociale. Domani sarà ancora uno sciopero generalizzato, con un’astensione diffusa dal lavoro e con il blocco dei flussi produttivi nelle città. Dal nostro punto di vista, il primo sollevamento sindacale e sociale di tutta quella forza produttiva schiacciata da decenni di precarietà, bassi salari e povertà. Azione di massa anticapitalista La scelta di accettare le parole d’ordine lanciate dai portuali di Genova, prima, e dallo sciopero dei sindacati di base, dopo, ci ha dimostrato la possibilità di bloccare tutto. Non per slogan, ma come pratica reale. Una paralisi di un giorno realizzata grazie alla partecipazione del lavoro dipendente e di quello precario, da parti di società che hanno accolto una richiesta implicita di bloccare, rinnovando nei fatti lo strumento stesso dello sciopero. Il 22 non è stata convocata una manifestazione o un presidio, ma un’azione, a cui hanno aderito migliaia di persone. Se con le nostre pratiche abbiamo fermato stazioni, porti, strade, scuole, posti di lavoro e via dicendo, e quindi abbiamo bloccato produzione, logistica, infrastrutture: abbiamo inciso sulla produzione di profitti. La ricchezza che nell’ultimo anno è stata indirizzata verso la corsa agli armamenti (innanzitutto verso Israele) per un giorno è stata rallentata e attaccata. Il 22 ha rappresentato un’azione di massa anticapitalista nel senso e nella materialità. Domani replicheremo. Sosteniamo la resistenza del popolo palestinese perché, in prospettiva, questa marea che monta metta in discussione tutto il sistema! Prigionieri di Israele Da ieri notte decine di persone della Flottilla sono prigioniere di Israele. Colpevoli di voler aprire una breccia nel muro costruito intorno a Gaza e al popolo Palestinese. Eppure anche qualcos’altro è successo: hanno dimostrato che arrivare a Gaza è possibile, miglia dopo miglia, barca dopo barca. Un’azione corale, la definiremo rugbistica, l’imbarcazione che è intercettata apre il cammino a chi arriva da dietro. Ma il centro della questione è che, materialmente, è possibile aprire un corridoio umanitario con la Palestina. È possibile bloccare l’operazione genocida di Israele. Politicamente la Flottilla e le piazze di mezzo mondo hanno detto che sono per la fine del genocidio e hanno dimostrato come si può fare. I governi, compreso quello italiano, in questi giorni devono scegliere: o stare dalla parte della guerra e del genocidio o stare altrove. Inutile piagnucolare: o sei parte della soluzione o sei parte del problema. Il re è nudo Queste giornate hanno messo sotto scacco il governo italiano per la sua incapacità e complicità. Le pezze che la Meloni ha provato a mettere sono peggio del buco. È evidente il nervosismo che serpeggia nelle istituzioni nelle sempre più spregevoli posizioni che vengono prese rispetto alla Palestina e alla Flottilla, rispetto agli equipaggi in mare e a terra. Ma quella complicità tra governi di estrema destra, tra la Meloni e Netanyahu, tra i nipoti deideportati ad Auschwitz e i nipoti degli aguzzini fascisti, è stata messa in cortocircuito. Il perché lo stanno raccontando le piazze di questi giorni: parole, gesti, corpi che producono lotta contro il genocidio e l’occupazione coloniale di cui, per esempio, il piano Trump è espressione massima); lotta contro l’economia di guerra e la politica di riarmo dei governi europei, che si traducono in tagli al welfare, riduzione dei diritti sociali, aumento della povertà e compressione dei salari.  Sappiamo bene che la pressione che si sta producendo nella società sta facendo tremare i polsi al governo che, se ora reagisce con l’interlocuzione di Crosetto e Tajani, mostrerà a breve la faccia feroce della Meloni stessa. Noi dal nostro canto, continuiamo a stare qui, al fianco del popolo palestinese, della sua resistenza e dei suoi prigionieri. E oggi anche a fianco della Fottilla e dei nostri pezzi di cuore che lì stanno. E che pompano e battono insieme, equipaggi di mare e di terra, all’unisono. Un ritmo potente che ci sorregge in questi giorni paurosi e che, speriamo, arrivi fino a Gaza, che apra un varco e liberi una voce che grida: liberare la Palestina per liberare anche noi!
October 6, 2025
Acrobax Project
30 e 31 Agosto/ Renoize 2024 Festival Antifascista – Parco Schuster
Renoize2024 – Festival Antifascista 30 e 31 agosto Parco Schuster  Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Siate voci fuori dal coro.  Siate il peso che inclina il piano.(Bertrand Russell) Mesi di assemblee, di complicità e di cospirazione – di respirare insieme, 18 anni da quel tragico giorno in cui i fascisti hanno portato via un fratello, un amico, un figlio, un compagno, il nostro amato Renato, Renato Biagetti, e di nuovo insieme, con tutta la città, per continuare a costruire un futuro dove il fascismo semplicemente non è previsto: questo e molto di più racchiude il programma della 17esima edizione di Renoize2024. Un programma fatto di musica, immagini, spettacoli, gioco, cultura e relazioni. Un programma molto politico, e come potrebbe essere altrimenti? Con tantissimi dibattiti, laboratori e presentazioni di libri che, per ragioni di tempo, saranno in contemporanea fra loro e che restituiscono secondo noi una necessità, una vera e propria urgenza: quella di ritrovarci, di discutere, di stringersi insieme nonostante il caldo. Davanti alle atrocità del genocidio a schermo aperto. Davanti alle guerre di cui i nostri governi sono responsabili. Davanti ad interessi economici così devastanti per il nostro pianeta. Davanti ad attacchi così violenti contro i nostri corpi e nostri diritti.  Davanti a tutto questo non possiamo e non vogliamo rimanere indifferenti. Non possiamo che scegliere ancora una volta di organizzarsi dal basso per far sentire una voce capace di raccontare un mondo che ancora resiste. Non possiamo non ricordare ciò che è stato e che sta tornando in altre forme. Non possiamo restare in silenzio.  Dobbiamo essere il peso che inclina il piano, e possiamo farlo solo insieme.  Per questo motivo, Renoize2024 – Festival Antifascista sarà anche molte parole, oltre a musica immagini e spettacoli.  Sarà ancora una volta l’ingranaggio collettivo che prova a costruire un mondo dove semplicemente il fascismo non è previsto.  Con Renato nel cuore Sempre con la stessa rabbia Sempre con immutato amore #freepalestine IL PROGRAMMA Venerdì 30 Agosto e Sabato 31 Agosto dalle ore 16 alle 24 Dibattiti, Incontri, Stage, Cerchi Assembleari, Laboratori e Sport Popolare AREA VILLAGGIO PALESTINA sempre aperta  Dalle ore 17.00 alle 20.00 Presentazioni, Laboratori, Performance e Spettacoli  Dalle 20.00 a Chiusura Musica e concerti Durante il Festival: BAR D’AUTOFINANZIAMENTO  CUCINE DAL MONDO  BANCHETTI INFORMATIVI  STAND LIBRERIE E CASE EDITRICI RADICALI ≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔≕≔ #Renoize024 #IoNonDimenticoRenato Grazie a Marzia Mavi per grafica e disegno PRIMO GIORNO – VENERDÌ 30 AGOSTO Tutto il giorno | LUDOBUS: giochi di legno del lab, sociale Largo Tappia di Lanciano Ore 17.00 | Lab. aperto di Capoeira -La Palestra Popolare Indipendente  Ore 17.00 | Presentazione libro: Essere tempesta – Vita e morte di Giacomo Matteotti –  MOMO ed.  – di e con Valerio Renzi (libro per ragazzi) 18.00 | Dibattito: Nuove destre, vecchi inganni. La santa alleanza per il controllo dei nostri corpi. 18.00 | Lab. iperstizioni: immaginare un mondo senza polizia (stand Che Guevara) 19.00 | Spettacolo Circofficina: MAXELL // spettacolo di acrobatica aerea e contact di e con Martina Giuliani // a seguire Elena Garrafa Spettacolo di fuoco  Dalle 20 (palco grande): * WILD MINT  * GIORGIAMARIASARA * 10 GIUGNO. IL DELITTO MATTEOTTI // PODCAST LIVE DI CHIARA ALESSI CON NILO PERSICHETTI E DARIO BIAGETTI  * CHOCOLATE REMIX Dalle 1.00 ad Acrobax | Serata techno a sostegno di Renoize 2024 AREA VILLAGGIO PALESTINA Ore 16.00 | Lab. creativo complice e solidale (stancil e panuelos a sostegno della Resistenza Palestinese) Re 17.00 | Dibattito: Lotta al sionismo nelle istituzioni / L’intifada studentesca delle università italiane e gli interessi dei colossi energetici nei territori occupati  Re 18.15 | Dibattito: Disarmare il genocidio / forme di mobilitazioni locali e internazionali contro l’industria bellica che arma il genocidio  CUCINE DAL MONDO a cura di: * Comitato Madri per Roma Città aperta * Coordinamento cittadino lotta per la casa * Centro Culturale Ararat * Vamos Clandestino * Forno Popolare della Baccelli SECONDO GIORNO –  SABATO 31 AGOSTO Tutto il giorno | LUDOBUS: giochi di legno del lab, sociale Largo Tappia di Lanciano Ore 17.00 | Laboratorio: il circo a portata di tutt3 – a cura della Circofficina Ore 17.00 | Laboratorio di fotografia per bambinə e ragazzə con Daniele Napolitano e Tetrabondi, a seguire presentazione del libro “CAMBIARE IL MONDO CON LA FOTOGRAFIA” Ore 17.00 | Presentazione libro: La fabbrica dei sogni GKN – di e con Valentina Baronti Ore 18.00 | Stage di boxe con Dario Morello – a cura della Palestra Popolare Indipendente  Ore 18.00 | DifenderSI – talk su tattiche di difesa degli spazi sociali in modalità orizzontali e non maciste (stand che Guevara) Ore 18.30 | Dibattito plenaria: “Se l’orizzonte è scuro, è ora di far brillare i nostri fuochi” // Nuovi orizzonti di solidarietà, mutualismo, ecologie e lotte sociali. Ore 18.30 | Lab. Enoize: Workshop “Il naso nel bicchiere“ Ore 19.00 | Spettacolo per grand3 e piccin3 “BON BON NA SCARPA E NA PANCHINA” di e con Donatella Morabito  Dalle 20 (palco grande): * BORN GUILTY * ORIGAMI SMILE * NAKED ZIPPO  * VEEBELFEZER * KOZA MOSTRA AREA VILLAGGIO PALESTINA Ore 17.00 | Presentazione “Fanzine il Basso” // Questa nona edizione sarà interamente dedicata alla Palestina. Saranno presenti divers3 autrici e autori degli articoli che affronteranno variazioni sul tema Palestina. Ore 18.00 | Dibattito: Carcere e repressione, strumenti oppressivi del colonialismo di insediamento. Focus su3 Prigionier3 Palestinesi con la Presentazione del Libro “Il racconto di Suaad” con l’autrice Suaad Genem e con diversi interventi dalla Palestina e de3 palestinesi in diaspora CUCINE DAL MONDO a cura di: * Comitato Madri per Roma Città aperta * Coordinamento cittadino lotta per la casa * Centro Culturale Ararat * Vamos Clandestino * Forno Popolare della Baccelli Area aperta (free entry) ed accessibile Non sarà possibile utilizzare POS
August 20, 2024
Acrobax Project
Uniamo le energie
Mercoledi 17 Luglio ore 18:30 Inaugurazione dell’impianto fotovoltaico di Acrobax Brindisi – Discussione – Apericena – Todos Juntos Acrobax esiste da oltre 20 anni come realtà politica e sociale occupata e autogestita nell’ansa del Tevere sotto ponte Marconi. Abbiamo sempre inteso il nostro agire politico come un intreccio tra rivendicazioni universali e pratiche generalizzabili e riproducibili, dal bisogno al desiderio. Da più di due anni ragioniamo fattivamente su come ridurre l’impatto energetico insieme ad associazioni che si occupano di energie rinnovabili e comunità energetiche. In questa direzione abbiamo ragionato e realizzato un primo passo verso una trasformazione ecologica del Cinodromo, dal risanamento di perdite idriche al dedicare spazi a coltivazioni e orti collettivi, alla riduzione del consumo di plastiche. Oggi con gioia annunciamo un altro piccolo ma importante passo in questa direzione: una parte della tettoia dell’ex cinodromo è coperta da pannelli solari con cui le nostre attività, già socialmente ed economicamente sostenibili, lo diventano anche energeticamente. Stiamo parlando di un processo costruito dal basso senza finanziamenti ne’ padrini. Lo sforzo economico è stato sostenuto esclusivamente con le tante iniziative autogestite e a sottoscrizione da parte di chi è venuto a sostenerci. Continua per noi infatti ad essere valido quello che pochi anni fa sintetizzavamo in: “Né pubblico, né privato: Comune!” Questo processo di trasformazione di uno spazio, materiale e di senso, avviene infatti nella costruzione di una collettività ed apre quello spazio al territorio: in un processo decisionale orizzontale non solo restituisce a tutti/e la possibilità di utilizzarlo, ma costituisce anche il senso di un’alterità possibile e di un protagonismo sociale. Al momento non possiamo entrare a far parte formalmente di una comunità energetica che ci consenta di redistribuire il surplus energetico prodotto. E’ un limite che però abbiamo presente e che vorremmo superare. Poter produrre e condividere energia come legame sociale, come redistribuzione della ricchezza, come parte dell’altro mondo possibile. E necessario. Mercoledi 17 luglio alle ore 18:30 ne discuteremo tutt3 insieme con: -Valentina Crivellari: se la comunità produce la sua energia. -Stefano Gatti (installatore): l’impianto fotovoltaico del LOA Acrobax -Mauro Gaggiotti: comunità energetiche a Roma -Alessandra Filabozzi: una comunità energetica solidale in sabina -Giovanni Muscari: effetti globali (e soprattutto polari) delle politiche energetiche locali A seguire Apericena e musica con Samba Precario e Perros Mojados Todos Juntos  —-> Leggi qui l’articolo completo
July 8, 2024
Acrobax Project
Sabato 1 Giugno/ Cromedrop Dancef[lo]or Palestine
𝐃𝐀𝐍𝐂𝐄𝐅[lo]𝐎𝐑 𝐏𝐀𝐋𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐄 a cura di Cromedrop LINK INSTAGRAM https://www.instagram.com/p/C7i9ihWNUQ4/?igsh=MWVnN2p6cGM3eGJhbw== LINK FACEBOOK https://www.facebook.com/share/p/oi7EUVzWTiMsf3o1/ La sottoscrizione della serata e il ricavo della cena sarà interamente devoluta a un’associazione che si occupa delle spese legali dei prigionieri politici palestinesi. Dalle ore 19 dibattiti interverranno: L’avvocato Rossi Albertini, BDS ROMA, UDAP a seguire cena sociale palestinese. Dalle 23:00 Dancefloor e DjLive Set for Palestine: -LINE UP- LAOWAI PEPS RELLOW TOMZ.DB -VIDEO- PABLOZ (Neocortex) VJIT -SCENOGRAFIA E INSTALLAZIONI- CROMEDROP ART DIVISION 01.06.2024 CROMEDROP @ ACROBAX Via della vasca navale 6, Roma Sottoscrizione 5eu
May 29, 2024
Acrobax Project
Mercoledì 24 Aprile/ Liberation Dancehall
Mercoledì 24 aprile al l.o.a. Acrobax Roma reggae sound system culture Baracca sound system e radio torre sound system per una notte da leoni! 2 consolle 2 muri di casse autocostruite 2 rootical sound a sostegno del way to the only good system sottoscrizione 5 euro
April 16, 2024
Acrobax Project
Sabato 13 Aprile/Twinkle Brothers live in Rome
TWINKLE BROTHERS LIVE IN ROME Radio Torre, Loa Acrobax, Immiroots e Jah vision muzik promotion presentano: THE MIGHTY TWINKLE BROTHERS Norman Grant, Barry Prince,Dub Judah, Black Steel, Jerry Lions, Derek Fevrier e Aron Shamash sono i Twinkle Brothers, uno dei più leggendari gruppi reggae ancora in circolazione. Dopo aver suonato nei più importanti palchi di tutto il mondo ed essersi esibiti nei maggiori festival reggae della storia, il #13Aprile2024 saranno in concerto per la prima volta a Roma @loa_acrobax con tutta la band al completo. Pre e After show: Radio Torre Sound System full stack meets Immiroots sound 13 aprile 2024 saranno per la Prima volta a Roma all’Acrobax Keep your Eyes open and prepare your best dancing shoes!!! Pre e After show: @radiotorresoundsystem meets @immiroots.sound.system in session
March 12, 2024
Acrobax Project
Venerdì 5 Aprile/ Tetraink fumetti sbilenchi
Venerdì 5 aprile 2024 dalle ore 17 alle ore 2:00 Torna per la seconda edizione all’ Acrobax 𝑻𝙚𝒕𝙧𝒂𝙞𝒏𝙠 il festival dei fumetti sbilenchi e sarà ancora più fantastico dello scorso anno! Il prossimo 5 aprile torna il Tetraink – Festival dei fumetti sbilenchi a sostegno dei Tetrabondi ed in particolare della due giorni di Ognuno a Modo Suo – Sport senza barriere 2024. Chi era presente lo scorso anno avrà ancora in mente emozioni e risate, ma questa edizione avrà un programma ancora più ricco ad attendervi: Dalle 17:00 alle 20:00 tanti illustratori e fumettisti, compreso il fido Zerocalcare, ci aiuteranno a disegnare il mondo di tutti e di tutte – #ognunoamodosuo! Potrete acquistare i cartoncini all’ingresso e scegliere da chi di loro farvi fare un disegno speciale, in nome dell’ inclusività universale. Durante tutto il pomeriggio sarete circondati da laboratori e banchetti informativi, librerie e case editrici indipendenti, cibo birra e tanta musica! Dalle 20:00 Grande Asta a sostegno dei Tetrabondi: Valerio Mastandrea batterà all’asta circa 40 opere di artisti e fotografi donati per l’occasione! Dalle 22:00 alle 2:00  balleremo tutt3 insieme con l’imperdibile e irriverente TetraQueerCircus : Dj set con la Reina del fomento, Velia, LaPucci e Not so Heavy Disegnamo insieme il mondo di tutti Ognuno a modo suo Sosteniamo i progetti dei Tetrabondi Vi aspettiamo venerdì 5 aprile #ognunoamodosuo
February 29, 2024
Acrobax Project