Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

25 aprile 2025 ricordiamo i partigiani che allora sacrificarono la loro vita nella guerra di Liberazione, ricordiamo oggi i caduti della guerra del lavoro, come il 23enne Mattia Battistetti morto per infortunio sul lavoro a soli 23 anni. Lo ricordo così in questo dipinto, con grandi ali bianche simbolo di purezza che ho fatto in questi giorni che donerò alla famiglia di Mattia il 1° Maggio Festa dei lavoratori

La vera "classifica" dei morti sul lavoro del 2025, dalla peggiore
Classifica Indice di Mortalità (Dal peggiore al migliore) Dati riferiti a 1.017 decessi in Italia (compresa quota estera. In rapporto al numero di abitanti, l’unico parametro valido, non può esserci nessun indici occupazionale per l’enorme numero di morti in nero e che hanno assicurazioni diverse da INAIL Posizione Regione Morti (Assoluti) Indice (su 1M ab.) Grado di Rischio 1 Abruzzo 42 33,1 🔴 MASSIMO 2 Valle d’Aosta 4 32,5 🔴 MASSIMO 3 Basilicata 14 26,3 🔴 ALTO 4 Trentino Alto Adige 24 22,4 🟠 ALTO 5 Marche 32 21,6 🟠 MEDIO-ALTO 6 Veneto 100 20,7 🟠 MEDIO-ALTO 7 Umbria 17 20,0 🟠 MEDIO-ALTO 8 Emilia Romagna 88 19,9 🟠 MEDIO 9 Puglia 73 18,8 🟡 MEDIO 10 Campania 104 18,6 🟡 MEDIO 11 Toscana 67 18,3 🟡 MEDIO 12 Friuli Venezia Giulia 20 16,8 🟡 MEDIO-BASSO 13 Calabria 30 16,3 🟡 MEDIO-BASSO 14 Sicilia 78 16,3 🟡 MEDIO-BASSO 15 Sardegna 25 15,9 🟢 BASSO 16 Piemonte 64 15,1 🟢 BASSO 17 Liguria 40 13,3 🟢 BASSO 18 Molise 4 13,2 🟢 BASSO 19 Lombardia 129 12,9 🟢 MINIMO 20 Lazio 62 10,9 🟢 MINIMO
Sono già 36 i morti sul lavoro accertati e registrati dall’Osservatorio nel 2026, con le stesse modalità di rilevazione del 2025.
Due casi sono particolarmente emblematici: quello di Sofia Ansalone, giovane donna di soli 21 anni morta in un incidente in itinere — come le oltre 100 persone che nel 2025 hanno perso la vita andando o tornando dal lavoro — e quello di Loris Buscaglia, che vediamo sorridente in bicicletta prima della tragedia. Vi chiedo ancora una volta di non ingoiare passivamente ciò che non vi viene detto sui morti sul lavoro: da 19 anni i numeri reali sono stabilmente il 30–35% in più rispetto ai dati ufficiali, perché molti lavoratori non rientrano nelle statistiche INAIL (lavoro nero, categorie non assicurate, agricoltori, ecc.). Vi invito anche a non prendere per oro colato le statistiche “colorate” per province e regioni: chi le produce sa bene che l’indice occupazionale, in questo caso, non ha alcun valore statistico reale, soprattutto quando una parte consistente dei morti non è assicurata a INAIL. Chiedo a chi ha seguito per tanti anni i miei report e il lavoro dell’Osservatorio un piccolo, anche simbolico, contributo economico per realizzare un docufilm sull’Osservatorio e dare visibilità a questa strage silenziosa, senza far dimenticare gli oltre 20.000 morti registrati in questi 19 anni. Se i fondi lo permetteranno, verrà realizzata anche una piramide con centinaia di foto di lavoratori morti sul lavoro negli ultimi anni, che seguirà il “Muro delle farfalle bianche”, dove sono già presenti le foto di 300 lavoratori deceduti. Vivo con la mia pensione di metalmeccanico e continuerò a contribuire di tasca mia, come ho sempre fatto, ma per questi due progetti servono risorse importanti. In allegato troverete anche la vera classifica regionale, calcolata sull’incidenza rispetto alla popolazione attiva, che include tutti i morti sul lavoro e non solo quelli assicurati a INAIL. Grazie. Carlo Soricelli
E' stato spento il sorriso di Alessio
dopo un periodo di relativa calma dovuto alle festività, si è tornati a un ritmo impressionante di morti negli ultimi giorni. Ieri 4 morti sui luoghi di lavoro, tra questi Alessio De Rossi di soli 31 anni che è caduto da un tetto a Priolo di Siracusa, il povero giovane è morto dopo lunghe ore di agonia all'ospedale e d essere stato stottoposto a intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita
Una fiaccolata Nazionale serale contro il precariato che uccide i lavoratori
Schiavismo: Pietro Zantonini precario. dalla calda Brindisi costretto ad andare a lavorare per pochi giorni a Cortina e lavorare all'aperto di notte a -15°. Chi lavoro sappia che in pochi anni diventerà per tutti così. Dal 2015 è stato tolto l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e da allora i nuovi assunti sono tutti precari. Organizziamo una grande fiaccolata Nazionale notturna per illuminare il buio in cui è stato cacciato il mondo del lavoro? Da solo non c'è la faccio ma con l'aiuto di tanti si
grazie a tutti i visitatori, senza di voi non ce l'avrei mai fatta a "tenere botta" per 18 anni, inziamo il 19° anno di monitoraggio, che purtroppo non promette bene.
grazie agli oltre 2000 visitatori di i 13 morti sul lavoro, colpisce la morte eri del blog che sono venuti a vedere il report dei morti sul lavoro del 2025, purtroppo anche quest'anno è cominciato male con già 13 morti sui luoghi di lavoro, ma diversi sono già morti anche in itinere: non è normale che un 69° muoia ieri fuori regione in Sicilia dalla Campania. Risvegliamo le coscienze di tutti T
MORTI SUL LAVORO IN ITALIA nell’intero 2025 REPORT OSSERVATORIO DI BOLOGNA
Anno 2025 – dati consolidati e parziali Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95 lavoratori, compresi sabati e domeniche. Nell’intero 2025, sono 1.432 i lavoratori morti (dato parziale), inclusi i decessi in itinere e quelli per Karoshi – termine giapponese che significa morte per superlavoro. Sono 1.032 i morti sui luoghi di lavoro (esclusi itinere e categorie che operano prevalentemente sulla strada). Tra le vittime di Karoshi figurano dirigenti, impiegati, operai, medici, infermieri, agricoltori, camionisti. Sempre più frequenti i decessi per infarto e malori improvvisi, in particolare tra gli autotrasportatori, spesso trovati morti e che in pochi anni hanno raddoppiato le vittime: . soprattutto per incidenti nei parcheggi autostradali con il camion accostato ai bordi della strada e autostrade Talvolta dopo aver causato incidenti che coinvolgono terzi. CHI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ DELLE MORTI SUL LAVORO MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente delle vittime viene esclusa dalle statistiche ufficiali con la motivazione che “non è di competenza INAIL”. Cause politiche e normative dell’aumento dei morti Jobs Act (2015) Dall’abolizione dell’articolo 18: +43% di morti sul lavoro Appalti a cascata Legge entrata in vigore nel giugno 2023, voluta dal ministro Salvini: +15% di decessi, soprattutto in edilizia e appalti pubblici e nella logistica Dal 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento è del 61%, così come risulta dalle tabelle excel Grandi tragedie recenti Brandizzo – Ferrovie dello Stato Suviana – Enel Calenzano – ENI Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024) 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici nel 2025 3 Carabinieri morti in provincia di Verona strage di Marcianise 3 morti in uno scoppio in azienda smaltimento rifiuti Dati strutturali allarmanti 32% delle vittime sono lavoratori stranieri regolari e in nero Svolgono i lavori più umili e pericolosi, muoiono al posto nostro. A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non negata con propaganda razzista. Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni. Donne Poche sui luoghi di lavoro Quasi quanto gli uomini in itinere, in rapporto agli addetti Cause principali: fretta, stanchezza, doppio lavoro (famiglia + occupazione) Proposte per sicurezza ed equità sociale Flessibilità obbligatoria in entrata e uscita dal lavoro Tutela della salute psico-fisica, priorità alle madri lavoratrici Crollo della natalità Causato anche dal martirio quotidiano delle donne che lavorano e hanno figli Quote di lavoro riservate a donne con figli Da parte dello Stato e degli enti locali come misura concreta di sostegno alla genitorialità Osservatorio Nazionale di Bologna – Morti sul Lavoro Attivo dal 1° gennaio 2008 Nato 25 giorni dopo la strage Thyssenkrupp di Torino Primo e unico osservatorio indipendente in Italia Monitora: morti assicurati INAIL lavoratori in nero categorie escluse dalle statistiche ufficiali Una voce fuori dal coro minimalista Nota metodologica Morti sui luoghi di lavoro: aggiornati ogni giorno Morti in itinere: aggiornati periodicamente I morti sono attribuiti alla provincia e regione della tragedia, non alla residenza Gli autotrasportatori deceduti in autostrada gravano sulle Regioni Tipologie di morte – 2025 Agricoltura: 243 morti 144 schiacciati dal trattore 23,5% del totale I trattori sono bare che camminano Autotrasporto / logistica: 169 morti (16,3%) Raddoppiati in pochi anni: precariato, stress, età avanzata, orari impossibili Edilizia: 159 morti (15,4%) Prevalenza di cadute dall’alto, moltissimi in nero e ultrassessantenni Infortuni domestici: 159 morti Incendi, esplosioni, monossido, cadute – molte donne e anziani soli Karoshi: 111 morti Industria 67 morti 6,5% Taglialegna: 21 morti Età, genere, nazionalità Ultrasessantenni: 347 su 1.032 (33%) 173 con oltre 70 anni Costretti a lavorare per pensioni insufficienti, perdita del lavoro, sostegno a figli e nipoti, sopravvivenza di attività storiche Stranieri: 179 su 1.032 (senza itinere) Sotto i 60 anni sfiorano il 30% Donne 61 sui luoghi di lavoro oltre 130 complessive con itinere Rischio maggiore in itinere rispetto agli uomini Distribuzione regionale e provinciale dei morti sui luoghi di lavoro – Anno 2025 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO: 1.032 Con itinere (dato parziale): 1.460 N.B. I morti sono segnalati nelle Province e Regioni dove è avvenuta la tragedia, non in quella di residenza della vittima. Sono centinaia i lavoratori deceduti in province e regioni diverse da quelle di residenza. Gli autotrasportatori morti in autostrada gravano sulla Regione (non sulla Provincia). LOMBARDIA 118 sui luoghi di lavoro 168 con itinere Milano 22 Bergamo 19 Brescia 24 Como 8 Cremona 7 Lecco 1 Lodi 4 Mantova 8 Monza Brianza 7 Pavia 5 Sondrio 6 Varese 4 VENETO 95 sui luoghi di lavoro con itinere 123 Venezia 13 Belluno 7 Padova 13 Rovigo 10 Treviso 15 Verona 9 Vicenza 18 CAMPANIA 99 sui luoghi di lavoro 129 con itinere Napoli 35 Avellino 4 Benevento 11 Caserta 24 Salerno 21 EMILIA ROMAGNA 81 sui luoghi di lavoro diventano 114 b con itinere Bologna 10 Piacenza 9 Parma 6 Reggio Emilia 12 Modena 8 Ferrara 6 Forlì Cesena 8 Ravenna 8 Rimini 5 SICILIA 71 sui luoghi di lavoro con l’itinere 93 Palermo 20 Agrigento 10 Caltanissetta 6 Catania 10 Enna 1 Ragusa 6 Siracusa 6 Trapani 3 Messina 6 PUGLIA 72 sui luoghi di lavoro con itinere 95 Bari 19 BAT 7 Brindisi 13 Foggia 12 Lecce 11 Taranto LAZIO 68 sui luoghi di lavoro con itinere 103 Roma 35 Viterbo Frosinone 14 Latina 9 Rieti 4 o TOSCANA 67 sui luoghi di lavoro 86 con itinere Firenze 10 Arezzo 7 Grosseto 4 Livorno 5 Lucca 9 Massa Carrara 5 Pisa 6 Pistoia 7 Siena 3 Prato 2 7 PIEMONTE 63 sui luoghi di lavoro che diventano 90 con l’itinere Torino 21 Alessandria 6 Asti 3 Biella 4 Cuneo 12 Novara 5 Verbano-Cusio-Ossola 2 Vercelli ABRUZZO 38 sui luoghi di lavoro 53 con itinere L'Aquila 6 Chieti 12 Pescara 5 Teramo 12 LIGURIA 40 sui luoghi di lavoro 55 con itinere Genova 10 Imperia 8 La Spezia 5 Savona 13 MARCHE 32 sui luoghi di lavoro con itinere 45 Ancona 6 Macerata 8 Fermo 3 Pesaro-Urbino 2 Ascoli Piceno 10 CALABRIA 28 sui luoghi di lavoro 42 con itinere Catanzaro 7 Cosenza 11 Crotone 2 Reggio Calabria 5 Vibo Valentia 3 TRENTINO ALTO ADIGE 24 sui luoghi di lavoro 30 con itinere Bolzano 10 Trento 11 SARDEGNA 24 sui luoghi di lavoro con itinere 33 Cagliari 5 Sud Sardegna 3 Nuoro 6 Oristano 2 Sassari 8 FRIULI VENEZIA GIULIA 20 si sui luoghi di lavoro con itinere 28 Pordenone 8 Triste 3 Udine 8 Gorizia UMBRIA sui luoghi di lavoro 13 con itinere 17 Perugia 9 Terni 1 F BASILICATA 12 sui luoghi di lavoro con itinere 17 Potenza 7 Matera 5 Molise totali sui luoghi di lavoro 4 con itinere 5 Campobasso 3 Isernia 1 VALLE D’AOSTA totali sui luoghi di lavoro 3 Analisi basata sui dati dell'Osservatorio di Bologna (19° anno di monitoraggio) 1. Analisi Statistica e Confronto Biennale Il monitoraggio evidenzia una drammatica crescita dei decessi sui luoghi di lavoro, segnalando un'emergenza nazionale in peggioramento. Dati 2025: 1.032 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. Se si includono i decessi stradali e "in itinere" (come conteggiato dall'INAIL), la cifra parziale supera le 1.450 unità. Dati 2024: 1.056 morti sui luoghi di lavoro. Confronto Biennale: Il biennio 2024/2025 chiude con 2.088 morti, contro i 1.736 del biennio precedente (752 nel 2022 e 987 nel 2023). Trend: Si registra un aumento netto del 16,9% di morti sui luoghi di lavoro (escluso l'itinere). Dal 2008 anno di apertura dell’osservatorio i morti sui luoghi di lavoro i morti sono aumentati del 61%, con un calo solo negli anni della pandemia Nota dell'Osservatorio: Il nostro conteggio include categorie spesso invisibili alle statistiche ufficiali: lavoratori non assicurati INAIL, lavoratori in nero e agricoltori pensionati costretti a restare attivi. 2. I Settori Critici: Tra Realtà e Distorsione Mediatica L'Agricoltura: Il "Silenzio" sotto il tappeto Si contano 243 morti, di cui 144 causati dallo schiacciamento del trattore (il 23,5% del totale nazionale). Mentre l'Italia celebra la sua cucina come patrimonio UNESCO, ignora che i trattori sono spesso "bare mobili" che operano nell'indifferenza generale. Logistica e Trasporti: Il boom del precariato Con 169 decessi (16,3% del totale), gli autotrasportatori sono raddoppiati in pochi anni. Le cause sono chiare: precariato, ritmi disumani, stress e un'età media troppo avanzata. Insieme, superano persino i morti nell'edilizia. Edilizia e Appalti 159 morti (15,4% del totale), principalmente per cadute dall'alto. Il settore è piagato dal lavoro nero e precario numero di ultrasessantenni. Pesa enormemente il sistema degli appalti a cascata (introdotti nel 2023), che rende i lavoratori subappaltati dei veri "figli di nessuno". Senza nessuna protezione politica e sindacale e questo perché un precario se si iscrive a un sindacato viene licenziato Industria: Una percezione errata Contrariamente all'immaginario comune, i morti nell'industria sono "solo" 67 (6,5% del totale). La denuncia: L'INAIL, sommando erroneamente morti sul lavoro e in itinere, crea la percezione di un'ecatombe nelle fabbriche che non trova riscontro nei dati puri. Questa distorsione ha portato a sprecare miliardi di euro in prevenzione dove il rischio è già arginato. Ma è lì che tanti guadagnano tantissimo con corsi inutili e costosi Il ruolo del Sindacato: Nelle aziende sindacalizzate i morti sono rarissimi. Il sindacato e la collaborazione con le imprese agiscono come un argine efficace. I pochi che ci sono sono in sub appalto nelle aziende stesse. Ma i Sindacati valorizzano poco questo aspetto determinante per chi lavora 3. Demografia delle Vittime La strage dei "Nonni": Vecchiaia e Bisogno Il dato più scioccante riguarda l'età: 174 morti tra gli ultrasessantenni. 173 morti tra chi ha più di 70 anni. In totale, 347 anziani (il 33% del totale) perdono la vita lavorando. Sono persone costrette a restare attive perché hanno perso il lavoro e si devono adattare a svolgere lavori pericolosi e pagati poco, perché la pensione non basta, , per aiutare figli precari o perché non riescono a maturare i requisiti pensionistici e lavorano in nero. Stranieri e Donne Lavoratori Stranieri: 179 morti. Se guardiamo alla fascia sotto i 60 anni, rappresentano ormai quasi il 30% delle vittime totali e diventeranno la maggioranza in pochi anni. Donne: 61 decessi sui luoghi di lavoro, ma la cifra raddoppia (oltre 130) se si considera l'itinere. Le donne muoiono sulla strada per la fretta di conciliare casa e lavoro o per la stanchezza derivante da turni massacranti. 4. Infortuni Domestici La casa si conferma un luogo pericoloso con 159 morti. Le cause principali sono incendi, cadute e monossido di carbonio. Spesso le vittime sono donne o anziani soli, i cui corpi vengono scoperti solo dopo molti giorni. Proposte per Arginare la Strage: Il Manifesto dell'Osservatorio A cura di Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna Per fermare quella che è a tutti gli effetti un'ecatombe civile, non bastano i riti istituzionali. Occorre un cambio di paradigma che parta dai seguenti punti cardine: 1. Rivoluzione dell'Informazione È indispensabile un’informazione libera e indipendente che non si limiti ai dati parziali dell'INAIL. Serve dare voce a fonti come l'Osservatorio di Bologna, che monitora anche il lavoro nero e i non assicurati, senza subire il condizionamento di lobby miliardarie interessate a occultare le reali dimensioni del fenomeno, facendo finta di occuparsi di queste tragedie, nate tante aziende che si occupano di sicurezza, ma che per questa tragedie si fanno le “budelle d’oro” 2. Sicurezza in Agricoltura: Rinnovamento Meccanico L'agricoltura è il settore più colpito. È urgente lo stanziamento di fondi mirati per il rinnovo immediato del parco trattori. Non si possono più accettare "bare mobili" prive di sistemi anti-ribaltamento nei campi italiani. 3. Controlli Capillari e Trasparenza nei Cantieri Nei Comuni e nelle Regioni serve una vigilanza reale e non burocratica: Verifica dell'equipaggiamento: Accertarsi che ogni lavoratore sia realmente protetto. Formazione linguistica: Assicurarsi che i lavoratori stranieri comprendano le istruzioni di sicurezza. Cartellonistica d'impatto: Esporre chiaramente nei condomini e nei cantieri i rischi specifici per sensibilizzare non solo i lavoratori, ma anche i cittadini e i committenti. 4. Tecnologia contro il "Business della Formazione" Basta con i miliardi spesi in corsi sulla carta che arricchiscono solo gli enti formatori e i referendi aziendali. Ma che non arrivano mai a interessare le piccole aziende dove ci sono le Bisogna puntare su: Intelligenza Artificiale: Utilizzo dell'IA per il monitoraggio preventivo dei rischi e per l'addestramento simulato. Controlli Digitali: Incrocio dei dati per stanare il lavoro nero e le irregolarità in tempo reale. 5. La Tutela delle Voci Indipendenti L'esperienza di 18 anni di monitoraggio dell'Osservatorio dimostra che chi cerca di far emergere la verità viene spesso censurato o ridotto al silenzio. Un Paese civile deve proteggere chi, come me, che svolge un servizio sociale volontario per dare dignità alle vittime. Ma che viene colpito anche nell’ambito artistico, con annullamento improvviso di mostre già programmate sul tema. Spero in un aiuto per il docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cerca di non far sparire nell’oblio gli oltre 20000 morti registrati dall’osservatorio in questi 18 anni di monitoraggio. E per la realizzazione di una Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti sul lavoro, a seguito del “Muro delle farfalle bianche” dove già 300 lavoratori morti sul lavoro sono stati ricordati in modo perenne con le loro foto in questa installazione, realizzata coi miei risparmi. Per chi vuole dare una mano anche con pochi euro RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1 oppure IBAN IT38I0307501603CC8001169837 "Queste tragedie sono una vergogna per un Paese moderno. L'Osservatorio di Bologna continuerà a essere la voce scomoda di chi non ha più voce." — Carlo Soricelli
Lettera Aperta: Appello per fermare la strage invisibile nei luoghi di lavoro Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (per conoscenza) Alla cortese attenzione di: • On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri • On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste • On. Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia • Per conoscenza a giornali, televisioni politici, istituzioni e giornalisti
Denuncia sull'incremento della mortalità sul lavoro e richiesta di riforma del sistema di rilevazione statistica, in allegato le morti sul lavoro dell’intero 2025. Illustri Rappresentanti delle Istituzioni, Vi scriviamo con profonda angoscia e indignazione per sottoporre alla Vostra attenzione una realtà che i numeri ufficiali faticano a raccontare nella sua interezza: l'incredibile strage di lavoratori che sta insanguinando il nostro Paese. Negli ultimi due anni, i decessi legati al lavoro sono aumentati del 15%. Se guardiamo oltre le statistiche dei soli assicurati INAIL, il bilancio del 2025 è raccapricciante: parliamo di quasi 1500 vite spezzate. Una cifra che dovrebbe scuotere fin nelle fondamenta la politica e l'intera classe dirigente. 1. La distorsione dei dati e l'obbligo di verità Il primo ostacolo alla risoluzione del problema è la parzialità della sua misurazione. È inaccettabile che i dati inviati a Eurostat riguardino esclusivamente i morti assicurati INAIL, escludendo sistematicamente: • I lavoratori in nero o irregolari; • Molti settori del comparto agricolo; • Categorie professionali non soggette all'assicurazione obbligatoria INAIL. Questa "depurazione" dei dati, che arriva a sottostimare il fenomeno di circa il 35% ogni anno, impedisce all'Europa e ai cittadini italiani di percepire le reali dimensioni del massacro. Chiediamo formalmente che l’Italia trasmetta a Eurostat i dati totali sulle morti sul lavoro, includendo ogni vittima del lavoro, indipendentemente dal suo inquadramento contrattuale o assicurativo. Tra l’altro INAIL non manda a Eurostat neppure tutti i morti che diffonde e li “depura” di circa il 30/35% ogni anno. Basta voler andare a vedere per constatarlo. Ma la potenza mediatica e economica di questo Istituto fa chiudere occhi e orecchie a tutti. 2. Il settore agricolo: un fronte di guerra (Min. Lollobrigida) Il Ministero dell’Agricoltura non può ignorare che una parte significativa di queste morti avviene nelle campagne, spesso nel silenzio del lavoro grigio o sotto il giogo del caporalato. La sovranità alimentare non ha valore se è costruita sulla negazione della sicurezza e sulla vita di chi coltiva la terra. Non ci si può mettere solo le medaglie al petto quando si prendono i meriti della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco, poi ignorare che ci sono centinaia di lavoratori che muoiono sui campi, la maggioranza schiacciata dal trattore: 144 nel 2025, 143 nel 2024, l’ultimo un siciliano di 67 anni la vigilia di Capodanno. 3. Emergenza Nazionale (Pres. Meloni e On. Gribaudo) Onorevole Presidente Meloni, Onorevole Gribaudo, il diritto alla vita sul luogo di lavoro è il prerequisito di ogni democrazia. Non possiamo rassegnarci a una media di quasi quattro morti al giorno, se le vittime si contano tutte e non le sole assicurate a INAIL. Occorre: • Un coordinamento unico delle banche dati (Inail, Procura Nazionale, Forze dell'Ordine) per una fotografia in tempo reale del fenomeno. • Un potenziamento drastico del personale ispettivo. • L'introduzione di sanzioni che non siano solo amministrative ma che colpiscano la capacità stessa di fare impresa per chi ignora sistematicamente le norme di sicurezza. Si allega alla presente documentazione dettagliata sulle reali dimensioni del fenomeno, affinché non si possa più dire "non sapevamo". Restiamo in attesa di un segnale forte, che vada oltre il cordoglio di rito e si trasformi in una riforma strutturale della sorveglianza e della prevenzione. Con osservanza, Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro sito Internet http://cadutisullavoro.blogspot.it Chiedo un aiuto economico, anche se solo simbolico alle centinaia di persone che ricevono questa mai che mi farà sentire la vostra vicinanza a questa battaglia sociale: verrà girato a breve il Docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cercherà di non far cadere nell’oblio gli oltre 20000 morti sul lavoro registrati dall’Osservatorio, i motivi che mi hanno spinto ad aprire l’Osservatorio dopo la tragedia della ThyssenKrupp di Torino, Stiamo anche raccogliendo fondi per la costruzione di una grande Piramide dove ci saranno le foto di altri centinaia di lavoratori morti recentemente sul lavoro, segue la grande installazione già realizzata del “Muro delle farfalle bianche” con 300 volti di lavoratrici e lavoratori, che tanta commozione desta quando viene esposto. Per chi vuole dare una mano con una donazione RACCOLTA FONDI Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare” https://gofund.me/b7cd429a1 oppure a IBAN IT38I0307501603CC8001169837 per Docufilm e Piramide
Lettera a Meloni e Lollobrigida morto ieri Antonio Oggianu il 141° agricoltore schiacciato dal trattore quest'anno, ma sono stati 5 i morti anche ieri
Morti sul lavoro in agricoltura: 143 vittime schiacciate dal trattore nel 2025. Emergenza nazionale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ieri è morto, dopo due mesi di agonia Antonio Oggianu di 47 anni, il 141° agricoltore schiacciato da un trattore nel 2025. Nel 2024 erano stati 144. Mentre giustamente si celebra, con grande clamore mediatico, la cucina italiana candidata a patrimonio dell’UNESCO, ci si dimentica di chi quella cucina la rende possibile, lavorando la terra a rischio della vita. I campi italiani sono ormai impregnati del sangue di chi li lavora. Il bilancio dell’ultimo biennio è drammatico: i morti sul lavoro, in tutte le categorie, sono aumentati del 15% rispetto al biennio precedente. E questo se si contano tutti i morti sul lavoro compresi i non assicurati a INAIL e i morti in nero. A pagare il prezzo più alto oltre all’agricoltura sono l’edilizia e l’autotrasporto, settore nei quale le vittime sono addirittura raddoppiate, a causa di un livello di precariato e sfruttamento mai visto prima. È stata devastante la scelta politica degli “appalti a cascata”, che scaricano sui lavoratori più deboli e precari tutto il peso dello sfruttamento e dell’insicurezza del subappalto. Anche quest’anno circa 1.500 famiglie piangono un proprio caro morto lavorando. Tra loro, centinaia di orfani, condannati a una vita segnata da una tragedia che si poteva e si doveva evitare. L’anno sta finendo ed è stato orrendo su questo fronte. A chi governa il Paese chiedo di assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa strage. La presente comunicazione, come sempre, viene inviata per conoscenza a diverse centinaia di destinatari del mio indirizzario, tra cui organi di stampa, associazioni, sindacati e cittadini, affinché questi dati non restino confinati nel silenzio istituzionale. NON VI FARÒ DIMENTICARE Da 18 anni, con l’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro uno per uno i nomi, le storie, i volti di chi è uscito di casa per lavorare e non è più tornato. Sono oltre 20.000 morti sul lavoro: uomini e donne che non possono essere ridotti a numeri o statistiche. Per questo sto lavorando alla realizzazione del docufilm “Non vi farò dimenticare”, un racconto civile e umano che dia voce alle vittime, alle famiglie, agli orfani, e che impedisca a questa strage silenziosa di scivolare nell’oblio. Accanto al docufilm, voglio realizzare anche un monumento funebre a forma di Piramide, sul quale saranno impressi i volti di centinaia di lavoratori morti sul lavoro: un luogo della memoria, visibile, concreto, che costringa tutti a guardare in faccia questa tragedia nazionale. Per portare avanti questi progetti chiedo un contributo libero, anche solo simbolico. Non è una raccolta fondi per me, ma per la memoria, la dignità e la giustizia. Spero davvero che il 2026 sia un anno migliore per chi lavora. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro
Aiutatemi a realizzare il docufilm e la piramide con i i morti sul lavoro
Auguri a tutti voi di un felice Natale con una Natività ambientata in una stalla delle montagne bolognesi. Chiedo il vostro aiuto, anche simbolico per realizzare il docufilm sull'Osservatorio "Non vi farò dimenticare" , per non far cadere nell'oblio i 20000 lavoratori morti sul lavoro che l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro ha registrato dal 2008 per giorno, mese e anno, identità, età e professione, anche se in nero. Se i fondi saranno sufficienti realizzerò anche una grande piramide con le foto di centinaia di lavoratori morti sul lavoro. Grazie e Buone Feste. Si possono fare donazioni di pochi euro anche attraverso IBAN IT38I0307501603CC8001169837 è specifico per queste 2 iniziativa o attraverso la piattaforma di Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare”