Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

Workplace Fatalities in Italy: Over 1,200 Deaths in the First 10 Months of 2026
During the first 10 months of 2026, the slaughter in Italian workplaces has never halted. The total toll stands at 1,265 workers deceased, 965 of whom died directly at their work sites. This represents a dramatic average of 4.16 workers dying per day: an unacceptable daily tragedy for a civilized country. The Tragedies Shocking Public Opinion and the Strength of the "Fighting Mothers" The month that just passed has been dramatic and has deeply marked the collective conscience. Public opinion was shaken by the deaths of Andrea Moretti, tragically lost at the Colosseum, and Mattia Battistetti. Behind the memory of these tragedies lies the unyielding strength of the "fighting mothers"—extraordinary women who do not give up and stop at nothing to obtain justice for their children killed on the job. Among them, a symbolic role has been played by Monica Michelin (mother of Mattia, who died in 2021), who over all these years has waged an exhausting battle. It is thanks to her tenacity, and that of so many other courageous mothers, that such deep civil attention has grown in the country today. I personally wanted to pay tribute to these fighting mothers—who fight relentlessly—by dedicating a work of art to them, in everlasting memory of their grief transformed into struggle. Andrea Moretti's sacrifice must not and will not be in vain: this tragedy opened Italians' eyes to how the cascade subcontracting mechanism—a rule introduced in October 2022 under Minister Salvini—proved to be a outright crime against worker protection. A "killer law" that has already killed nearly 300 workers between Lombardy and Veneto, both led by the Northern League (Lega) and ranking first and second for the number of deaths. Attention surrounding the Colosseum case has been extraordinary: the Observatory's page and its related social channels (including its Facebook page) registered over one million views, proving how closely the community has rallied around this absurd tragedy. Initial Institutional Signals and Further Dramas of Precarious Work Following the Moretti case, an initial important step has been recorded: Culture Minister Alessandro Giuli reached an agreement with trade union organizations to abolish all subcontracts at the Colosseum—an initiative aimed at being extended to all buildings and spaces under the Ministry of Culture nationwide. This is a fundamental signal. However, the trail of blood does not stop. Among the latest victims, we mourn Davide Di Scala, 38, who died after falling from a school roof while working for a company under precarious conditions: yet another confirmation of how aggressive outsourcing continues to reap victims. A Historic Turning Point: Free Legal Aid for Victims of Workplace Accidents In this scenario marked by enormous disparities—where economic counter-parties possess vast resources while victims' families often find themselves alone and lacking the necessary means to endure lengthy legal battles—comes a result of historic proportion. The Chamber of Deputies unanimously approved the bill granting state-funded legal aid to the families of victims, sponsored primarily by young MP Chiara Gribaudo, President of the Parliamentary Commission of Inquiry into Working Conditions. Gathering cross-party support from all political forces, this measure finally removes the financial barriers that blocked access to justice. For the seriousness, competence, and extraordinary determination demonstrated over recent years—a 3-year effort from the opposition that, in practice, proved superior to the work of every minister who succeeded one another in the 19 years of monitoring by the Observatory—Chiara Gribaudo represents a clear point of reference. The "Campo Largo" coalition should have no hesitation: figures of this caliber, who combine competence and true activism alongside workers, are the ones who deserve to lead the Ministry of Labor. Demands and Political Platform Confronted with this picture, progressive forces and the entire Campo Largo must have the courage to openly take the side of workers, outlining a clear and uncompromising political program based on two pillars: Restoration of Article 18 of the Workers' Statute for all new hires. Total and definitive abolition of cascade subcontracting. Only in this way can a real response be given to those who risk their lives every single day for bread and wage. Carlo Soricelli Curator of the Independent Observatory on Workplace Fatalities
report morti sil lavoro nei primi 10 mesi del 2026
Nei primi 10 mesi del 2026 la strage nei luoghi di lavoro non si è mai arrestata. Il bilancio complessivo conta 1.265 lavoratori deceduti, di cui 965 direttamente sui luoghi di lavoro. Una media drammatica di 4,16 lavoratori morti al giorno: una tragedia quotidiana inaccettabile per un Paese civile. Le tragedie che hanno scosso l'opinione pubblica e la forza delle "mamme combattenti" Il mese appena trascorso è stato drammatico ed ha segnato profondamente la coscienza collettiva. L'opinione pubblica è rimasta scossa dalle morti di Andrea Moretti, tragicamente scomparso al Colosseo, e di Mattia Battistetti.Dietro la memoria di queste tragedie c'è la forza irriducibile delle "mamme combattenti", donne straordinarie che non si arrendono e non si fermano davanti a niente per ottenere giustizia per i propri figli uccisi sul lavoro. Tra queste, un ruolo simbolo lo ha avuto Monica Michelin (mamma di Mattia, morto nel 2021), che in tutti questi anni ha condotto una battaglia estenuante. È anche grazie alla sua tenacia, e a quella di tante altre madri coraggiose, se oggi nel Paese è cresciuta un'attenzione così profonda e civile. A queste madri combattenti — che lottano senza sosta — ho voluto personalmente rendere omaggio dedicando un'opera d'arte, a imperitura memoria del loro dolore trasformato in lotta. Il sacrificio di Andrea Moretti non deve e non sarà vano: questa tragedia ha aperto gli occhi agli italiani su come il meccanismo degli appalti a cascata — una norma introdotta nell'ottobre 2022 sotto il ministero Salvini — si sia rivelata un vero e proprio crimine contro la tutela dei lavoratori. Una legge Killer che ha già ucciso quasi 300 lavoratori tra Lombardia e Veneto a guida leghista e sono la prima e la seconda regione per numero di morti L'attenzione sul caso del Colosseo è stata straordinaria: la pagina dell'Osservatorio e i relativi canali social (tra cui la pagina Facebook) hanno registrato oltre un milione di visualizzazioni, a testimonianza di quanto la comunità si sia stretta attorno a questa assurda tragedia. Primi segnali istituzionali e ulteriori drammi del precariato A seguito del caso Moretti, si registra un primo importante passo: il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali per l'abolizione di tutti i subappalti al Colosseo, un'iniziativa che si punta a estendere a tutti gli edifici e spazi del Ministero della Cultura sul territorio nazionale. È un segnale fondamentale. Tuttavia, la scia di sangue non si ferma. Tra le ultime vittime si piange anche Davide Di Scala, 38 anni, deceduto cadendo dal tetto di una scuola mentre lavorava per un'azienda in regime di precarietà: l'ennesima conferma di come l'esternalizzazione spinta continui a mietere vittime. Una svolta storica: il gratuito patrocinio per le vittime del lavoro In questo scenario segnato da enormi disparità — dove la controparte economica dispone di grandi risorse mentre le famiglie delle vittime si trovano spesso sole e prive dei mezzi necessari per sostenere lunghe battaglie giudiziarie — si inserisce un risultato di portata storica. La Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la proposta di legge sul patrocinio gratuito dello Stato per i familiari delle vittime, di cui è prima firmataria la giovane onorevole Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro. Raccogliendo l'appoggio trasversale di tutte le forze politiche, questa misura rimuove finalmente gli ostacoli economici che impedivano l'accesso alla giustizia. Per la serietà, la competenza e la straordinaria determinazione dimostrate in questi anni — un'azione di 3 anni dall'opposizione che, nei fatti, si è rivelata superiore al lavoro di tutti i ministri succedutisi in 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio —, Chiara Gribaudo rappresenta un punto di riferimento limpido. Il "Campo Largo" non dovrebbe avere esitazioni: figure di questo spessore, che uniscono competenza e militanza vera a fianco dei lavoratori, sono quelle che meriterebbero di guidare il Ministero del Lavoro. Le richieste e il programma politico Di fronte a questo quadro, le forze progressiste e l'intero Campo Largo devono avere il coraggio di schierarsi apertamente dalla parte dei lavoratori, indicando un programma politico netto e intransigente basato su due pilastri: 1. Ripristino dell'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori per tutti i nuovi assunti. 2. Abolizione totale e definitiva degli appalti a cascata. Solo così si potrà dare una risposta reale a chi ogni giorno rischia la vita per pane e salario. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente Morti sul Lavoro
L a morte di Andrea Moretti non è stata inutile. Un primo passo al Colosseo: lo Stato dia l'esempio e la smetta di fare profitto sul subappalto. Ti scrivo per condividere una riflessione che ritengo di fondamentale e urgente importanza per il nostro Paese e per la tutela della vita nei luoghi di lavoro. Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro e documento quotidianamente ogni singolo infortunio mortale in Italia. Dai nostri dati emerge una realtà inequivocabile: da quando il subappalto "a cascata" è stato deregolamentato e liberalizzato, la conta delle vittime sul lavoro è aumentata in modo drammatico. Per questo accolgo con sollievo la decisione presa al Parco Archeologico del Colosseo: stop all'edilizia acrobatica/lavori su fune e stop ai subappalti, con l'intenzione dichiarata dal Ministero della Cultura di estendere questa scelta a tutti i luoghi di tutela statali. È un primo segnale importantissimo, ma ora serve la svolta definitiva. Non possiamo più fingere di non vedere che le principali stragi del lavoro nel nostro Paese vedono protagoniste proprio le grandi aziende a partecipazione statale, che hanno fatto dell'esternalizzazione e del subappalto la loro prassi ordinaria di gestione: • RFI - Ferrovie dello Stato (Strage di Brandizzo): cinque lavoratori di una ditta esterna in subappalto travolti sui binari da un treno, in cantieri compressi da tempi e costi. • Enel Green Power (Strage di Suviana / Bargi): un'esplosione in una centrale idroelettrica che ha travolto 7 lavoratori appartenenti a ditte e sub-fornitori diversi operanti nello stesso sito ad alto rischio. • Eni (Raffinerie e Poli Industriali): la progressiva e massiccia esternalizzazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie dell'impiantistica pesante a catene di ditte in subappalto. • Settore Privato e Commerciale (es. Strage di Firenze / Esselunga): cantieri parcellizzati fino a oltre 60 aziende in subappalto, con l'applicazione di contratti pirata e il taglio sui costi di sicurezza e formazione. Lo Stato non può comportarsi come le peggiori aziende private che speculano sulla manutenzione e sulla sicurezza dei lavoratori. Una Repubblica e le sue istituzioni rappresentano la collettività intera, non un interesse di parte o una logica di profitto e risparmio a breve termine. Se lo Stato e le sue partecipate per primi delegano la sicurezza a catene infinite di subappalti al massimo ribasso, offrono la peggiore delle coperture all'intero mercato privato. Riprendere il controllo diretto dei cantieri e abolire il subappalto a cascata nella Pubblica Amministrazione è l'unica strada per ridare dignità al lavoro e fermare questa carneficina. Come Osservatorio continueremo a denunciare e a pretendere che il modello avviato al Colosseo diventi una norma di civiltà estesa a tutto il Paese. Un caro saluto, Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Le stragi in autotrasporto e agricoltura. Da sole queste due categoria hanno il 40% dei morti sui luoghi di lavoro
Report Sintetico: Emergenza Morti sul Lavoro nei Settori Agricoltura e Autotrasporto A cura di: Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro Data aggiornamento: 30 Ottobre 2026 Curatore: Carlo Soricelli 1. Introduzione e Dato Chiave ⚠️ DATO DI MASSIMA GRAVITÀ: Da sole, le categorie dell'Agricoltura e dell'Autotrasporto (386 decessi totali) rappresentano oltre il 40% DI TUTTI I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO in Italia dall'inizio dell'anno (946 complessivi). Al 30 ottobre 2026, l'Osservatorio Indipendente di Bologna rileva una drammatica e continua sequenza di incidenti mortali concentrata in modo devastante in questi due settori. Un numero impressionante di vittime che rende questa situazione un'emergenza nazionale primaria. 2. Quadro Generale dei Dati Prospetto Numerico Sintetico Settore / Categoria Decessi Totali Dettaglio / Note % sul Totale Morti (Luoghi di Lavoro) Agricoltura 217 156 schiacciati da trattore ~22,9% Autotrasporto 169 Incidenti su gomma / trasporto merci ~17,9% SUBTOTALE (Agricoltura + Autotrasporto) 386 I due comparti maggiormente colpiti ~40,8% TOTALE MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO 946 Totale rilevato nei soli luoghi di lavoro 100% TOTALE COMPLESSIVO (Inclusi in itinere) > 1.250 Inclusi gli incidenti negli spostamenti casa-lavoro — 3. Analisi Tecnica e Metodologia • Fattore di rischio critico in Agricoltura: Oltre il 71,8% dei decessi nel comparto agricolo (156 su 217) è causato dal ribaltamento del trattore, la vera e propria piaga del settore. • Rigore Metodologico dell'Osservatorio: Per garantire la massima precisione ed evitare confusione o distorsioni statistiche, i dati dell'Osservatorio tengono rigorosamente separati i 946 morti sui luoghi di lavoro dai decessi in itinere, pur evidenziando che sommandoli si superano abbondantemente i 1.250 morti complessivi. 4. Rilevanza Istituzionale e Denuncia • Responsabilità dei Dicasteri: Oltre il 40% delle vittime sui luoghi di lavoro si concentra in ambiti direttamente governati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Min. Matteo Salvini) e dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Min. Francesco Lollobrigida). • Assenza di Risposte: Si denuncia il silenzio di entrambi i Ministri che, pur intervenendo quotidianamente su svariati argomenti (dalle strategie generali alla green economy), ignorano sistematicamente la tragedia dei lavoratori dei propri comparti di competenza. Nota: Documento redatto sulla base dei dati dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro.
anche ieri se si contano tutti i morti sul lavoro, compresi i militari/e caduti con l'elicottero in Bosnia Erzegovina ci sono stati 10 morti Ecco chi sono: laura procacci adriano zecchillo simone ruggia claudio marchese
Ecco i 7 morti di ieri. Superati di corsa i 1200 morti
Altri 7 morti ieri. Ancora sangue. Ancora famiglie distrutte. Non è una statistica, è un massacro silenzioso che continua ogni singolo giorno, lontano dai riflettori, nell'indifferenza generale. Persone uscite di casa la mattina per guadagnarsi da vivere, che a casa non ci torneranno mai più: A Palermo, Giovanni Patricola, fabbro di soli 39 anni, è volato giù da un balcone. Un istante, e la sua vita si è spezzata sull'asfalto. Sempre in Sicilia questa volta nellagrigentino, un autotrasportatore è rimasto folgorato. Un secondo prima lavorava, un secondo dopo la scarica elettrica non gli ha lasciato scampo. A San Martino in Pensilis, un uomo di 72 anni è stato travolto e schiacciato senza pietà da una pesante rotoballa di fieno. Ad Ancona, il cuore di Kabir Mohidul si è fermato a soli 29 anni. Era rimasto devastato dalle fiamme nell'incidente del 29 settembre alla Fincantieri. È il secondo operaio bruciato vivo in quell'inferno, portando il drammatico bilancio a sette vittime complessive. A Maiolati Spontini, l'anziano Elmo Bini è stato stroncato improvvisamente mentre si dedicava alla raccolta delle olive, accasciato nel cortile di casa. A Poviglio, non ce l'ha fatta nemmeno il ragazzo indiano di 31 anni, morto in ospedale dopo un terribile scontro mentre tornava a casa dal lavoro, strappato ai suoi sogni all'incrocio di una strada qualunque. Dietro ogni nome, ogni età, c'è un dolore inimmaginabile. Non ci si può rassegnare a tutto questo. Non si può morire di lavoro. E i numeri fanno orrore: negli ultimi giorni abbiamo superato di corsa i 1.200 morti complessivi, con una media spaventosa di quasi sei morti al giorno solo nell'ultimo periodo. Stiamo parlando di una mattanza che solo sui luoghi di lavoro ha già superato quota 940, correndo dritta verso i 1000 e superando purtroppo anche l'orribile sequenza registrata nel 2025. E a questo conto agghiacciante bisogna aggiungere anche le troppe morti in itinere, comprese nel totale complessivo. Carlo Soricelli, curatore dell'osservatorio di Bologna morto sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Lettera aperta di un nonno ai giovani manifestanti. Superati, con gli otto morti sul lavoro di ieri i 1200 morti complessivi. A questa mattina in ottobre ci sono già stati 103 morti L’infernale subappalto a cascata oltre che aver fatto raddoppiare i morti nell’autotrasporto, fa salire su un’impalcatura tre operaia in subappalto che minacciano di buttarsi: da mesi non ricevano lo stipendio. In allegato anche il Report dell’Osservatorio del 2026 aggiornato a questa mattina
Cari giovani, vi vedo. Vedo che state tornando in piazza, numerosissimi, per la vostra situazione di studenti e di giovani italiani costretti ad emigrare all'estero per avere un salario dignitoso. E vedete i vostri fratelli maggiori costretti a farlo dopo aver studiato tanto, pur di trovare una vita e un lavoro giusti e dignitosi. Fate bene a rivendicare e a riunirvi. Quello che è successo in Serbia fa comprendere che se credete in voi stessi, se credete alla vostra generazione e alla vostra giovinezza, potete muovere il mondo. Quei giovani studenti, del resto, hanno vinto le elezioni e adesso comanderanno in Serbia: speriamo davvero che da lì parta un esempio luminoso per tutto il pianeta. Ma c'è una cosa che mi sta immensamente a cuore raccomandarvi: lottate con molta forza, ma senza mai usare la violenza. Questo è importantissimo. Io ho 77 anni. Sono un nonno, ho dei nipoti e comprendo benissimo l'energia che avete voi giovani che volete un futuro. Fate bene, ma non cadete mai nella violenza, perché è quello che cercano sempre per reprimere il dissenso. Io ho vissuto il '68 e ho vissuto il '77. Qui a Bologna, nel '77, c'erano i blindati e i carri armati in strada: immaginate a che livelli era arrivata la protesta e la violenza, Realizzai allora anche alcuni dipinti sugli scontri. Ho visto come sono finiti male quegli anni, alimentati da quella violenza diffusa, da quella spirale di reazione contro reazione. Da quel clima nacquero derive e si aprì la strada al terrorismo, sia di destra che di sinistra. E cosa è rimasto di tutto questo? Niente. La violenza ha prodotto solo repressione e ha fatto cadere le cose buone delle rivendicazioni di allora. Tutto si è fermato, e c'è stato un ritorno al passato. È esattamente quello che cercano anche ora. Un appello particolare voglio rivolgerlo ai figli di immigrati, soprattutto nordafricani. Io, che monitoro queste tragedie da 19 anni come curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, oggi vi dico: i vostri padri muoiono il doppio degli italiani perché fanno i lavori più umili e pericolosi. Comprendo benissimo: si fa una fatica immensa, non si riesce a volte a mettere insieme il pranzo con la cena, anche se in famiglia si lavora in due, e in più si devono pagare affitti esorbitanti. Posso comprendere benissimo la vostra rabbia nel vedervi poi trattati come intrusi e diversi. Ma già ora ci sono imprenditori che creano ricchezza anche per gli italiani. Spesso, per chi ha il potere, i vostri genitori sono considerati solo "braccia" — come del resto lo sono anche i lavoratori italiani, ma gli stranieri ancora di più perché fanno i lavori più umili. E quanta sofferenza provate a non sentirvi integrati, a sentirvi ignorati, considerati solo come "i figli di quelle braccia". Ma non ci cascate. Io posso capirvi profondamente: sono immigrato dal Sud, ero il settimo di nove fratelli e avevo solo 5 anni quando la mia famiglia è arrivata al nord. Lo stesso razzismo che c'è oggi lo subivamo noi meridionali quando siamo arrivati nel Nord Italia: "Non si affitta ai meridionali" erano cartelli sparsi in ogni città. E ci offendevano anche sui luoghi di lavoro, io stesso ne ho ricevute da giovanissimo sul lavoro, e questo perché vedevano sul libretto di lavoro che ero nato al sud. Ma noi abbiamo lottato, e adesso ci siamo perfettamente integrati, non possono più fare a meno di noi, Bologna sarebbe ora un deserto senza il nostro arrivo e così in tutte le città del centro nord, ora c'è tanta classe dirigente nel Nord che proviene dal Sud Italia, figli e nipoti di quegli immigrati trattati così. Voi siete giovani nati qui o arrivati bambini, siete italiani acquisiti. Ma se commettete queste violenze, non sarete più né italiani e neanche della terra da cui provenite. Certo che è difficile sopportare il razzismo che viene diffuso da certi partiti che traggono da questo il loro consenso, e non solo in Italia. State molto attenti, non cascate nel tranello. Fortunatamente la maggioranza degli italiani non è razzista; ma la propaganda, spesso alimentata da media compiacenti, fa passare un crimine commesso da uno straniero cento volte di più rispetto a uno commesso da un italiano. Fate la vostra parte, abbiate fiducia nei vostri mezzi e intelligenza, rispettate la legge e cercate di diventare classe dirigente, ai tempi dei romani eravamo un popolo unico che parlava una sola lingua, lottate con molta forza per la vostra identità e per il vostro futuro. Insieme, voi giovani che venite da ogni parte del mondo e i giovani italiani, costruite un Paese migliore. Lasciateli pure nel loro razzismo: ma io sono sicuro che sarà così, perché dove sono arrivati gli immigrati, anche in massa, non hanno mai portato disastri, ma hanno solo portato più benessere. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
Superati, con gli otto morti sul lavoro di ieri i 1200 morti complessivi Lettera aperta di un nonno ai giovani manifestanti
Cari giovani, vi vedo. Vedo che state tornando in piazza, numerosissimi, per la vostra situazione di studenti e di giovani italiani costretti ad emigrare all'estero per avere un salario dignitoso. E vedete i vostri fratelli maggiori costretti a farlo dopo aver studiato tanto, pur di trovare una vita e un lavoro giusti e dignitosi. Fate bene a rivendicare e a riunirvi. Quello che è successo in Serbia fa comprendere che se credete in voi stessi, se credete alla vostra generazione e alla vostra giovinezza, potete muovere il mondo. Quei giovani studenti, del resto, hanno vinto le elezioni e adesso comanderanno in Serbia: speriamo davvero che da lì parta un esempio luminoso per tutto il pianeta. Ma c'è una cosa che mi sta immensamente a cuore raccomandarvi: lottate con molta forza, ma senza mai usare la violenza. Questo è importantissimo. Io ho 77 anni. Sono un nonno, ho dei nipoti e comprendo benissimo l'energia che avete voi giovani che volete un futuro. Fate bene, ma non cadete mai nella violenza, perché è quello che cercano sempre per reprimere il dissenso. Io ho vissuto il '68 e ho vissuto il '77. Qui a Bologna, nel '77, c'erano i blindati e i carri armati in strada: immaginate a che livelli era arrivata la protesta e la violenza. Ho visto come sono finiti male quegli anni, alimentati da quella violenza diffusa, da quella spirale di reazione contro reazione. Da quel clima nacquero derive e si aprì la strada al terrorismo, sia di destra che di sinistra. E cosa è rimasto di tutto questo? Niente. La violenza ha prodotto solo repressione e ha fatto cadere le cose buone delle rivendicazioni di allora. Tutto si è fermato, e c'è stato un ritorno al passato. È esattamente quello che cercano anche ora. Un appello particolare voglio rivolgerlo ai figli di immigrati, soprattutto nordafricani. Io, che monitoro queste tragedie da 19 anni come curatore dell'Osservatorio di Bologna sui morti sul lavoro, oggi vi dico: i vostri padri muoiono il doppio degli italiani perché fanno i lavori più umili e pericolosi. Comprendo benissimo: si fa una fatica immensa, non si riesce a volte a mettere insieme il pranzo con la cena, anche se in famiglia si lavora in tre, e in più si devono pagare affitti esorbitanti. Posso comprendere benissimo la vostra rabbia nel vedervi poi trattati come intrusi. Ma già ora ci sono imprenditori che creano ricchezza anche per gli italiani. Spesso, per chi ha il potere, i vostri genitori sono considerati solo "braccia" — come del resto lo sono anche i lavoratori italiani, ma gli stranieri ancora di più perché fanno i lavori più umili. E quanta sofferenza provate a non sentirvi integrati, a sentirvi ignorati, considerati solo come "i figli di quelle braccia". Ma non ci cascate. Io posso capirvi profondamente: sono immigrato dal Sud, ero il settimo di nove fratelli e avevo solo 5 anni quando la mia famiglia è arrivata al nord. Lo stesso razzismo che c'è oggi lo subivamo noi meridionali quando siamo arrivati nel Nord Italia: "Non si affitta ai meridionali" erano cartelli sparsi in ogni città. E ci offendevano anche sui luoghi di lavoro. Ma noi abbiamo lottato, e adesso ci siamo perfettamente integrati, non possono più fare a meno di noi, Bologna sarebbe ora un deserto senza il nostro arrivo e così in tutte le città del centro nord,  ora c'è tanta classe dirigente nel Nord che proviene dal Sud Italia, figli e nipoti di quegli immigrati trattati così. Voi siete giovani nati qui o arrivati bambini, siete italiani acquisiti. Ma se commettete queste violenze, non sarete più né italiani e neanche della terra da cui provenite. Certo che è difficile sopportare il razzismo che viene diffuso da certi partiti che traggono da qui il loro consenso, e non solo in Italia. State molto attenti, non cascate nel tranello. Fortunatamente la maggioranza degli italiani non è razzista; ma la propaganda, spesso alimentata dai media, fa passare un crimine commesso da uno straniero cento volte di più rispetto a uno commesso da un italiano. Fate la vostra parte, abbiate fiducia nei vostri mezzi e intelligenza, ai tempi dei romani eravamo un popolo unico che parlava una sola lingua, lottate con molta forza per la vostra identità e per il vostro futuro. Insieme, voi giovani che venite da ogni parte del mondo e i giovani italiani, costruite un Paese migliore. Lasciateli pure nel loro razzismo: ma io sono sicuro che sarà così, perché dove sono arrivati gli immigrati, anche in massa, non hanno mai portato disastri, ma hanno solo portato più benessere. Carlo Soricelli
Lavoricidio: strage continua: 4 braccianti italiani morti all'alba nell'agrigentino mentre raggiungevano i campi e uno schiacciato dal trattore nel brindisino. Nel post chi sono le povere vttime
Lavoro o carneficina. Cinque vite spezzate in una sola mattina nei campi del Sud. Oggi si consuma l'ennesima tragedia invisibile nelle campagne italiane. In provincia di Agrigento, quattro braccianti di Canicattì — Antonio Agrò (64 anni), Diego Giordano (53 anni), Antonino Di Vincenzo (60 anni) e Gioacchino Ferrigno (63 anni) — hanno perso la vita in uno schianto mortale sulla SS 123 mentre andavano a raccogliere le olive. Negli stessi momenti, a Brindisi, l'ennesima tragedia sul lavoro: Stefano Lacirignola, 51 anni, muore schiacciato da un macchinario in un'azienda agricola durante il suo turno. Uomini, padri, lavoratori che ogni mattina escono di casa per portare il pane sulla tavola e che non faranno mai più ritorno. Non sono numeri, non sono fatalità: sono storie spezzate di sicurezza mai garantita e tutele che continuano a mancare.
UN RISULTATO STORICO: QUANDO LA POLITICA FA LA DIFESA DEI PIÙ DEBOLI. A HISTORIC RESULT: WHEN POLITICS STANDS UP FOR THE MOST VULNERABLE
UN RISULTATO STORICO: QUANDO LA POLITICA FA LA DIFESA DEI PIÙ DEBOLI In 19 anni di monitoraggio quotidiano con l’Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro, ne ho viste e sentite tante. Ma oggi devo dire con forza che questa giovane donna sta facendo quello che nessuno, in tutti questi anni, ha mai fatto o ha anche solo provato a fare. L’Onorevole Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, ha ottenuto una straordinaria vittoria di civiltà e giustizia: la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la legge per il Patrocinio Gratuito a spese dello Stato per i familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro. È stato un risultato storico: 220 voti favorevoli su 220 presenti, senza un singolo voto contrario. L'Onorevole Gribaudo ha voluto fortemente coinvolgere chi questo dolore lo porta sulla propria pelle, invitando in aula alla Camera i familiari dei caduti sul lavoro per far loro ascoltare direttamente il dibattito. Tra di loro c'era anche la mamma di Mattia Battistetti, che mi ha subito comunicato tutta la sua gioia per questo risultato. Una commozione che porterò sempre, sempre, sempre nel cuore. Come curatore dell'Osservatorio di Bologna, ci tengo a ringraziare sinceramente anche gli onorevoli e i rappresentanti del centrodestra che, insieme a tutte le forze politiche, hanno avuto la sensibilità e la responsabilità di votare questo provvedimento. Con questa scelta hanno dimostrato di essere degni rappresentanti del popolo italiano, trasformando un dibattito politico in un fatto epocale e in un immenso atto di civiltà. Dietro ogni tragedia sul lavoro c’è un dolore incommensurabile, a cui troppo spesso si aggiunge un calvario giudiziario ed economico. Garantire l’assistenza legale gratuita significa restituire dignità alle famiglie e affermare che lo Stato non le abbandona nel momento più buio. L'Onorevole Chiara Gribaudo ha dimostrato con i fatti cosa significa fare politica con il cuore, la competenza e la determinazione. Per la sua visione e per i risultati concreti che sa portare a casa, la vedrei benissimo e con grande fiducia come candidata Ministra del Lavoro per lo schieramento del campo largo. Grazie Onorevole Chiara Gribaudo per la Sua forza e grazie a tutte le forze politiche per questa pagina di grande umanità e civiltà! — Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro A HISTORIC RESULT: WHEN POLITICS STANDS UP FOR THE MOST VULNERABLE In 19 years of daily monitoring with the Bologna Independent Observatory on Workplace Deaths, I have seen and heard a lot. But today I must state with conviction that this young woman is doing what no one, in all these years, has ever done or even tried to do. The Honorable Chiara Gribaudo, President of the Parliamentary Commission of Inquiry into Working Conditions, has achieved an extraordinary victory for justice and human dignity: the Chamber of Deputies has unanimously approved the law granting Free Legal Aid funded by the State for the families of victims of fatal workplace accidents. It was a historic result: 220 votes in favor out of 220 present, without a single vote against. Honorable Gribaudo strongly insisted on involving those who carry this pain firsthand, inviting the families of victims of workplace accidents to the Chamber to listen directly to the debate. Among them was the mother of Mattia Battistetti, who immediately reached out to share her joy over this result. It is an emotion that I will carry in my heart forever, always, always. As curator of the Bologna Observatory, I would also like to sincerely thank the representatives and members of parliament from the center-right who, alongside all political forces, showed the sensitivity and responsibility to vote in favor of this measure. Through this choice, they demonstrated that they are worthy representatives of the Italian people, turning a political debate into a landmark event and an immense act of civil dignity. Behind every tragedy at work lies immeasurable grief, too often compounded by an overwhelming legal and financial ordeal. Guaranteeing free legal assistance restores dignity to these families and asserts that the State does not abandon its citizens in their darkest hour. Honorable Chiara Gribaudo has demonstrated through actions what it means to lead with heart, competence, and determination. Given her vision and her ability to deliver concrete results, I would view her with great confidence as a candidate for Minister of Labor for the progressive coalition (Campo Largo). Thank you, Honorable Chiara Gribaudo, for your strength, and thank you to all political forces for writing this page of great humanity and civility! — Carlo Soricelli Curator of the Bologna Independent Observatory on Workplace Deaths