Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

una vetrina scintillante la Kermesse Macfrut. Ma vengono nascosti i morti sotto il tappeto: si farà un bel cin cin con una bella bottiglia di annata "sangue d'agricoltore schiacciato dal trattore"
Oggi, alle ore 10:30, il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida inaugura la kermesse Macfrut. Una vetrina scintillante che sembra fatta apposta per farsi belli, ma che nasconde sotto il tappeto una realtà atroce: i morti sul lavoro nei campi provacate dai trattori.I numeri parlano di una vera e propria strage:28 morti per schiacciamento da trattore solo dall'inizio di quest'anno.143 gli schiacciati da questo "mostro"  nel bilancio tragico del 2025.oltre 3000 da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l'Osservatorio di Bologna monti sul lavoroEppure, tra i padiglioni della fiera e i discorsi ufficiali rivolti anche ai giganti della GDO come Coop e Conad, non sembra esserci spazio per una parola su questo sangue che impregna la terra italiana. Eppure sono nate come cooperative di lavoratori che dovrebbero avere come prioritaria la vita dei lavoratoriIl silenzio delle istituzioni è assordante. Sembra quasi che la vita dei nostri lavoratori agricoli sia un dettaglio trascurabile rispetto ai profitti e alle passerelle. Resta una domanda amara: a chi interessa davvero la sicurezza di chi mette il cibo sulle nostre tavole?Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Impressionante sequenza di morti sul lavoro tra venerdì e sabato, sono stati 13
Monitoraggio Emergenza Morti sul Lavoro: Weekend del 17-18 Aprile Data di pubblicazione: 19 Aprile 2026 Curatore: Carlo Soricelli Sito Ufficiale: cadutisullavoro.blogspot.it QUADRO GENERALE: UNA STRAGE INCESSANTE Nelle ultime 48 ore (venerdì e sabato) si è verificata un’impressionante sequenza di incidenti mortali. Il bilancio consolidato è di 13 vittime: 12 lavoratori deceduti direttamente sui luoghi di lavoro. 1 lavoratore deceduto "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Nota: I dati potrebbero subire ulteriori incrementi nelle prossime ore a causa di segnalazioni in fase di verifica. ANALISI PER SETTORE E TIPOLOGIA Le morti registrate riflettono l'insicurezza trasversale che colpisce diverse categorie professionali: Edilizia: Morti causate da cadute dall'alto. Agricoltura: Agricoltori schiacciati dal ribaltamento del trattore. Trasporti: Autotrasportatori coinvolti in sinistri mortali. Manutenzione e Servizi: Casi legati alla pulizia di canne fumarie e attività di ambulanti. Settore Boschivo: Incidenti occorsi a taglialegna. Karoshi (Morte per fatica): Decessi legati a ritmi di lavoro estenuanti e stress psicofisico. STATISTICHE NAZIONALI AGGIORNATE Ad oggi, il bilancio delle vittime dall'inizio dell'anno è allarmante: 291 morti sui luoghi di lavoro. ~400 morti complessivi includendo i decessi in itinere. Il Veneto si conferma purtroppo una delle regioni più colpite, restando stabilmente ai vertici di questa tragica classifica nazionale. IN MEMORIA DI MASSIMILIANO LAURO L'Osservatorio dedica questo report a Massimiliano Lauro, deceduto mentre svolgeva il proprio lavoro di pulizia di una canna fumaria. La sua scomparsa lascia nel dolore la moglie e i suoi 6 figli. Ogni anno in Italia si contano centinaia di nuovi orfani, privati dei propri genitori a causa della mancanza di sicurezza. L'impegno dell'Osservatorio: Dietro ogni numero c'è una famiglia distrutta. La sicurezza sul lavoro deve diventare la priorità assoluta del Paese. Contatti e Approfondimenti: Carlo Soricelli – http://cadutisullavoro.blogspot.it
L'incredibile mattanza di autotrasportatori e di schiacciati dal trattore. A questa mattina stiamo superando di 10 morti (erano 289 il 16 aprile del 2025) l'incredibile 2025. Altro che cali
L'Incredibile Strage Silenziosa: Il Grido dell'Osservatorio Solo negli ultimi 3 giorni hanno perso la vita 4 autotrasportatori, portando il bilancio di questa categoria a 43 vittime dall'inizio dell'anno. È una "mattanza" che denuncio inascoltato da 19 anni, insieme a quella degli agricoltori schiacciati dai propri trattori: già 23 morti nel 2026. Ad oggi, il computo totale è drammatico: 384 morti complessivi (inclusi gli incidenti in itinere); 299 morti direttamente sui luoghi di lavoro. Siamo di fronte a un'ecatombe in gran parte occultata dall'opinione pubblica. Dopo quasi due decenni di monitoraggio quotidiano, la speranza di un cambiamento reale sembra svanire. Tuttavia, resto fermo nella mia convinzione: verrà un giorno in cui la classe dirigente saprà finalmente "umanizzarsi". Solo allora, una singola morte sul lavoro non sarà più un dato scontato, ma un evento straordinario e inaccettabile per una società civile. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro cadutisullavoro.blogspot.it In allegato la situazione di ogni provincia e regione
L'immigrazione è soprattutto questa: salari da fame, spesso in nero e con percentuale di morti per infortuni mortali di 3 volte superiore a quella degli italiani
Mukhtar Dowh muore alle 2,30 di notte mentre tornava dal lavoro per andare a dormire in un dormitorio per rifugiati. Gli stranieri sono il 30% dei morti sul lavoro svolgono i lavori più umili e pericolosi e con salari che sono spesso sotto la soglia di po erta, spesso muoiono in nero.
Strage continua, ieri 5 morti
Ancora morti sul lavoro in Italia A Modena muore un autista di carroattrezzi, schiacciato da un’automobile durante le operazioni di carico. In provincia di Taranto perde la vita Domenico Di Ponzio, 38 anni, colpito da un palo abbattuto dal forte vento. Muore un autotrasportatore biellese a seguito di un incidente stradale. Un imprenditore perde la vita per karoshi (morte da superlavoro). Nel bellunese muore un operaio sudanese, investito mentre tornava a casa dal lavoro in bicicletta. Il bilancio aggiornato Nel 2026 sono già stati superati i 350 morti sul lavoro, includendo anche quelli in itinere. La media attuale è di 3,43 morti al giorno.
Sicurezza sul Lavoro: La "Falsa Diminuzione" dei Dati INAIL e la Realtà dell’Osservatorio. Nel pist gli ultimi morti e la foto di "Geppetto" morto sul lavoro a 23 anni
Mentre i dati ufficiali INAIL diffusi a febbraio sembrano suggerire una tregua, parlando di un calo dei morti sul lavoro del 27%, il monitoraggio costante dell'Osservatorio Indipendente di Bologna restituisce un’immagine ben più drammatica e fedele alla realtà. Il divario tra statistiche e realtà Alla data odierna, 8 aprile, i numeri dei decessi sono purtroppo in linea con il terribile 2025. La differenza sostanziale tra i dati dell'Osservatorio e quelli dell'INAIL risiede nel perimetro del monitoraggio: INAIL: monitora esclusivamente i lavoratori assicurati presso l'istituto. Osservatorio di Bologna: registra tutti i morti sul lavoro, includendo chi appartiene ad altre assicurazioni, i lavoratori in nero e gli agricoltori (spesso non coperti dalle statistiche standard). La strage silenziosa in agricoltura Il settore agricolo continua a pagare il prezzo più alto: sono già 20 le vittime schiacciate dal trattore dall'inizio dell'anno, una categoria di lavoratori spesso invisibile ai bilanci ufficiali ma costantemente presente nei nostri bollettini. Le vittime: oltre i numeri, le persone Dietro ogni statistica c'è una vita spezzata, una famiglia distrutta e una comunità in lutto. In questi giorni piangiamo: Roberto Gavioli (73 anni): Conosciuto affettuosamente come "Geppetto" per la sua abilità di scultore del legno. È deceduto cadendo da un cestello elevatore insieme al figlio. Oggi la comunità si stringe per i suoi funerali. Italo Carpi: Una tragedia consumatasi all'interno di una distilleria, dove ha perso la vita dentro una cisterna di alcol etilico. Le forze dell'ordine stanno indagando sulle dinamiche. Federico Prato: Vittima di un incidente sul lavoro avvenuto a Genova. Eolo Monelletta (60 anni): Deceduto in provincia di Perugia, ennesima vittima dello schiacciamento da trattore. Ahmed Riaz: Ci lascia dopo un mese di indicibile agonia. L'operaio era caduto in una vasca di acqua bollente; un calvario che si è concluso con l'ultimo fatale addio. L'impegno dell'Osservatorio rimane fermo: continuare a dare un nome e un volto a chi muore di lavoro, affinché non vengano dimenticati sotto la polvere di statistiche parziali. Data di aggiornamento: 8 Aprile 2026 Fonte: Osservatorio Indipendente di Bologna
Domani i funerali di "Geppetto" Roberto Gaviolj morto sul lavoro a 73 anni
Domani mattina i funerali di Roberto Gavioli morto sul lavoro a 73 anni, ferito gravemente anche il figlio. Erano su un cestello che si è ribaltato. Gavioli era anche un apprezzato scultore del legno. Lo chiamavano "Geppetto". Condogluanze alla famiglia. Ma ricordo a tutti che gli ultrasettantenmi morti sui luoghi di lavoro sono il 16% di tutti i morti. Grazie Fornero e grazie Salvini che a ogni elezione promette di eliminare la famigerata legge, per poi dimenticarsene dopo aver preso la poltrona.
COMUNICATO STAMPA STRAGE DI SUVIANA: IL CANCRO DEI SUBAPPALTI E L’ERGASTOLO DEL DOLORE. BASTA PROCESSI INFINITI!Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
Bologna, Aprile 2026 – In occasione del secondo anniversario della strage di Suviana (Bargi), del 9 aprile 2024 l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro, per voce del suo curatore Carlo Soricelli, alza un grido d'indignazione contro un sistema che non solo uccide sul lavoro, ma calpesta la dignità dei sopravvissuti con una giustizia lenta e inaccessibile. Il sistema dei subappalti: un "caporalato legalizzato" utilizzato anche dallo Stato Suviana non è un episodio isolato, ma l'ennesima prova di come il subappalto a cascata sia un cancro che divora la sicurezza. Quando il lavoro viene parcellizzato — come visto nelle stragi di Brandizzo, dell’Esselunga di Firenze dove per la costruzione di un semlice Supermercato ci lavoravano 49 aziende appaltatrici, e di Casteldaccia di Palermo e dell’ENI di Calenzano— si perde la visione d’insieme del rischio. È inaccettabile che anche le aziende a partecipazione statale utilizzino massicciamente questa forma di "caporalato legalizzato". L’introduzione degli appalti a cascata ha prodotto un aumento dei morti superiore al 15%: a pagare sono i lavoratori più fragili, spesso privi di protezione sindacale effettiva perché frammentati in piccole realtà che orbitano attorno ai grandi colossi. Una proposta politica: responsabilità del Capo Commessa Dopo il fallimento del percorso referendario, l'Osservatorio chiede che l’abolizione degli appalti a cascata e la piena responsabilità del Capo Commessa diventino punti centrali e non negoziabili dei programmi politici e sindacali. Oggi il committente gode di una sostanziale immunità: delega il lavoro, parcellizza il rischio e si solleva da ogni responsabilità. È necessario che chi commissiona l'opera torni a essere legalmente responsabile di ogni singola vita impegnata nel sito produttivo. L’agonia dei processi: la giustizia negata Mentre i grandi gruppi economici hanno i mezzi per trascinare i processi all’infinito attraverso cavilli e rimandi, i familiari delle vittime restano soli. In Italia, un processo per omicidio sul lavoro dura mediamente dai 15 ai 20 anni. "Questa non è giustizia, è complicità con i colpevoli. Chiediamo una corsia preferenziale immediata per i processi sulle morti sul lavoro: il tempo della legge non può essere il nemico delle vittime." IN MEMORIA DEI NOSTRI "LAVORATORI ITINERANTI" un quarto dei lavoratori muoiono lontano dalla loro provincia e regione, diversi anche all’estero Questi uomini che lavoravano a Suviana non erano numeri, ma tecnici professionisti che portavano competenza in tutta Italia, finiti nel buio di una centrale per un sistema che non li ha protetti. L'Osservatorio non dimentica e chiama questi morti vittime di LAVORICIDIO: • Vincenzo Franchina (36 anni, Sinagra, ME) – Sposato da poco e padre da soli tre mesi. • Pavel Petronel Tanase (45 anni, Settimo Torinese, TO) – Colonna della sua comunità. • Mario Pisani (73 anni, San Marzano di San Giuseppe, TA) – Tecnico esperto ancora necessario sul campo. • Adriano Scandellari (57 anni, Ponte San Nicolò, PD) – Stella al Merito del Lavoro (Enel Green Power). • Paolo Casiraghi (59 anni, Milano) – Tecnico specializzato (ABB). • Alessandro D’Andrea (37 anni, Pontedera, PI) – Tecnico della Voith Hydro. • Vincenzo Garzillo (68 anni, Napoli) – Consulente esperto per la Lab Engineering. Il Muro delle Farfalle Bianche L'installazione artistica di Carlo Soricelli, con le sue 300 farfalle bianche, è un monito contro l'indifferenza. Uno spazio speciale è dedicato alle vittime di Suviana: non cifre statistiche, ma storie interrotte che esigono verità. Ogni farfalla rappresenta un volo spezzato da un sistema che deve essere rifondato sulla dignità, non sul massimo ribasso. Appuntamento al 9 Aprile: "Le nostre lotte per un lavoro sicuro" Per dare seguito a queste istanze, il prossimo 9 aprile 2026 (ore 9:00 - 16:00), la Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna ospiterà presso il Salone G. Di Vittorio (via Marconi 67/2) un dibattito fondamentale. L'evento, introdotto da Michele Bulgarelli (CDLM Bologna) e concluso da Francesca Re David (CGIL Nazionale), vedrà la partecipazione di: • Matteo Lepore (Sindaco di Bologna) • Chiara Gribaudo (Pres. Commissione parlamentare d’inchiesta) • Antonio Zoina (Ispettorato Nazionale del Lavoro) • Paolo Galli (Ausl Bologna) L'appello del Curatore: "Chiedo che questo incontro affronti concretamente l'abolizione del subappalto a cascata. È il tempo della verità e di un impegno che non lasci più spazio alla precarietà della vita umana." Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna sui Morti sul Lavoro sito http://cadutisullavoro.blogspot.it Grazie ai 5367 che in soli 4 giorni hanno visitato l'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro 
Amaro Veneto per chi lavora
Il triste primato del Veneto e la realtà delle morti sul lavoro "Amaro" è l’unica parola che mi viene in mente. Anche quest’anno il Veneto svetta ai vertici di questa tragica classifica: con 28 decessi sui luoghi di lavoro, la regione si avvia purtroppo a confermare il suo triste primato. È evidente un cambiamento strutturale: oggi a morire sono soprattutto gli stranieri. Sembra quasi che, come nel resto del Paese, i lavori più pericolosi — spesso privi delle necessarie protezioni — vengano delegati a chi arriva da fuori. È successo solo ieri nel veronese, dove ha perso la vita un lavoratore rumeno, ed è accaduto pochi giorni fa a Mamour Pope, un ragazzo di soli 22 anni a cui ho voluto dedicare una poesia. Il suo sorriso dolce, quello di un "bambino" cresciuto troppo in fretta, spezza il cuore. I numeri parlano chiaro: nel 2025, in Veneto, sono stati 35 i lavoratori stranieri a perdere la vita; nel 2026, siamo già a quota 5. I dati nazionali al 31 marzo 2026 Il monitoraggio nazionale scatta una fotografia drammatica del primo trimestre dell'anno: 231 morti registrati direttamente sui luoghi di lavoro. 289 morti totali, se si includono i decessi "in itinere" (durante il tragitto casa-lavoro). Rispetto allo stesso periodo del 2025 (quando le morti sui luoghi di lavoro erano 244), si registra una flessione del 5,3%. Tuttavia, questo dato non deve trarre in inganno: il 2025 è stato l'anno più nefasto degli ultimi 19 anni di monitoraggio dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http//cadutisullavoro.blogspot.it, un picco di tragicità che rende ogni piccolo calo ancora del tutto insufficiente.