Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

25 aprile 2025 ricordiamo i partigiani che allora sacrificarono la loro vita nella guerra di Liberazione, ricordiamo oggi i caduti della guerra del lavoro, come il 23enne Mattia Battistetti morto per infortunio sul lavoro a soli 23 anni. Lo ricordo così in questo dipinto, con grandi ali bianche simbolo di purezza che ho fatto in questi giorni che donerò alla famiglia di Mattia il 1° Maggio Festa dei lavoratori

LA STRAGE SUPERATI I MORTI SUL LAVORO COMPLESSIVI AL 6 MARZO 2025. IL FORTE CALO DI GENNAIO E' STATO UN'ILLUSIONE
MARZO 2026 – GIÀ 21 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA E nel mese scorso le vittime complessive sono state oltre cento, tra morti sui luoghi di lavoro e infortuni in itinere. Dietro ai numeri ci sono persone, volti, famiglie distrutte. L’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro continua a dare identità alle vittime. In allegato le foto di alcuni di loro Morti sui luoghi di lavoro Piemonte – Luigi Bongiovanni Puglia – Loris Constantino Sicilia – Flori Topalli Lombardia – Giorgio Demonti Lombardia – Marco Turra Veneto – Giovanni Nino Dal Canton Sicilia – S.M. Sardegna – Luciano Pinna Sardegna – Antonia Pinna Basilicata – Leonardo Guglielmi Marche – Mario Orazi Veneto – Islam Rafikul Lazio – Dorel Ciobanu Sicilia – Francesco Iarrera Clandestino morto a Vibo Valentia Morti in itinere Simone Argenti Alessio Ardovini Salvatore Murro Diego CrittI Non sono numeri. Sono lavoratori che non torneranno più a casa. Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro Carlo Soricelli
Sono stato un illuso: dopo un gennaio con un calo di oltre il 30% Febbraio si "mangia tutto il calo dei morti; tra l'altro si sono persi tanti giovani
A gennaio 2026 avevo parlato di un possibile cambio di rotta: oltre il 30% di morti in meno rispetto a gennaio 2025. Dopo 18 anni di monitoraggio quotidiano, sembrava finalmente profilarsi un’inversione consistente di tendenza. Poi febbraio: un’autentica strage. 78 morti sui luoghi di lavoro contro i 66 di febbraio 2025. E la differenza con il 2025 si riduce a solo 6 morti Mi sono lasciato prendere dalla speranza. Ed è giusto dirlo: faccio mea culpa. Perché giorno dopo giorno quel calo si è assottigliato, fino a ridursi a pochi morti di differenza nei primi due mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. E mentre le percentuali cambiavano, le bare continuavano ad aumentare. Ad oggi, fine febbraio, siamo a 151 morti sui luoghi di lavoro. Il 28 febbraio 2025 erano 161. Ma con i morti “in itinere” si sfiorano già i 200. Una differenza minima, fragile, quella con il 28 febbraio 2025, che può essere spazzata via in pochi giorni — come purtroppo sta accadendo. Negli ultimi giorni diversi giovani hanno perso la vita lavorando. Ragazzi. Ecco chi sono. Carmine Albero, 24 anni. Nico Ulivieri, 30 anni. Tommaso Andreuzza, 27 anni. Un ragazzo di 25 anni, morto ieri mentre lavorava in un cantiere stradale, di cui non conosciamo ancora l’identità. Avevano vent’anni. O poco più. Ma c’è anche l’altra faccia della tragedia. Sono tantissimi gli anziani che muoiono sul lavoro, spesso dopo una vita intera di fatica e in nero: Costantino Rocco, 61 anni. Antonio Nisticò, 61 anni. Nicola Iezza, 68 anni. Francesco Greco, 60 anni. Un agricoltore in Umbria, 70 anni. Antonio Rocco Russo, 60 anni. Eresmo Benelli, 77 anni. Settantasette anni. E non sono ancora conteggiati i morti “in itinere”, che ogni anno rappresentano tra il 25% e il 30% del totale. Ma dentro questa tragedia ce n’è un’altra. I familiari delle vittime raramente ottengono giustizia in tempi dignitosi. I processi si trascinano per venti o trent’anni. Il dolore non si attenua. Molti genitori muoiono prima di vedere riconosciute le responsabilità per la morte dei propri figli. Ne conosco tanti personalmente. La loro disperazione è indescrivibile. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come fossero bollettini meteo. Dietro ogni numero c’è un nome. Un’età. Una famiglia distrutta. Un vuoto che non si colma. La vera inversione di tendenza sarà quando smetteremo di considerare inevitabile morire di lavoro. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro 3 allegati • Scansionato da Gmail
Porca vacca: altro che inversione di tendenza, febbraio si sta "mangiando tutto il calo dei morti di gennaio
COMUNICATO STAMPA dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Dopo aver analizzato le statistiche di gennaio 2026 confrontandole con quelle di gennaio 2025, avevo sperato – dopo 19 anni – di poter finalmente parlare di una reale inversione di tendenza. Il calo delle morti sui luoghi di lavoro aveva superato il 30%. Sembrava l’inizio di un cambiamento. Purtroppo, alla data del 24 febbraio 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 ridimensiona drasticamente quell’illusione: la diminuzione delle morti sui luoghi di lavoro si è ridotta a - 8%. Bastano pochi giorni drammatici per compromettere un’intera tendenza statistica. Lunedì è stata una giornata infausta: 5 lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e altri 3 in itinere. Tra questi una donna Giovanna Donato che all'una di notte tornava a casa in bicicletta da un turno in un ristorante, dalle cento alle 200 le donne che perdono la vita in itinere ogni anno Ieri si sono aggiunti altri 3 morti sui luoghi di lavoro. Tra loro Carmine Albero, appena 24 anni e Nico Ulivieri di 31 che a giorni sarebbe diventato papà che col suo pilotina è stato travolto da un grosso natante. Carmine Lavorava come operaio per potersi pagare gli studi e coltivare il sogno di affermarsi come cantante. Alla due famiglie e a quelle di tutti gli altri vanno le mie più sentite condoglianze. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, progetti interrotti. L’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro continua a monitorare quotidianamente queste tragedie, offrendo un’informazione indipendente, libera da interessi politici o mediatici. Un sentito ringraziamento alle centinaia di persone – e in molti giorni alle migliaia – che visitano l’Osservatorio per informarsi su quanto accade realmente nel nostro Paese. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Febbraio sta diventando orribile
Un orrore anche oggi con 4 morti sul lavoro il 32enne nel veronese e altri 3, tra questi il secondo schiacciato dal trattore in 3 giorni. Ministro Lollobrigida dell'Agricoltura, dica qualcosa contro questa strage di sua competenza. Si metta una mano sul cuore e agisca, nel 2025 ne sono morti 143 in questo modo orrendo. Un genitore non tornava a casa dal lavoro, l'hanno trovato morto probabilmente schiacciato tra due camion. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
sono stati 8 i morti sul lavoro ieri 16 feb
Luca Pezzulla, 22enne trovato accanto a un carrello elevatore ribaltato, era il figlio del titolare dell’impresa Giovanni Varetto, 95enne agricoltore che ancora lavorava riaccende la strage di agricoltori schiacciati dal trattore è il quinto quest’anno e l’anno scorso 143, oltre 3000 morti in questo modo orrendo da quando 19 anni fa ho aperto l’Osservatorio Giuseppe Lesioli, un altro anziano 80enne titolare con in fratello di un’impresa edile di Calvisano (Brescia), caduto da una scala Giacomo Casagrande, 71enne agricoltore di Montebelluna (Treviso), è rimasto schiacciato dall’albero che tagliava Catalin Moise Robu, 55enne caduto da un ponteggio mobile nel cremonese. Un operaio 48enne dello Sri Lanka residente a Montelabbate (Pesaro Urbino), è morto quando ancora non c’era luce A Collecchio di Parma un 50enne è uscito fuori strada con il camioncino che è andato contro un albero Un operaio macedone di 55 anni è morto nel chietino di Karoschi (fatica) Carlo Soricelli curatore dellìOsservatorio di Bologna morti sul lavoro
Io, speriamo che torno a casa vivo
Sono stati 6 i morti sul lavoro nelle nelle ulti.e 24 anni. Luca Pezzulla aveva solo 22 anni, travolto dal carrello elevators. In provincia di brescia è morto Giuseppe Lisioli che di anni ne aveva 80 (due giorni fa è morto un 79enne). Un 55enne stanietk é mortk cadendo dallaltk un 55enbe straniera, ma la strage di vecchi che muiono lavorando continua con un 71enne, Giacomo Casagrande che é rimasto travolto da un albero. Due sono morti in itinere, uno di questi straniero travolto in bicicletta all,alba mentre andava a lavorare. Mi preoccupa molto la ripresa dei lavori nei campi: giallo 4 gli schiacciati dal trattore. ma temo che anche lanziano schiacciato oggi dal trattore non ce la pissa fare, é in condizioni gravissime. Carlo Doricelli curatore dellosservatorio di bologna morti sul lavoro --
siamo a questa mattina a 109 morti sui luoghi di lavoro nel 2026 con itinere si superano i 130
Ma è un paese normale il nostro dove un tecnico in pensione di 79 anni muore lavorando in una RSA travolto da un letto? Non mi interessa se lavorava in nero, difatti stanno indagando sulla sua posizione assicurativa, nel 2025 il 30% dei morti avevano più di 60 anni, Ma non meno terribile la vicenda di un operaio indiano di 60 anni che ha perso un braccio in un macchinario, ovviamente senza le normali sicurezze. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
Un calo formidabile del 38% dei morti sui Luoghi di lavoro in questo primo scorcio del 2026
Grazie, grazie e ancora grazie a tutti gli italiani per la grande sensibilità che stanno dimostrando sui morti sul lavoro, registriamo un calo del 38% rispetto al 12 febbraio 2025. Grazie a tutti: Istituzioni a partire dal nostro Caro Presidente Mattarella che presta una grandissima attenzione per queste tragedie: Media. Politica e soprattutto Cittadini Comuni che  in questi ultimi anni hanno posto una grandissima attenzione al fenomeno. Ma ricordiamo che i morti registrati dell'Osservatorio sono molti di più 2026 – 102 morti sui luoghi di lavoro 12 febbraio. Con itinere 133.Sui luoghi di lavoro sono stati al 12 febbraio 180 e oltre 230 con l'itinere. un calo straordinariodel 38% sui Luoghi di lavoro. L’Osservatorio morti sul lavoro di Bologna li monitora tutti, anche in nero, di categorie diverse da INAIL e quindi il caloè davvero significativo Spero con forza che non sia l’inizio di una tendenza stabile, ecredo che questo calo possa consolidarsi. Ma preoccupa molto però l’impennata dei morti dell’autotrasporto 23 MORTI , CHE SONO L’UNICA CATEGORIA AD AVERE UN AUMENTO DEI MORTI DELL’8%AGRICOLTURA 5 MORTI CALO  DEL 78%, ma attenzione tra poco inizieranno i lavori con i trattori che da soli producono oltre il 70% dei morti in questa categoria EDILIZIA 14 MORTI CALO DEL 34% INDUSTRIA 12 MORTI UGUALE AL 2024 I motivi?Una maggiore sensibilità degli italiani verso queste tragedie, anche tra i piccoli imprenditori, che stanno capendo che la sicurezza paga.È nelle piccole e piccolissime aziende che si concentra lamaggioranza dei morti, dov’è presente il sindacato le morti sicontano sulle dita di una mano, e oggi sempre più persone si rendonoconto della reale vastità del fenomeno. Anche altri soggetti hannoiniziato a monitorare i morti sul lavoro e stanno scoprendo che ciòche scrivevo da 18 anni era vero.Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Già 20 gli autotrasportatori morti nel 2026 la categoria pi3numerosa
Lo sterminio di autotrasportatori. Oggi sarebbe il compleanno di Andrea Bolelli autotrasportatore morto sull'A13 a 34 anni il 25 gennaio, é stato il 13esimo autista morto nel 2026, ora sono diventati già 20. Lavoro in condizioni disumane di supersfruttamento, nel 2025 sono morti a centinaia. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro attivo da 19 anni http://cadutisullavoro.blogspot.it
Incredibile strage di autotrasportatori nel 2026: Già 15 in neppure 40 giorni del 2026. gRAZIE ALLE MIGLIAIA DI PERSONE CHE OGNI GIORNO VISITANO L'OSSERVATORIO E CHE MI SEGNALANO I MORTI SUL LAQVORO CHE SPESSONO NON COMPAIONO DA NESSUNA PARTE.
L'autotrasporto uccide più di milioni di lavoratori nelle fabbriche, e quest'anno, per ora anche più degli schiacciati dal trattore . nonostante in questi ultimi 2 giorni ci siano stati 10 morti sui luoghi di lavoro, registriamo ancora un forte calo rispetto al 6 febbraio del 2025. Salvatore Tegas di 72 anni morto ieri è il 15° ultrassessantenne morto nel 2026 sui luoghi di lavoro. Grazie a Salvini che ruba il voto dei lavoratori con promesse di blocco dell'innalzamento dell'età per andare in pensione pensioni. Con lui al Governo si è peggiorata addirittura la Legge Fornero. Non facendo nessuna distinzione di chi chi fa un lavoro impiegatizio e uno pericoloso ha provocaTO UNA STRAGE DI ANZIANI, QUESTO PERCHè DA ANZIANI SI HA RIFLESSI POCO PRONTI, CAOLO DI VISTA E UDITO E ACCIACCHI DI OGNI GENERE. SONO OMICIDI LEGALIZZATI.
Dal 6 all'8 febbraio apre Arte Fiera, Arte banana al servizio dei potenti
Dal 6 all'8 febbraio si svolgerà a Bologna Arte Fiera. Io non ci andrò: non andrò a vedere una manifestazione dove sono esposte solo banalità. Quando parlo di banalità, mi riferisco a operazioni come quella di Cattelan, che con gran can can mediatico ha esposto una banana vera attaccata al muro con il nastro adesivo, venduta per milioni di euro a un miliardario che poi l'ha mangiata. Questa non è arte, è il simbolo di un sistema al servizio del potere e del classismo. Proprio per denunciare questo scempio, l’anno scorso, quando il Sindaco di Bologna mi ha onorato con la Turrita d’Argento (uno dei massimi riconoscimenti della città), ho compiuto un gesto simbolico: ho tirato fuori una buccia di banana mangiata che avevo scolpito, con sopra il prezzo di 1,50 euro, e me la sono appesa al collo. In quel momento il Sindaco, i presenti e i media hanno riso, ma la denuncia era potente e serissima: il contrasto tra l’arte del "vuoto" e l’arte che morde la realtà. Nonostante questo onore istituzionale, la gestione della mia opera "Morti Bianche" è stata paradossale. Parliamo di un lavoro che da 19 anni apre il sito dell’Osservatorio Nazionale di Bologna e che è stato visto da oltre 3 milioni di italiani. Eppure, l'anno scorso, il Sindaco di Bologna Lepore aveva chiesto che venisse esposta a "Arte Fiera la mia opera "Morti bianche" la misero "in castigo" in un posto dove non la vedeva nessuno. Per protesta l’ho staccata dal muro e portata a casa e nel frangente sono stato fermato dai solerti carabinieri. Quest'anno, le gallerie bolognesi a cui ho chiesto di esporla mi hanno risposto di no accampando scuse. Tutto questo accade nonostante il successo delle mie recenti mostre nel 2024/2025a Palazzo d'Accursio e successivamente con la Fondazione Carisbo sul tema specifico degli infortuni e morti sul lavoro, tema che tratto nelle mie opere dal 1980. Diverse Migliaia di visitatori sono venuti a vedere le mie opere sulle problematiche del nostro tempo, dimostrando una grande commozione, ma nessun critico cittadino si è presentato. Forse temevano di "sporcarsi la mente" con la realtà. C'è solo una parola: vergognatevi del vostro servilismo e indifferenza verso il sociale. Contro la masturbazione mentale della fiera, io oppongo la verità: chiunque voglia può vedere, su appuntamento, le mie 500 opere a contenuto sociale esposte in un magazzino sotterraneo, in un anonimo condominio a pochi chilometri da Arte Fiera. Già nel 1948, tra alcuni artisti e Palmiro Togliatti si aprì una celebre polemica: Togliatti auspicava che l’arte si occupasse del Sociale e criticava quelli che definiva "scarabocchi". E’ da quei scarabocchi che è iniziata la divaricazione tra Arte, Cultura e Società Civile che è continuata fino a ora. Poi, non è affatto vero che la "cultura" è in mano alla sinistra, la cultura di destra è egemonica, controlla tutto, attraverso televisioni e giornali e cultura. Oggi siamo arrivati alla "bananizzazione" estrema e al cesso d'oro. Chi aveva ragione? Lascio a voi la risposta. Il mondo del lavoro deve risvegliarsi e riappropriarsi della cultura. In allegato invio le foto della protesta davanti ad Arte Fiera e della banana di euro 1,5, la mia opera "Morti Bianche" e del coperchio del cesso d'oro con sopra Cattelan che manca. NB Avrei da raccontare una bella storia sull'opera allegata "l'operaio e l'informale", ma divagherei troppo Distinti saluti, Carlo Soricelli artista (termine che dovrebbe essere abolito) e orgogliosamente operaio