Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

Morti sul lavoro: la triste maglia nera del Veneto, ma ci sono le "mamme combattenti" che conducono battaglie epiche per il loro caro/a morto sul lavoro
Il Veneto si conferma una regione dalle grandi contraddizioni: un territorio economicamente forte, ma tragicamente al vertice della classifica delle morti sul lavoro. Leggendo gli ultimi dati INAIL (aggiornati al 31 luglio 2026), si parla di 44 decessi registrati in occasione di lavoro e 22 in itinere. Ma la realtà è drammaticamente peggiore: la stima complessiva dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro parla infatti di 88 morti sui luoghi di lavoro, a cui si aggiungono altri 25 in itinere. Il motivo di questo scarto? Una cifra enorme di vittime sui luoghi di lavoro non è assicurata INAIL e resta sommersa nelle statistiche ufficiali. Con questi numeri, il Veneto supera di gran lunga l'Emilia-Romagna (52 morti sui luoghi di lavoro) e si colloca tragicamente davanti a regioni del Sud di pari popolazione, come la Campania (54) e la Sicilia (66). In termini assoluti è seconda solo alla Lombardia (97), che ha però un bacino di abitanti quasi doppio. La maglia nera spetta proprio alla provincia di Treviso — la stessa dove è morto Mattia Battistetti — che con 27 morti sui luoghi di lavoro si attesta come la provincia con più vittime in Italia, superando Brescia (26), Napoli (20) e Torino (20). L'ennesima conferma del clima di vergogna che si respira si consuma nelle storie individuali: l'ultimo drammatico caso è quello di Giuseppe Fossato, lavoratore in nero. Dopo l'incidente mortale del 7 settembre, il suo corpo è stato caricato su un veicolo e trasportato per diversi chilometri fino alla sua abitazione nella frazione di Ca’ degli Oppi, nel veronese, al solo scopo di depistare le responsabilità e nascondere il lavoro irregolare. In questa regione il 34% dei deceduti è composto da lavoratori stranieri, impiegati nelle mansioni più umili, pericolose e malpagate. Proprio qui si è consumato un altro episodio orribile: tre giovani operai marocchini hanno perso la vita all'alba mentre andavano al lavoro a bordo di un furgone. Nel luogo della tragedia erano stati posti fiori e una targa in loro memoria: prima è stata vandalizzata, poi rubata. Nel frattempo, la politica che in Veneto raccoglie ampi consensi — come quella del segretario leghista Matteo Salvini — ha sdoganato il sistema degli appalti a cascata. Un meccanismo che solleva da ogni responsabilità i grandi committenti, scaricando l'intero peso della sicurezza sulle piccole imprese, sui tecnici e sui singoli operai. Ma il Veneto è anche la terra di straordinari esempi di resistenza. Come non definire tale Monica Michielin, madre di Mattia Battistetti, morto a soli 23 anni travolto da una gru più vecchia di lui? Dal 2021, Monica combatte una battaglia epica contro un "sistema" che assolve i potenti e condanna solo le piccole aziende all'ultimo anello della catena degli appalti. Qui la mentalità del "paròn ha sempre ragione" regge solo finché non incontra donne straordinarie come Monica, una vera "mamma combattente". A lei va tutta la mia vicinanza: tuo figlio avrà piena giustizia. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro
comparazione morti sul lavoro tra i morti per infortuni diffusi da INAIL e quelli dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
Sono stati pubblicati in questi giorni i dati INAIL sulle vittime del lavoro, che registrano complessivamente 586 decessi (compresi gli incidenti in itinere), di cui 422 sui luoghi di lavoro. Alla stessa data (31 luglio), l'Osservatorio aveva invece monitorato 665 morti sui luoghi di lavoro: dal confronto con i 422 registrati da INAIL emerge uno spaventoso incremento del 33,5%.Al di là delle analisi metodologiche sui sistemi di monitoraggio, resta il dato drammatico di un vertiginoso aumento delle vittime se si considerano tutti i decessi e non solo la casistica INAIL:Come non considerare morti sul lavoro l'incredibile numero di autotrasportatori? Con gli ultimi due casi dei giorni scorsi siamo arrivati a 133 autotrasportatori deceduti, molti dei quali stroncati da malori alla guida.Come non contare i 132 agricoltori schiacciati dal trattore o da macchinari agricoli simili?Alla mattina di oggi, 10 settembre, contiamo già 790 morti sui luoghi di lavoro, cifra che con gli incidenti in itinere sfiora la drammatica quota di 1.000 vittime complessive.Dedichiamo questo post alla memoria di Andrea Vacca, giovane violinista che tornava a casa in bicicletta, con il suo violino in spalla, dopo aver suonato al Teatro Petruzzelli di Bari.Cogliamo l'occasione per rivolgere un sentito ringraziamento alle migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno continuano a seguire e consultare l'Osservatorio, sostenendo il nostro impegno di informazione e memoria.Carlo SoricelliCuratore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavorohttp://cadutisullavoro.blogspot.itDesidero esprimere un profondo e sincero ringraziamento alle migliaia e migliaia di visitatori che ogni giorno continuano a scegliere e a visitare il nostro osservatorio. La vostra straordinaria presenza è il vero cuore pulsante della nostra attività e la spinta a fare sempre meglio.English Version (Translation)Please find attached the PDF report released on July 31st by the Bologna National Observatory on Workplace Deaths.The latest figures on workplace fatalities released by INAIL show a total of 586 deaths (including commuting accidents), 422 of which occurred directly at workplace sites. As of that same date, our Observatory had monitored 665 deaths at workplace sites—representing a chilling 33.5% increase compared to INAIL's 422.Beyond any methodological debate regarding monitoring techniques, the harrowing reality remains: we are witnessing a tragic surge in fatalities when counting all victims, not just those covered by INAIL:How can we not count the incredible number of truck drivers among workplace deaths? With the two latest victims in recent days, we have reached 133 truck drivers lost, many of whom suffered sudden, fatal medical emergencies while driving.How can we not count the 132 farmers crushed by tractors or similar machinery?As of this morning, September 10th, the count stands at 790 workplace fatalities, reaching nearly 1,000 total deaths when including commuting accidents.We dedicate this post to the memory of Andrea Vacca, a young violinist who was cycling home with his violin on his back after performing at the Petruzzelli Theatre in Bari.We take this opportunity to express our deepest gratitude to the thousands upon thousands of visitors who visit and follow our Observatory every day, supporting our ongoing dedication to awareness and remembrance.  I would like to extend my deepest and most sincere gratitude to the thousands upon thousands of visitors who choose to visit our observatory every single day. Your extraordinary presence and constant enthusiasm are the true beating heart of everything we do, inspiring us each day to reach new heights.  Carlo SoricelliCurator of the Bologna National Observatory on Workplace Deathshttp://cadutisullavoro.blogspot.it
muore in itinere Enrico Vacca, violinista che tornava a casa in bicicletta con il violino sulle spalle
Il violino sulle spalle, la bicicletta di sempre, il tragitto tra casa e il lavoro. Si è spento così Enrico Vacca, 45 anni, stimato violinista dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, travolto mentre percorreva la solita strada quotidiana. Un infortunio in itinere che strappa alla vita un musicista e un lavoratore, portandosi via la musica prima ancora che l'archetto potesse sfiorare le corde per l'ultima volta. Quando un lavoratore non torna a casa, il silenzio che resta non è solo assenza: è un doloroso richiamo a quanto la vita sia fragile sulle nostre strade. Alla famiglia e ai colleghi del Petruzzelli va il nostro pensiero più profondo.
STRESS AND OVER-EXPLOITATION: NOW EVEN THE EU TAKES NOTICE OF KAROSHI! - STRESS E SUPERSFRUTTAMENTO: ORA ANCHE L'UE SI ACCORGE DEL KAROSHI!
STRESS E SUPERSFRUTTAMENTO: ORA ANCHE L'UE SI ACCORGE DEL KAROSHI! Come Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro, lo stiamo denunciando da anni nella totale indifferenza: le stragi sui cantieri e nelle fabbriche sono solo una parte del problema. Esiste un'altra strage invisibile ma letale che divora la vita di lavoratori, impiegati e dirigenti. Si chiama Karoshi, la parola giapponese che indica la morte per troppo lavoro, stress, fatica e ritmi insostenibili. Un fenomeno trasversale che riguarda ormai tutto il mondo del lavoro e che incide pesantemente persino sul crollo della natalità: come si può pensare di fare famiglia quando si è schiacciati dal supersfruttamento? Ora, finalmente, persino le istituzioni europee sembrano aprire gli occhi su quanto andiamo dicendo da tempo. STRESS DA LAVORO: OLTRE 840MILA MORTI L'ANNO IL PARLAMENTO UE CHIEDE NUOVE TUTELE VINCOLANTI Un recente rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) rileva che oltre 840mila persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute legati ai rischi psicosociali sul lavoro. In Europa, un lavoratore su tre è esposto a ritmi frenetici, scadenze serrate e attività che invadono continuamente la vita privata. Di fronte a questa emergenza, il Parlamento Europeo ha approvato un testo di iniziativa legislativa per introdurre norme vincolanti: Valutazioni periodiche dei rischi psicosociali Piani d'azione obbligatori nelle aziende Regole severe contro violenze e molestie Come ha denunciato la relatrice Estelle Ceulemans: "La diffusione di questi problemi sta aumentando vertiginosamente in tutta Europa, aggravata dalle tecnologie digitali e dall'IA. La depressione legata al lavoro costa all'Ue 100 miliardi di euro all'anno." NOTA A MARGINE DELL'OSSERVATORIO Ci teniamo a sottolineare un aspetto fondamentale: i dati dell'Osservatorio mostrano cifre più elevate e un aumento continuo anche per via del nostro sistema di monitoraggio, estremamente capillare e rigoroso. Non ci limitiamo ai dati parziali o alle sole denunce ufficiali dei canali istituzionali. La realtà è che i morti sul lavoro sono molti, molti di più in tutti i settori e il problema riguarda l'intero mondo del lavoro senza distinzioni. Per questo motivo, anche i 1.500 morti monitorati dal nostro Osservatorio lo scorso anno rappresentano solo una stima che, nei fatti, resta ancora sottostimata rispetto alla reale entità della tragedia. LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA Come Osservatorio continueremo a monitorare e a denunciare ogni singola vittima, invisibile o meno. Non bastano le risoluzioni o le buone intenzioni: servono tutele reali, controlli severi e un cambio radicale della cultura del lavoro. Nessuno deve più morire di lavoro! Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it STRESS AND OVER-EXPLOITATION: NOW EVEN THE EU TAKES NOTICE OF KAROSHI! As the National Observatory on Work-Related Deaths, we have been denouncing this for years amid total indifference: the slaughters on construction sites and in factories are only part of the problem. There is another invisible yet lethal slaughter devouring the lives of blue-collar workers, office employees, and executives alike. It is called Karoshi, the Japanese word indicating death from overwork, stress, exhaustion, and unsustainable paces. A cross-cutting phenomenon that now affects the entire labor landscape and heavily impacts even the plummeting birth rate: how can anyone think of starting a family when crushed by over-exploitation? Now, finally, even European institutions seem to be opening their eyes to what we have been saying for a long time. WORK-RELATED STRESS: OVER 840,000 DEATHS A YEAR THE EU PARLIAMENT CALLS FOR NEW BINDING PROTECTIONS A recent report by the International Labour Organization (ILO) reveals that over 840,000 people die worldwide each year from health issues linked to psychosocial risks at work. In Europe, one in three workers is exposed to frantic paces, tight deadlines, and tasks that continuously encroach upon their private lives. Facing this emergency, the European Parliament has approved a legislative initiative text to introduce binding rules: Periodic evaluations of psychosocial risks Mandatory action plans in companies Strict rules against violence and harassment As rapporteur Estelle Ceulemans pointed out: "The spread of these problems is skyrocketing across Europe, exacerbated by digital technologies and AI. Work-related depression costs the EU €100 billion a year." SIDE NOTE FROM THE OBSERVATORY We wish to emphasize a fundamental aspect: the Observatory's figures show higher numbers and a continuous rise partly due to our extremely comprehensive and rigorous monitoring system. We do not limit ourselves to partial data or official reports from institutional channels alone. The reality is that work-related deaths are much, much higher across all sectors, and the problem affects the entire working world without distinction. For this reason, even the 1,500 deaths monitored by our Observatory last year represent only an estimate that, in fact, remains an underestimate relative to the true scale of the tragedy. OUR FIGHT CONTINUES As the Observatory, we will continue to monitor and denounce every single victim, whether invisible or not. Resolutions and good intentions are not enough: real protections, strict inspections, and a radical shift in work culture are urgently needed. No one should ever die from work again! Carlo Soricelli, Curator of the Bologna Observatory on Work-Related Deaths
Achtung Europa stiamo regalando la democrazia all'estrema destra
Achtung Europa: gli immigrati fanno i lavori più umili, muoiono tre volte più degli europei e senza una vera gestione rischiamo di perdere la democrazia L’immigrazione è un tema complesso che le nostre democrazie non possono più permettersi di ignorare o di gestire con superficialità. Da anni si continua a non affrontare la realtà con lucidità, lasciando campo libero alla propaganda, alla paura e ai populismi che rischiano di divorare la nostra storia democratica. Guardiamo a cosa succede poco lontano da noi: i risultati in Germania, con l'estrema destra in Sassonia che ha sfiorato il 34% (e picchi che toccano il 43,8% in diversi contesti locali e circoscrizioni), rappresentano un campanello d'allarme assordante. È la prova evidente che quando la politica tradizionale non governa i processi e abbandona il territorio, la democrazia entra in un cortocircuito pericoloso che rischia di riportarci indietro nel tempo. Da un lato c’è una questione demografica ed economica innegabile: l’Italia e l’Europa invecchiano a ritmi da record e, senza flussi migratori ben guidati, molti settori vitali del Paese semplicemente si fermerebbero. Ma l’integrazione non può essere lasciata al caso. Serve una regia seria, rigorosa e democratica: chi arriva deve integrarsi, rispettare le leggi e condividere i valori fondamentali della nostra società. Quando la politica fallisce, cresce la percezione di insicurezza e i cittadini, esasperati, finiscono per rincorrere chi soffia sul fuoco. Dall'altro lato, però, c'est un'altra verità drammatica, troppo spesso silenziata dal dibattito pubblico e dal controllo dei media: gli immigrati svolgono oggi i lavori più umili, faticosi e pericolosi. Troppo spesso finiscono nei cantieri, nei campi o nelle fabbriche con contratti precari o irregolari e senza tutele adeguate, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. Gli incidenti mortali sul lavoro tra i lavoratori stranieri registrano percentuali che arrivano a essere il triplo rispetto a quelle dei lavoratori italiani ed europei. Non si può raccontare la realtà a metà, mostrando solo ciò che serve a spaventare l'opinione pubblica per raccogliere consenso. Se da un lato serve fermezza nel chiedere il rispetto delle regole e un'integrazione vera, dall'altro occorre riconoscere con rispetto il valore di chi lavora, garantendo la dignità, la tutela e la sicurezza di ogni singola persona sul posto di lavoro. Governare l'immigrazione con rigore, giustizia sociale e garanzia assoluta della sicurezza sul lavoro è l'unico modo per difendere la coesione sociale e salvare le nostre istituzioni democratiche. Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio di Bologna contro le morti sul lavoro
7 settembre Italia Strage in itinere e sui luoghi di lavoro in questo fine settimana: 8 vittime. Ecco chi sono. Siamo questa mattina a 982 morti complessivi, tra pochi giorni supereremo i 1000 morti commuting to and on the job this weekend: 8 victims. Here is who they are Another bloody weekend brings the tragic toll of work-related victims to 8
Un altro fine settimana di sangue porta a 8 il conto drammatico delle vittime legate al lavoro: quattro persone hanno perso la vita in itinere, lungo le strade che collegano la casa e l'impiego, e quattro direttamente sui luoghi di lavoro. I 4 MORTI IN ITINERE • Anabella Cerbone (22 anni) e Claudio Santavenere (16 anni): zia e nipote, giovanissimi, sono morti tragicamente alle 2:00 di notte in un incidente stradale mentre rientravano a casa dal turno di lavoro. • Angelo Morelli (67 anni): ha perso la vita in un grave incidente stradale durante lo spostamento lavorativo. • Mauro Masarin: deceduto a causa di un incidente in bicicletta mentre si trovava in itinere. I 4 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO • Stefano Palumbo (67 anni): agricoltore, è rimasto ucciso e dilaniato dall'aggancio con un macchinario agricolo. • Luigi Soma: allevatore, è stato travolto e schiacciato dal proprio veicolo da lavoro in Sardegna. • Commissario di gara (identità in corso di accertamento): travolto e ucciso mentre svolgeva il suo servizio di sicurezza durante una gara automobilistica in Sicilia. • Stefano Sacrapone: deceduto a causa di un drammatico incidente durante uno svolgimento di gara al rally di Imperia. Morire a 16 anni alle due di notte mentre si torna dal lavoro, o perdere la vita a 67 anni schiacciati da un macchinario, non sono numeri di una statistica: sono vite spezzate nell'indifferenza. Il lavoro deve garantire la vita, non toglierla. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it Massacre commuting to and on the job this weekend: 8 victims. Here is who they are Another bloody weekend brings the tragic toll of work-related victims to 8: four people lost their lives commuting between home and work, and four directly on the job. THE 4 COMMUTING FATALITIES • Anabella Cerbone (22) and Claudio Santavenere (16): Aunt and nephew, both very young, died tragically at 2:00 AM in a car crash while returning home from their work shift. • Angelo Morelli (67): Lost his life in a severe road accident while traveling for work. • Mauro Masarin: Passed away following a bicycle accident while commuting. THE 4 FATALITIES ON THE JOB • Stefano Palumbo (67): A farmer, he was killed and dismembered after becoming entangled in agricultural machinery. • Luigi Soma: A livestock farmer, he was struck and crushed by his own work vehicle in Sardinia. • Race marshal (identity being verified): Struck and killed while performing safety duties during a motor race in Sicily. • Stefano Sacrapone: Passed away in a tragic accident during the Imperia Rally. Dying at 16 years old at two in the morning while returning from work, or losing your life at 67 crushed by machinery, are not just statistical numbers: they are lives shattered amid indifference. Work must guarantee life, not take it away. Carlo Soricelli
Il trattore killer uccide un altro giovanissimo,
Non solo lavoro: quando l'indifferenza istituzionale miete vittime anche tra i giovanissimi Aveva solo 17 anni. Era uscito con i suoi amici, in un momento di spensieratezza come tanti altri, quando il trattore su cui si trovava si è ribaltato. Non entrerà nelle statistiche ufficiali dei morti sul lavoro, ma la sostanza non cambia: è l'ennesima vita spezzata da una macchina di morte che non perdona. Si aggiunge a una lista drammatica che ha già superato i 110 morti dall'inizio dell'anno, proiettandoci verso un bilancio che rischia di superare persino i 143 tragici casi registrati. Se i genitori di quel ragazzo avessero avuto un'idea chiara della frequenza e della letalità di questi incidenti, avrebbero potuto fermarlo, avvertirlo, pensarci due volte. Ma la consapevolezza sociale si costruisce anche e soprattutto con l'informazione pubblica. È qui che risiede la grave responsabilità delle istituzioni. Spetterebbe al Ministro dell'Agricoltura muoversi con urgenza: promuovere ed emanare disposizioni per una vasta campagna informativa nazionale che spieghi a tutti — lavoratori, famiglie e giovani — la reale pericolosità di questi mezzi e l'importanza vitale dei dispositivi di sicurezza (roll-bar, archi di protezione e cinture). L'assenza di informazione produce un'illusione di sicurezza che si paga con la vita. Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questo bollettino di guerra.
strage inarrestabile di autotrasportatori
Soltanto ieri vi raccontavamo la drammatica strage che sta colpendo il settore dell'autotrasporto, in un post che ha superato le 10.000 visualizzazioni e scosso la nostra community. Purtroppo, a fine giornata il bilancio è tragicamente peggiorato: dobbiamo aggiungere altre due vittime a questo elenco, portando il totale a 130 morti. Ci stringiamo al dolore per la scomparsa di Dario Viscido, 50 anni, il cui furgone è rimasto schiacciato tra due TIR sulla A16 in Campania, e di Othmane Moufakir, appena 31 anni, che ha perso la vita a Isola Rizza (Verona) impattando contro una barriera di cemento. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a questo bollettino di guerra. il report sulla strage lo trovate in apertura dell'osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
STRAGE SULLE STRADE: IL TRISTE PRIMATO DEL GOVERNO MELONI-SALVINI E LA MORIA NEL VENETO CHE HA GIA’ SUPERATI I 100 MORTI PER INFORTUNI NEL 2026.CARNAGE ON ITALIAN ROADS: THE TRAGIC RECORD OF THE MELONI-SALVINI GOVERNMENT AND THE SLAUGHTER IN VENETO
Gli incidenti dei mezzi pesanti mettono a rischio gli autisti e chiunque viaggi sulle strade. Fonte: Messaggero Veneto In soli otto mesi e quattro giorni, l'Italia ha quasi raggiunto il bilancio di un intero anno di tragici incidenti nell'autotrasporto: al 4 settembre 2026 sono già 129 gli autotrasportatori che hanno perso la vita sul lavoro. Nel 2023 gli autotrasportatori morti nell'intero anno erano stati 134. A questo ritmo, il 2026 si avvia a infrangere ogni drammatico record precedente. È un vero e proprio "primato" di cui il Governo Meloni e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini dovrebbero solo vergognarsi. IL VENETO: EPICENTRO DELLA STRAGE In questa spaventosa mappa della morte, è il Veneto a conquistare la maglia nera come regione più colpita d'Italia. Un territorio snodo fondamentale della logistica e del PIL del Nord-Est, trasformato in un mattatoio a cielo aperto per chi guida un camion. Non parliamo solo di scontri devastanti sulle autostrade che coinvolgono ignari automobilisti. Parliamo di: • Eroi del volante trovati privi di vita nelle cabine dei camion nei piazzoli di sosta e nelle aree di servizio, stroncati da ritmi usuranti e infarti senza che nessuno se ne accorga. • Lavoratori schiacciati o travolti durante le operazioni di carico e scarico nei piazzali aziendali e nella logistica. APPALTI A CASCATA E PRECARIETÀ: LE VERE CAUSE Questa "moria" non è una fatalità: è il risultato preciso di scelte politiche e normative sciagurate: 1. Gli appalti a cascata sdoganati da Salvini: La deregolamentazione e il Far West dei subappalti spingono le aziende al ribasso continuo dei prezzi, scaricando costi e tempi di consegna sulle spalle (e sulla vita) degli autisti. 2. Il ricatto del precariato (da Renzi a oggi): L'abolizione dell'Articolo 18 con il Jobs Act del 2015 ha trasformato il lavoro privato in una forma di caporalato legalizzato. I lavoratori assunti con le nuove regole sono sotto il perenne ricatto del licenziamento: possono essere mandati a casa in qualsiasi momento con una scusa e una manciata di spiccioli. Per non perdere il posto, si è costretti ad accettare turni stremanti, velocità folli e mancate pause di riposo. COSA SERVE SUBITO Fermare questa strage si può, ma serve la volontà politica di cancellare il precariato e introdurre un tempo indeterminato vero, non "farlocco". Finché il lavoro sarà trattato come una merce usa e getta e le strade come piste di gara per la logistica selvaggia, i nostri autotrasportatori continueranno a morire nel silenzio generale. Carlo Soricelli Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it In just eight months and four days, Italy has almost matched the entire annual death toll for fatal accidents in the road haulage sector: as of September 4, 2026, 129 truck drivers have already lost their lives on the job. In 2023, the total number of fatalities among truck drivers for the whole year was 134. At the current pace, 2026 is on track to break every previous grim record. This is a "primacy" that the Meloni Government and Minister of Infrastructure and Transport Matteo Salvini should be deeply ashamed of. RACE TOWARDS 1,000 TOTAL WORKPLACE DEATHS This tragedy in transport is part of a wider national emergency. Today, Italy is rapidly racing toward 1,000 total workplace fatalities since the beginning of the year. At this unrelenting rate, we will cross this horrific threshold within a week at most. A thousand workers killed on the job is not an abstract statistic—it is a systemic collapse of safety rights. VENETO: THE EPICENTER OF THE SLAUGHTER In this terrifying map of death, the Veneto region holds the black jersey as the most severely affected area in Italy. Veneto—a crucial hub for logistics and the industrial economy of the North-East—has been turned into an open-air slaughterhouse for those who drive heavy vehicles. We are not only talking about devastating highway crashes that endanger all commuters. We are talking about: • Heroes of the wheel found dead in their cabs in truck stops and service areas, killed by grueling work hours and sudden cardiac arrests before anyone notices. • Workers crushed or run over during loading and unloading operations in logistics yards and factory bays. CASCADING SUB-CONTRACTS AND PRECARITY: THE REAL CAUSES This mass mortality among workers is not bad luck—it is the direct outcome of reckless political choices: 1. Cascading sub-contracts introduced by Salvini: The deregulation of public procurement and the "Wild West" of subcontracting push companies into endless race-to-the-bottom pricing, dumping costs and delivery pressures onto the drivers' health and lives. 2. The blackmail of precarious labor (from Renzi to today): The removal of protections (such as Article 18 of the Italian Labor Code in 2015) transformed private sector labor into a form of legalized exploitation. Workers under modern precarious contracts face the constant threat of dismissal: they can be fired at any moment under false pretenses with a tiny payout. To keep their jobs, drivers are forced to accept exhausting shifts, unsafe speeds, and skipped rest breaks. WHAT MUST BE DONE IMMEDIATELY Stopping this carnage is possible, but it requires the political will to eliminate job insecurity and restore genuine open-ended employment contracts. As long as labor is treated as a disposable commodity and roads as racetracks for unchecked logistics, our truck drivers will continue to die in widespread silence. Carlo Soricelli Independent Observatory of Bologna on Workplace Fatalities http://cadutisullavoro.blogspot.it
Strage di vecchi che lavorano, gli ultrasettantenni sono il 17% dei morti sui luoghi di lavora
Gaetano Ciccarese muore a 79 anni cadendo da un'impalcatura come ho scritto nel Report dei morti nei primi otto mesi del 2026 assistiamo a un'autentica strage di vecchi, il 17% dei morti quest'anno sono ultrasettantenniun'morto l’operaio di 79 anni di Copertino rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro a Porto Cesareo lo scorso 19 agosto. Gaetano Ciccarese era caduto dall’impalcatura da un’altezza di 5 metri, mentre era intento a tinteggiare l’esterno di un’abitazione privata. ma ci sono stati altri 3 morti: due in sicilia e uno a Latina