
L
a morte di Andrea Moretti non è stata inutile. Un primo passo al Colosseo: lo Stato dia l'esempio e la smetta di fare profitto sul subappalto.
Ti scrivo per condividere una riflessione che ritengo di fondamentale e urgente importanza per il nostro Paese e per la tutela della vita nei luoghi di lavoro.
Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro e documento quotidianamente ogni singolo infortunio mortale in Italia. Dai nostri dati emerge una realtà inequivocabile: da quando il subappalto "a cascata" è stato deregolamentato e liberalizzato, la conta delle vittime sul lavoro è aumentata in modo drammatico.
Per questo accolgo con sollievo la decisione presa al Parco Archeologico del Colosseo: stop all'edilizia acrobatica/lavori su fune e stop ai subappalti, con l'intenzione dichiarata dal Ministero della Cultura di estendere questa scelta a tutti i luoghi di tutela statali.
È un primo segnale importantissimo, ma ora serve la svolta definitiva.
Non possiamo più fingere di non vedere che le principali stragi del lavoro nel nostro Paese vedono protagoniste proprio le grandi aziende a partecipazione statale, che hanno fatto dell'esternalizzazione e del subappalto la loro prassi ordinaria di gestione:
• RFI - Ferrovie dello Stato (Strage di Brandizzo): cinque lavoratori di una ditta esterna in subappalto travolti sui binari da un treno, in cantieri compressi da tempi e costi.
• Enel Green Power (Strage di Suviana / Bargi): un'esplosione in una centrale idroelettrica che ha travolto 7 lavoratori appartenenti a ditte e sub-fornitori diversi operanti nello stesso sito ad alto rischio.
• Eni (Raffinerie e Poli Industriali): la progressiva e massiccia esternalizzazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie dell'impiantistica pesante a catene di ditte in subappalto.
• Settore Privato e Commerciale (es. Strage di Firenze / Esselunga): cantieri parcellizzati fino a oltre 60 aziende in subappalto, con l'applicazione di contratti pirata e il taglio sui costi di sicurezza e formazione.
Lo Stato non può comportarsi come le peggiori aziende private che speculano sulla manutenzione e sulla sicurezza dei lavoratori.
Una Repubblica e le sue istituzioni rappresentano la collettività intera, non un interesse di parte o una logica di profitto e risparmio a breve termine. Se lo Stato e le sue partecipate per primi delegano la sicurezza a catene infinite di subappalti al massimo ribasso, offrono la peggiore delle coperture all'intero mercato privato.
Riprendere il controllo diretto dei cantieri e abolire il subappalto a cascata nella Pubblica Amministrazione è l'unica strada per ridare dignità al lavoro e fermare questa carneficina. Come Osservatorio continueremo a denunciare e a pretendere che il modello avviato al Colosseo diventi una norma di civiltà estesa a tutto il Paese.
Un caro saluto,
Carlo Soricelli
Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro
Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
a morte di Andrea Moretti non è stata inutile. Un primo passo al Colosseo: lo Stato dia l'esempio e la smetta di fare profitto sul subappalto.
Ti scrivo per condividere una riflessione che ritengo di fondamentale e urgente importanza per il nostro Paese e per la tutela della vita nei luoghi di lavoro.
Come curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro, registro e documento quotidianamente ogni singolo infortunio mortale in Italia. Dai nostri dati emerge una realtà inequivocabile: da quando il subappalto "a cascata" è stato deregolamentato e liberalizzato, la conta delle vittime sul lavoro è aumentata in modo drammatico.
Per questo accolgo con sollievo la decisione presa al Parco Archeologico del Colosseo: stop all'edilizia acrobatica/lavori su fune e stop ai subappalti, con l'intenzione dichiarata dal Ministero della Cultura di estendere questa scelta a tutti i luoghi di tutela statali.
È un primo segnale importantissimo, ma ora serve la svolta definitiva.
Non possiamo più fingere di non vedere che le principali stragi del lavoro nel nostro Paese vedono protagoniste proprio le grandi aziende a partecipazione statale, che hanno fatto dell'esternalizzazione e del subappalto la loro prassi ordinaria di gestione:
• RFI - Ferrovie dello Stato (Strage di Brandizzo): cinque lavoratori di una ditta esterna in subappalto travolti sui binari da un treno, in cantieri compressi da tempi e costi.
• Enel Green Power (Strage di Suviana / Bargi): un'esplosione in una centrale idroelettrica che ha travolto 7 lavoratori appartenenti a ditte e sub-fornitori diversi operanti nello stesso sito ad alto rischio.
• Eni (Raffinerie e Poli Industriali): la progressiva e massiccia esternalizzazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie dell'impiantistica pesante a catene di ditte in subappalto.
• Settore Privato e Commerciale (es. Strage di Firenze / Esselunga): cantieri parcellizzati fino a oltre 60 aziende in subappalto, con l'applicazione di contratti pirata e il taglio sui costi di sicurezza e formazione.
Lo Stato non può comportarsi come le peggiori aziende private che speculano sulla manutenzione e sulla sicurezza dei lavoratori.
Una Repubblica e le sue istituzioni rappresentano la collettività intera, non un interesse di parte o una logica di profitto e risparmio a breve termine. Se lo Stato e le sue partecipate per primi delegano la sicurezza a catene infinite di subappalti al massimo ribasso, offrono la peggiore delle coperture all'intero mercato privato.
Riprendere il controllo diretto dei cantieri e abolire il subappalto a cascata nella Pubblica Amministrazione è l'unica strada per ridare dignità al lavoro e fermare questa carneficina. Come Osservatorio continueremo a denunciare e a pretendere che il modello avviato al Colosseo diventi una norma di civiltà estesa a tutto il Paese.
Un caro saluto,
Carlo Soricelli
Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro
Carlo Soricelli Curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it