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Stragi operaie: 4 maggio 1954 e 6 maggio 2024
La catastrofe di Ribolla, quella di Casteldaccia e le altre: prevedibili ma purtroppo non evitate. Il 6 maggio ci sarà un collegamento on line della Rete Nazionale Lavoro Sicuro. di Vito Totire (*) Stragi operaie da Ribolla, ai Casteldaccia , a Crans Montana… Un filo nero che scuote le coscienze. Una Repubblica fondata sul lavoro ma funestata da stragi operaie.
Ecatombe silenziosa: 21 morti di lavoro in 4 giorni
di Carlo Soricelli (*). A seguire tre link di Radio Onda d’Urto. L’Italia è un bollettino di guerra Non è più un’emergenza, è una mattanza. I numeri del 2026 ci restituiscono una realtà agghiacciante: in soli quattro giorni abbiamo pianto 21 vittime. Superata la soglia dei 400 morti complessivi dall’inizio dell’anno, di cui ben 299 avvenuti direttamente sui luoghi di lavoro.
Pasqua di sangue: ancora omicidi sul lavoro
di Vito Totire (*). L’8 aprile a Bologna incontro della «Rete Nazionale Lavoro Sicuro». Pasqua di morte nei cantieri e nelle campagne. E sia detto senza offesa nei confronti dei cristiani: QUESTI NON RISORGERANNO Ancora morte sul lavoro in Italia; prima la notizia del “suicidio” del giovane bracciante Alagie Singathe morto nella baraccopoli di Torretta Antonacci, a San Severo in
Lavoricidio: al 7 marzo già 21 le vittime
di Carlo Soricelli (*) 7 MARZO 2026 – GIÀ 21 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA E nel mese scorso le vittime complessive sono state oltre cento, tra morti sui luoghi di lavoro e infortuni in itinere. Dietro ai numeri ci sono persone, volti, famiglie distrutte. L’«Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro» continua a dare identità alle vittime. In allegato