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Il ddl che normalizza la repressione prima ancora di essere votato
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Bruno Santoro -------------------------------------------------------------------------------- “Prima vennero per i socialisti, e io non dissi niente, perché non ero socialista. Poi vennero per i sindacalisti, e io non dissi niente, perché non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei, e io non dissi niente, perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere me, e non c’era più nessuno a protestare per me” (sermone del pastore Martin Niemöller) Negli ultimi anni le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina e in difesa dell’ambiente sono state sempre più represse e criminalizzate. Arresti, denunce, fermi e procedimenti giudiziari hanno colpito studenti e cittadini, mentre alcuni palestinesi — come l’imam Mohamed Shahin, trattenuto in un CPR e poi rilasciato — sono detenuti nelle carceri italiane per ordine di Israele, senza aver commesso reati, solo per aver espresso la loro libertà di parola denunciando il genocidio in corso. La recente condanna di Anan Yaeesh a cinque anni e sei mesi segna un punto di rottura: tribunali italiani che chiamano funzionari israeliani a testimoniare¹. La violenza e la discriminazione colpiscono stranieri, seconde generazioni e cittadini italiani. Dalla scuola alle piazze fino ai tribunali, la repressione si normalizza attraverso razzismo sistemico e doppio standard. La rilevazione sugli studenti palestinesi nelle scuole, definita dal ministro Valditara un “piano per l’integrazione”, rimane sotto vigile osservazione: sarà davvero accoglienza o un precedente ambiguo di controllo? Siamo tornati alle leggi razziali fasciste antisemite del 1938?² Episodi come quelli di Extinction Rebellion a Brescia e Bologna³, con spogliamento forzato delle ragazze, fermi arbitrari e fogli di via, mostrano la sistematicità di questa logica repressiva. Ribaltare il concetto di “sicurezza” Il linguaggio non è neutro. Chiamare ambientalisti o persone impegnate nella solidarietà “terroristi” e accusarli di “associazione a delinquere” prepara uno stato d’eccezione a disposizione di lobby economiche e interessi politici. Non è un fenomeno nuovo: già nel 2023, tra Riace, Piacenza e Padova, questa pratica si stava diffondendo⁴. In questa direzione si colloca anche il dibattito parlamentare in corso su diversi disegni di legge che, adottando la definizione di antisemitismo proposta dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), rischiano di equiparare le critiche allo Stato di Israele all’antisemitismo, arrivando a ipotizzare conseguenze penali. Non è ancora chiaro se tali disegni di legge verranno unificati, ma la discussione è imminente e il rischio di approvazione concreto. Una simile estensione del perimetro penale solleva interrogativi seri sulla libertà di espressione e sul diritto di critica politica, soprattutto in un contesto in cui la solidarietà con la popolazione palestinese viene sempre più spesso criminalizzata. Tutto questo sotto lo slogan “ordine e sicurezza”, ma la vera sicurezza nasce da istruzione, sanità, welfare comunitario e giustizia sociale, non dalla repressione. Quando i lauti stipendi dei politici finanziano leggi che tutelano interessi stranieri o lobby economiche a scapito della salute e del benessere della popolazione, dobbiamo chiederci: quali interessi vogliamo davvero proteggere? Una democrazia svuotata dall’alto L’esperienza delle assemblee cittadine di Bologna⁵ dimostra che pratiche di coinvolgimento dal basso possono funzionare, ma anche quanto possano essere soffocate quando producono decisioni scomode a chi non vuole perdere i propri privilegi. Lo abbiamo già visto con il referendum sull’acqua del 2011: più di 25 milioni di cittadini hanno votato e le istituzioni tuttora ne ignorano l’esito⁶. A questo quadro si aggiungono situazioni locali che mostrano come la crisi democratica non sia astratta, ma concreta. A Ravenna, a differenza di quanto avvenuto in altre città, la democrazia appare oggi arenata: la Procura non ha ancora aperto le indagini relative alla denuncia presentata dall’avvocato Andrea Maestri e dalla giornalista Linda Maggiori in merito alle armi che circolano nel Porto. Un silenzio istituzionale che solleva interrogativi sulla tenuta delle garanzie democratiche e sull’effettivo accesso alla giustizia. Come scrive Luciano Nicolini su Cenerentola, la differenza cruciale è nel potere decisionale: partecipare non basta, conta decidere davvero. A cosa serve votare, a cosa servono gli strumenti democratici se chi governa è il primo a non rispettarli?⁷ Viviamo in una democrazia svuotata dall’alto, mentre la distanza tra istituzioni e società cresce, così come le diseguaglianze economiche, aumentando disagio e povertà. La classe dirigente italiana, segnata da una forte gerontocrazia — da destra a sinistra — concentra sempre più potere e privilegi. In questo contesto, frantumazione dei movimenti e polarizzazione sociale distraggono la società come durante il lockdown: molti, invece di guardare all’operato dei politici, si sono divisi e odiati, tra chi si vaccinava e chi no. Come i quattro capponi di Renzo nei Promessi Sposi di Manzoni: pur nella loro condizione disperata, si beccano l’un l’altro e fanno tutti la stessa fine, incapaci di guardare oltre. Dall’altra parte, durante il lockdown erano nate reti di vaccinati e non contro il greenpass⁸, denunciando malapolitica, violazioni dei diritti e la necessità di tutelare il benessere psicofisico⁹. Oggi serve la stessa capacità di analisi e riflessione a tutti i livelli: chi è pro o contro Venezuela, chi è credente o ateo, chi è pro o contro Iran, tutti noi dobbiamo capire il gioco che i politicanti di mestiere stanno facendo. A chi deride i “gretini” sarebbe utile chiedere di ascoltare il messaggio degli ambientalisti che propongono di “tassare i ricchi, fermare il collasso climatico” o che bloccano il traffico per dare voce alle vittime della crisi climatica¹⁰, come le vittime dell’alluvione o la biodiversità e le specie in via d’estinzione, perché stiamo lasciando alle future generazioni un paese e un pianeta sempre più inquinato e insalubre. Necessità di vigilanza e dissenso attivo Un popolo che ogni anno va sempre meno alle urne non può continuare a pagare le tasse e restare inerme mentre vengono tagliati servizi pubblici essenziali come ospedali, scuole e welfare. Libertà di parola e protesta nonviolenta devono rimanere legittime, anche per chi non la pensa come noi, soprattutto per chi lotta per giustizia climatica, sociale e per i diritti. Mentre le forze dell’ordine e i tribunali diventano sempre più braccio armato di una minoranza che non tutela i diritti né il territorio, difendere il dissenso e la solidarietà non è più un’opzione: è una necessità urgente. La democrazia non si salva da sola, è il momento di agire, prima che sia troppo tardi. È possibile andare d’amore e non d’accordo, è possibile creare confluenze, anche se è difficile, ricordando quale è il vero pericolo. Prima che norme emergenziali diventino permanenti e il ddl venga votato, è fondamentale aprire un dibattito pubblico reale, nei movimenti, nelle reti, nelle associazioni, e agire insieme. -------------------------------------------------------------------------------- Note 1. Palestina, resistenza e repressione: come lo Stato italiano criminalizza la solidarietà: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-palestina_resistenza_e_repressione_come_lo_stato_italiano_criminalizza_la_solidariet/45289_64804 2. (v. Link sopra) 3. SPOGLIATA IN QUESTURA: Bologna come Brescia, Extinction Rebellion si oppone all’archiviazione https://extinctionrebellion.it/press/2025/01/17/opposizione-archiviazione-bologna/ 4. Riace, Piacenza, Padova. Associazioni a delinquere ovunque? https://www.questionegiustizia.it/articolo/riace-piacenza-padova-associazioni-a-delinquere-ovunque 5. Assemblea cittadina per il Clima di Bologna 2023: Rapporto Finale consegnato al Consiglio comunale: https://www.comune.bologna.it/myportal/C_A944/api/content/download?id=6564c859e8dbf0009a1a5170 6. Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua: https://www.acquabenecomune.org/ – Il referendum tradito: otto anni dopo, l’acqua è ancora una fonte di profitto. Ecco perché https://altreconomia.it/inchiesta-acqua-pubblica/ Articolo 10 anni dopo il referendum: https://economiacircolare.com/10-anni-fa-il-referendum-che-ha-fermato-finora-il-nucleare-e-provato-ad-estromettere-privati-e-profitti-dalla-gestione-dellacqua/ 7. Democrazia partecipativa  o democrazia diretta?, di Luciano Nicolini, Cenerentola: https://www.pressenza.com/it/2026/01/democrazia-partecipativa-o-democrazia-diretta/ 8. Per un cammino ecopacifista, Quanto è libera una stampa non indipendente?: https://peruncamminoecopax.blogspot.com/search?q=stampa 9. Brigata Basaglia: Assistenza psicologica dal basso durante il lockdown: «La salute mentale è una questione politica»: https://www.dinamopress.it/news/assistenza-psicologica-dal-basso-lockdown-la-salute-mentale-questione-politica/ – La Q di Qomplotto, di Wu Ming 1, https://www.wumingfoundation.com/giap/2020/12/la-q-di-qomplotto/ 10. Intervista realizzata da Lucio Maniscalco per Pressenza con la portavoce di Ultima generazione Miriam Falco: https://www.youtube.com/watch?v=eC2TK85ZLf8 Altre fonti di approfondimento * I costi della politica. Perché gli stipendi dei deputati italiani sono i più alti d’Europa: https://europa.today.it/fake-fact/perche-stipendi-deputati-italiani-piu-alti-europa.html * La solidarietà non è un reato – sugli arresti di Genova, BDS Italia: https://bdsitalia.org/index.php/comunicati-sul-bds/2987-la-solidarieta-non-e-un-reato-sugli-arresti-di-genova – Comunicato BDS Italia: No alla criminalizzazione della solidarietà con la Palestina: https://www.facebook.com/BDSItalia/posts/pfbid02hsfnDPjkk7tH3LEukrqZDhWJmF8dALa5h5To4EYrKnaSYhoFrPyKf34zBH5yDthyl * Con il DDL sicurezza il governo reprime il dissenso e la resistenza passiva, di Greenpeace: https://www.greenpeace.org/italy/storia/24892/con-il-ddl-sicurezza-il-governo-reprime-il-dissenso-e-la-resistenza-passiva/ * Inneschi di pace in un tempo di guerra. Nonviolenza, diritti umani ed educazione al conflitto: https://www.pressenza.com/it/2025/12/inneschi-di-pace-in-un-tempo-di-guerra/ * Corpi estranei: il razzismo rimosso in Italia, del festival internazionale del giornalismo. Perugia 2026: https://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2022/foreign-bodies-racism-removed-in-italy * La «Generazione Palestina» tra razza, classe e protagonismo conflittuale di Kamo Modena: https://infoaut.org/conflitti-globali/la-generazione-palestina-tra-razza-classe-e-protagonismo-conflittuale -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > C’è una parola per tutto questo, autoritarismo -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il ddl che normalizza la repressione prima ancora di essere votato proviene da Comune-info.
Manifestazioni in sostegno al popolo iraniano a Firenze: testimonianze dalle piazze
Nel weekend, a Firenze, si sono susseguite le manifestazioni in sostegno del popolo iraniano le cui proteste – iniziate a dicembre 2025 – vengono brutalmente represse nel sangue dal regime teocratico di Khamenei. Le contestazioni sono iniziate contro il carovita … Leggi tutto L'articolo Manifestazioni in sostegno al popolo iraniano a Firenze: testimonianze dalle piazze sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Scuola: polemiche sul censimento degli studenti palestinesi
L’arrivo nelle scuole di una circolare in cui si chiede di censire il numero degli studenti palestinesi scatena durissime reazioni. Le risposte tardive e le motivazioni confuse del Ministero non riescono a dissipare i dubbi. A fine novembre scorso, la … Leggi tutto L'articolo Scuola: polemiche sul censimento degli studenti palestinesi sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Voci dalla manifestazione “Per non dimenticare Piombo fuso” in piazza San Marco, a Firenze
Sabato 10 gennaio si è tenuta in piazza San Marco, a Firenze, la manifestazione “Per non dimenticare Piombo fuso”. Si tratta di “una manifestazione rituale, portata avanti da gennaio 2009”, ci spiega Giacomo Graziani dell’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese “Perché tra … Leggi tutto L'articolo Voci dalla manifestazione “Per non dimenticare Piombo fuso” in piazza San Marco, a Firenze sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
C’è una parola per tutto questo, autoritarismo
-------------------------------------------------------------------------------- Pixabay.com -------------------------------------------------------------------------------- «Quando la sicurezza diventa il valore supremo, lo Stato di diritto è già in crisi» (Luigi Ferrajoli) C’è un momento, nelle democrazie, in cui la paura smette di essere un’emozione e diventa un metodo di governo. Quel momento è arrivato anche in Italia. Le bozze del nuovo pacchetto sicurezza del governo Meloni parlano chiaro: fino a 20mila euro di multa per chi devia dal percorso di una manifestazione. Dodici ore di fermo preventivo per chi è solo sospettato di poter disturbare un corteo. Nessun reato commesso, nessun giudice interpellato: basta il sospetto. È la deriva di un potere che, come scriveva Michel Foucault, non punisce tanto ciò che è stato fatto, quanto ciò che potrebbe accadere. L’auto confiscata per chi ha “qualche canna in tasca”. Ragazzi stranieri buttati fuori dall’accoglienza a 19 anni invece che a 21. Il gratuito patrocinio negato ai migranti che vogliono opporsi all’espulsione. Non sono misure contro il crimine. Sono misure contro la precarietà, contro la giovinezza, contro il dissenso. Contro chi non ha i soldi per un avvocato, contro chi manifesta, contro chi è nato altrove. Il governo lo chiama sicurezza. Ma di quale sicurezza parliamo? Quella di una ragazza che torna a casa la sera? Quella di un anziano che vive solo? O quella di uno Stato che non vuole più essere disturbato, che considera ogni forma di protesta una minaccia? La verità è semplice e nota quanto scomoda: non esiste sicurezza senza giustizia sociale. Puoi riempire le strade di telecamere e moltiplicare i divieti, ma se un ragazzo non ha futuro, la repressione non risolve nulla. Sposta soltanto il problema, lo nasconde, lo incattivisce. E intanto si normalizza l’inaccettabile. Le zone rosse non sono più un’emergenza, ma una prassi. Il questore può ammonire bambini di 12 anni. Gli agenti non finiscono più automaticamente nel registro degli indagati quando sparano. Due pesi, due misure: protezione per chi ha la divisa, punizione preventiva per chi scende in piazza. Questo non è uno Stato che si difende. È uno Stato che ha paura dei suoi cittadini. C’è una parola per tutto questo, ed è autoritarismo. Non quello dei colpi di stato, ma quello strisciante, fatto di diritti compressi un pezzetto alla volta, di una democrazia che si svuota mentre tutti guardano altrove. Dovremmo ricordarcene ora, prima che sia tardi: perché, come ci ha insegnato Walter Benjamin, «lo stato di emergenza in cui viviamo non è l’eccezione, ma la regola». -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo C’è una parola per tutto questo, autoritarismo proviene da Comune-info.
La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno!
Care lettrici, cari lettori de La Città manifesta, come sapete l’autonomia di pensiero e di parola di un organo di stampa è garantita dalla piena autonomia e indipendenza di chi la produce. La redazione de La Città Invisibile, come tutto … Leggi tutto L'articolo La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno! sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La Rete Wish Parade è solidale con le realtà colpite dalla repressione
Se il 2025 era finito malissimo tra lo sgombero di Askatasuna (con la conseguente militarizzazione del quartiere Vanchiglia) a Torino e l’approvazione della manovra finanziaria che ha definitivamente sancito la natura bellica dell’economia del “bel paese”, il 2026 non ha … Leggi tutto L'articolo La Rete Wish Parade è solidale con le realtà colpite dalla repressione sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Alloggi ERP: va privilegiato l’effettivo stato di bisogno. Ora lo dice anche la Corte Costituzionale
È incostituzionale assegnare gli alloggi pubblici in base alla durata della residenza anziché in base al bisogno: la Consulta boccia la legge regionale toscana, dando ragione alle associazioni ASGI e L’Altro diritto O.D.V che avevano contestato questa impostazione discriminatoria. La … Leggi tutto L'articolo Alloggi ERP: va privilegiato l’effettivo stato di bisogno. Ora lo dice anche la Corte Costituzionale sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Abitiamo l’indefinito, moltiplichiamo l’imprevisto: presidio sonoro a Prato
ABITIAMO L’INDEFINITO, MOLTIPLICHIAMO L’IMPREVISTO: PRESIDIO SONORO A PRATO Domenica 4 gennaio 2026 si è tenuto un presidio sonoro alla Skateplaza di Prato collocata tra via Giordano, via Colombo e via Da Verrazzano: per un’intera giornata è stato montato un sound … Leggi tutto L'articolo Abitiamo l’indefinito, moltiplichiamo l’imprevisto: presidio sonoro a Prato sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.