
Un fiume arcobaleno ad Aviano: migliaia di voci contro guerre e riarmo
Pressenza - Sunday, June 7, 2026Un lungo serpentone multicolore ha attraversato la cittadina, portando fino ai cancelli della base americana una richiesta di pace, diplomazia e solidarietà tra i popoli.
Sono arrivati da tutto il Nordest: ad Aviano, un popolo multicolore – nei colori della pace – ha portato la propria voce fino ai cancelli della base USAF, per dire No al riarmo e alle guerre, come sancito dall’articolo 11 della Costituzione repubblicana, e per chiedere al Governo e alle Istituzioni che le risorse finanziarie destinate alla spesa militare siano invece impiegate per implementare la sanità, la scuola, la tutela dell’ambiente e la giustizia sociale nel segno di un vero nuovo Umanesimo fondato sulla solidarietà e sui diritti.
Sabato 6 giugno, all’appello lanciato da ANPI Regionale FVG, CGIL, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla, Rete italiana Donne in Nero hanno aderito circa 140 realtà associative, culturali e sociali. Presenti gruppi di ispirazione laica e religiosa, come Pax Christi e Beati i Costruttori di Pace, organizzazioni sindacali e forze politiche, insieme a numerosi cittadini e giovani provenienti da diverse città italiane.
Una folla di un migliaio di persone ha cominciato a radunarsi in piazza Duomo fin dal primo pomeriggio. Bandiere arcobaleno, striscioni contro la guerra, slogan e messaggi di solidarietà alle popolazioni colpite dai conflitti, testimonianze di attivisti e performance di gruppi musicali e di ensemble corali hanno trasformato il centro cittadino in un grande spazio d’incontro e confronto civile. Particolarmente sentiti sono stati i riferimenti alla situazione in Medio Oriente e in Ucraina, e anche al preoccupante scenario economico nazionale, rappresentato ieri dalla partecipazione alla marcia delle delegazioni dei dipendenti dell’Electrolux di Porcia e di Susegana.
Poi, il corteo si è mosso lungo le vie, percorrendo lentamente e pacificamente i circa quattro chilometri che separano la base aerea statunitense dal centro cittadino. Durante il cammino, hanno continuato ad aggiungersi persone e gruppi di manifestanti, e così il variopinto serpentone si è allungato fino a portare il numero dei manifestanti tra i duemila e i tremila partecipanti.
La manifestazione si è conclusa in modo sereno e con un flash mob dal messaggio chiaro e incontrovertibile. Nel prato davanti alla base statunitense, gli attivisti hanno simulato di essere oggetto di un attacco aereo buttandosi a terra e restando immobili come fossero vittime di un bombardamento. Diversi, infine, gli interventi – tra gli altri, di rappresentanti di ANPI Nazionale, CGIL Nazionale, Global Sumud Flotilla, Centro “Ernesto Balducci”, Fondazione Di Vittorio, BDS Italia e di alcune forze politiche – che hanno sottolineato l’urgenza di iniziative diplomatiche e umanitarie capaci di fermare le violenze e favorire percorsi di pace duraturi, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani.
La partecipazione ampia e trasversale alla manifestazione, secondo gli organizzatori, rappresenta un segnale forte della volontà di una parte significativa della società civile di essere protagonista nel dibattito pubblico sulle scelte che riguardano il futuro dello sviluppo e della convivenza tra i popoli in Europa e nel mondo.
A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Comitato Provinciale di Udine