
Notizie dal Medio Oriente
Pressenza - Saturday, June 6, 2026Dialogo inter-palestinese
Sono giunte al Cairo le 8 delegazioni di organizzazioni palestinesi, tra le quali Hamas, FDLP e FPLP. Saranno discusse le proposte di mediazione egiziana per mettere in azione gli accordi di Sharm Sheikh del 10 ottobre 2025, mai applicate da Israele.
All’incontro è assente il movimento del presidente dell’ANP, Abbas.
Libano
Il presidente libanese Aoun e il premier Salam hanno attaccato Hezbollah e Iran per le loro posizioni sul negoziato di Washington. “Pietà per la nostra popolazione del sud”, hanno detto. Un capovolgimento della logica.
Gli israeliani bombardano e si addossa la responsabilità alla resistenza contro gli invasori.
Il presidente del parlamento libanese Berri ha chiarito che “non sarà accettato nessun accordo che non preveda il ritiro israeliano e il cessate il fuoco in tutto il Libano”.
Prima di lui, il segretario generale di Hezbollah aveva definito i negoziati diretti di Washington “una vergogna”.
Una frattura nel fronte interno libanese, che Israele e Usa sfrutteranno per imporre condizioni drastiche al governo di Beirut, sotto i colpi militari.
L’offensiva israeliana non è mai cessata. Bombardamenti aerei e di artiglieria hanno continuato prima, durante e dopo il negoziato.
Nel comunicato del Dipartimento di Stato Usa infatti non è previsto un cessate il fuoco da parte di Tel Aviv, ma soltanto di Hezbollah contro il nord di Israele.
Oltre ai morti e feriti, l’offensiva israeliana ha provocato ulteriori sfollamenti della popolazione verso nord.
L’esercito israeliano ha lanciato minacce contro la popolazione delle città a nord del fiume Litany per sfollare a nord del fiume Zaharany.
Il Ministero della sanità libanese ha pubblicato gli effetti dell’invasione: 3.558 uccisi e 10.870 feriti dall’inizio del’invasione.
Gaza
Ieri sera, bombardamenti di artiglieria in contemporanea con gli spari provenienti dai veicoli di occupazione diretti verso la parte settentrionale di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Bombardamenti di artiglieria anche nel sud della Striscia, a Mawassi Rafah.
Il rapporto del Ministero della sanità, di ieri, informa di 11 uccisi e 32 feriti nelle 24 ore precedenti.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Un rapporto delle Nazioni Unite: La carenza di fondi costringe i partner umanitari a Gaza a tagliare servizi essenziali;
I fondi per il piano di risposta umanitaria a Gaza e in Cisgiordania hanno raggiunto solo il 15% del fabbisogno totale di 4,1 miliardi di dollari.
Quattro partner umanitari hanno iniziato a ridurre le operazioni di trasporto dell’acqua tramite autocisterne alla fine di maggio, mettendo a rischio oltre 330.000 persone, privandole della loro principale fonte di acqua potabile.
Il numero di pasti giornalieri distribuiti a Gaza è sceso a 678.000, rispetto a 1,5 milioni di pasti al giorno a metà marzo.
La maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza rimane sfollata e fortemente dipendente dagli aiuti umanitari.
Aggressione USA-Israele sull’Iran
Nessun accordo al momento. Dichiarazioni criptiche di Trump che dice che le trattative continuano, ma tutte le opzioni sul tavolo. “Raggiungeremo i nostri obiettivi in un modo o in un altro”.
Ieri regnava un clima di ottimismo sia nelle dichiarazioni di Teheran, sia in quelle di Washington.
Il Ministro degli esteri Usa Rubio ha consultato esperti di nucleare, un segnale che il negoziato avrebbe toccato fasi avanzate.
Un nodo ancora da risolvere sarebbe quello dei fondi iraniani congelati, che Teheran chiede di sbloccarne una parte, “almeno il 50%”, dice il ministro degli esteri Araqchi.
Cisgiordania
Un lattante è morto a causa delle ferite riportate quando le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco contro l’auto della sua famiglia a El-Khalil (Hebron).
Il Ministero della Salute ha confermato la morte del piccolo Sam Fahd Abu Haikal, di 7 mesi, e il ferimento dei suoi genitori dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro di loro nella zona di Tel Rumeida, a sud di Hebron, ieri sera venerdì.
Proseguono gli attacchi dei coloni ebrei israeliani contro i contadini e pastori musulmani e cristiani palestinesi.
Ultimo attacco è avvenuto all’labe di oggi nella zona rurale di Toubas.
I coloni con l’uniforme militare hanno attaccato 7 contadini mentre lavoravano le loro terre e li hanno presi in ostaggio.
L’esercito di occupazione ha dato manforte agli aggressori sparando in aria pallottole di guerra, per intimorire maggiormente i contadini palestinesi disarmati.
Non si conosce finora la sorte dei sette contadini.
Ieri, un attacco simile è avvenuto a Beita, a sud di Nablus.
Gerusalemme est occupata
Il sito web Middle East Eye, con sede a Londra, ha riportato che Gli Stati Uniti e Israele stanno coordinando le proprie azioni per revocare la custodia giordana della moschea di Al-Aqsa e sostituirla con un ente istituito dal governo israeliano.
Questa mossa rappresenta il culmine di una campagna sistematica per cancellare la presenza islamica nella Gerusalemme occupata e un appello diretto ai musulmani di tutto il mondo affinché si risveglino.
Quando verrà dato l’annuncio, sarà presentato con un linguaggio pluralista, utilizzando espressioni come “coesistenza interreligiosa”, “pari opportunità” e “patrimonio condiviso”.
L’amministrazione Trump – scrive il sito – vuole privare la moschea di Al-Aqsa della sua identità islamica per poi trasformarla in un’attrazione turistica che abbracci le “tre religioni abramitiche”.
Tunisia
Venerdì, nel cuore della capitale Tunisi, una marcia silenziosa organizzata da decine di politici, attivisti per i diritti umani e altri militanti ha fatto rivivere le scene dei movimenti di protesta che si erano recentemente affievoliti. I manifestanti hanno denunciato le crescenti restrizioni alle libertà pubbliche e hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici.
Alla marcia hanno partecipato figure di diverse correnti politiche, tra cui il Movimento Ennahda e membri del Partito Democratico Costituzionale, in una rara convergenza tra gruppi che per anni erano stati profondamente in disaccordo. Questa volta, tuttavia, hanno trovato un terreno comune su questioni relative alle libertà pubbliche e all’indipendenza della magistratura.
La marcia ha attraversato le vie della capitale, Tunisi, fino alla sede del complesso chimico, dove i manifestanti hanno sollevato rivendicazioni ambientali, in particolare riguardo al diritto dei residenti del governatorato di Gabes a un ambiente sano, protestando contro i “gas tossici emessi dal complesso chimico situato nella regione”.
Incontro nazionale con Francesca albanese
Il 19 giugno, tutte le piazze militanti, in solidarietà con la Palestina e con il diritto del suo popolo alla libertà e indipendenza, si incontreranno in un collegamento online con Francesca Albanese. Anbamed ha aderito.
Giovedì sera si è tenuto un incontro organizzativo al quale hanno partecipato quasi 100 realtà da tutta Italia. Una nuova rete che si batte per una pace giusta e per la fine dell’occupazione israeliana.
Dina e Domenico liberi subito!
Da quasi due settimane Dina e Domenico e altri 9 attivisti del Global Sumud Land Convoy sono in detenzione in Libia con l’accusa di immigrazione illegale.
Purtroppo la detenzione è stata rinnovata e la situazione è critica, anche perché hanno iniziato uno sciopero della fame e delle sete. In molte città italiane ed europee si stanno svolgendo mobilitazioni per chiederne l’immediata liberazione. Dal sito di GSF è possibile partecipare al mail bombing per chiedere l’intervento dei governi europei.
Intanto continua il lavoro del team legale della Flotilla riguardo alle violenze subite dagli attivisti attaccati e sequestrati da Israele in acque internazionali il 29-30 aprile e il 18-19 maggio.
Un primo fascicolo è stato già depositato e sono in corso le audizioni degli attivisti che hanno identificato alcuni soldati israeliani del reparto speciale che ha effettuato gli attacchi. Un riconoscimento importantissimo per le denunce che seguiranno, come sottolinea Mario De Vito su Il Manifesto.