
LIBANO: NIENTE CARRI ARMATI ISRAELIANI DENTRO BEIRUT (PER ORA), MA TEL AVIV NON SI FERMA
Radio Onda d`Urto - Wednesday, June 3, 2026
Non c’è stato l’annunciato attacco via terra israeliano su Beirut – che avrebbe innescato la reazione militare iraniana su larga scala – ma Tel Aviv continua a violare il cessate il fuoco e a portare avanti il proprio piano di aggressione del Paese dei Cedri.
Dalle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 3 giugno, colpi di artiglieria hanno infatti bersagliato Blat e Dibbine, nel Libano meridionale. Via aria, invece, raid sulla millenaria città di Tiro. Dalla mezzanotte si contano così almeno 17 morti e decine i feriti; mentre sono 3 i nuovi ordini di evacuazione imposti da Israele ad altrettanti villaggi del sud: Jbaa, Houmine El Faouqa e Arki. Sul fronte opposto, Hezbollah ha lanciato 13 attacchi contro le forze israeliane, prendendo di mira assembramenti di truppe, veicoli militari e posti di comando occupante, oltre a installazioni militari nel nord d’Israele, dove suonano le sirene d’allarme.
In questo scenario – su cui ancora pesa l’ultima telefonata “di fuoco” tra Trump e Netanyahu, in cui il tycoon avrebbe definito Bibi ‘un pazzo’, intimandogli di fermare l’escalation in Libano – surreale l’annuncio che oggi, a Washington, si dovrebbe tenere un nuovo round tra il governo israeliano e quello libanese, inerme di fronte all’aggressione. Al centro della discussione, ancora una volta, ci sarà Hezbollah, che sarebbe pronto a discutere con le istituzioni libanesi sul tema del disarmo, a condizione che Israele si ritiri dai villaggi che sta occupando nel Libano del sud.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la corrispondenza e l’analisi di Pasquale Porciello, giornalista italiano da anni a Beirut, corrispondente de Il Manifesto e nostro collaboratore Ascolta o scarica