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            <title><![CDATA[Buona festa della mamma a tutte le madri invisibili – di Nadir Dendoune]]></title>
            <description><![CDATA[Qualche giorno fa, in occasione della "festa della mamma", che in Francia si festeggia il 31 maggio, il giornalista, scrittore e regista Nadir Dendoune ha reso omaggio a sua madre, Messaouda, arrivata dall'Algeria nel 1959, e a tutte le "madri invisibili". Critica a un sistema che relega gli anziani in secondo piano e abbandona  [...]]]></description>
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            <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 19:06:18 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Sulla cultura dello stupro e maschilità]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Ancora una riflessione a partire dai fatti di cronaca</strong></p>



<p>Secondo me una parte enorme della difficoltà collettiva nel guardare davvero la violenza sessuale sta qui: nel fatto che figure come Silvio Berlusconi o Jeffrey Epstein non vengono percepite fino in fondo come totalmente estranee all’immaginario dominante della maschilità. Anzi, continuano in qualche modo ad affascinare nonostante ciò che è emerso sulle loro pratiche sessuali e relazionali, ma anche attraverso quelle pratiche.</p>



<p>E questo non perché “gli uomini vogliono essere stupratori”, banalizzazione moralistica che non spiega nulla. Ma perché la nostra cultura continua a intrecciare profondamente desiderio, potere e accesso ai corpi. L’uomo ricco circondato da ragazze giovanissime, l’adulto che supera i limiti e proprio per questo appare potente, il capo che “può permetterselo”, il vecchio che continua ad avere accesso a corpi giovani come prova di successo, prestigio e virilità. Tutto questo non viene soltanto tollerato: viene continuamente erotizzato, raccontato, reso aspirazionale.</p>



<p>E allora forse bisogna dirlo chiaramente: il problema non è solo la violenza esplicita. Il problema è che&nbsp;<strong>il dominio maschile continua a essere culturalmente desiderabile.</strong>&nbsp;Anche in forme apparentemente “soft”, ironiche o glamour. Ed è per questo che&nbsp;<strong>molti scandali non producono vere fratture culturali. Perché metterebbero in discussione non soltanto alcuni individui, ma una pedagogia intera della maschilità</strong>.</p>



<p>Guardando insieme mesi di cronaca locale — non i grandi casi nazionali, ma proprio la massa continua di articoletti di provincia, trafiletti, arresti, denunce, misure cautelari — la sensazione è devastante. Non perché emerga qualcosa di nuovo, ma perché si accumula continuamente la conferma materiale di quello che femministe e movimenti antiviolenza dicono da decenni:&nbsp;<strong>la violenza sessuale non è una deviazione della società. È dentro la società. Dentro le sue gerarchie normali, i suoi desideri educati, i suoi modelli di potere.</strong></p>



<p>E infatti la cosa che colpisce guardando decine di casi insieme è che la violenza raramente arriva da un “fuori” mostruoso. Arriva molto più spesso da uomini perfettamente integrati nella normalità sociale: compagni, ex, mariti, insegnanti, allenatori, medici, colleghi, uomini adulti che si muovono dentro rapporti di fiducia o autorità.&nbsp;<strong>Moltissimi casi parlano molto più di potere che di sesso. Il sesso diventa linguaggio del controllo, dell’umiliazione, dell’accesso garantito al corpo altrui.</strong></p>



<p>E sì, esistono anche&nbsp;<strong>aggressioni in strada</strong>. In questi mesi ce ne sono state diverse: donne aggredite vicino alle stazioni, all’uscita di locali, sui mezzi pubblici, nelle zone della movida. A Milano pochi giorni fa una ragazza è stata violentata fuori da una discoteca dopo essere stata seguita da un gruppo di uomini. E proprio questi casi mostrano un’altra continuità importante:&nbsp;<strong>anche quando la violenza avviene nello spazio pubblico, raramente nasce dal nulla. Nasce dentro una cultura che educa alcuni uomini a percepire determinati corpi come accessibili, disponibili, attraversabili.</strong></p>



<p>Anche&nbsp;<strong>il digitale amplifica tutto questo</strong>. Revenge porn, gruppi Telegram, immagini condivise senza consenso, adescamento, molestie continue, controllo tramite chat e geolocalizzazione.&nbsp;<strong>Online e offline ormai sono la stessa infrastruttura del dominio</strong>. E infatti tantissime violenze non iniziano dal gesto estremo, ma da una lunga educazione alla disponibilità del corpo altrui: il ricatto emotivo, l’insistenza normalizzata, la pressione sessuale continua, il senso di diritto frustrato quando arriva un rifiuto.</p>



<p>E guardando la geografia dei casi si vede chiaramente anche un’altra cosa:&nbsp;<strong>la violenza segue le linee della vulnerabilità sociale</strong>. Minori, persone disabili, donne economicamente dipendenti, migranti, persone trans, persone isolate, sex worker. Non perché siano “fragili per natura”, ma perché&nbsp;<strong>hanno meno protezione sociale, meno credibilità, meno possibilità di essere credute immediatamente.</strong></p>



<p>Poi c’è il&nbsp;<strong>linguaggio mediatico, che continua ossessivamente a trasformare tutto in psicologia individuale: il raptus, la gelosia, “amava troppo”, “era ossessionato”.</strong>&nbsp;Ma questa non è ossessione individuale che compare dal nulla.&nbsp;<strong>È una cultura intera che continua a insegnare a troppi uomini che desiderare significa ottenere, insistere, superare limiti, possedere. E che il potere renda tutto questo più legittimo, più affascinante, persino più virile.</strong></p>



<p>Ed è forse questo&nbsp;<strong>il punto più disturbante</strong>&nbsp;che emerge guardando tutta questa cronaca insieme. Non solo la presenza della violenza, ma&nbsp;<strong>la difficoltà collettiva ad abbandonare il fascino del dominio maschile stesso</strong>. Anche quando quel dominio mostra apertamente il proprio volto predatorio.</p>

		
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<p>L'articolo <a href="https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/sulla-cultura-dello-stupro-e-maschilita/">Sulla cultura dello stupro e maschilità</a> proviene da <a href="https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net">Osservatorio nazionale NUDM</a>.</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[violenza]]></category>
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            <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:57:24 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Martedì 16 giugno ore 19 – Proiezione del documentario TREYF @Cagne Sciolte]]></title>
            <description><![CDATA[Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale e Cagne Sciolte vi invitano martedì 16 giugno per la proiezione di TREYF (1998), documentario sulla storia di due ebree lesbiche che si innamorano al Seder di Pesach e del loro rapporto con la città … <a href="https://cagnesciolte.noblogs.org/2026/06/12/16-giugno-ore-19-proiezione-del-documentario-treyf-cagne-sciolte/">Continue reading <span>→</span></a>]]></description>
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            <category><![CDATA[tikkun]]></category>
            <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:30:03 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[DOCUMENTO POLITICO DEL RIVOLTA PRIDE BOLOGNA 2026]]></title>
            <description><![CDATA[LE FROCIE LO SANNO DA CHE PARTE STARE: NO PRIDE IN GENOCIDE, FREE PALESTINE! Concentramento ai Giardini Margherita alle 16:00. Partenza corteo alle 17:00 circa. Arrivo al Parco della Montagnola con interventi politici e artistici dal palco all’interno del parco … <a href="https://smaschieramenti.noblogs.org/post/2026/06/11/documento-politico-del-rivolta-pride-bologna-2026/">Continua a leggere<span>→</span></a>]]></description>
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            <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 16:43:44 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>A 11 anni dalla prima imponente mobilitazione al grido "Ni Una Menos!" l'ondata transfemminista contro la violenza patriarcale non si ferma. ❤️‍�... <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2395" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2395</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <title><![CDATA[NO 41 BIS]]></title>
            <description><![CDATA[La trascrizione della testimonianza di Alfredo all&#8217;udienza del 18 maggio 2026 a Bologna.https://www.mezzoradaria.com/2026/06/08/la-parola-ad-alfredo/]]></description>
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            <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 00:37:48 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>🖼 Che Repubblica vogliamo essere domani? chiede Giorgia Meloni. <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2394" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2394</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 14:25:18 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-06-12] Critical Mass Transfemminista @ Parco Sangalli]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>Critical Mass Transfemminista</h3><strong>Parco Sangalli - Parco sangalli - Torpignattara</strong><br>(venerdì, 12 giugno 19:00)<br><img src="https://roma.convoca.la/media/59ebcaddda58311be4fcfbb5f4cef4f6.jpg"><p>Venerdì 12 giugno -Ore 19,00 parco sangalli ( come ogni secondo venerdì del mese)</p><p>corpi con mezzi, con pochi mezzi e nessun mezzo</p><p>No: Machismo, trans-bi-lesbo-omofobich , fascist, sionist, patriarch</p><p>teoricamente rimane dentro tanta roba</p><blockquote><p>se per vivere è stato necessario rompere il cemento,</p></blockquote><blockquote><p>poi non puoi metterci in un vaso del tuo balcone </p></blockquote><p></p><p>Eddaje!</p>]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/critical-mass-transfemminista-2</link>
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            <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 15:18:41 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[<p>🖼 Casi di femminicidi lesbicidi trans*cidi monitorati in Italia nel 2026 <a href="https://t.me/nonunadimenoroma/2392" target="_blank"><span>https://</span><span>t.me/nonunadimenoroma/2392</span><span></span></a></p>]]></description>
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            <pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:25:06 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-06-13] L'Associazione Che Guevara insieme a Donne Di Carta presentano FIGLIE DI DUE MONDI, dialogo con Sarah Mustafa, Parisa Nazari e Giuliana Sgrena @ Che Guevara Roma]]></title>
            <description><![CDATA[<h3>L'Associazione Che Guevara insieme a Donne Di Carta presentano FIGLIE DI DUE MONDI, dialogo con Sarah Mustafa, Parisa Nazari e Giuliana Sgrena</h3><strong>Che Guevara Roma - Via Fontanellato 69</strong><br>(sabato, 13 giugno 17:30)<br><p>Non è forse questo la scrittura, lo scrivere: uno sguardo dall’alto che ci consente di scoprire nelle orme lasciate sulla strada, nelle cose che salviamo dopo una tempesta, un disegno, qualcosa a cui, per naturale tendenza a inventare storie, attribuiamo un senso? Il mettersi quasi in punta di piedi non per guadagnare un’altezza fisica ma per creare la distanza necessaria per cominciare a narrare.</p><p> </p><p>Sarah Mustafa nella sua prima prova narrativa è ricorsa al codice del giallo per poter comprendere, come fosse un’indagine appunto, i mondi che la abitano: la Palestina e l’Italia, la vita in un campo profughi e quella universitaria, la lingua dell’adattamento e la lingua dimenticata e reimparata, da chi provieni e a chi apparterrai. Forse il “giallo” è davvero un genere privilegiato per porre la grande domanda: chi sei?</p><p>Giuliana Sgrena i conflitti li ha sempre guardati dritti negli occhi e raccontati anche attraverso quelli di chi, donne e bambini, ne sono le vittime dimenticate o date come effetti collaterali. Ma questa volta la sua scrittura ha il furore olimpico di chi raccoglie le sue esperienze di inviata speciale per ribaltare la doppia accusa di sopravvissuta e di intrusa nel mondo maschile del giornalismo di guerra rivendicando la forza e l’onestà di una scelta.</p><p>Parisa Nazari, attivista, traduttrice, mediatrice culturale. Una donna iraniana che si è fatta custode della lingua della sua terra traducendo per l’Italia adottiva non solo opere letterarie ma i sogni i desideri e le grida di un popolo, che il mondo ha imparato a conoscere soprattutto attraverso la lunga lotta di Donna Vita Libertà.</p><p>Esperienze diversissime eppure in ognuna c’è quello sguardo che pone a un livello superiore il conflitto, la ferita, in un desiderio potente di riscatto identitario personale e collettivo. Figlie di due mondi, appunto. </p><p>Ascoltarle è un regalo da condividere.</p><p>Se ti piacciono le nostre iniziative puoi aiutarci col tuo 5x1000 codice fiscale 97768200582</p>]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/lassociazione-che-guevara-insieme-a-donne-di-carta-presentano-figlie-di-due-mondi-dialogo-con-sarah-mustafa-parisa-nazari-e-giuliana-sgrena</link>
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            <category><![CDATA[transfemminismo]]></category>
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            <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 09:28:15 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
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            <pubDate>Sun, 07 Jun 2026 09:25:45 GMT</pubDate>
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