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        <title><![CDATA[Comunicati]]></title>
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            <title><![CDATA[Renoize26 – 5 Settembre Corteo Antifascista]]></title>
            <description><![CDATA[CONTRO GUERRA, DISUMANITÀ E RIARMO. COSTRUIAMO COMUNITÀ RESISTENTI «Mi chiamo Renato Biagetti e a me i fascisti non hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso. Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla.» Sono passati 20 anni dall’omicidio di Renato, per questo sabato 5 [&#8230;]]]></description>
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            <category><![CDATA[corteo]]></category>
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            <category><![CDATA[renoize]]></category>
            <category><![CDATA[programma026]]></category>
            <category><![CDATA[renoize026]]></category>
            <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 20:28:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Solidarietà a Spin Time: nessun uso strumentale dell’incendio per colpire un’esperienza sociale e abitativa]]></title>
            <description><![CDATA[<h5>COMUNICATO STAMPA</h5>



<h4>GIÙ LE MANI DA SPIN TIME. <br>Esempio di rigenerazione urbana al centro di Roma</h4>



<p>L<strong>‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università </strong>esprime la propria piena solidarietà agli abitanti di <strong>Spin Time</strong> e a tutte le realtà sociali e culturali che animano quotidianamente questo importante spazio di mutualismo, accoglienza e partecipazione.</p>



<p>Come <strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> abbiamo sperimentato fattualmente la difficoltà di reperire spazi per iniziative culturali e sociali a <strong>Roma </strong>tra richieste economiche spropositate e ostatoli burocratici e logistici notevoli. <strong>Spin Time</strong>, con i suoi locali e il personale tecnico qualificato, si è mostrato per due anni consecutivi all’altezza delle richieste che ponevamo e infatti per due anni consecutivi l’<strong>Osservatorio</strong> ha svolto l’appuntamento del Convegno nazionale e l’assemblea nazionale (<a href="https://osservatorionomilscuola.com/2024/04/05/roma-10-11-maggio-2024-convegno-e-assemblea-nazionale-dellosservatorio-contro-la-militarizzazione-delle-scuole-e-delle-universita/" data-type="post" data-id="5043" target="_blank">Convegno 2024</a> e <a href="https://osservatorionomilscuola.com/2025/04/23/roma-16-17-maggio-2025-convegno-nazionale-osservatorio-militarizzazione-scuole-universita/" data-type="post" data-id="12090" target="_blank">Convegno 2025</a>) nei suoi locali, potendo anche usufruire dello spazio ristorativo con pietanze frugali, ma dall’alto valore conviviale e sociale.</p>



<p>Dalle informazioni finora disponibili emerge che il principio d’incendio sviluppatosi qualche giorno fa sarebbe stato rapidamente circoscritto e spento grazie al tempestivo intervento della comunità residente, senza danni alle persone né all’edificio. Ciononostante, centinaia di persone sono rimaste fuori dalle proprie abitazioni, con ingressi limitati, porte forzate e una situazione di grande incertezza sulle reali condizioni dello stabile.</p>



<p>Riteniamo grave che un episodio di questo tipo possa trasformarsi nell’occasione per mettere in discussione il diritto all’abitare e l’esistenza di una delle più importanti esperienze di solidarietà sociale del nostro Paese.</p>



<p>Chiediamo che venga fatta piena chiarezza sulle decisioni assunte dalle autorità competenti e che ogni valutazione tecnica sia resa pubblica e trasparente. Allo stesso tempo, denunciamo il rischio che esigenze di ordine pubblico prevalgano su criteri oggettivi di sicurezza, utilizzando l’incendio come pretesto per procedere allo sgombero di un’occupazione abitativa e di un centro culturale che da anni rappresentano un punto di riferimento per centinaia di persone e per associazioni come l’<strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> che di quegli spazi ha beneficiato.</p>



<p>Le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza degli/delle abitanti, non di trasformare un’emergenza in un’operazione repressiva. Le persone coinvolte devono poter rientrare nelle proprie case non appena le verifiche tecniche lo consentano, nel pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità.</p>



<p>L’<strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> invitano tutte e tutti a partecipare alle iniziative di solidarietà promosse da <strong>Spin Time</strong> e a vigilare affinché nessuna operazione di sgombero venga giustificata o accelerata sfruttando un episodio che deve essere affrontato esclusivamente sul piano della tutela delle persone e della sicurezza.</p>



<h4>La solidarietà non si sgombera. Difendere Spin Time significa difendere il diritto all’abitare, la cultura, il mutualismo e gli spazi sociali al servizio della collettività.</h4>



<p><strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong></p>







<p>Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:</p>



<h4>Fai una donazione una tantum</h4><p>Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!</p><a target="_blank">Fai una donazione</a><h4>Fai una donazione mensilmente</h4><p>Apprezziamo il tuo contributo.</p><a target="_blank">Dona mensilmente</a><h4>Fai una donazione annualmente</h4><p>Apprezziamo il tuo contributo.</p><a target="_blank">Dona annualmente</a>]]></description>
            <link>https://osservatorionomilscuola.com/2026/08/02/solidarieta-spin-time-strumentale-incendio-colpire-esperienza-sociale-abitativa/</link>
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            <category><![CDATA[esperienza sociale]]></category>
            <category><![CDATA[uso strumentale]]></category>
            <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:10:12 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il razzismo di stato si fa soffocante]]></title>
            <description><![CDATA[Un comunicato del collettivo C.A.Nicola.]]></description>
            <link>https://turba.noblogs.org/il-razzismo-di-stato-si-fa-soffocante/</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 10:24:12 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – 5 settembre 2026 a Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – 5 settembre 2026 a Roma]]></description>
            <link>https://ionondimentico.noblogs.org/post/2026/07/24/assemblea-nazionale-free-all-antifas-5-settembre-2026-a-roma/</link>
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            <category><![CDATA[iniziative]]></category>
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            <category><![CDATA[ventidirenato]]></category>
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            <category><![CDATA[programma026]]></category>
            <category><![CDATA[renoize026]]></category>
            <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 12:06:59 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[22 luglio 2026 – Ci siamo stati, nonostante tutto, e ci saremo]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Ci siamo stati, nonostante tutto. Ci siamo stati, nonostante le mille furbizie ed i colpi di<br>mano che un governo, incurante della sentenza 192/24 della Corte Costituzionale e – ancor di più – della vita dei e delle cittadini/e di questo Paese, ha inferto alla Repubblica. Un tempo c’era il “prima gli italiani”; ora la parola d’ordine della destra è prima i veneti, i liguri, i piemontesi e i lombardi (ricchi). Dopo – come sempre – i fanalini di coda del (loro) interesse, nonostante i proclami: i meridionali e le classi popolari.<br>Con una visione proprietaria del Paese e delle istituzioni e pur di mantenere parallelamente in piedi il percorso della legge elettorale e dell’approvazione delle Intese preliminari stipulate tra Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte e Governo, in tempi contingentatissimi e bloccando – con un uso spregiudicato dei regolamenti parlamentari – qualsiasi reazione dell’opposizione, sono state approvate anche alla Camera le Risoluzioni per consegnare alla potestà legislativa di quelle Regioni professioni, previdenza complementare, protezione civile e sanità.<br>Ci siamo stati a Roma e a Milano (dove si è manifestato sotto il Palazzo della Regione),<br>nonostante le temperature infernali; ci siamo stati, nonostante la data – il 21 luglio – equivalga a vacanze. Il presidio che si è tenuto a Roma tra piazza Capranica e piazza Montecitorio ha avuto il significato di questa resistenza, che dura da 8 anni: un no alla prevaricazione, alla violenza istituzionale, all’indifferenza nei confronti non solo della sentenza della Corte Costituzionale, ma – al tempo stesso – degli innumerevoli pronunciamenti – tra cui Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca di Italia, CGIL, Gimbe, Svimez e molti altri qualificatissimi esperti, costituzionalisti ed economisti, oltre, naturalmente, a noi dei Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata –<br>che hanno dimostrato – dati, calcoli, ragionamenti, leggi alla mano – che l’approvazione delle Intese preliminari porterà ad un peggioramento delle condizioni dei più, alla perdita dell’uguaglianza dei diritti e alla distruzione dell’unità della Repubblica: la “secessione dei ricchi”, come l’ha chiamata nel 2018, all’inizio di questa storia – triste e scandalosa – Gianfranco Viesti. Loro, le destre al governo, non hanno necessità di dimostrare niente, usano il potere per randellare la Costituzione come fa il ministro Calderoli che in Aula, il 20 luglio si è spinto a giustificare il suo secessionismo puro, sciorinando tutto il repertorio, dalla questione settentrionale al residuo fiscale, dal Titolo V voluto dalle ‘sinistre’ ai paragoni sprezzanti tra il Veneto e la Campania.<br>Per chi si candida a governare il Paese nella prossima legislatura, il nostro auspicio e la nostra nell’opposizione. Il presidio di Roma è stato attraversato dagli interventi di parlamentari del M5S, PD e AVS: davanti ad una situazione così drammatica, è necessario dialogare tra piazza e istituzioni. Proprio per questo, i Comitati plaudono alle dichiarazioni dei presidenti delle Regioni Puglia e Campania, che hanno annunciato il ricorso alla Consulta; invitano – fiduciosi nel presidente De Pascale, con cui già da tempo dialogano fruttuosamente – il presidente stesso e la Regione Emilia-Romagna ad unirsi ad esse, così come le altre Regioni governate da Pd e M5S.<br>Alla prepotenza, all’aggressività, all’arbitrio si può rispondere con un’unica voce, convergente nei principi della Carta Costituzionale. Dei quali la maggioranza, in questa come in altre occasioni, sta facendo carta straccia.<br>Ma noi ci siamo stati e ci saremo.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD</strong></p>



<p><strong><a href="https://www.youtube.com/live/d7A8KNmWYi8">Milano chiama Roma: interviste dai presidi – 21 luglio 2026</a></strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/07/22/22-luglio-2026-ci-siamo-stati-nonostante-tutto-e-ci-saremo/</link>
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            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[presidio]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:32:54 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Comunicato Stampa 18 luglio 2026 – Tutti in piazza Montecitorio, martedì 21 luglio ore 16,30]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Un governo autoritario, in cui vige la logica dello scambio e del ricatto reciproco, sta producendo l’ennesima forzatura; incurante non solo, come diciamo da più di un anno, della sentenza 192/24 della Corte Costituzionale; ma di tutta una letterale valanga di critiche che gli sono cadute addosso a proposito dell’approvazione delle intese per 4 regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto) su 3 materie non Lep – protezione civile, professioni, previdenza complementare – e una, la sanità, che richiede la definizione dei<br>livelli essenziali di prestazione (LEP) fatti coincidere arbitrariamente con I livelli essenziali di assistenza (LEA), che come è ben noto aggravano le disparità territoriali. </p>



<p>L’Aula di Palazzo Madama ha mosso un passo importante nella realizzazione del progetto eversivo dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza dei diritti nella giornata di giovedì 16 luglio, approvando le relative Risoluzioni e sostanzialmente impedendo qualsiasi<br>mossa delle opposizioni, che avevano preparato ben 800 ordini del giorno e presentato comuni Risoluzioni chiedendo il ritiro delle Intese preliminari. Ora tocca alla Camera.<br>È ancora una volta il momento di scendere in piazza: martedì 21 luglio le Risoluzioni di maggioranza approderanno in Aula e verranno votate. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata indicono un presidio – dalle ore 16,30 alle ore 20,30 – in piazza Montecitorio, cui aderiscono – tra gli altri – la Cgil Roma e Lazio, Cobas, Usb, e a cui prenderanno parte i/le deputate/i delle opposizioni.<br>Chi abbia pensato che l’autonomia fosse diventata un problema superato e risolto ha sbagliato; chi ha raccolto le firme per un referendum che la Consulta ha bocciato, sulla base degli interventi demolitori che la Corte aveva operato sulla legge 86/24 come chi ha firmato per quella raccolta, tutti devono sapere che l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti stanno subendo un pesantissimo attacco, merce di scambio di un governo spregiudicato che vuole introdurre surrettiziamente il premierato assoluto con la nuova legge elettorale e legittimare le disuguaglianze sociali e le disparità territoriali con l’autonomia differenziata.<br>Plaudiamo alla condotta delle opposizioni in Senato, che hanno messo in campo un tentativo di resistenza neutralizzato dalla prevaricazione di un uso spregiudicato dei margini concessi dal regolamento; così come plaudiamo alle dichiarazioni del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, rivolte alle forze politiche del Consiglio Regionale: “La vera minaccia è nel futuro, e ha un nome preciso: autonomia differenziata. Stiamo correndo verso un baratro con lo sguardo rivolto all’indietro, litigando su chi guida mentre l’automobile sta per andare a sbattere. Se le preintese (accordi tra Stato e Regioni) verranno approvate così come sono scritte, sarà la fine della sanità pubblica per come la conosciamo, soprattutto nei territori più fragili. Il Mezzogiorno per primo. Non è autonomia, è secessione a rate: perché non sposta<br>soltanto competenze, sposta risorse di mobilità passiva e professionisti, dal Sud verso il Nord, un’emorragia silenziosa che svuoterà i nostri ospedali proprio mentre lottiamo per accorciare le liste d’attesa. Rischiamo di trasformare il Sud in terra da cui i medici partono, non in terra dove i pazienti guariscono. Un disastro di questa portata si ferma solo con un fronte meridionale unito, che parli con una voce sola: tutta la classe politica del Mezzogiorno, senza distinzione di schieramento, risponderà domani di questo passaggio se lascerà travolgere la sanità del Sud. Non è una battaglia di parte, è una battaglia di sopravvivenza. Per questo mi rivolgo a tutte le forze civili e politiche pugliesi: fermiamo insieme questo disegno, prima che diventi irreversibile».<br>E’ necessario mobilitarsi e moltiplicare le azioni a ogni livello, territoriale e nazionale, e in ogni ambito, sociale, politico e istituzionale, affinché questo progetto distruttivo dell’unità della Repubblica non vada in porto. </p>



<p><strong>Tutti in piazza Montecitorio, martedì 21 ore 16,30.</strong><br></p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD</strong></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[presidio]]></category>
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            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Sat, 18 Jul 2026 09:50:12 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Comunicato Stampa 16 luglio 2026 – Intese preliminari sull’autonomia differenziata]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Oggi il Senato ha approvato le Risoluzioni della maggioranza di destra che consente al Governo Meloni-Calderoli di proseguire l’iter della devoluzione delle competenze legislative alle Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria della materie relative alla protezione civile, professioni, previdenza complementare integrativa e sanità, in spregio alla sentenza della Corte costituzionale 192/2024.</p>



<p>La Corte costituzionale aveva esplicitamente negato la possibilità di devolvere ‘materie’ e posto come condizione necessaria la determinazione di singole funzioni, motivate in virtù delle differenti esigenze territoriali.<br>Le Intese preliminari sono una fotocopia una dell’altra: possibile che le quattro Regioni, così diverse per popolazione, strutture produttive, conformazione territoriale abbiano istanze di devoluzione delle stesse materie? Dov’è la differenziazione che è richiesta addirittura dall’articolo 116 terzo comma, e richiamata dalla sentenza 192/2024 della Corte costituzionale? </p>



<p>Inoltre, la sentenza 192/2024 aveva evocato la questione del ruolo del Parlamento nella determinazione delle Intese sottolineando la necessità che esso avesse un ruolo centrale, dato che ad essere devolute sono le sue competenze legislative. </p>



<p>Infine, la Corte costituzionale aveva richiamato con forza la questione delle risorse finanziarie, infatti la devoluzione di materie comporta alterazioni delle ‘poste’ di bilancio causando squilibri tra le diverse Regioni. </p>



<p>Nessuna di queste disposizioni della sentenza 192/2024 della Corte costituzionale è stata rispettata. È necessario richiamare anche che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio, la Banca d’Italia e perfino la Ragioneria Generale dello Stato, nel corso delle audizioni, hanno fortemente criticato le Intese preliminari; dunque non solo il mondo accademico o<br>esponenti della SVIMEZ o di GIMBE oppure Marco Esposito e Gianfranco Viesti hanno fatto rilevare la gravità della devoluzione di queste materie, perché foriera di nuovi squilibri e di aggravamento dei divari territoriali tra Nord e Sud.<br>La devoluzione di materie come le professioni, o la previdenza complementare accentueranno le differenze tra territori e addirittura tra lavoratori degli stessi settori produttivi, infatti ci saranno Regioni che potranno, avendo più risorse, ampliare l’offerta formativa o incentivare la previdenza integrativa, che già grave di per sé, ora vedrà differenze tra i lavoratori perché alcuni godranno di incentivi e altri no, pur avendo<br>lo stesso contratto di lavoro. </p>



<p>Gravissima è poi l’equiparazione tra Livelli di assistenza sanitaria (LEA) e Livelli essenziali di prestazione (LEP), che consente fin d’ora di devolvere le competenze legislative in<br>materia dei servizi sanitari, perché emerge dagli stessi Rapporti e Relazioni ufficiali – dalla Corte dei Conti ai documenti finanziari dello stesso Governo – che i LEA non hanno fin qui garantito la fruizione in maniera ugualitaria dei servizi sanitari sull’intero territorio nazionale. Basta richiamare la mobilità sanitaria, la spesa sanitaria privata o le liste d’attesa: i LEA non sono i LEP, non garantiscono il diritto alla salute di tutti/e, sono decisi da organismi burocratici, mentre né il Parlamento né le istituzioni territoriali né le associazioni<br>professionali o di ricerca come GIMBE hanno mai avuto la possibilità di far ascoltare la loro voce nella definizione dei livelli necessari dei servizi sanitari.<br>Il Parlamento, secondo le procedure della legge Calderoli, 86/2024, è ridotto al ruolo di ‘passacarte’ e per questo la legge è criticata dalla Corte costituzionale, che, implicitamente, aveva sollecitato una revisione delle procedure per renderlo centrale nell’iter delle Intese. Il voto odierno sulle Risoluzioni delle Intese preliminare dimostra l’assoluto disprezzo del Parlamento, basta infatti pensare che alle opposizioni sono state concesse solo poche ore per presentare le loro Risoluzioni e che in Aula la discussione e il voto si sono svolte in 24 ore, e si sta parlando di atti che modificheranno la forma dello Stato, passando da un<br>regionalismo cooperativo come prescritto dall’articolo 5 a un regionalismo competitivo, come vogliono le forze della destra in modo da giungere alla ‘secessione dei ricchi’. E la Camera è convocata lunedì 20 luglio per approvare a sua volta le Risoluzioni nel giro, anche in questa sede, di 24 ore: è evidente il disegno di impedire la mobilitazione dell’opinione pubblica e dei movimenti territoriali.</p>



<p>Le opposizioni parlamentari hanno svolto con determinazione la loro battaglia chiedendo il<br>ritiro delle Intese preliminari e hanno ben argomentato le loro critiche per denunciare che le Intese sull’Autonomia differenziata romperanno l’unità della Repubblica, che garantisce la fruizione dei diritti fondamentali, sociali e civili, ovunque si risieda, senza discriminazioni territoriali né differenziazioni tra nativi e non.<br>Lo scambio scellerato tra i partiti di destra, tra la presidente Meloni e il vicepresidente e segretario della Lega Salvini, tra Legge elettorale e Autonomia differenziata va avanti, nonostante la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze: il potere è un collante forte ed è quello che tiene insieme la maggioranza di governo di destra.<br>I Comitati contro ogni autonomia differenziata e il Tavolo no Ad denunciano questo assalto alla Repubblica e continueranno le loro mobilitazioni per contrastare questo scellerato disegno di rottura dell’unità della Repubblica e impedire la secessione di ricchi.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/07/16/comunicato-stampa-16-luglio-2026-intese-preliminari-sullautonomia-differenziata/</link>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[intese preliminari]]></category>
            <pubDate>Thu, 16 Jul 2026 15:53:25 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Alfabeto di una scelta.]]></title>
            <description><![CDATA[20 anni di memoria collettiva. Cambiare strada per non cambiare direzione. “Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. […] Questa strada ha un cuore?[…] Se lo ha, la strada è buona. Se non lo … <a href="https://ionondimentico.noblogs.org/post/2026/07/15/alfabeto-di-una-scelta/">Continua la lettura di <span>Alfabeto di una scelta.</span> <span>→</span></a>]]></description>
            <link>https://ionondimentico.noblogs.org/post/2026/07/15/alfabeto-di-una-scelta/</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[renoize]]></category>
            <category><![CDATA[renoize26]]></category>
            <category><![CDATA[ventidirenato]]></category>
            <pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:53:52 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Comunicato Stampa 14 luglio 2026 – Legge elettorale e Autonomia differenziata vengono discusse in pienaestate per evitare iniziative pubbliche di contrasto e denuncia]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Per portare a compimento il patto tra componenti&nbsp; del Governo – che prevede la definizione<br>in tempi brevi della legge elettorale merce di scambio con la realizzazione della prima fase<br>dell’Autonomia differenziata – si assiste in queste ore ad una drammatica, antidemocratica e<br>altrimenti ingiustificata accelerazione delle Risoluzioni che consentono al Governo di giungere alle Intese.<br>È accaduto che ieri – in data 13 luglio 2026 alle ore 17,50 – si sia riunita la prima&nbsp; Commissione permanente Affari Costituzionali, in cui è stata indicata una tempistica letteralmente dall’oggi al domani per l’iter&nbsp; delle Intese. Il presidente Andrea De Priamo, dopo aver ricordato che con l’audizione dei ministri Musumeci e Schillaci si intende concluso il ciclo delle audizioni, sottolinea che i relatori presenteranno il 14 luglio le quattro proposte (identiche)&nbsp;di risoluzione, una per ciascuna delle 4 Regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto), presentazione che sarà immediatamente seguita a partire da mercoledì 15 luglio, dalla discussione in Assemblea degli Atti di indirizzo.<br>Di fronte a questo, il senatore Andrea Giorgis (PD-IDP), nel preannunciare l’intendimento<br>del suo Gruppo di presentare proposte di risoluzione alternative a quelle dei relatori, ha<br>chiesto di poter disporre di un termine di almeno ventiquattro ore: “manifestando forte perplessità per il mancato coinvolgimento delle Commissioni di settore su tematiche di estrema rilevanza, quali la protezione civile e la sanità, chiede che – analogamente a quanto previsto presso l’altro ramo del Parlamento – sugli schemi di intesa preliminare venga acquisito quanto meno il parere della 5ª Commissione.” &nbsp;</p>



<p>Il Presidente ha rigettato questa ultima richiesta, ribadendo che la scadenza resta nei tempi brevissimi, addirittura inferiori alle 24 ore (essendo fissata per la data odierna di&nbsp; martedì 14 luglio alle ore 14,00). Tutto ciò per rispettare le scadenze ravvicinate del 14 e del 15 luglio.<br>Non è un caso che Legge elettorale e Autonomia differenziata vengano discusse in piena estate per evitare iniziative pubbliche di contrasto e denuncia. I Comitati e il Tavolo No Autonomia differenziata denunciano con forza e sdegno il ritmo incalzante di questa procedura, autoritario e privato di qualsiasi confronto e discussione e continueranno la loro azione di denuncia e mobilitazione contro la secessione dei ricchi.<br>Chiediamo ai parlamentari delle forze di opposizione, quando il governo presenterà il Disegno di legge per l’approvazione delle Intese, di proporre una pioggia di emendamenti, per fermare l’iter di approvazione delle intese, e di denunciare con ogni mezzo a disposizione, anche fuori dalle aule istituzionali, gli intenti separatisti e le loro ricadute; perché istituzioni e piazza in questa fase devono procedere coese e convergenti; ai Consiglieri di opposizione delle Regioni che hannoavviato le Intese di usare tutti i mezzi istituzionali per bloccarne l’iter, quando arriveranno nei Consigli;<br>a sindacati e associazioni di mobilitare i propri iscritti e iscritte, insistendo sulla trasversale<br>pericolosità dell’AD, che nega il diritto a un lavoro equamente retribuito e parimenti sicuro, e il diritto a potersi avvalere di una legislazione uniforme in caso di contenzioso; a tutte le forze che si candideranno alle elezioni del 2027 che nel programma sia inserita la cancellazione del c. 3 dell’art. 116, unico atto che impedirebbe in futuro di accedere a forme di autonomia differenziata.&nbsp;<br>&nbsp;<br>Infine, chiediamo di prolungare quanto più possibile la discussione e il voto sulle Risoluzioni così da rendere pubblicamente evidente le forzature del ministro Calderoli, che sordo perfino ai rilievi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio e della Ragioneria Generale dello Stato vuole giungere alle Intese prima delle elezioni del 2027.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD</strong></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:43:53 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Comunicato di solidarietà all’Hotel Decumani]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/Progetto_senza_titolo_per_sito.jpg"></p><p style="text-align: justify;"><strong>Esprimiamo la nostra piena solidarietà al “Decumani Hotel de Charme” di Napoli</strong>, aderente alle campagne BDS “Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana” (<a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/splai">SPLAI</a>) e&nbsp; "<a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/nrfg">No Room for Genocide</a>", finito al centro di una&nbsp; serie di azioni diffamatorie dopo che alcuni media israeliani hanno dato risalto alla decisione di una turista israeliana di cancellare la propria prenotazione presso la struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver ricevuto il messaggio automatico di benvenuto inviato dall’hotel,<strong> la turista ha optato volontariamente per la disdetta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel messaggio la struttura dichiarava la propria adesione alla campagna internazionale "<strong>No Room for Genocide</strong>", ribadiva “il proprio impegno per la libertà e i diritti umani delle comunità vittime di razzismo, discriminazione e oppressione” ed esprimeva il proprio benvenuto “ai palestinesi, ai rifugiati e a tutte le persone che resistono pacificamente all'oppressione nel perseguimento dei diritti riconosciuti dal diritto internazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Va sottolineato che <strong>la struttura</strong> <strong>non ha rifiutato una prenotazione, né discriminato in alcun modo i potenziali clienti</strong>, ma siamo di fronte a <strong>una rinuncia unilaterale da parte della cliente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È bastato questo perché il “Decumani Hotel de Charme” diventasse bersaglio di una<strong> campagna diffamatoria</strong>. La struttura ha denunciato false prenotazioni, recensioni “fake” pubblicate da persone che non hanno mai soggiornato nell'hotel e tentativi di danneggiamento all'attività. Questi attacchi confermano come l'accusa di antisemitismo venga troppo spesso utilizzata per colpire chi sostiene i diritti del popolo palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che accade: in Italia e in altri paesi, realtà che aderiscono alle campagne promosse dal BDS sono periodicamente oggetto di denigrazione e discredito con l'obiettivo di scoraggiare ogni forma di azione non-violenta e solidarietà con la causa palestinese.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna "<a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/nrfg">No Room for Genocide</a>", così come la rete degli Spazi <a href="https://www.bdsitalia.org/index.php/campagne/splai">SPLAI</a>, si fondano sui principi di uguaglianza, giustizia e rispetto del diritto internazionale. Le campagne si basano sui principi del movimento BDS che sostiene la parità di diritti per tutt* e pertanto si oppone ad ogni forma di razzismo, fascismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia, discriminazione etnica e religiosa. Criticare le politiche di uno Stato o denunciare un genocidio non significa discriminare un popolo o una comunità religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Rinnoviamo la nostra piena solidarietà al “Decumani Hotel de Charme”, al proprietario e ai dipendenti.&nbsp; Lo stesso sostegno va a tutte le strutture che, come questa, hanno il coraggio di esporsi pubblicamente in difesa dei diritti del popolo palestinese e del diritto internazionale, nonostante le pressioni e le ritorsioni che questo comporta.</p>
<p>BDS Italia</p>]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/nrfg-comunicati/3042-decumani-hotel</link>
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            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <category><![CDATA[no room for genocide]]></category>
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 04:13:36 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il KNK chiede un’azione internazionale contro le esecuzioni in Iran]]></title>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Commissione per i diritti umani del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) ha condannato la recente ondata di esecuzioni perpetrate dall’Iran, in particolare contro attivisti curdi e prigionieri politici, e ha chiesto alle Nazioni Unite e all’Unione europea di intervenire immediatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione per i diritti umani del KNK ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito all’ondata di esecuzioni che ha colpito i prigionieri politici curdi e tutti coloro che sono stati sottoposti a repressione a causa delle loro opinioni politiche nella Repubblica islamica dell’Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella dichiarazione il KNK ha sottolineato che le autorità iraniane hanno aumentato significativamente il numero delle esecuzioni negli ultimi sette mesi affermando: “Tra i giustiziati ci sono molti prigionieri politici curdi condannati a morte a seguito di processi iniqui e procedimenti giudiziari inaffidabili.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte di questi casi si basa su accuse quali “minaccia alla sicurezza nazionale”, “spionaggio” o “cooperazione con organizzazioni terroristiche”, mentre i rapporti delle organizzazioni internazionali per i diritti umani dimostrano che le confessioni sono state estorte con la tortura, la coercizione e sentenze illegali, e che il diritto a un giusto processo è stato chiaramente violato.</p>
<p style="text-align: justify;">La dichiarazione sottolinea che le autorità iraniane avevano aumentato significativamente le esecuzioni durante la guerra tra Iran e Israele e dopo la dichiarazione del cessate il fuoco aggiungendo: “Molte organizzazioni internazionali per i diritti umani interpretano questa mossa delle autorità iraniane come un tentativo di approfittare dell’attenzione della comunità internazionale sulle crisi regionali, intensificando al contemporaneo la repressione interna”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comunicato prosegue:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Come commissione per i diritti umani del KNK, riteniamo che l’uso della pena di morte contro i prigionieri politici, in particolare attivisti e detenuti curdi, non solo violi il diritto fondamentale alla vita, ma sia anche parte di una politica sistematica di intimidazione, silenziamento e repressione dell’opposizione. Questa pratica, unitamente alla tortura, alle confessioni estorte con la forza e alla negazione dell’accesso a un avvocato e a un giusto processo, costituisce una chiara violazione delle convenzioni e degli standard internazionali in materia di diritti umani.”</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine della sua dichiarazione, la Commissione per i diritti umani del KNK ha invitato le Nazioni Unite (ONU), il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNHRC), l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e l’Unione europea (UE) a:</p>
<p style="text-align: justify;">– Impegnarsi al massimo per fermare le esecuzioni dei prigionieri politici in Iran.</p>
<p style="text-align: justify;">– Condurre un’indagine indipendente, imparziale e trasparente sulle accuse di tortura, confessioni estorte e processi iniqui.</p>
<p style="text-align: justify;">– Intensificare la pressione diplomatica, legale e politica sulle autorità iraniane affinché pongano fine all’uso della pena di morte come strumento di repressione.</p>
<p style="text-align: justify;">– Garantire che i responsabili di queste gravi violazioni dei diritti umani siano assicurati alla giustizia in conformità con il diritto internazionale e i meccanismi di un giusto processo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione per i diritti umani del KNK ha ribadito che la tutela del diritto alla vita, alla giustizia e a un giusto processo sono principi fondamentali di ogni società democratica che aderisce al diritto internazionale, avvertendo che rimanere in silenzio di fronte a quest’ondata di esecuzioni porterebbe all’impunità dei responsabili e all’aggravarsi delle violazioni dei diritti umani fondamentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.retekurdistan.it/2026/07/03/il-knk-chiede-unazione-internazionale-contro-le-esecuzioni-in-iran/">Il KNK chiede un’azione internazionale contro le esecuzioni in Iran</a> proviene da <a href="https://www.retekurdistan.it">Retekurdistan.it</a>.</p>]]></description>
            <link>https://www.retekurdistan.it/2026/07/03/il-knk-chiede-unazione-internazionale-contro-le-esecuzioni-in-iran/</link>
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            <category><![CDATA[iran]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[knk]]></category>
            <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:22:44 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[SUSANNA OGGI HA UNA CASA – SUSANNA HA LOTTATO E NOI CON LEI]]></title>
            <description><![CDATA[SUSANNA OGGI HA UNA CASASUSANNA HA LOTTATO E NOI CON LEI Era la sera del 12 gennaio quando abbiamo visto le fiamme divampare da una casa accanto a L38Squat.Era un lunedì di una solita assemblea di gestione – una di quelle serate in cui ti stringi intorno a un tavolo con le stufe vicine vicine … <a href="https://l38squat.noblogs.org/post/2026/07/03/susanna-oggi-ha-una-casa-susanna-ha-lottato-e-noi-con-lei/">Leggi tutto<span> "SUSANNA OGGI HA UNA CASA – SUSANNA HA LOTTATO E NOI CON LEI"</span></a>]]></description>
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            <category><![CDATA[solidarietà]]></category>
            <category><![CDATA[laurentino 38]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[casa per tutte e tutti]]></category>
            <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:50:20 GMT</pubDate>
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