<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0">
    <channel>
        <title><![CDATA[Comunicati]]></title>
        <description><![CDATA[Comunicati]]></description>
        <link>https://raccordo.info/</link>
        <generator>Blob 1.12.1 - https://blob.news</generator>
        <lastBuildDate>Tue, 06 Oct 2026 22:50:54 GMT</lastBuildDate>
        <atom:link href="https://raccordo.info//feed/12" rel="self" type="application/rss+xml"/>
        <item>
            <title><![CDATA[Militari israeliani dell’IDF in “vacanze di decompressione” in Trentino: la denuncia di BDS]]></title>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>TRENTINO / VAL DI FASSA</strong> — Soggiorni di “decompressione” post-combattimento per reparti attivi dell’esercito israeliano e grandi eventi turistici con forti impronte identitarie militari: il Trentino finisce al centro del dibattito politico e istituzionale sulla complicità indiretta e l’etica dell’accoglienza.</p>
<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/image/no_room_for_genocide/foto_comunicato_TE.png" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L'inchiesta del quotidiano ilT</strong><br>Un'<a href="https://www.iltquotidiano.it/articoli/soldati-israeliani-a-canazei-il-gruppo-dei-22-reduci-della-brigata-golani-in-vacanza-decompressione-il-viaggio-i-post-social-e-i-fondi-della-difesa/">inchiesta del 10 Settembre del quotidiano trentino ilT</a> ha rivelato che <strong>22 soldati della Brigata Golani dell'esercito israeliano, reparto operativo a Gaza e in Libano, hanno trascorso una vacanza di «decompressione» a Canazei</strong>. Ricordiamo che la Brigata Golani è la stessa che si è resa responsabile di crimini efferati nella striscia di Gaza, tra cui l’uccisione a sangue freddo di <a href="https://www.ilpost.it/2025/03/31/gaza-uccisi-operatori-sanitari-mezzaluna-rossa-unrwa/" target="_blank">15 medici e paramedici palestinesi</a> in servizio su ambulanze con lampeggianti accesi, massacrati e sotterrati in fosse comuni nel Marzo 2025.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inchiesta ha ora rivelato che la vacanza in Trentino durante l’estate 2025 è stata finanziata dall'organizzazione israeliana Peace of Mind, il cui budget è triplicato dal 2022 e che riceve, per le attività organizzate all'estero, anche fondi diretti dal Ministero della Difesa israeliano. Poiché si tratta di un programma istituzionale di recupero psicofisico per militari in servizio, e non di semplici vacanze private, <strong>esperti di diritto internazionale evidenziano come la loro presenza sollevi importanti interrogativi sugli obblighi di prevenzione e sicurezza dello Stato italiano.<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, sulla vicenda è stata depositata un’interrogazione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Trento a firma dei consiglieri del Partito Democratico Francesca Parolari e Paolo Zanella per chiedere chiarimenti alla Giunta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Skidealweek e il turismo post-servizio sulle Dolomiti</strong><br>Accanto ai soggiorni curati da Peace of Mind, il caso accende i riflettori anche su eventi di più larga scala come la <strong>Skidealweek</strong>, organizzata dal tour operator israeliano <strong>Skideal</strong>, che con questo festival sciistico porta da anni in Val di Fassa (in particolare Campitello e Canazei) centinaia di partecipanti ad un evento chiuso e dedicato ad un pubblico proveniente da Israele, come denunciava il gruppo BDS Trentino e come riportava anche l’emittente televisiva locale RTTR già a marzo 2026. Data la leva obbligatoria e il sistema di riservisti in Israele, la presenza di personale militare tra i partecipanti è strutturale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;L'evento ha sollevato forti perplessità sia a livello locale — con segnalazioni di residenti e raccolte firme contro le intemperanze e gli eccessi degli utenti del pacchetto-vacanza — sia sul piano etico e politico. Ad esempio, la line-up artistica della manifestazione, <strong>prevista e confermata anche per la stagione invernale 2026-2027,</strong> include figure controverse come DJ Skazi, noto per il suo esplicito e continuo sostegno all’esercito israeliano e protagonista di messaggi di incitamento alla distruzione a Gaza, oltre ad altri artisti esibitisi in contesti promozionali con simboli delle brigate dell'IDF.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante i tentativi passati di presentare l’evento in sinergia con la promozione turistica locale, il movimento BDS e diverse realtà territoriali chiedono la massima trasparenza sull'assenza di patronati, contributi o collaborazioni dirette e indirette tra il sistema pubblico (Aziende di Promozione Turistica, Trentino Marketing, amministrazioni comunali) e gli operatori coinvolti in questo tipo di turismo post-servizio o "decompressione militare".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La campagna "No room for genocide" e la petizione per lo stop all'esenzione del visto:</strong><br>In questo contesto, BDS richiama con forza la campagna internazionale "No room for genocide". La campagna invita l'intera filiera dell'ospitalità — dagli albergatori alle comunità locali, fino ai viaggiatori e alle istituzioni — a rifiutare qualsiasi forma di complicità con chi partecipa o sostiene crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>"No room for genocide" chiede formalmente:</strong></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="text-align: left;" aria-level="1">Alle <strong>strutture ricettive e agli operatori turistici</strong>: di aderire all'impegno etico per <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>garantire<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>che gli spazi di accoglienza e le strutture alberghiere non vengano usati per <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>riabilitare o<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>far riposare chi si è reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li aria-level="1">Agli <strong>enti pubblici e alle istituzioni</strong>: di adottare criteri di controllo rigorosi, rifiutare <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>ogni patrocinio, collaborazione logistica o promozione a eventi o tour operator legati <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>all'apparato<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>bellico israeliano e garantire la piena trasparenza sui flussi turistici <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>organizzati<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>a <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"></span>scopo militare.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li aria-level="1">Ai <strong>cittadini e alla società civile</strong>: di mantenere alta l'attenzione affinché i territori <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>montani e le&nbsp;comunità locali rimangano spazi dedicati alla pace, alla giustizia e alla<span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>promozione dei&nbsp;diritti umani, rifiutando che il Trentino diventi una destinazione di <span style="font-size: 9pt; line-height: 107%; font-family: 'Calibri', sans-serif;"><br> </span>sollievo per reparti militari impegnati nei teatri di guerra.&nbsp;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A sostegno di questa mobilitazione, <strong>il movimento BDS chiede l'immediata sospensione dell'esenzione dal visto per tutti coloro (militari o civili) che siano sospettati di coinvolgimento in crimini di guerra e atti genocidari</strong> — così come riconosciuti in ambito internazionale dalla Corte Penale Internazionale (CPI) e dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) — introducendo un meccanismo rigido di controllo e screening alle frontiere per impedire l'ingresso e la circolazione sul territorio nazionale ed europeo di potenziali criminali di guerra e soggetti responsabili di violazioni del diritto internazionale.&nbsp;</p>
<p><strong>Contatti per la stampa:</strong></p>
<ul>
<li>BDS Trentino - Email: <a href="mailto:trentino.bds@proton.me">trentino.bds@proton.me</a></li>
<li>BDS Italia - <a href="mailto:bdscomunicazione@gmail.com">bdscomunicazione@gmail.com</a></li>
<li>Gruppo di Lavoro Turismo Etico - <a href="mailto:bdsitalia.turismoetico@gmail.com">bdsitalia.turismoetico@gmail.com</a></li>
</ul>]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/nrfg-comunicati/3071-militari-israeliani-dell-idf-in-vacanze-di-decompressione-in-trentino-la-denuncia-di-bds</link>
            <guid isPermaLink="true">https://www.bdsitalia.org/index.php/nrfg-comunicati/3071-militari-israeliani-dell-idf-in-vacanze-di-decompressione-in-trentino-la-denuncia-di-bds</guid>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <category><![CDATA[no room for genocide]]></category>
            <pubDate>Tue, 15 Sep 2026 21:39:42 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/29/de/5dd5125d2c5af499bfb0cba3dfc9.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Comunicato stampa del Comitato di Puglia per l’unità della Repubblica]]></title>
            <description><![CDATA[<p>GOVERNO MELONI E REGIONI DEL NORD</p>



<p>CORRONO SPEDITI VERSO LA FRANTUMAZIONE DELL’ITALIA</p>



<p>DICIAMO NO!</p>



<p>Il Governo Meloni va avanti nel percorso di “autonomia differenziata” attraverso l’iter delle<br>“intese” con 4 regioni del Nord – Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria – che prevedono<br>l’attribuzione di particolari forme di autonomia su materie importanti: protezione civile,<br>professioni, previdenza complementare e alternativa, coordinamento della finanza<br>pubblica in materia di tutela della salute.<br>Non stiamo parlando di una semplice riorganizzazione amministrativa.<br>Stiamo parlando del rischio di trasformare le differenze territoriali in disuguaglianze<br>permanenti, di istituzionalizzare la divisione fra cittadini/e di serie A e di serie B e di<br>compromettere l’unità sostanziale della Repubblica, mentre il Paese è già profondamente<br>segnato da divari economici e sociali.<br>Questa scelta politica rischia di colpire prima di tutto le fasce sociali più disagiate e<br>nell’immediato le popolazioni del Sud, che vedranno ridursi ulteriormente risorse e<br>diritti fondamentali, in aperto contrasto con il sentire popolare e con la sentenza n.<br>192/2024 della Corte Costituzionale.<br>Il Mezzogiorno, afflitto dalle liste di attesa per l’accesso alle cure e agli esami clinici,<br>dall’emigrazione sanitaria che arricchisce altri territori, dalla fuga dei giovani alla ricerca<br>di migliori prospettive di vita, dall’abbandono delle aree interne, dal dissesto<br>idrogeologico, viene lasciato solo e ulteriormente depauperato.<br>Questo misfatto politico, sociale e istituzionale, che si sta compiendo in un clima di caos<br>e di disinformazione, richiede il massimo della mobilitazione trasversale e l’assunzione<br>di responsabilità a tutti i livelli e in ogni territorio.<br>Per questo siamo decisamente solidali con le mobilitazioni dei Comitati nelle regioni<br>interessate dalle intese e valutiamo con favore l’impegno assunto dai Presidenti delle</p>



<p>Regioni Puglia e Campania a ricorrere alla Corte Costituzionale per far valere i principi<br>di eguaglianza dei diritti, di unità e indissolubilità della Repubblica.<br>Tuttavia, rimaniamo a dir poco sconcertati dalla posizione assunta dagli esponenti del<br>PD delle regioni Lombardia e Veneto: in un passaggio assolutamente determinante essi<br>non hanno partecipato al voto nei rispettivi organismi istituzionali regionali. Paradossali<br>risultano le ragioni di tale decisione politica: troppo ridotti, rispetto alle aspettative ,<br>sarebbero gli ambiti e le risorse di autonomia previsti dalle preintese!<br>Tale posizione, maturata all’interno dello stesso partito che a Roma e al Sud dichiara la<br>propria contrarietà all’autonomia differenziata mentre al Nord la rivendica, è, a nostro<br>parere, indice di un processo di degenerazione politica localistica, di un’ambiguità che<br>nuoce alla limpidezza della lotta per l’uguaglianza dei diritti, di un deplorevole<br>“regionalismo competitivo”.<br>Di fronte a una prospettiva tanto grave, vanno rigettati tatticismi, silenzi o distinguo di<br>convenienza elettoralistica.<br>Per questo auspichiamo che si ritrovi, prima che sia troppo tardi, quell’unità che<br>nell’estate del 2024 aveva portato un movimento vasto e plurale, da Nord a Sud, alla<br>raccolta di 1.300.000 firme per l’abrogazione della legge Calderoli n. 86/2024.<br>Chiediamo che anche le altre Regioni, a partire da quelle meridionali, si associno<br>all’impegno assunto dai Presidenti Decaro e Fico per far valere davanti alla Corte<br>Costituzionale l’interesse generale e i principi di solidarietà, unità e indissolubilità della<br>Repubblica.<br>Chiediamo ai sindaci e alle sindache di alzare la voce, informare le proprie comunità e<br>assumere iniziative concrete contro qualsiasi processo di ulteriore divisione del Paese.<br>Perché non è una questione che riguarda soltanto il Mezzogiorno: riguarda l’Italia intera.<br>Al fianco di queste lotte e iniziative dichiariamo il nostro impegno nel nostro territorio e<br>insieme ai Comitati e al Tavolo Nazionale “No Autonomia differenziata”, dei quali siamo da<br>anni parte attiva.</p>



<p>8 settembre 2026</p>



<p><strong>Per il Comitato di Puglia “Per l’unità della Repubblica”</strong></p>



<p><strong>Tonia Guerra<br>Eliseo Tambone</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/09/comunicato-stampa-del-comitato-di-puglia-per-lunita-della-repubblica/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/09/comunicato-stampa-del-comitato-di-puglia-per-lunita-della-repubblica/</guid>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Wed, 09 Sep 2026 10:20:11 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/68/50/0c058ffc7576f36be3958b077e51.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟕.𝟑𝟎]]></title>
            <description><![CDATA[<p>𝐅𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞: 𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐮𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐬𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢?</p>



<p>ne parliamo con</p>



<p>𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐄𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐨 – 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚</p>



<p>𝐞</p>



<p>𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢 – 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐞</p>



<p>introduce 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐚𝐢𝐧𝐨 – 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐓𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐍𝐨 𝐀𝐃</p>



<p>conclude 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐨 – 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐍𝐨 𝐀𝐃</p>



<p>𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐲𝐨𝐮𝐭𝐮𝐛𝐞 𝐥𝐢𝐯𝐞</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/@NoadogniAD/streams">https://www.youtube.com/@NoadogniAD/streams</a></p>



<p>per informazioni:&nbsp;<a href="mailto:noaogniad@gmail.com" target="_blank">noaogniad@gmail.com</a></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/04/%f0%9d%90%88%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9c%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%ad%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%9f%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%b3/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/04/%f0%9d%90%88%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%9c%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%a7%f0%9d%90%ad%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a8-%f0%9d%90%9d%f0%9d%90%a2-%f0%9d%90%9f%f0%9d%90%a8%f0%9d%90%ab%f0%9d%90%a6%f0%9d%90%9a%f0%9d%90%b3/</guid>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Fri, 04 Sep 2026 11:33:23 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/64/b3/4dc8db9da421e555056fdc7d0ae5.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Settembre molto caldo per il Governo e le 4 Regioni che intendono confermare gli Schemi di intesa preliminare]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Settembre molto caldo per il Governo e le 4 Regioni che intendono confermare gli Schemi di<br>intesa preliminare. Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto chiedono l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica. </p>



<p>Il ministro Calderoli preme per arrivare all’approvazione, preferibilmente entro il 20 settembre (domenica 20 torna il grande raduno di Pontida).<br>Il Calendario è già pronto: Lombardia e Veneto in prima linea, Liguria a ruota, il Piemonte in<br>affanno. In Veneto: 1, 2, 3 settembre approvazione dopo l’adozione della legge regionale sul fine vita; in Liguria: primo settembre in Commissione, entro l’8 le audizioni, il 9 settembre discussione e voto in Consiglio Regionale; in Lombardia: il 26 agosto le Commissioni congiunte, mercoledì 2 settembre l’adozione della Risoluzione di maggioranza, il 10 l’esame in Consiglio Regionale e l’approvazione; in Piemonte: 3 settembre esame in Commissione degli Schemi e conclusione dell’iter entro fine mese.<br>La Lombardia nega le audizioni e vuole passare subito all’approvazione, d’altra parte Pontida<br>incalza. Il 2 settembre, alle 14.00, è in discussione anche la Petizione lombarda presentata il 16 dicembre 25. Quest’ultima collocata al secondo punto dell’o.d.g. e, quindi, indebolita ancora di più nel dibattito e nell’iter.<br>Con le mobilitazioni, si parte il 3 settembre a Torino – con un Presidio/Conferenza stampa, alle 14.00 (Palazzo del Consiglio Regionale – Via Alfieri 15, Torino – Palazzo Lascaris). Inaccettabile, dicono i promotori , che si violi la sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2024. Con tutte le urgenze gravi per il Paese si fa un altro passo verso l’aumento delle diseguaglianze, le privatizzazioni, la distruzione dei contratti nazionali, i clientelismi.<br>Il 10 settembre a Milano – Presidio (Grattacielo Pirelli – Piazza Duca d’Aosta 3, orario in<br>aggiornamento), si invita chi due anni fa ha firmato contro l’Autonomia differenziata, e in Lombardia la campagna per il referendum contro l’autonomia differenziata (Legge Calderoli, n. 86/2024) si era conclusa registrando una partecipazione straordinaria che ha collocato la regione tra le prime tre a livello nazionale per numero di sottoscrizioni.<br>Ci aspettiamo che si rompa il silenzio sulle trattative in corso, chiediamo alle opposizioni, agli<br>Enti Locali, ai Sindaci e alle Sindache, ai media di fare la loro parte. I Comitati, i Coordinamenti e le Associazioni che si sono impegnati/e a partire dal 2019, continuano e continueranno ad opporsi alla disgregazione dell’unità della Repubblica, all’aumento delle diseguaglianze e alla progressiva affermazione della ‘secessione dei ricchi’.</p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità dellaRepubblica e Tavolo No AD</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/02/settembre-molto-caldo-per-il-governo-e-le-4-regioni-che-intendono-confermare-gli-schemi-di-intesa-preliminare/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/02/settembre-molto-caldo-per-il-governo-e-le-4-regioni-che-intendono-confermare-gli-schemi-di-intesa-preliminare/</guid>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:25:11 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/95/d5/6dad6ea10f9d06a8792d7a9b78e0.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[10 Settembre a MILANO]]></title>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/01/10-settembre-a-milano/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/01/10-settembre-a-milano/</guid>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:39:06 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/07/89/aae6fe3f387a90ef4e14d707018b.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[3 Settembre a TORINO]]></title>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/01/3-settembre-a-torino/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/09/01/3-settembre-a-torino/</guid>
            <category><![CDATA[eventi]]></category>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[comitati locali]]></category>
            <pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:37:08 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/f7/37/bfbd379a51f7413df1239c618bc9.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Lettera aperta alle rettrici e ai rettori delle università italiane]]></title>
            <description><![CDATA[<p><img src="https://www.bdsitalia.org/images/bambini_gazawi_per_sito.jpg"></p><p style="text-align: justify;">Per la sospensione dei rapporti di collaborazione con le istituzioni israeliane coinvolte nel genocidio, nell'occupazione e nell'apartheid, e con la filiera bellica.</p>
<p style="text-align: justify;">L'università è l’istituzione deputata alla produzione critica del sapere e si fonda sui principi della cooperazione internazionale, della solidarietà tra i popoli e del pacifismo. In un contesto internazionale segnato da genocidi e da conflitti armati, da crimini di guerra e violazioni sistemiche del diritto internazionale, che coinvolgono attori statali e non statali, l'istituzione universitaria ha il dovere di dotarsi di strumenti normativi e procedurali adeguati a impedire che le proprie attività di ricerca e i propri accordi di collaborazione si traducano in un contributo, diretto o indiretto, alla violazione di tali principi fondativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò implica in primo luogo la definizione di criteri chiari per la sospensione o la cessazione dei rapporti istituzionali con soggetti responsabili di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Implica, in secondo luogo, una regolamentazione rigorosa delle ricerche e delle loro applicazioni dual use, in conformità con la Raccomandazione (UE) 2021/1700 della Commissione europea del 15 settembre 2021, relativa ai programmi interni di conformità per i controlli sulla ricerca riguardante prodotti a duplice uso.</p>
]]></description>
            <link>https://www.bdsitalia.org/index.php/acc-comunicati/3059-lettera-aperta-alle-universita-italiane</link>
            <guid isPermaLink="true">https://www.bdsitalia.org/index.php/acc-comunicati/3059-lettera-aperta-alle-universita-italiane</guid>
            <category><![CDATA[boicottaggio accademico]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[campagne]]></category>
            <category><![CDATA[in evidenza]]></category>
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 09:01:43 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/df/7d/75c287b825bffcd107be48698c66.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Sostegno alla petizione del comitato calabrese per bloccare le pre-intese sulla autonomia differenziata]]></title>
            <description><![CDATA[<p>I Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica,<br>l’uguaglianza dei diritti e il Tavolo NOAD plaudono all’iniziativa del comitato calabrese NOAD che, insieme al comitato Difendiamo la Costituzione di Lamezia Terme, ha promosso una petizione online (che preghiamo caldamente di sottoscrivere) per bloccare il processo di ratifica definitiva delle Intese preliminari tra il governo nazionale e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria su alcune materie pretestuosamente (alla luce della sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale) definite “non Lep”: previdenza complementare e integrativa, professioni, protezione civile, sanità. La petizione si rivolge poi al presidente Occhiuto e al Consiglio regionale calabrese, affinché ricorrano alla Corte<br>Costituzionale contro le Intese preliminari stesse; ciò che, come già annunciato, faranno le Regioni Puglia e Campania; con l’auspicio che ad esse, oltre la Calabria, si associno le altre Regioni guidate dall’attuale opposizione parlamentare.<br>La petizione – che si inserisce in continuità con le analoghe petizioni presentate lo scorso<br>inverno in Lombardia, Lazio, Piemonte e Campania – appare particolarmente significativa, non solo perché coinvolge una Regione a guida centro-destra; ma anche perché il presidente Occhiuto, nel corso del lungo e tortuoso cammino per la realizzazione del progetto eversivo di rottura dell’unità della Repubblica attraverso l’autonomia differenziata, è parso caratterizzarsi per un profilo differente rispetto ai propri colleghi presidenti di Regione dello stesso schieramento politico. Ricordiamo, ad esempio, il suo plauso in occasione della sentenza 192/2024 della Consulta, che – tra le altre cose, come lo stesso Occhiuto aveva in precedenza ribadito in varie occasioni precedenti – vincolava l’autonomia differenziata alla definizione e garanzia dei Lep; che – come sappiamo – sono provvedimenti ben lungi dal verificarsi. Le evidenze espresse in corso di audizione da organismi quali l’Ufficio Parlamentare di Bilancio – nonché la semplice osservazione della realtà e delle condizioni<br>di vita – ribadiscono quello che da sempre i Comitati affermano: esiste un divario presumibilmente incolmabile – al netto di investimenti letteralmente straordinari, difficili da preventivare – tra garanzia dei diritti sociali in Calabria e nel Meridione rispetto alle Regioni del Nord, e nelle stesse Regioni del Nord tra territori urbanizzati e zone interne, tra periferie urbane e le zone gentrificate delle metropoli.<br>Le disuguaglianze sociali in tutto il Paese si aggraveranno a causa dell’autonomia<br>differenziata, che mira a rafforzare economicamente e socialmente le cosiddette ‘locomotive italiane’, cioè gli imprenditori delle Regioni del Nord, a scapito dei lavoratori e dei ceti meno abbienti.<br>L’autonomia differenziata mira alla secessione dei ricchi, concentrati nel Nord del Paese.<br>Per questo la petizione ha un respiro nazionale: perché chiama cittadini/e a dire no alle disuguaglianze sociali e ai divari territoriali; dicendo no all’autonomia differenziata, che renderà più ricchi i ricchi e darà più potere ai potenti. E’ necessario, come la petizione fa, far sentire la propria voce, mobilitare l’opinione pubblica per difendere l’unità della Repubblica, che è garanzia affinché chiunque – ovunque risieda e dovunque sia nato – goda degli stessi diritti civili, politici e sociali.<br>Due anni fa di questi tempi eravamo concentrati sulla raccolta di firme per il referendum per<br>abrogare la legge 86/24 (la cosiddetta Calderoli). In quell’occasione, come in tante altre (non ultimo il referendum sulla magistratura) il Sud ha fatto sentire la propria voce, apportando un contributo fondamentale a quella raccolta (per un referendum che purtroppo non è stato celebrato) e per la vittoria del No su quella sulla magistratura. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata e il Tavolo NOAD sono convinti che un eventuale consenso da parte delle regioni del Sud sull’Autonomia Differenziata non rappresenterebbe un plauso popolare, ma sarebbe il frutto di decisioni prese altrove. La petizione ha il merito indiscusso di chiedere al popolo calabrese innanzitutto un’esplicitazione chiara del proprio dissenso. E come tale va sostenuta e condivisa.<br><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e<br>Tavolo No AD</strong></p>



<p></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/08/26/sostegno-alla-petizione-del-comitato-calabrese-per-bloccare-le-pre-intesesulla-autonomia-differenziata/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/08/26/sostegno-alla-petizione-del-comitato-calabrese-per-bloccare-le-pre-intesesulla-autonomia-differenziata/</guid>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:53:44 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/f3/1b/6c4d037d37fedb1882608d1589b4.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Comunicato stampa  3 agosto 2026: un colpo di mano in pieno luglio]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Il fatto che il Governo in pieno luglio abbia – con un vero e proprio colpo di mano, prima al Senato e poi alla Camera – approvato le Risoluzioni per consegnare la potestà legislativa a Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte su professioni, previdenza complementare, protezione civile e sanità, non ha generato alcuna reazione particolare da parte dei sindaci dei capoluoghi di quelle regioni; per lo più comuni grandi o molto grandi, in 3 casi su 4 governati da partiti dell’opposizione parlamentare. Un silenzio misterioso, considerate le<br>circostanze; tacciono coloro che dall’autonomia differenziata non possono che vedere modificate le proprie prerogative e i propri poteri. In peggio. Evidentemente i sindaci di Milano, Genova e Torino o stanno sottovalutando o ignorano i danni che il raggiungimento dell’autonomia differenziata da parte delle regioni di cui sono capoluogo provocherebbe loro. Avremo modo di parlarne, si tratterebbe di danni non da poco.<br>Di tutt’altro segno la reazione dei primi e delle prime cittadini/e pugliesi che, con un appello ben calibrato, promosso dal sindaco di Bari, Vito Leccese, sottolinea da una parte il fatto che le mosse del Governo contraddicano clamorosamente la sentenza 192/24 della Corte Costituzionale; dall’altra come l’approvazione delle Risoluzioni rappresenti un passo verso la disgregazione dell’unità della Repubblica e dunque dell’esigibilità di diritti uguali per tutti e tutte, ovunque risiedano. “Ci preoccupa il modo in cui questa maggioranza di Governo vuole attuare l’autonomia differenziata. Infatti, procedere senza prima determinare e finanziare i LEP e senza istituire il fondo perequativo previsto dall’articolo 119, terzo comma, della<br>Costituzione significa esporre il Paese a un rischio concreto: nuove disuguaglianze territoriali, in contrasto con gli articoli 2 e 3 della Costituzione. A pagarne il prezzo più alto sarebbero i territori con minore capacità<br>fiscale per abitante, dalle aree interne e montane a molte realtà del Mezzogiorno e con essi i Comuni che vi operano. Il luogo di nascita o di residenza non può decidere l’accesso alla salute, all’istruzione, ai servizi sociali, alla protezione civile, alle infrastrutture, al lavoro. L’autonomia differenziata non deve diventare l’occasione per mettere i territori gli uni contro gli altri”. Proprio per questi motivi i sindaci e le sindache pugliesi – l’appello ha già raccolto oltre 260 firme, allargandosi anche ad amministratori di altre regioni del Sud come Basilicata e Campania – plaudono all’iniziativa del presidente della Regione Puglia, che ha<br>annunciato il ricorso presso la Consulta contro le preintese delle 4 regioni del Nord, seguito dal presidente della Campania, Roberto Fico. A loro volta, i Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti sostengono l’iniziativa dei sindaci e delle sindache del Sud, così come quella dei due presidenti di Regione, cui auspicano si aggiungano presto le altre regioni governate da<br>forze di opposizione nazionale, in primis l’Emilia-Romagna.<br>La presa di posizione dei primi cittadini e delle prime cittadine e di amministratori e amministratrici di comuni pugliesi si inserisce a pieno titolo nel ripudio della “secessione dei ricchi”, ma anche nella chiara consapevolezza che il Sud possa giocare un ruolo molto significativo nella spregiudicata partita che il Governo sta portando avanti, incurante non solo della sentenza 192/24, ma anche e soprattutto della sorte di territori che certamente – nonostante le rassicurazioni del ministro Calderoli – registrerebbero uno svantaggio incolmabile, se il processo andasse avanti. Siamo convinte e convinti che tanti amministratori e amministratrici (e non solo quelli aderenti ai partiti dell’attuale opposizione parlamentare) del nostro Meridione siano perfettamente consapevoli che il processo eversivo dell’autonomia differenziata andrà a penalizzare territori le cui disuguaglianze sociali e squilibri territoriali subiranno un ulteriore aggravamento.<br>I sottoscrittori e le sottoscrittrici chiedono “l’immediata sospensione del procedimento relativo agli schemi di intesa preliminare” fino al completamento di una complessiva rivalutazione costituzionale, finanziaria e amministrativa; richiesta che da tempo i Comitati e il Tavolo NOAD stanno esprimendo. Un appello che il governo non dovrebbe sottovalutare, anche considerando l’avvicinarsi delle elezioni politiche. Sarà interessante capire se sul piatto della bilancia peserà più lo scambio scellerato tra legge elettorale e autonomia differenziata; o la paura di perdere consenso in un Sud che – già nel referendum di marzo sulla riforma della<br>magistratura – ha riservato alle destre al governo una brutta e imprevista sorpresa.<br></p>



<p><strong>Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e<br>Tavolo No AD</strong></p>]]></description>
            <link>https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/08/26/comunicato-stampa-3-agosto-2026-un-colpo-di-mano-in-pieno-luglio/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog/2026/08/26/comunicato-stampa-3-agosto-2026-un-colpo-di-mano-in-pieno-luglio/</guid>
            <category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[appelli]]></category>
            <category><![CDATA[documentazione]]></category>
            <category><![CDATA[regionalizzazione]]></category>
            <pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:48:18 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/0d/66/b4ae703047f30b187d701fe025fe.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Rifondazione: “Libertà per Öcalan. Pace, diritti e democrazia per tutti i popoli della Turchia”]]></title>
            <description><![CDATA[<p>Il comunicato diffuso l’11 agosto dalla EU Turkey Civic Commission (EUTCC) richiama l’attenzione su un passaggio importante del processo di pace dopo l’approvazione da parte del Parlamento turco della nuova legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale.<br>
È un passo avanti, ma la pace non può fermarsi alla fine delle armi. La questione curda non si risolve senza il riconoscimento dei diritti politici, culturali e sociali del popolo curdo e senza una reale democratizzazione della Turchia: libertà politica e di espressione, rispetto della rappresentanza democratica, Stato di diritto e fine della repressione del dissenso.</p>
<p>La nota diffusa nello stesso giorno dal DEM Parti conferma questa valutazione: la legge costituisce un primo passaggio giuridico importante, ma non rappresenta la soluzione definitiva della questione curda. È positivo che il processo venga sottratto alla sola gestione securitaria e riportato sul terreno politico e parlamentare; ora questo passaggio deve tradursi in diritti e democrazia reali.<br>
Resta intollerabile la condizione detentiva di Abdullah Öcalan. Non è possibile riconoscergli un ruolo centrale nel processo di pace e contemporaneamente mantenerlo in condizioni che gli impediscono di comunicare liberamente e di partecipare pienamente al processo. Anche il DEM Parti indica la sua condizione tra i nodi ancora irrisolti.</p>
<p>Rifondazione Comunista chiede la liberazione di Abdullah Öcalan. Siamo da sempre al fianco della lotta del popolo curdo per l’autodeterminazione, la libertà e il riconoscimento dei propri diritti. Ma la questione curda riguarda anche il futuro democratico dell’intera Turchia: la libertà dei curdi, delle opposizioni, delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutte le forze democratiche appartiene alla stessa battaglia.</p>
<p>Il processo aperto è un’occasione storica e non può essere lasciato a metà. Alla fine della lotta armata devono corrispondere atti politici altrettanto coraggiosi da parte delle istituzioni turche. Una pace vera richiede uguaglianza, diritti, partecipazione democratica e riconoscimento della dignità del popolo curdo. Una soluzione politica della questione curda rappresenterebbe inoltre un contributo decisivo alla pace dell’intera regione.</p>
<p>Anche l’Unione europea deve assumersi le proprie responsabilità. Non può limitarsi a osservare. Deve utilizzare il proprio peso politico nei rapporti con Ankara per sostenere il processo di pace, la democratizzazione della Turchia e il rispetto dei diritti umani. L’EUTCC chiama esplicitamente l’UE e il Parlamento europeo a svolgere questo ruolo.</p>
<p>Libertà per Abdullah Öcalan.<br>
Diritti e autodeterminazione per il popolo curdo.<br>
Democrazia per tutti i popoli della Turchia.<br>
Pace in tutto il Medio Oriente.</p>
<p><strong>Anna Camposampiero</strong>, resp. Esteri Prc-Se<br>
<strong>Maurizio Acerbo</strong>, segretario nazionale Prc-Se</p>]]></description>
            <link>http://uikionlus.org/rifondazione-liberta-per-ocalan-pace-diritti-e-democrazia-per-tutti-i-popoli-della-turchia/</link>
            <guid isPermaLink="true">http://uikionlus.org/rifondazione-liberta-per-ocalan-pace-diritti-e-democrazia-per-tutti-i-popoli-della-turchia/</guid>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <pubDate>Sat, 22 Aug 2026 09:42:28 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/0d/cd/979405f2710a60b68d52e7a5aff8.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Renoize26 – 5 Settembre Corteo Antifascista]]></title>
            <description><![CDATA[CONTRO GUERRA, DISUMANITÀ E RIARMO. COSTRUIAMO COMUNITÀ RESISTENTI «Mi chiamo Renato Biagetti e a me i fascisti non hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso. Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla.» Sono passati 20 anni dall’omicidio di Renato, per questo sabato 5 [&#8230;]]]></description>
            <link>https://ionondimentico.noblogs.org/post/2026/08/09/renoize26-5-settembre-corteo-antifascista/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://ionondimentico.noblogs.org/post/2026/08/09/renoize26-5-settembre-corteo-antifascista/</guid>
            <category><![CDATA[corteo]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[renoize]]></category>
            <category><![CDATA[programma026]]></category>
            <category><![CDATA[renoize026]]></category>
            <pubDate>Sun, 09 Aug 2026 20:28:00 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/d9/14/9dfb428e79f6366285b55b48c3f9.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Solidarietà a Spin Time: nessun uso strumentale dell’incendio per colpire un’esperienza sociale e abitativa]]></title>
            <description><![CDATA[<h5>COMUNICATO STAMPA</h5>



<h4>GIÙ LE MANI DA SPIN TIME. <br>Esempio di rigenerazione urbana al centro di Roma</h4>



<p>L<strong>‘Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università </strong>esprime la propria piena solidarietà agli abitanti di <strong>Spin Time</strong> e a tutte le realtà sociali e culturali che animano quotidianamente questo importante spazio di mutualismo, accoglienza e partecipazione.</p>



<p>Come <strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> abbiamo sperimentato fattualmente la difficoltà di reperire spazi per iniziative culturali e sociali a <strong>Roma </strong>tra richieste economiche spropositate e ostatoli burocratici e logistici notevoli. <strong>Spin Time</strong>, con i suoi locali e il personale tecnico qualificato, si è mostrato per due anni consecutivi all’altezza delle richieste che ponevamo e infatti per due anni consecutivi l’<strong>Osservatorio</strong> ha svolto l’appuntamento del Convegno nazionale e l’assemblea nazionale (<a href="https://osservatorionomilscuola.com/2024/04/05/roma-10-11-maggio-2024-convegno-e-assemblea-nazionale-dellosservatorio-contro-la-militarizzazione-delle-scuole-e-delle-universita/" data-type="post" data-id="5043" target="_blank">Convegno 2024</a> e <a href="https://osservatorionomilscuola.com/2025/04/23/roma-16-17-maggio-2025-convegno-nazionale-osservatorio-militarizzazione-scuole-universita/" data-type="post" data-id="12090" target="_blank">Convegno 2025</a>) nei suoi locali, potendo anche usufruire dello spazio ristorativo con pietanze frugali, ma dall’alto valore conviviale e sociale.</p>



<p>Dalle informazioni finora disponibili emerge che il principio d’incendio sviluppatosi qualche giorno fa sarebbe stato rapidamente circoscritto e spento grazie al tempestivo intervento della comunità residente, senza danni alle persone né all’edificio. Ciononostante, centinaia di persone sono rimaste fuori dalle proprie abitazioni, con ingressi limitati, porte forzate e una situazione di grande incertezza sulle reali condizioni dello stabile.</p>



<p>Riteniamo grave che un episodio di questo tipo possa trasformarsi nell’occasione per mettere in discussione il diritto all’abitare e l’esistenza di una delle più importanti esperienze di solidarietà sociale del nostro Paese.</p>



<p>Chiediamo che venga fatta piena chiarezza sulle decisioni assunte dalle autorità competenti e che ogni valutazione tecnica sia resa pubblica e trasparente. Allo stesso tempo, denunciamo il rischio che esigenze di ordine pubblico prevalgano su criteri oggettivi di sicurezza, utilizzando l’incendio come pretesto per procedere allo sgombero di un’occupazione abitativa e di un centro culturale che da anni rappresentano un punto di riferimento per centinaia di persone e per associazioni come l’<strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> che di quegli spazi ha beneficiato.</p>



<p>Le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza degli/delle abitanti, non di trasformare un’emergenza in un’operazione repressiva. Le persone coinvolte devono poter rientrare nelle proprie case non appena le verifiche tecniche lo consentano, nel pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità.</p>



<p>L’<strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong> invitano tutte e tutti a partecipare alle iniziative di solidarietà promosse da <strong>Spin Time</strong> e a vigilare affinché nessuna operazione di sgombero venga giustificata o accelerata sfruttando un episodio che deve essere affrontato esclusivamente sul piano della tutela delle persone e della sicurezza.</p>



<h4>La solidarietà non si sgombera. Difendere Spin Time significa difendere il diritto all’abitare, la cultura, il mutualismo e gli spazi sociali al servizio della collettività.</h4>



<p><strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università</strong></p>







<p>Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:</p>



<h4>Fai una donazione una tantum</h4><p>Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!</p><a target="_blank">Fai una donazione</a><h4>Fai una donazione mensilmente</h4><p>Apprezziamo il tuo contributo.</p><a target="_blank">Dona mensilmente</a><h4>Fai una donazione annualmente</h4><p>Apprezziamo il tuo contributo.</p><a target="_blank">Dona annualmente</a>]]></description>
            <link>https://osservatorionomilscuola.com/2026/08/02/solidarieta-spin-time-strumentale-incendio-colpire-esperienza-sociale-abitativa/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://osservatorionomilscuola.com/2026/08/02/solidarieta-spin-time-strumentale-incendio-colpire-esperienza-sociale-abitativa/</guid>
            <category><![CDATA[guerra]]></category>
            <category><![CDATA[osservatorio]]></category>
            <category><![CDATA[solidarietà]]></category>
            <category><![CDATA[italia]]></category>
            <category><![CDATA[militarizzazione]]></category>
            <category><![CDATA[pace]]></category>
            <category><![CDATA[incendio]]></category>
            <category><![CDATA[comunicazioni]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati]]></category>
            <category><![CDATA[lazio]]></category>
            <category><![CDATA[abitativa]]></category>
            <category><![CDATA[editoriali]]></category>
            <category><![CDATA[spin time]]></category>
            <category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
            <category><![CDATA[esperienza sociale]]></category>
            <category><![CDATA[uso strumentale]]></category>
            <pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:10:12 GMT</pubDate>
            <enclosure url="https://raccordo.info//media/by-uuid/b1/2f/7c19ffa32e45956a44ab65986e38.webp" length="0" type="image/webp"/>
        </item>
    </channel>
</rss>