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        <title><![CDATA[Raccordo]]></title>
        <description><![CDATA[<br><strong>L&#x27;aggregatore di movimento </strong>(qualsiasi cosa voglia dire).<br><br><h3>Cosa si trova in raccordo.info</h3>Raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati, attraverso la vecchia ma sempre funzionante tecnologia degli RSS.&nbsp;<br>Raccordo.info non &#232; una rivista online, non ci sono contenuti originali.&nbsp;<br><br>Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di &quot;movimento&quot; o vicini al movimento.<br>Un occhio particolare &#232; riservato alla comunicazione Romana. Perch&#233;? perch&#233; facciamo base principalmente a Roma e conosciamo meglio il nostro territorio di altri.&nbsp;<br><br>I Contenuti completi non vengono duplicati in raccordo.info. Cliccando sul titolo si va al sito originale. Non intendiamo &quot;rubare&quot; utenti, non ci interessano le metriche commerciali per capire quanti visitatori abbiamo, quanto tempo gli utenti spendono sul nostro sito e via dicendo.<br><br>Di seguito si trova l&#x27;elenco delle fonti. Per proporre una nuova fonte, scrivete a: <strong><a href="mailto:raccordo@tracciabi.li">raccordo@tracciabi.li</a></strong><br>Non abbiate paura di segnalarci il sito della vostra realt&#224;: se non vi abbiamo ancora aggregato, &#232; stato probabilmente solo per ignoranza o dimenticanza.<br><br><h3>Chi se ne occupa</h3>Siamo un piccolo gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, di et&#224; diverse, con interessi diversi. Ci siamo scelte per affinit&#224;. Non siamo un collettivo, n&#233; una struttura politica, n&#233; una ONG, n&#233; un&#x27;associazione culturale.&nbsp;<br>I nostri principi generali sono <strong>antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo</strong>.<br><br>Ci ha spinto la consapevolezza che ci sia bisogno di valorizzare la comunicazione di movimento fuori dai social media commerciali, affinch&#233; sia possibile (ri)creare delle comunit&#224; digitali, oltre che fuori dal digitale.<br><br><h3>Come Funziona</h3>Abbiamo inserito in raccordo.info le fonti di informazione che maggiormente leggiamo, stufi di andarle a cercare una per uno, sito per sito, account social per account social. Se ne abbiamo dimenticata qualcuna che ritenete importante segnalatela.&nbsp;<br><br><strong>C&#x27;&#232; un lavoro redazionale?</strong> Si, c&#x27;&#232; un leggero lavoro redazionale. Siamo noi che abbiamo scelto le fonti, siamo sempre noi che decidiamo quale contenuto vada fissato in testa alla Home Page, noi cerchiamo di dare forma alle diverse sezioni o che nascondiamo i post che ci sembrano meno interessanti.<br><br><h3>Cosa c&#x27;&#232; sotto?</h3>Raccordo si basa su software libero e protocolli aperti. &#200; basato su <a href="https&#x3a;&#x2F;&#x2F;blob&#x2e;news" rel="noreferrer noopener">https:&#x2F;&#x2F;blob.news</a> e pu&#242; aggregare la stragrande maggioranza del web. Una grande eccezione sono i profili cosiddetti &quot;social&quot;: malgrado questo aggettivo, l&#x27;interesse delle multinazionali che lo sviluppano sta proprio nel sabotaggio della nostra capacit&#224; di comunicare.<br>Per questo motivo non possiamo aggregare profili Instagram, X, o simili.<br>Possiamo invece aggregare siti Wordpress, profili Mastodon, Noblogs, e molto altro.<br><br>]]></description>
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            <title>Raccordo</title>
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            <title><![CDATA[Gancio de Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Agenda condivisa della Roma ribelle e autogestita]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Tinto Brass, la vecchia censura di Stato e quella nuova dell’algoritmo]]></title>
            <description><![CDATA[Il culo come musa ispiratrice, «più onesto della faccia» nel raccontare miserie
e virtù delle vicende umane, osservando il mondo da una serratura che era allo
stesso tempo la sua maniera per sfondare la quarta parete del cinema, e mettere
in scena l’eros come forza vitale che ci muove nel palcoscenico comune a tutti,
quello delle nostre quotidiane miserie. La vera forza di Tinto Brass, mancato
ieri a 93 anni, si misurerà, come accade per i grandi, per sottrazione. Oggi che
non c’è più, e domani quando lo rimpiangeremo, sarà più facile mettere in fila i
confini che questo regista, da solo, è stato in grado di spostare più in là,
mostrando vie che il cinema italiano aveva avuto raramente il coraggio di
imboccare.

L’attrice Serena Grandi in Miranda (1985)

Il primo è sicuramente quello della censura, che, in alcuni casi, è possibile
registrare con precisione millimetrica. È ad esempio il caso di Miranda, per il
quale la commissione per la censura mise a verbale il taglio di un metro e
novanta circa di pellicola. Rimanendo sui numeri, fa specie osservare che i suoi
film erano stati oggetto di censura in 29 film su 30, come amava raccontare
dicendo di aver passato «quasi più tempo nei tribunali che dietro la macchina da
presa». Cinque anni fa aveva accolto con poco entusiasmo la notizia che avrebbe
dovuto chiudere per sempre la sua guerra con lo Stato. Il 5 aprile 2021, lunedì
di Pasquetta, con le sale ancora chiuse per la pandemia, il ministero della
Cultura annunciava la nascita della Commissione per la classificazione delle
opere cinematografiche con un comunicato che non lasciava spazio a dubbi:
«Abolita la censura cinematografica». Tinto Brass, che di anni allora ne aveva
ottantotto, rispose che finché ci fosse stata una commissione a decidere sulle
opere, anche solo per fasce d’età, nella sostanza sarebbe cambiato poco. Nei
mesi successivi divenne evidente che aveva ragione lui: ad agosto Instagram
cancellava il manifesto di Madres paralelas di Pedro Almodóvar, colpevole di
mostrare un capezzolo da cui scende una goccia di latte, e il 4 ottobre La
scuola cattolica di Stefano Mordini, il film sul massacro del Circeo, veniva
vietato ai minori di diciotto anni da una commissione che, a sei mesi
dall’abolizione, lavorava ancora con le regole di prima. Lo Stato aveva posato
le forbici, ma qualcun altro le aveva già raccolte.

Ma lui, che conosceva bene il teatrino delle piccolezze umane, la definiva come
il suo migliore alleato. Il trucco lo ha svelato lui stesso nel 2023 all’agenzia
spagnola Efe: nei suoi film infilava di proposito qualche scena più spinta del
necessario, un’esca da dare in pasto ai commissari perché lasciassero in pace le
sequenze a cui teneva davvero. Già nel 1991, parlando all’Unità di Così fan
tutte, raccontava di una commissione che non si prendeva più nemmeno il disturbo
di chiedergli tagli e si limitava ad appiccicare il divieto ai minori di
diciotto anni, un bollino che per uno come lui valeva quasi una medaglia. «È
stato un premio al merito», ha detto più di trent’anni dopo a Domani, ripensando
a una carriera trascorsa tra tagli e divieti, prima di aggiungere una frase che
oggi suona come un passaggio di consegne: «Oggi l’eros è sepolto sotto strati di
like».

Il censore di oggi non firma verbali e raramente si prende la briga di vietare,
perché ha scoperto che nascondere è molto più comodo. Instagram rimuove la
nudità adulta, ma esclude dai suggerimenti anche i contenuti allusivi, con un
esempio che pare uscito da un vecchio verbale ministeriale: le foto di persone
con indosso abiti trasparenti. Quei post non vengono cancellati, diventano
soltanto più difficili da trovare, e mentre i vertici della piattaforma giurano
che lo shadowban non esiste, nelle impostazioni c’è una pagina dove i profili
professionali possono controllare se sono ancora degni di essere suggeriti a chi
non li segue. Tra le vittime illustri ce n’è una che avrebbe fatto sorridere
Brass: a fine 2016 Facebook ha bollato come «esplicitamente sessuale» la foto
del Nettuno del Giambologna, il gigante di bronzo che dal Cinquecento domina il
centro di Bologna, salvo scusarsi quasi una settimana dopo.

Claudia Koll in Così fan tutte (1992)

La forbice più efficace, però, è quella che il cinema italiano impugna di sua
spontanea volontà: dal 2021 sono i produttori a proporre la classificazione dei
propri film, ma un titolo vietato ai minori di diciotto anni non può andare in
onda su nessuna televisione, né in chiaro né a pagamento, e chi spera di
venderlo ha tutto l’interesse a evitare quel divieto prima ancora che qualcuno
glielo imponga. Brass lo aveva capito da tempo, e per i suoi novant’anni lo
aveva detto senza giri di parole: «Oggi per me fare un film sarebbe
impossibile».

Da bambino, raccontava, spiava le domestiche dal buco della serratura, e su
quello sguardo ha costruito un’intera carriera. Oggi la serratura è lo schermo
di un telefono, da cui spiamo le vite degli altri con la spinta vitale dell’eros
sostituita dalla noia e dalla dipendenza dal prossimo reel, e dall’altra parte,
a decidere cosa possiamo vedere, resta un algoritmo gelido e imperturbabile. Nel
salotto di casa teneva appeso un manifesto con lo slogan che nel 2010 aveva
accompagnato la sua candidatura alle regionali del Veneto con la lista
Bonino-Pannella: «Meglio un culo che una faccia di culo». Il culo, nel
frattempo, lo hanno coperto, mentre le facce di culo sono ancora tutte lì, in
prima fila, a raccogliere like.

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appeared first on L'Indipendente.]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[L'INDIPENDENTE]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 12:00:25 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Il 26 novembre a Roma la conferenza finale degli Stati Generali della giustizia minorile per presentare una proposta di riforma dal basso]]></title>
            <description><![CDATA[Circa 500 esperti e operatori coinvolti in un percorso nazionale promosso da
Antigone, Defence for Children International Italia e Libera e durato sei mesi.
Gli Stati Generali della giustizia minorile, iniziati lo scorso maggio, si
concludono con una giornata di confronto con giuristi, rappresentanti delle
istituzioni e parlamentari per ripensare il sistema della giustizia minorile
italiana.

Roma, 5 novembre 2026. Una proposta di riforma della giustizia minorile
costruita dal basso, attraverso il confronto tra circa 500 esperti e
professionisti che ogni giorno operano nel settore, sarà presentata e discussa
durante l’intera giornata di giovedì 26 novembre a Roma, nella sede di Libera in
Via Stamira 5, nell’appuntamento conclusivo degli Stati Generali della Giustizia
Minorile. L’iniziativa, promossa da Antigone, Defence for Children International
Italia e Libera, punta a portare all’attenzione della politica, delle
istituzioni e dell’opinione pubblica proposte concrete per affrontare la crisi
del sistema italiano della giustizia minorile, riaffermandone la fondamentale
funzione educativa.

“La giustizia minorile italiana sta vivendo una fase particolarmente critica,
segnata da interventi legislativi che hanno progressivamente privilegiato la
risposta repressiva rispetto a quella educativa. Con gli Stati Generali abbiamo
scelto di partire da chi questo sistema lo conosce e lo vive ogni giorno:
magistrati, avvocati, educatori, operatori sociali, direttori degli istituti
penali minorili, ricercatori e rappresentanti della società civile. Il risultato
è un percorso collettivo che vuole superare la semplice denuncia delle criticità
e offrire alla politica proposte concrete di cambiamento. Il 26 novembre sarà il
momento in cui questo lavoro verrà presentato e discusso pubblicamente, con
l’obiettivo di riportare la giustizia minorile al centro dell’agenda politica”,
dichiarano congiuntamente Antigone, Defence for Children International Italia e
Libera.

Il percorso degli Stati Generali è partito nel maggio 2026 e si è sviluppato
attraverso sei tavoli tematici che hanno raccolto analisi, esperienze e proposte
da parte di centinaia di professionisti. Un processo partecipativo che ha
affrontato i principali nodi del sistema, dalla detenzione negli istituti penali
minorili alle misure alternative al carcere, dalla messa alla prova al ruolo
delle comunità, fino alla tutela dei giovani migranti, alla salute e alle
risorse necessarie per garantire percorsi educativi efficaci.

“La giustizia nei confronti dei minori deve essere quella dal più alto profilo.
L’aspetto punitivo, come la Corte Costituzionale ci ha più volte ripetuto, deve
indietreggiare davanti alla finalità educativa. Parliamo di ragazzi
giovanissimi, che sono nel pieno del loro sviluppo e che hanno grandi
possibilità di cambiamento. Questo governo ha dichiarato guerra alle nuove
generazioni fin dal momento del suo insediamento, ma quello di cui abbiamo
bisogno non è più punizione e più carcere bensì più stato sociale e inclusione.
Per questo con gli Stati Generali della giustizia minorile abbiamo voluto
mettere in campo un grande movimento di opinione con lo scopo contrastare lo
sfascio cui stiamo assistendo negli ultimi anni nell’ambito della giustizia
minorile italiana e le derive illiberali, repressive e contrarie ai principi che
nei decenni avevano guidato il sistema e lo avevano reso un modello per l’intera
Europa”. A dirlo è Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile
dell’osservatorio minori di Antigone.

L’appuntamento del 26 novembre rappresenterà anche un’occasione di confronto
diretto con il mondo politico. La giornata si aprirà con una relazione del
comitato di coordinamento degli Stati Generali, seguita da contributi di
giuristi, esperti e rappresentanti della società civile. È previsto inoltre il
coinvolgimento di esponenti delle Nazioni Unite e un confronto con i
parlamentari invitati a discutere le proposte di riforma emerse dal percorso.

“Da questo grande processo di consultazione emerge una richiesta chiara: mettere
al centro le ragazze, i ragazzi e il loro superiore interesse, facendo di ogni
percorso di giustizia un’occasione reale di cambiamento, per loro e per la
comunità – dichiara il direttore di Defence for Children International Italia,
Pippo Costella -. Chiediamo alle istituzioni di assumersi questa responsabilità,
applicando il diritto con intelligenza per riguadagnare la necessaria
autorevolezza agli occhi delle più giovani generazioni”.

La necessità di una riforma nasce dalle profonde trasformazioni che negli ultimi
anni hanno interessato il sistema della giustizia minorile italiana. L’aumento
della popolazione detenuta, le difficoltà degli istituti penali per minorenni e
il progressivo indebolimento delle opportunità educative e delle misure
alternative hanno contribuito a mettere in discussione un modello che per
decenni ha rappresentato un punto di riferimento anche a livello internazionale.
Gli Stati Generali intendono invertire questa tendenza, valorizzando le
competenze e le esperienze di chi lavora quotidianamente con i ragazzi e le
ragazze coinvolti nei procedimenti penali e restituendo centralità agli
strumenti di prevenzione, responsabilizzazione e reinserimento sociale.

“Le mafie hanno sempre investito sui più giovani. Li cercano nei quartieri dove
mancano spazi, servizi e adulti di riferimento, e offrono loro ciò che altri non
offrono: soldi facili, appartenenza, un’identità. Ogni volta che un ragazzo
viene lasciato solo, la criminalità organizzata trova nuova linfa. Per questo la
giustizia minorile riguarda direttamente il contrasto alle mafie, e non può
essere delegata soltanto ai tribunali – sottolinea Francesca Rispoli,
copresidente di Libera -. Serve una comunità che si assuma la responsabilità dei
suoi ragazzi: scuole, parrocchie, associazioni, imprese, enti locali. Lo vediamo
nei beni confiscati restituiti alla collettività, che diventano luoghi in cui i
giovani incontrano la legalità come opportunità concreta, e nei percorsi che
aiutano chi cresce in famiglie mafiose a costruirsi un futuro diverso. Togliere
un ragazzo alle mafie è la forma più efficace di prevenzione che conosciamo.”

La giornata del 26 novembre sarà aperta al pubblico. Tuttavia, data la capienza
della sala di massimo 100 posti e l’aspettata partecipazione, sarà prevista una
diretta streaming dall’account YouTube dell’Associazione Antigone
(https://www.youtube.com/@antigoneets).

L’obiettivo delle tre associazioni è fare degli Stati Generali non soltanto un
momento di analisi, ma il punto di partenza di un nuovo percorso di confronto
pubblico e istituzionale per una giustizia minorile capace di coniugare tutela
dei diritti, responsabilità, prevenzione e inclusione sociale.

Per informazioni sul percorso degli Stati Generali:
https://statigeneraligiustiziaminorile.org/

Associazione Antigone]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/11/il-26-novembre-a-roma-la-conferenza-finale-degli-stati-generali-della-giustizia-minorile-per-presentare-una-proposta-di-riforma-dal-basso/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:53:47 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ennesima operazione repressiva contro Askatasuna]]></title>
            <description><![CDATA[Prosegue l’offensiva giudiziaria dopo lo sgombero del centro sociale e la
militarizzazione di Vanchiglia. 16 perquisizioni, 2 persone in carcere e 6 ai
domiciliari contro chi ha partecipato alla mobilitazione …]]></description>
            <link>https://www.osservatoriorepressione.info/ennesima-operazione-repressiva-contro-askatasuna/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Osservatorio Repressione]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:52:16 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Kiev, arrivano altri 4,36 miliardi dall’UE]]></title>
            <description><![CDATA[La Commissione europea ha erogato altri 4,36 miliardi di euro all’Ucraina,
nell’ambito dei prestiti per sostegno finanziario e Difesa. «Mentre la Russia
continua i suoi attacchi incessanti, l’Ucraina sta per affrontare il suo quinto
inverno in guerra. E mentre proseguono gli sforzi per raggiungere una pace
giusta e duratura per l’Ucraina, continua anche il sostegno incondizionato
dell’UE», scrive la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. La
tranche comprende 3,7 miliardi della seconda quota di assistenza
macrofinanziaria concordata per il 2026 e 658 milioni di euro al settore
militare.

The post Kiev, arrivano altri 4,36 miliardi dall’UE appeared first on
L'Indipendente.]]></description>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:48:55 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[was reeljoy für deutsche spieler wirklich bietet]]></title>
            <description><![CDATA[Reeljoy Casino: Lizenz aus Costa Rica, Willkommensbonus bis 500 €, VIP-Programm
mit Diamanten und Sternen, Slots von Pragmatic Play.

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CampiAperti.]]></description>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:44:59 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Redslot im detaillierten Praxistest]]></title>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:44:55 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Francia: lo sciopero generale unitario si salda con le lotte studentesche. Le risposte dello Stato sono repressione e divieti]]></title>
            <description><![CDATA[In Francia oggi tornano in piazza studenti e lavoratori per una nuova giornata
di sciopero generale unitario.

Sono previsti almeno 250 cortei in tutto il paese e blocchi diffusi. Le
manifestazioni dovranno affrontare, anche oggi, l’imponente macchina repressiva
messa in campo dal governo macroniano dopo l’esplosione delle mobilitazioni
sociali e della conflittualità di piazza nelle ultime settimane.

Come negli ultimi fine settimana, anche per la giornata di oggi il ministero
dell’Interno intende imporre divieti e prescrizioni sui percorsi dei cortei per
cercare di tenerli lontani dai centri delle città. Da Parigi il nostro
collaboratore Andrea Di Gesu. Ascolta o scarica

Sulla situazione nella capitale militarizzata già dalle prime ore della mattina
vi proponiamo l’intervista a Gianni Mainardi, compagno italiano che vive a
Parigi da decenni e nostro collaboratore. Ascolta o scarica]]></description>
            <link>https://www.radiondadurto.org/2026/11/05/francia-lo-sciopero-generale-unitario-si-salda-con-le-lotte-studentesche-le-risposte-dello-stato-sono-repressione-e-divieti/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Onda d`Urto]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:43:32 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Ucraina: cresce l’emergenza psicologica mentre la guerra non si ferma]]></title>
            <description><![CDATA[La guerra in Ucraina continua a consumare il Paese, mentre sul terreno e sul
fronte diplomatico restano poche le prospettive di una soluzione a breve
termine: il presidente Volodymyr Zelensky guarda con speranza alle elezioni di
metà mandato negli Stati Uniti, auspicando che il nuovo scenario possa tradursi
in un aumento del sostegno statunitense a Kiev e in una maggiore pressione su
Mosca affinché ponga fine alla guerra.

Intanto, gli attacchi russi continuano a colpire diverse aree del Paese, con
particolare attenzione alle infrastrutture energetiche, mentre anche l’Ucraina
prosegue le operazioni con droni in territorio russo.

Sul piano diplomatico, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan torna a proporsi
come mediatore, annunciando l’intenzione di confrontarsi con entrambe le parti
per favorire la ripresa dei negoziati, ma la strada verso un accordo appare
ancora complessa. A pesare, infatti, non sono soltanto gli equilibri politici e
militari, ma anche il clima che si respira all’interno della società ucraina: la
mobilitazione obbligatoria, i reclutamenti forzati, le difficoltà economiche e
la prospettiva di una guerra senza fine alimentano stanchezza e malcontento.

“C’è un’emergenza psicologica in Ucraina. La matrice è la guerra, che non vede
fine. C’è tantissimo stress e tantissima stanchezza da parte della popolazione”
racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Ludovico Gualano, di Rescue Team,
organizzazione attiva in Ucraina sul fronte umanitario. Ascolta o scarica.]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Onda d`Urto]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:41:19 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Vom Automaten am Ecktisch zum Klick im Browser: Ein Rückblick mit Geldschein in der Hand]]></title>
            <description><![CDATA[Ein Vergleich der Online-Spielwelt mit der guten alten Zeit. Ich schaue auf
Sicherheit, Zahlungsmethoden und worauf man heute achten muss.

L'articolo Vom Automaten am Ecktisch zum Klick im Browser: Ein Rückblick mit
Geldschein in der Hand proviene da CampiAperti.]]></description>
            <link>https://www.campiaperti.org/2026/11/05/vom-automaten-am-ecktisch-zum-klick-im-browser-ein-ruckblick-mit-geldschein-in-der-hand-ff31ba4c/</link>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:36:29 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Mein Spieltag beim Naobet Casino: Quoten, Slots und ein Blick hinter die Kulissen]]></title>
            <description><![CDATA[Persönlicher Testbericht des Naobet Casino. Ich prüfe Lizenz, Spiele,
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die Kulissen proviene da CampiAperti.]]></description>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:33:49 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[MrPacho Casino: funcionamiento real y condiciones para el jugador español]]></title>
            <description><![CDATA[Análisis de MrPacho Casino: catálogo de juegos, métodos de pago como Bizum,
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españoles.

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español proviene da CampiAperti.]]></description>
            <link>https://www.campiaperti.org/2026/11/05/mrpacho-casino-funcionamiento-real-y-condiciones-para-el-jugador-espanol-cdbbcf18/</link>
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            <pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:31:35 GMT</pubDate>
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