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        <title><![CDATA[Raccordo]]></title>
        <description><![CDATA[<br><strong>L&#x27;aggregatore di movimento </strong>(qualsiasi cosa voglia dire).<br><br><h3>Cosa si trova in raccordo.info</h3>Raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati, attraverso la vecchia ma sempre funzionante tecnologia degli RSS.&nbsp;<br>Raccordo.info non &#232; una rivista online, non ci sono contenuti originali.&nbsp;<br><br>Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di &quot;movimento&quot; o vicini al movimento.<br>Un occhio particolare &#232; riservato alla comunicazione Romana. Perch&#233;? perch&#233; facciamo base principalmente a Roma e conosciamo meglio il nostro territorio di altri.&nbsp;<br><br>I Contenuti completi non vengono duplicati in raccordo.info. Cliccando sul titolo si va al sito originale. Non intendiamo &quot;rubare&quot; utenti, non ci interessano le metriche commerciali per capire quanti visitatori abbiamo, quanto tempo gli utenti spendono sul nostro sito e via dicendo.<br><br>Di seguito si trova l&#x27;elenco delle fonti. Per proporre una nuova fonte, scrivete a: <strong><a href="mailto:raccordo@autoproduzioni.net">raccordo@autoproduzioni.net</a></strong><br>Non abbiate paura di segnalarci il sito della vostra realt&#224;: se non vi abbiamo ancora aggregato, &#232; stato probabilmente solo per ignoranza o dimenticanza.<br><br><h3>Chi se ne occupa</h3>Siamo un piccolo gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, di et&#224; diverse, con interessi diversi. Ci siamo scelte per affinit&#224;. Non siamo un collettivo, n&#233; una struttura politica, n&#233; una ONG, n&#233; un&#x27;associazione culturale.&nbsp;<br>I nostri principi generali sono <strong>antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo</strong>.<br><br>Ci ha spinto la consapevolezza che ci sia bisogno di valorizzare la comunicazione di movimento fuori dai social media commerciali, affinch&#233; sia possibile (ri)creare delle comunit&#224; digitali, oltre che fuori dal digitale.<br><br><h3>Come Funziona</h3>Abbiamo inserito in raccordo.info le fonti di informazione che maggiormente leggiamo, stufi di andarle a cercare una per uno, sito per sito, account social per account social. Se ne abbiamo dimenticata qualcuna che ritenete importante segnalatela.&nbsp;<br><br><strong>C&#x27;&#232; un lavoro redazionale?</strong> Si, c&#x27;&#232; un leggero lavoro redazionale. Siamo noi che abbiamo scelto le fonti, siamo sempre noi che decidiamo quale contenuto vada fissato in testa alla Home Page, noi cerchiamo di dare forma alle diverse sezioni o che nascondiamo i post che ci sembrano meno interessanti.<br><br><h3>Cosa c&#x27;&#232; sotto?</h3>Raccordo si basa su software libero e protocolli aperti. &#200; basato su <a href="https&#x3a;&#x2F;&#x2F;blob&#x2e;news" rel="noreferrer noopener">https:&#x2F;&#x2F;blob.news</a> e pu&#242; aggregare la stragrande maggioranza del web. Una grande eccezione sono i profili cosiddetti &quot;social&quot;: malgrado questo aggettivo, l&#x27;interesse delle multinazionali che lo sviluppano sta proprio nel sabotaggio della nostra capacit&#224; di comunicare.<br>Per questo motivo non possiamo aggregare profili Instagram, X, o simili.<br>Possiamo invece aggregare siti Wordpress, profili Mastodon, Noblogs, e molto altro.<br><br>]]></description>
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            <title>Raccordo</title>
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            <title><![CDATA[Gancio de Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Agenda condivisa della Roma ribelle e autogestita]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Protezione speciale: ammissibilità dell’istanza diretta via PEC al Questore, illegittimo il rigetto]]></title>
            <description><![CDATA[Il Tribunale di Firenze ha accertato e riconosciuto il diritto alla protezione
speciale ex art. 19, c. 1.1, T.U.I. ad un cittadino del Bangladesh il quale, per
mezzo del difensore, aveva proposto domanda a mezzo PEC alla Questura del luogo
in data 19 aprile 2025.

L’assistito, già richiedente protezione internazionale, era destinatario del
provvedimento di trasferimento emesso in applicazione del Regolamento Dublino,
essendo stata individuata l’Austria quale Paese competente ad esaminare la
domanda di protezione internazionale. Il decreto di trasferimento, con altro
patrocinatore, era già stato oggetto di impugnazione, respinta sino in sede di
Cassazione.

Per tale motivo, il cittadino straniero – con contestuale rinuncia alla
protezione internazionale e visto il positivo percorso portato avanti nelle more
sul territorio nazionale – chiedeva l’accertamento del diritto alla protezione
speciale in accordo con l’ordinamento nazionale e tenuto conto degli obblighi
costituzionali e di quelli discendenti dalla C.E.D.U.

La Questura rigettava l’istanza a mezzo PEC, ritenendola inammissibile in quanto
proposta in vigenza della L. 50/2023 (conversione del c.d. decreto Cutro).

Avverso la declaratoria di inammissibilità comunicata via PEC è stato
incardinato il ricorso che ha portato alla pronuncia: ritenuto illegittimo il
rigetto, è stato accertato il diritto in capo al ricorrente.

Tribunale di Firenze, sentenza n. 2296 del 27 aprile 2026


Si ringrazia l’Avv. Martina Bianchi del Foro di Pisa per la segnalazione e il
commento.

 * Consulta altre decisioni relative alla protezione speciale]]></description>
            <link>https://www.meltingpot.org/2026/05/protezione-speciale-ammissibilita-dellistanza-diretta-via-pec-al-questore-illegittimo-il-rigetto/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Progetto Melting Pot Europa]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 08:20:46 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[[L'orda d'oro] One big union]]></title>
            <description><![CDATA[Torniamo dalla pausa con una puntata in tema primo maggio che ci porta dagli
Stati Uniti alla Siberia sulle tracce di una delle figure più conosciute del
sindacalismo americano: Big Bill Haywood. Dai ranch dello Utah fino alla Mosca
rivoluzionaria, an injury to one is an injury to all!

Scaletta musicale:

 * Democratic Socialist Simulator OST - Solidarity Forever
 * Joe Hill - The Tramp
 * Frayda Bluestein and The Bluestein Family - Bread and Roses
 * Carsie Blanton - You Ain't Done Nothing (If You Ain't Been Called a Red)]]></description>
            <link>https://www.ondarossa.info/node/49511</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Onda Rossa]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 08:16:37 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[[2026-05-08] CENA E KARAOKE DI UN CERTO LIVELLO @ SPAZIO SOCIALE NIDO DI VESPE]]></title>
            <description><![CDATA[CENA E KARAOKE DI UN CERTO LIVELLO

SPAZIO SOCIALE NIDO DI VESPE - Via dei Ciceri 131, Roma
(venerdì, 8 maggio 20:00)


CENA E KARAOKE BENEFIT SPESE LEGALI per chi colpevole di Antisionismo e di
solidarietà.

Per chi ha voglia di stare insieme cantare e brindare alla rivoluzione!



]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/cena-e-karaoke-di-un-certo-livello</link>
            <guid isPermaLink="true">https://roma.convoca.la/event/cena-e-karaoke-di-un-certo-livello</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:58:49 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[[2026-05-06] Cineforum Garbatella "Ratataplan" @ Spazio Anarchico Vettor Fausto]]></title>
            <description><![CDATA[CINEFORUM GARBATELLA "RATATAPLAN"

Spazio Anarchico Vettor Fausto - Via Vettor Fausto 3
(mercoledì, 6 maggio 19:00)
Ratataplan è il film d'esordio di Maurizio Nichetti, autore assolutamente
anomalo nel panorama del cinema italiano: ispirandosi alla comicità slapstic del
cinema muto e dei cartoni animati, a sua volta amico e collaboratore di geniali
cartoonist come Bozzetto e Manuli, ha dato vita a un personaggio surreale a metà
strada tra il fumetto vivente e la poesia stralunata di un Tati o di un Harpo
Marx. Già il titolo è fumettistico: un' onomatopea che ricorda qualcosa che
precipita e rotola a rotta di collo. Lo sfondo è una Milano di fine anni
settanta specchio paradigmatico di alienazione, lavoro precario, crisi sociale,
dove al montante riflusso si può reagire ormai solo rifugiandosi nei sogni. Il
protagonista, il giovane neolaureato Colombo, cerca lavoro. Come ingegnere,
viene scartato: al test psicoattitudinale di ammissione dimostra troppa
fantasia. Come cameriere, non fa che combinare guai, mentre come innamorato di
una ballerina, non gli va molto meglio. Un giorno, portando un bicchiere d'acqua
da una parte all'altra dell' inquinatissima città, crea casualmente una mistura
miracolosa, ma i soliti poteri forti gli rubano l'idea e lo licenziano.
Nichetti, che ha studiato da mimo, preferisce una recitazione totalmente fisica,
non verbale. La persona è una marionetta muta in balìa degli eventi, e la
parola, la voce, non servono più a niente. Uno strappo evidente col cinema
cosiddetto impegnato, e verbosissimo, di autori che alla fine degli anni
settanta mostrava ormai la corda. Il film è un bell'esempio di creatività libera
e a pochissimo budget, mentre è attualissimo nel raccontare il rapporto
conflittuale e frustrante tra i giovani e un lavoro sempre più disumanizzante;
giovani che comunque, nonostante tutto, riescono a vivere e ad amare. Nel cast
anche Angela Finocchiaro, praticamente agli esordi, che in futuro collaborerà
spesso con Nichetti. Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare,
mangiare, cantare, suonare... Appuntamento mercoledì 6 Maggio alle ore 19:00 in
Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale) Gruppo
Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio. gruppobakunin@federazioneanarchica.org]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/cineforum-garbatella-ratataplan</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:58:42 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-05-05] Merenda nel cortile @ L38SQUAT]]></title>
            <description><![CDATA[MERENDA NEL CORTILE

L38SQUAT - sesto ponte del Laurentino 38 / Via Domenico Giuliotti 8x
(martedì, 5 maggio 17:00)


Martedì 5 maggio alle ore 17

Merenda nel cortile del sesto ponte al Laurentino 38



Vogliamo dare una mano a Sandra per coprire le spese dell'ultimo saluto a Enzo,
un amico super dolce che abbiamo perso qualche mese fa.



Porta quello che vuoi e un contributo per la colletta.

Almeno proviamo a togliere i soldi dal peso sul cuore.



Nei momenti difficili rimbocchiamoci le maniche e facciamo sentire la nostra
vicinanza.



L38squatters]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/merenda-nel-cortile</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:58:38 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-05-05] Merende rigenerANTI @ allo SPIGOLO]]></title>
            <description><![CDATA[MERENDE RIGENERANTI

allo SPIGOLO - SUL CROCICCHIO TRA VIA BRACCIO DA MONTONE E VIA FANFULLA DA LODI
(martedì, 5 maggio 18:00)
]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/merende-rigeneranti</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:58:12 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Non solo stipendi: la battaglia delle scuole di Bolzano]]></title>
            <description><![CDATA[In provincia di Bolzano è in corso una lotta sugli aumenti salariali da più di
un anno e oggi nei tavoli di contrattazione provinciale si sta discutendo di
cifre rilevanti, soprattutto se comparate con quelle nazionali, e stupisce che
fuori dell’Alto Adige se ne parli così poco

È stata una cosa che ha stupito anche noi. Noi siamo in una periferia remota e
un po’ esotica per ciò che riguarda il diritto scolastico. Non tutto quello che
si applica qui è immediatamente applicabile a livello nazionale, ma spesso non è
nemmeno comprensibile a chi non conosce la specificità territoriale e storica di
questo territorio. Da settembre le scuole di lingua italiana e tedesca sono in
subbuglio nella provincia di Bolzano. Ma la mobilitazione è cominciata a
primavera del 2025, quando gruppi spontanei di insegnanti di lingua tedesca, in
particolare nella zona di Brunico, qui in Val Pusteria, e altri in Val Venosta
hanno iniziato a organizzarsi. Gruppi spontanei nella scuola italiana si sono
aggiunti in seguito all’inizio di questo anno scolastico. In realtà chi avesse
osservato con attenzione i fenomeni se ne sarebbe accorto già qualche anno fa,
perché iniziative simili si erano già manifestate nel periodo post-Covid. 



Quali sono le differenze che esistono tra il livello nazionale e provinciale
nella contrattazione e nelle condizioni di lavoro? 

La premessa necessaria è capire che il sistema scolastico della provincia di
Bolzano è dotato di larga autonomia. I finanziamenti della contrattazione
derivano tutti dal bilancio provinciale e dal 1998 il livello locale è più
importante di quello nazionale. A questo livello si definiscono delle indennità
aggiuntive, che però sono estremamente cospicue, e generalmente l’Insegnato
altoatesino è pagato di più che nel resto d’Italia. A fronte, però, di un carico
di lavoro maggiore: le ore di lezione settimanali sono 20, sia nelle scuole
medie superiori che inferiori, anziché 18, e le ore funzionali possono arrivare
fino a 220 all’anno anziché 80, e poi c’è una settimana di scuola in più. La
contrattazione autonoma normalmente segue quella nazionale, per sistemazioni
contabili tra le varie voci, ma le rivendicazioni sul recupero dell’inflazione
sono rivolte alla provincia autonoma e non allo Stato.



Quali erano le richieste di questi gruppi informali? Quali sono state le forme
di lotta portate avanti? 

Questi gruppi di protesta, come noi sindacati, lamentano offerte economiche
inferiori all’inflazione registrata nel periodo triennale 22-24. La
contrattazione del comparto scuola della provincia è al rimorchio della
contrattazione dell’intercomparto provinciale dei dipendenti pubblici che tiene
conto dei tassi di inflazione misurati in loco dall’Istituto di Statistica
Provinciale, che per il triennio 22-24 ha superato il 16%. Qui, il costo della
vita è più alto che nel resto d’Italia, in particolare per l’abitazione. 

Di fronte a questa situazione, questi gruppi spontanei, con i quali i sindacati
intrattengono un dialogo complesso, hanno fatto irruzione nello scenario
politico, adottando una strana strategia di lotta che in sostanza è consistita
nell’astenersi da attività non obbligatorie. E a differenza che in passato, come
durante il Covid, non hanno adottato una posizione antisindacale. Il contatto
non prevede molte attività che gli insegnanti fanno comunemente: come portare
studenti in uscite didattiche, viaggi d’istruzione, spettacoli teatrali o cinema
e l’organizzazione di visite di esperti esterni alla scuola o altri progetti
didattici, insomma gli insegnanti si sono sostanzialmente limitati a fare
lezioni seguendo strettamente il contratto. 

Ma anziché passare in sordina, questa cosa ha scoperchiato una serie di reazioni
a catena nella politica locale, prima di tutto perché questi gruppi erano
geograficamente basati nelle zone di maggior peso elettorale del partito di
maggioranza relativa, la Südtiroler Volksparteri (SVP) o Partito Popolare
Sudtirolese. Per la prima volta era una protesta cospicua e visibile all’interno
della scuola di lingua tedesca che comprende oltre settanta istituti scolastici
contro la trentina delle altre lingue e ha reso visibile la dimensione economica
dell’indotto della scuola. Ad esempio, il Teatro stabile della città di Bolzano
ha minacciato di chiudere la propria attività, gli autotrasportatori dei pullman
di alcune valli che vivono di turismo scolastico e gruppi vari di esperti e
formatori si sono trovati sostanzialmente senza lavoro. La scuola ha continuato
a funzionare normalmente, è possibile persino che gli insegnanti abbiano
lavorato di più, perché c’è chi – come altrove – lamentava in qualche maniera
l’espropriazione della classe docente da parte di iniziative esterne, quella che
viene definita “la mania del progetto”. Dilagata questa protesta nella scuola di
lingua tedesca, si è poi allargata anche all’interno delle scuole di lingua
italiana. Le rivendicazioni sono economiche ma anche relative al ruolo
dell’insegnante nella didattica e contro l’aumento strisciante del carico di
lavoro.



Qual è stato il ruolo dei sindacati in questa astensione da attività non
obbligatorie?

In questo contesto i sindacati hanno principalmente fatto consulenza ai singoli
docenti, spiegando cosa sono tenuti a fare e non fare senza trasgredire gli
obblighi contrattuali. Tengo a precisare che, nonostante le forti tensioni, non
sono stati comminati provvedimenti disciplinari, proprio perché la strategia è
stata quella di rientrare strettamente nei limiti formali del contratto,
mettendo in agitazione chi non sapeva quante cose non previste fanno gli
insegnanti.

I sindacati si sono trovati spesso a fare da mediatori con la politica
provinciale, consultando la base di fronte a pretese che non stavano né in cielo
né in terra e diversi ultimatum. Ma dopo varie fasi, oggi, nel contratto di
novembre 2025, si è arrivati a un riconoscimento quasi totale dell’inflazione,
anche se siamo un po’ più poveri del 2022, ma si tratta di percentuali
consistenti e che non si sono viste nel resto d’Italia. 



E ora a che punto si trova la trattativa? 

Ora stiamo trattando la fase successiva di aumento strutturale del salario e
abbiamo già raggiunto un’intesa preliminare. Oltre a un riconoscimento quasi
totale dell’inflazione pregressa nel triennio ‘22-’24, la politica provinciale
ha messo sul piatto un innalzamento strutturale di stipendio riconoscendo la
maggiore complessità del lavoro di insegnante. Questa trattativa non è
completamente terminata, ma abbiamo un accordo preliminare che sarà poi tradotto
a breve in un contratto collettivo da firmare. In questo accordo in sostanza c’è
un aumento strutturale per gli anni a venire e dovrebbe essere retroattivo da
gennaio ‘26. L’aumento varia a seconda delle fasce di età dei docenti, si va dai
2.000 euro annui lordi nel caso dei docenti in fascia 0 senza titolo di studio
fino a una cifra che si aggira intorno ai 6.000 per chi ha 35 anni di anzianità.

Sono cifre abbastanza grosse sulla carta se si sommano allo stipendio che è già
più alto di quello dei colleghi/e nazionali. Ma andranno messi in prospettiva
con il costo della vita della provincia di Bolzano. Abbiamo fatto dei confronti
sui prezzi degli affitti tra città del nord e del sud e il nostro territorio è
tra più cari. Infatti i gruppi di insegnanti che si sono mobilitati non sono del
tutto soddisfatti e ora probabilmente si aprirà una fase di mediazione. Però
devo dire che da parte di chi normalmente un compromesso lo deve stipulare, si
tratta di un compromesso, sicuramente, di rango elevato.



E ora qual è la situazione nelle scuole? 

La politica provinciale ha chiesto e ottenuto qualche segno di riattivazione di
attività extra-scolastiche, quasi come tributo mediatico per cominciare a
trattare, e qualche scuola e qualche altro sindacato questo segnale lo ha
dato. Ma essendo la programmazione scolastica su base annuale, molte attività
riprenderanno l’anno prossimo. Scoperchiato questo meccanismo, c’è sicuramente
chi tornerà volentieri all’organizzazione di attività extra-scolastiche, visto
che costituiscono anche una parte importante della soddisfazione
dell’insegnante. Ma compreso meglio quanto sia l’aumento strisciante dei carichi
di lavoro e della burocratizzazione, che è particolarmente spinta da queste
parti, può darsi che a livello individuale qualche progetto in meno venga fatto.
Non tanto per protesta ma come forma di autodifesa. 

Questo lo possiamo solo ipotizzare, non siamo in grado di misurare, anche perché
questa protesta è sicuramente deflagrata sui media, ma la sua misura è molto
complicata. Anche perché il nostro consiglio è stato sempre quello di non
pianificare attività nuove, ma di concludere tutte le attività in itinere, dove
c’erano già progetti finanziati o contratti firmati. Evitare però tutto il
superfluo, quindi il taglio è stato più evidente in determinati ordini di
scuole, meno grande in altri ed è stato variegato a seconda dell’autonomia
scolastica.



Dal tuo punto di vista, questa protesta può parlare alla situazione nazionale,
oltre le specificità della provincia di Bolzano? 

L’aumento del costo della vita, l’inflazione e il tema del costo degli affitti
sono questioni sentite nella provincia di Bolzano ma che parlano a tutto il
territorio nazionale. Ma anche le altre questioni sollevate da questa protesta:
ricentrare la didattica sull’insegnante e non sui progetti, il carico di lavoro
nascosto, la burocratizzazione enorme della scuola, questi sono chiaramente
problemi nazionali. Non c’è dubbio che ci sia interesse anche per la strategia
di lotta, comunque delicata e che noi non abbiamo suggerito, anche perché andava
a colpire alcuni lavoratori e lavoratrici non colpevoli della situazione. Ma se
guardo indietro devo dire che questi gruppi spontanei di docenti hanno aiutato
le nostre rivendicazioni. 

Qui c’è un altro aspetto che va considerato, noi siamo una zona di confine, una
zona dove buona parte della scuola si svolge in lingua tedesca e il mercato del
lavoro non è lo stesso che nel resto d’Italia. Le abilitazioni all’insegnamento
si possono ottenere in territorio austriaco, moltissime persone studiano
all’Università di Innsbruck e scoprono che sia il salario iniziale che gli
scatti successivi di un insegnante in territorio austriaco sono di gran lunga
superiori al territorio italiano, compreso l’Alto Adige. Quindi la scuola di
lingua tedesca ha sempre meno insegnanti, perché non può reggere la concorrenza
nel mercato del lavoro con il Land del Tirolo. Anche io ho lavorato in Austria,
quando ero più giovane, salari più alti, tassazione più bassa, aiuti alla
famiglia cospicui, poi è vero che la sanità non è esattamente come in Italia e
non c’è una legge come la 104, ma il paragone diretto con il o la collega
rimasti a lavorare in Austria è frustrante. E dopo decenni di tutela della
minoranza tedesca, si scopre che c’è un’estrema carenza di insegnanti per le
scuole primarie di lingua tedesca, le quali sostanzialmente vengono assunte in
grande maggioranza senza titolo di studio valido.

Nella scuola italiana il carico di lavoro è più sentito, perché la scuola
italiana importa laureati del resto d’Italia, le persone arrivano qui, si
trovano pagate di più, ma a fronte di un carico di lavoro maggiore e di un costo
della vita più elevato. Infatti i gruppi di protesta delle scuole di lingua
italiana hanno sottolineato con forza questo problema. Per questo sono convinto
che la mobilitazione possa interessare anche il resto d’Italia. 



Per concludere…

Come sindacalista è stata una sfida complessa, perché è stata una mobilitazione
che è nata fuori dal sindacato, una mobilitazione che però ha coinvolto il
dibattito interno al sindacato e sulla quale abbiamo lasciato libertà di
coscienza ai tesserati e tesserate. Inoltre l’abbiamo supportata sul tema della
legalità, del rispetto delle norme, per evitare che qualcuno venisse
sanzionato/a. Dopodiché ci siamo presentati in trattativa. Questo è stata anche
un po’ una lezione sul ruolo dei sindacati in un ambiente mutato, se vogliamo. E
anche molto interessante, perché molte proteste oggi nascono tra gruppi
informali di docenti ma non è detto che durino nel tempo. Però ci sono stati
anche fenomeni interessanti, perché in questo territorio ancora piuttosto diviso
c’è stato un serio dialogo tra insegnanti della scuola italiana e tedesca, a cui
noi abbiamo assistito, partecipato, in qualche caso anche co-organizzando, e la
consapevolezza di mettere insieme è prevalsa su tutte le divisioni storiche di
una terra particolare.



La copertina è di Berdikari Sastra (Pixel)



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L'articolo Non solo stipendi: la battaglia delle scuole di Bolzano proviene da
DINAMOpress.]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[DINAMOpress]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:54:44 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[[2026-05-05] Equipaggi di Terra @ CSOA La Strada]]></title>
            <description><![CDATA[EQUIPAGGI DI TERRA

CSOA La Strada - Via Passino, 24
(martedì, 5 maggio 18:00)


EQUIPAGGI DI TERRA!

Ci siamo di nuovo trovat3 in migliaia in piazza contro l’abbordaggio illegale
della Global Sumud Flotilla e il sequestro di più di 170 attivist3 in acque
internazionali.

La Flotilla è pronta a ripartire e l3 compagn3 sequestrate sono ora stat3
liberat3 Grecia dopo aver subito maltrattamenti e violenze.

Thiago e Sayf al momento sono vittime di un’ulteriore violazione e in stato
d’arresto nelle carceri israeliane.

Ci vediamo martedì 5 maggio, ore 18, al CSOA La Strada (Via Passino,24) per
costruire insieme la mobilitazione da terra, per non lasciare sola la Palestina,
per tenere tutti gli occhi sulla Flotilla, per la liberazione immediata di
Thiago e Sayf e prepararci insieme alla mobilitazione globale e al ricordo della
Nakba.

Ad aprire l’incontro i collegamenti con l3 compagn3 a bordo della Flotilla e a
Gaza City.

Pront3 per bloccare tutto, Ready for the Global Shutdown!]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/equipaggi-di-terra</link>
            <guid isPermaLink="true">https://roma.convoca.la/event/equipaggi-di-terra</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:47:53 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Blackout Fest 2026]]></title>
            <description><![CDATA[In molti cercano di rubare le briciole di energia che cadono dal nostro tavolo
per appropriarsene, svuotando gli spazi che abitiamo, o rendendo costoso ed
invivibile qualsiasi tempo. Per fortuna non abbiamo bisogno di approvazione per
dirvi che vi aspettiamo quest’anno a Manituana dal 12 al 14 di giugno.

da Radio Blackout

Let’s face it: the scene out there is a joke. Everything is a product,
everything is fake, and you can’t even hang out without being sold
something.That’s why we’re still here, 34 years later, doing things our own way.
We are the glitch in their system—unfiltered, loud, and totally free. While the
big labels and “competitors” try to copy our vibe to look cool, we’re actually
living it. We don’t need an algorithm to tell us what’s good. We have each
other. If you’re tired of the mainstream mall, come to Manituana from June 12th
to 14th. Support the real underground. See you there


VENERDÌ 12 GIUGNO

ŦΔŁҜ

Le Indomabili. Storie di liberazione e indipendenza dei corpi non conformi!

Da Super‑ANTI, il primo programma antiabilista di Radio Blackout.


ŁIᐯE

Siksa | https://www.youtube.com/watch?v=lGvUFEEMuFg

West Riviera | https://linktr.ee/westriviera

Nailbreaker | https://nailbreaker.bandcamp.com/album/robert-knight-wine-cellar

GENTILESKY | https://gentilesky.bandcamp.com/album/ways-of-seeing

Ossia | https://ossia.bandcamp.com/


ĐĴ Ş€Ŧ

Makossiri | https://soundcloud.com/makossiri/polyrhythmic-tension-mix

Dj Pisolino | https://soundcloud.com/wild_enry

SABATO 13 GIUGNO

ŦΔŁҜ

Imperialismo digitale

Con Dario Guarascio, Professore Associato di Politica Economica presso il
Dipartimento di Economia e Diritto della Sapienza Università di Roma. Modera
Dario Di Conzo, esperto di Cina e di politiche economiche, collaboratore di
Radio Blackout e Radio Onda d’Urto.


ŁIᐯE

Oddateee + Abstral Compost | https://www.youtube.com/watch?v=UnY_qcILv_A

Dalila Kayros + Danilo Casti | https://www.youtube.com/watch?v=PngVj1YCs5U

Swear | https://swearpunx.bandcamp.com/album/after-the-sun

STEPMOTHER | https://stepmother1.bandcamp.com/track/vacant-state

Oonagh Haines | https://www.instagram.com/p/DV80eaYghbo/?img_index=1


ĐĴ Ş€Ŧ

Simona Zamboli | https://linktr.ee/SimonaZambolimusic

Amara Venier | alias non techno di: https://landi666.bandcamp.com/

DOMENICA 14 GIUGNO

ŦΔŁҜ

Un mondo in guerra. Torino tra Lunapark e città delle armi.

A cura dell’Assemblea Antimilitarista.

ŁIᐯE

manduria | https://linktr.ee/manduria_

Kalozin | https://kalozin.bandcamp.com/album/pindorama-x700-2

felinto | https://felinto.bandcamp.com/

alien state | https://alienstate.bandcamp.com/album/piz-ts-nav-zagts

OAXACA | https://oaxacaband.bandcamp.com/album/materia-tersa

N.B. Gli orari e l’ordine della line-up verranno aggiornati a ridosso del
festival

Trovi tutte le informazioni aggiornate anche su Gancio.cisti, sulla
nostra pagina Instagram e sull’evento Facebook

SEE YOU THERE

]]></description>
            <link>https://infoaut.org/culture/blackout-fest-2026/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://infoaut.org/culture/blackout-fest-2026/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[InfoAut: Informazione di parte]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:45:27 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Macerie su Macerie – PODCAST 04/05/26 – La guerra come evento]]></title>
            <description><![CDATA[A partire da un contributo audio di Enzo Traverso sui grandi conflitti del
Novecento, in questa puntata di Macerie su Macerie ci addentriamo nel legame
profondo tra cicli di belligeranza, modernità e guerra civile, alla ricerca di
domande in grado di affilare lo sguardo sul presente.

Come la guerra modifica il paesaggio mentale dell’Europa?
In che modo trasforma percezioni, paure e orizzonti politici delle società
contemporanee?]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/podcast/macerie-su-macerie-podcast-04-05-26-la-guerra-come-evento/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://radioblackout.org/podcast/macerie-su-macerie-podcast-04-05-26-la-guerra-come-evento/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout - Info]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:32:17 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Eirenefest Bergamo: Pace, dalla Parola ai fatti]]></title>
            <description><![CDATA[Incontro un po’ diverso, questo, dalle tradizionali presentazioni di libri. Il
bresciano don Fabio Corazzina, figura di riferimento del pacifismo cattolico e
già coordinatore nazionale di Pax Christi, ha dialogato attorno al suo libro
Pace, dalla Parola ai fatti (Paoline Editoriale Libri, 2025) con il cantautore
Alessandro Sipolo che ha intrecciato le parole del libro con la risonanza
musicale di alcune sue canzoni. L’incontro – introdotto da Rosita Poloni,
coordinatrice dell’associazione italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam –
si è svolto nell’ambito di EireneFest Bergamo, il 28 Aprile, nel suggestivo
chiostro di Santa Marta. 

Pace, dalla Parola ai fatti, già dal titolo interroga la realtà e le Scritture,
la fede e la testimonianza, la necessità e il bene: “tutto quello di cui abbiamo
bisogno per capire la pace e i suoi contrari è scritto in molte pagine della
Bibbia che in questo libro funzionano come da specchio per i nostri giorni”. 

Quasi un reading musicale in quattro movimenti e un controcanto (da seguire e
gustare con il video al link sotto riportato): a partire da alcuni brani del
Primo e del Nuovo Testamento e da alcuni testimoni del nostro tempo, la parola
pace è “declinata” come liberazione, resistenza, riconciliazione, accoglienza,
nonviolenza, convivialità, legalità, disobbedienza, impegno politico e alleanza
educativa. Le riflessioni seguono un percorso tortuoso, spesso difficile,
controcorrente (anche la pace ha un prezzo), non consolatorio e forse nemmeno
pacificato. Don Fabio richiama quattro elementi fondamentali, che attraversano
quella conversione evangelica che può generare rapporti e relazioni di pace: “tu
non uccidere, rispondi al male con il bene, ama anche il tuo nemico, perdona… il
Vangelo non è una pia esortazione per anime belle”.

La canzone “Gagiò romanò” racconta la storia, raccolta anni fa da Alessandro in
Franciacorta, di un obiettore totale, un renitente alla leva bresciano,
aggregatosi, negli anni ‘70 a un gruppo di giostrai rom per sfuggire al servizio
militare. Un istintivo del rifiuto delle armi senza compromessi, come ne L’uomo
in rivolta di Albert Camus, “il ribelle, l’insorto rivendica per tutti e per
tutte la libertà che vorrebbe per se”, dunque – propone Sipolo – “forse anche la
sua scelta, per quanto violenta, può essere legittima e non possiamo non essere
solidali con quei popoli, che anche oggi invasi e colonizzati, hanno diritto di
insorgere”.

È possibile immaginare una resistenza nonviolenta? Oppure è possibile
giustificare una resistenza violenta? Nella sacra scrittura è giustificabile il
tirannicidio? Sicuramente – osserva Corazzina –  nella Bibbia è facile trovare
pagine che lo giustificano, tuttavia la “Parola” rimane una bussola fondamentale
per orientarsi. Ad esempio, l’inizio del libro dell’Esodo si svolge sotto il
segno delle donne che salvano la vita, due levatrici (Esodo 1, 15-17), Sifra e
Pua, prime obiettrici di coscienza che si sono ribellate al potere del Faraone,
“con intelligenza creativa e metodo nonviolento ci tramandano che la vita è più
potente di qualsiasi ordine di sopprimere la vita.” 

La nonviolenza e la resistenza nonviolenta: è una questione di testimonianza
individuale o una scelta di popolo e di comunità? Se, in nome della fede (o di
alcuni valori), è chiesto a qualcuno di testimoniare profeticamente la
nonviolenza è un fatto, se invece la nonviolenza è un processo, un percorso
affrontabile come comunità e come popolo, allora si apre tutta un’altra
stagione: “non quella degli eroi ma la stagione di un popolo che si assume la
responsabilità di una scelta e di un modello nonviolento di pensiero e azione.” 

Per il sacerdote bresciano, se si vuole passare attraverso il riferimento
evangelico, “non può esistere la possibilità di giustificare l’omicidio e
nemmeno il tirannicidio. Come resistere al male e al potere che opprime, rimane
una questione aperta alla coscienza delle persone credenti e non credenti.”

Se saremo disposti a superare quest’ostacolo allora potremo incamminarci verso
quella parola e cominciare a darle il giusto significato.

Come si fa a porre limite allo strapotere dei tiranni e un argine a chi vuole
negare la possibilità di una svolta? quale legalità e rispetto del diritto
internazionale, di quale sicurezza abbiamo bisogno?

Nel dialogo Corazzina cerca di sbrogliare la matassa: se i diritti delle persone
(diritto alla casa, al lavoro, alla famiglia, alla scuola, alla parola, alla
libertà…) dipendono dal potere di turno è un bel problema, ma se i diritti sono
legati alla dignità e alla vita delle persone questo allora apre delle
potenzialità”. E qui intravede due derive: “da un lato i potenti di turno si
arrogano il potere di definire e di dare i diritti (a qualcuno sì e a qualcuno
no) attraverso decreti-leggi dove non c’è più la persona al centro”; dall’altro
queste stesse leggi non cadono dal cielo, sono frutto di un processo
democratico, dove il concetto di “potere” (legislativo) ci fa sentire
“impotenti” (incapaci di generare un’umanità nuova) perché lo abbiamo delegato a
qualcuno. 

“Ho conosciuto il cristianesimo della crociata e quello della croce”, riprende
Sipolo, dove anche oggi si legittima la guerra con il “Dio è con noi”, così per
la corsa al riarmo per difendere l’Europa, nata da un’idea di pace. Corazzina
reagisce affermando che esiste anche il cristianesimo della resurrezione:
“scegliere la nonviolenza, l’equità, la solidarietà, la legalità, la fraternità
e il disarmo come unica via per un’incarnazione della giustizia”, e che il
“fondamentalismo cristiano nell’America di Trump non ha niente più a che fare
con il vangelo”.

Forse, anche in questo tempo, occorre essere un po’ eretici.

Come cristiani e operatori di pace dobbiamo invertire la rotta, riprende don
Fabio, proporre prospettive diverse per costruire un progetto di pace che deve
smascherare la logica del riarmo: “Non è vero che chi spende di più è più
sicuro” e le risorse destinate agli armamenti finiscono inevitabilmente per
penalizzare le spese destinate alla scuola e alla salute, che stanno alla base
di una convivenza pacifica. Purtroppo, per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda
ONU nei Paesi occidentali abbiamo investito soltanto un centesimo di quanto
abbiamo speso per le armi”.

La fatica è quella dell’azione quotidiana, dell’incontro con l’altro e della
scelta disobbediente. Quali forme di disobbedienza mettere in atto per provare a
dire un “no!” a beneficio della collettività?

Si può iniziare un nuovo cammino solo dalla fiducia, dall’ascolto, dal coraggio
e dalla speranza di trovare positività laddove tutti vedono cattiveria, dalla
capacità di riconoscere la profezia dove prevale il “buonsenso”, dalla certezza
della primavera dopo l’inverno, dalla potenza del seme che muore per dare nuova
vita. Solo allora si saprà cogliere la pace. 

Link alla registrazione video: 

https://www.youtube.com/watch?v=Xa468JQn_WU

 

Per consultare i testi completi delle canzoni di Alessandro Sipolo:

https://www.alessandrosipolo.com/testi

Redazione Italia]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/05/pace-dalla-parola-ai-fatti/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Tue, 05 May 2026 07:25:46 GMT</pubDate>
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