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        <title><![CDATA[Raccordo]]></title>
        <description><![CDATA[<br><strong>L&#x27;aggregatore di movimento </strong>(qualsiasi cosa voglia dire).<br><br><h3>Cosa si trova in raccordo.info</h3>Raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati, attraverso la vecchia ma sempre funzionante tecnologia degli RSS.&nbsp;<br>Raccordo.info non &#232; una rivista online, non ci sono contenuti originali.&nbsp;<br><br>Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di &quot;movimento&quot; o vicini al movimento.<br>Un occhio particolare &#232; riservato alla comunicazione Romana. Perch&#233;? perch&#233; facciamo base principalmente a Roma e conosciamo meglio il nostro territorio di altri.&nbsp;<br><br>I Contenuti completi non vengono duplicati in raccordo.info. Cliccando sul titolo si va al sito originale. Non intendiamo &quot;rubare&quot; utenti, non ci interessano le metriche commerciali per capire quanti visitatori abbiamo, quanto tempo gli utenti spendono sul nostro sito e via dicendo.<br><br>Di seguito si trova l&#x27;elenco delle fonti. Per proporre una nuova fonte, scrivete a: <strong><a href="mailto:raccordo@autoproduzioni.net">raccordo@autoproduzioni.net</a></strong><br>Non abbiate paura di segnalarci il sito della vostra realt&#224;: se non vi abbiamo ancora aggregato, &#232; stato probabilmente solo per ignoranza o dimenticanza.<br><br><h3>Chi se ne occupa</h3>Siamo un piccolo gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, di et&#224; diverse, con interessi diversi. Ci siamo scelte per affinit&#224;. Non siamo un collettivo, n&#233; una struttura politica, n&#233; una ONG, n&#233; un&#x27;associazione culturale.&nbsp;<br>I nostri principi generali sono <strong>antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo</strong>.<br><br>Ci ha spinto la consapevolezza che ci sia bisogno di valorizzare la comunicazione di movimento fuori dai social media commerciali, affinch&#233; sia possibile (ri)creare delle comunit&#224; digitali, oltre che fuori dal digitale.<br><br><h3>Come Funziona</h3>Abbiamo inserito in raccordo.info le fonti di informazione che maggiormente leggiamo, stufi di andarle a cercare una per uno, sito per sito, account social per account social. Se ne abbiamo dimenticata qualcuna che ritenete importante segnalatela.&nbsp;<br><br><strong>C&#x27;&#232; un lavoro redazionale?</strong> Si, c&#x27;&#232; un leggero lavoro redazionale. Siamo noi che abbiamo scelto le fonti, siamo sempre noi che decidiamo quale contenuto vada fissato in testa alla Home Page, noi cerchiamo di dare forma alle diverse sezioni o che nascondiamo i post che ci sembrano meno interessanti.<br><br><h3>Cosa c&#x27;&#232; sotto?</h3>Raccordo si basa su software libero e protocolli aperti. &#200; basato su <a href="https&#x3a;&#x2F;&#x2F;blob&#x2e;news" rel="noreferrer noopener">https:&#x2F;&#x2F;blob.news</a> e pu&#242; aggregare la stragrande maggioranza del web. Una grande eccezione sono i profili cosiddetti &quot;social&quot;: malgrado questo aggettivo, l&#x27;interesse delle multinazionali che lo sviluppano sta proprio nel sabotaggio della nostra capacit&#224; di comunicare.<br>Per questo motivo non possiamo aggregare profili Instagram, X, o simili.<br>Possiamo invece aggregare siti Wordpress, profili Mastodon, Noblogs, e molto altro.<br><br>]]></description>
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            <title>Raccordo</title>
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            <title><![CDATA[Gancio de Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Agenda condivisa della Roma ribelle e autogestita]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[[2026-06-21] Presidio per Arrestati 16 giugno. @ Faro del Gianicolo.]]></title>
            <description><![CDATA[PRESIDIO PER ARRESTATI 16 GIUGNO.

Faro del Gianicolo. - Via del Gianicolo, Trastevere, Municipio Roma I, Roma,
Roma Capitale, Lazio, 00193, Italia
(domenica, 21 giugno 17:30)
]]></description>
            <link>https://roma.convoca.la/event/presidio-per-arrestati-16-giugno</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:31:07 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Colombia, ballottagio presidenziali 21 Giugno: la sfida contro l’estrema destra]]></title>
            <description><![CDATA[Insieme a Paula, sindacalista colombiana radicata in Italia e con Nicolas Roa,
editore della rivista colombiana Controcorrente abbiamo affrontato alcune delle
questioni che inaspriscono il clima elettorale in vista del ballottaggio
definitivo questa domenica 21 Giugno 2026, che deciderà la presidenza Colombiana
tra Ivàn Cepeda, rappresentante del Pacto Historico per la sinistra progressista
e l’avvocato e imprenditore Abelardo de la Espriella in testa al partito di
destra Firmes por la Patria.


Dall’ ultima votazione di ballottaggio del 31 Maggio, nella quale nessun
candidato ha raggiunto il 50%+1 dei voti validi, ma che ha visto De la Espriella
affermarsi vincitore con una differenza di meno di un millioni di voti, è emerso
anche un’ astensionismo di circa il 40%. A far fronte alla mancanza di voti in
vista del secondo ballottaggio entrambe le campagne hanno insistito su alcuni
punti che si pongono come cardine delle loro campagne: De la Espriella si è
appoggiato fortemente all’uso di social network per diffondere il suo programma
focalizzato sull’imprenditoria, la religione e la sicurezza e la collaborazione
con gli Stati Uniti. Dall’altra parte, Ivàn Cepeda senatore, membro della
sinistra storica e figura centrale nei processi di pace con las Farc del 2016 si
pone in continuità con il progetto politico del governo in atto, el Pacto
Historico nato in risposta allo sciopero nazionale del 2021 e si appoggia nella
mobilitazione cittadina nelle piazze e di recente anche in piattaforme virtuali,
il supporto delle comunità indigene e la continuazione delle politiche degli
accordi di pace.


Nicolas Roa (de la Revista Contracorriente) ci ricorda che la distribuzione
territoriale dei voti è un fattore non solo molto importante ma anche molto
espressivo delle dinamiche del conflitto armato e con le forze statali. La
sinistra ha ricevuto più supporto nelle regioni che storicamente sono state più
colpite dalla guerra, la disuguaglianza e l’abbandono statale, è il caso ad
esempio della Costa Caribe a nord della Colombia, il sudoccidente nazionale come
nelle regioni del Pacifico e infine le zone Amazzoniche e dell’ Orinoquia a est
del territorio. Il centro del paese (la regione Andina) si esprime
favorevolmente al candidato de la Espriella, in particolare le regioni di
Santander e Antioquia.


Abbiamo infine commentato le posizioni di entrambi i canditati in materia
economica, specialmente per quando riguarda i trattati di libero commercio di
cui la Colombia ne è firmataria agli Stati Uniti.

Ascolta qui l’approfondimento:]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/2026/06/colombia-ballottagio-presidenziali-21-giugno-la-sfida-contro-lestrema-destra/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout - Info]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 12:17:47 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Prezzi: a maggio i prezzi crescono del +3,2%, con ricadute di +1.056 euro annui a famiglia]]></title>
            <description><![CDATA[Dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori riprendiamo il commento sui dati
dell’inflazione, aggiornati dall’Istituto Nazionale di Ststistica, dati che
vedono confermare la tendenza inesosabile alla crescita dei prezzi, dinamica che
sfugge al controllo esecutivo a causa dei costi energetici proietati verso
l’alto, sia di quelli posti sotto regime regolamentato (ARERA) nonché – a
maggior ragione – di quelli determinati dai fornitori che operano in regime
‘non-regolamentato’. Ma non solo i prezzi sull’energia. L’ISTAT ci dà un quadro
inflattivo in crescita in tutti i settori, dai trasporti (con incidenza in
salita dall’1% fino a sfiorare il 6%) ai cd. “servizi del tempo libero” e di
cura della persona. Insomma tutto ciò ha una ricaduta significative sui redditi
delle famiglie e non vogliamo immaginare l’influenza sulle famiglie in
condizioni che già versano nella povertà assoluta, o quelle che sono in poverta
relativa, ma che tendono a scivolare sempre verso i livelli più bassi[accì]

 

L’Istat ha aggiornato oggi i dati dell’inflazione che, a maggio, l’inflazione
sale ancora, al +3,2%. L’Istituto di Statistica spiega come l’accelerazione
dell’inflazione sia dovuta prevalentemente dalla dinamica dei prezzi degli
energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), nonché di quelli regolamentati
(da +5,3% a +5,6%).

Come ogni, anno in vista della stagione estiva, aumentano notevolmente i costi
dei servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%), trainati dalla risalita
dei prezzi del Trasporto marittimo e per vie d’acqua (da -1,0% a +5,8%
sull’anno), crescono anche i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la
cura della persona (da +2,6% a +3,0%).

Con l’inflazione a questi livelli le ricadute a carico delle famiglie sono
pesantissime: +1.056 euro annui a famiglia, secondo le stime aggiornate
dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Unica nota positiva, la live decelerazione del tasso relativo al carrello della
spesa, che scende a +1,9% (da +2,3% registrato ad aprile).

Una forte accelerazione si registra su fronte del costo della benzina (+10,7%
sull’anno), anche a causa della prematura rimodulazione del taglio delle accise.

Costi che i cittadini potrebbero continuare a subire per molto tempo, vista la
cronica lentezza con cui i prezzi alla pompa si adeguano al ribasso.

I dati fotografano, nel loro complesso, una situazione incerta: per questo è
urgente intervenire a sostegno delle famiglie e per arginare fenomeni
speculativi, a partire da:

 * UNA RIMODULAZIONE, ANCHE TEMPORANEA, DELLE ALIQUOTE IVA SU UN PANIERE DI BENI
   ESSENZIALI;

 * L’INTRODUZIONE DI CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO CHE REALIZZINO IL
   DISACCOPPIAMENTO TRA ENERGIA ELETTRICA E GAS;

 * UN BONUS ENERGIA PIÙ CONSISTENTE, ED ESTESO A UNA PLATEA DI FAMIGLIE PIÙ
   AMPIA;

 * LA CREAZIONE DI UN FONDO DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ ENERGETICA ED ALIMENTARE
   PER AIUTARE E SOSTENERE I NUCLEI PIÙ VULNERABILI;

 * LA REALIZZAZIONE DELLA RIFORMA DEGLI ONERI DI SISTEMA SUI BENI ENERGETICI,
   SPOSTANDONE ALCUNI SULLA FISCALITÀ GENERALE;

 * MONITORAGGI, CONTROLLI E INTERVENTI SANZIONATORI CONTRO LE SPECULAZIONI LUNGO
   LE FILIERE, IN PARTICOLARE PER I PRODOTTI DI LARGO CONSUMO E I CARBURANTI;

 * L’IMPOSIZIONE DI UNA ADEGUATA TASSAZIONE DEGLI EXTRAPROFITTI DELLE AZIENDE
   ENERGETICHE E NON SOLO, PER FINANZIARE MISURE DI SOSTEGNO.

Redazione Palermo]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/06/prezzi-a-maggio-i-prezzi-crescono-del-32-con-ricadute-di-1-056-euro-annui-a-famiglia/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 11:13:10 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Messina hub croceristico. Con #MSC il colosso
marittimo della logisitica di #guerra pro #Israele #boicotisrael
Il colosso marittimo MSC del gruppo Aponte punta a trasformare il Porto di
Messina in uno dei maggiori hub mediterraei per le navi da crociera, puntando a
far sbarcare un milione di passeggeri all'anno. MSC uno dei più coinvolti nella
logistica di guerra a sostegno delle forze armate israeliane.]]></description>
            <link>https://sociale.network/@antoniomazzeo/116787676747236652</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Antonio Mazzeo]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:42:04 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[La biodiversità urbana ha bisogno di voi: un appello alle amministrazioni della provincia di Rimini]]></title>
            <description><![CDATA[Non solo proprietari di hotel con vista mare, anche tanti privati sembrano
essere in guerra con i nidi dei Balestrucci. Eh sì, non abbiamo buone notizie da
darvi con questo nostro appello.

Da settimane svolgiamo i nostri monitoraggi e ciò significa che ci rechiamo
personalmente a verificare lo stato dei nidi segnalati nella nostra mappa
online. Ebbene, i nidi vengono inseriti nella mappa (visionabile da chiunque)
proprio in vista del loro controllo e quindi della loro tutela. Perché se non ci
pensiamo noi, noi pochissimi volontari, a difendere questi uccelli migratori in
declino, chi ci pensa?

Non tutti i Comuni dispongono di un Regolamento per il Benessere degli animali
selvatici, quello di Rimini ad esempio ne è ANCORA PRIVO, nonostante
l’Assessorato con delega al benessere degli animali ci sia eccome. Altro tema di
grande attualità: i PUG. Questi documenti, che vanno a sostituire i precedenti
RUE, sarebbero perfetti per tutelare la biodiversità negli edifici. A Riccione,
ad esempio: inseriranno il punto cui abbiamo lavorato personalmente? Non lo
abbiamo ancora capito. E a Rimini? Ci era stato già risposto di No, che questo
tema non sarebbe rientrato nel nuovo PUG. La motivazione non ci era stata data.
Ma ci era stato detto che avrebbero dedicato una pagina sul sito del Comune ai
Rondoni (come se fosse la stessa cosa!): peccato che la pagina presenti diverse
scorrettezze e manchi della nostra mappa online, che sarebbe stata la cosa più
importante da inserire!

Certo, ci vorrebbe una legge REGIONALE “SALVA NIDI”, cosa che abbiamo proposto,
senza ricevere mai risposta da chi di dovere. Lo ripetiamo: la legge tutela i
nidi SOLTANTO quando ci sono pulli o uova, e comunque i controlli chi li fa?
NESSUNO. O meglio, sempre noi! I soliti pochissimi volontari, nel nostro solito
pochissimo tempo libero. E molto spesso alla gioia si mescola la desolazione,
perché accorgersi di così tanti nidi distrutti è davvero deprimente, oltre che
grave. Grave anche per la nostra comunità umana, a voler restare antropocentrici
a tutti i costi.

Questi uccelli non sono solo bellissimi, e hanno tutto il DIRITTO di vivere e
vivere dignitosamente: questi uccelli – così come le rondini e i rondoni –
volano per 10000 km ogni anno per tornare nella nostra città e svolgervi un
fondamentale ruolo dal punto di vista ecosistemico. Lo ripeteremo fino allo
sfinimento: sono insettivori PURI, si nutrono esclusivamente di INSETTI ALATI!
Sono nostri preziosi alleati, vanno aiutati a non scomparire! E cosa si sta
facendo? Si conta sempre su quelle quattro persone che nel proprio tempo libero,
anziché andare in spiaggia, salgono in sella e girano per le vie della città a
testa all’insù.

E dato che i nostri appelli vogliono essere sempre costruttivi, ecco la nostra
PROPOSTA CONCRETA per le amministrazioni della Provincia di Rimini: così come vi
preoccupate di spendere risorse per inviare a casa dei cittadini volantini
informativi sulla “lotta” alle zanzare, perché non fate lo stesso con questi
nostri concittadini alati? Coinquilini ancora sconosciuti nelle nostre stesse
case? Vi aiutiamo noi, vi forniamo i materiali, le foto, i contenuti.

La lotta alle zanzare si fa anche e soprattutto così! AIUTANDO I PREDATORI
NATURALI!

Aiutateci ad aiutare la biodiversità urbana! Aiutateci ad aiutare il futuro
della Natura in città!

Se non ora quando?!

Arianna Lanci- delegata Lipu Provincia di Rimini, referente Monumenti Vivi
Rimini, Altissime Voci Festival



Redazione Romagna]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/06/la-biodiversita-urbana-ha-bisogno-di-voi-un-appello-alle-amministrazioni-della-provincia-di-rimini/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:21:11 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[“E-state responsabili”: 10 consigli per proteggere i minori nel mondo digitale]]></title>
            <description><![CDATA[Il Report 2025 “Bambini Vittime” dell’Associazione Meter ha documentato la
crescente gravità e complessità delle minacce che colpiscono i minori negli
ambienti digitali e reali. Nel corso dell’anno, le attività di monitoraggio
hanno portato alla segnalazione di 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti
abusi reali su minori. A questi si aggiunge il fenomeno emergente dei deepnude,
con 8.213 minori vittime: la loro immagine è stata manipolata mediante
l’intelligenza artificiale per creare contenuti sessualmente espliciti
inesistenti, configurando una profonda violazione della loro dignità e identità:
https://www.pressenza.com/it/2026/03/labuso-digitale-travolge-linfanzia-i-dati-del-report-meter-2025/.

Si tratta di dati che confermano l’urgenza di rafforzare le attività di
prevenzione, educazione digitale e tutela dei minori, promuovendo una maggiore
consapevolezza e una collaborazione concreta tra istituzioni, operatori
dell’informazione e società civile.

E il recente dossier “Fragili Voci”, un’analisi puntuale sulle richieste d’aiuto
giunte al Centro Ascolto dell’Associazione Meter nell’ultimo anno, ha confermato
con i 110 casi seguiti nel 2025 le  sofferenze silenziose che colpiscono bambini
e adolescenti. Dal 2002 a oggi, il Centro Ascolto ha accolto 3.013 richieste, ma
è l’istantanea del 2025 a delineare un quadro attuale e aggiornato. Solo
nell’ultimo anno, la macroarea “Abuso” ha rappresentato il 32% dei casi seguiti
totali (35 casi su 110).

Di questi, la maggioranza riguarda abusi sessuali attuali (21 vittime), mentre
crescono gli abusi avvenuti nel passato che emergono solo a distanza di tempo
(10 casi), segnale di un sommerso che fatica a venire alla luce:
https://www.pressenza.com/it/2026/05/fragili-voci-il-dossier-dellassociazione-meter-sui-nuovi-disagi-dei-minori/.

Di recente la Società Italiana di Pediatria (https://sip.it/) ha pubblicato,
sulla base della più recente revisione della letteratura scientifica,  delle
nuove raccomandazioni per l’uso di strumenti digitali da parte dei minori:
evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni, per i rischi
legati all’esposizione a contenuti inappropriati; rinviare l’introduzione dello
smartphone personale almeno fino ai 13 anni, per prevenire conseguenze sullo
sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale; ritardare il più possibile l’uso dei
social media, anche se consentiti per legge; evitare l’uso dei dispositivi
durante i pasti e prima di andare a dormire; incentivare attività all’aperto,
sport, lettura e gioco creativo; mantenere supervisione, dialogo e strumenti di
controllo costanti in tutte le fasce d’età; promuovere a scuola un’educazione
digitale consapevole.

I pediatri, in continuità con le raccomandazioni che avevano lanciato nel 2018
consigliano: nessun dispositivo sotto i 2 anni; meno di 1 ora al giorno tra i 2
e i 5 anni; meno di 2 ore al giorno dopo i 5 anni; sempre sotto la supervisione
dell’adulto.

In estate i bambini e gli adolescenti trascorrono più tempo online, spesso
utilizzando smartphone, tablet, videogiochi e social network durante i periodi
di vacanza. Ed è proprio in questi mesi che aumentano i rischi legati
all’adescamento, alla diffusione non consensuale di immagini intime e
all’esposizione dei minori negli ambienti digitali.

Per questo, l’Associazione Meter propone 10 semplici buone prassi per aiutare le
famiglie a proteggere i più piccoli nel mondo online: 1. La regola del
“No-Share” in costume; 2. Attenzione all’Intelligenza Artificiale (AI); 3.
Configurare la privacy in modo restrittivo; 4. Gestione dei metadati,
Geotagging; 5. Educazione al consenso familiare; 6. Attenzione agli adescamenti
Grooming; 7. Il valore dell’esempio; 8. Verificare le policy di centri estivi e
scuole; 9. Occhio alla condivisione di “fatti di vita; 10. Segnalazione
tempestiva.

Qui per scaricare la Guida dell’Associazione Meter “E-state Responsabili” con 10
consigli per proteggere i minori nel mondo digitale :
https://associazionemeter.org/wp-content/uploads/2026/06/decalogo-estate-meter-2026-web.pdf.

Giovanni Caprio]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/06/e-state-responsabili-10-consigli-per-proteggere-i-minori-nel-mondo-digitale/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://www.pressenza.com/it/2026/06/e-state-responsabili-10-consigli-per-proteggere-i-minori-nel-mondo-digitale/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:04:28 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[15 articoli al giorno: l’entità dell’ingerenza dell’esercito israeliano nei confronti dei media]]></title>
            <description><![CDATA[Nel 2025, la censura militare ha vietato o oscurato oltre 5.000 articoli di
cronaca, con un picco di repressione durante la guerra tra Israele e Iran.
Fonte: English version Immagine di copertina: Un soldato israeliano affronta un
fotografo che documenta un raid nella Città Vecchia di Hebron, nella
Cisgiordania occupata, il 4 ottobre 2025. (Mosab …

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israeliano nei confronti dei media"

L'articolo 15 articoli al giorno: l’entità dell’ingerenza dell’esercito
israeliano nei confronti dei media proviene da Invictapalestina.]]></description>
            <link>https://www.invictapalestina.org/archives/62837</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Invictapalestina]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:02:16 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Fà la cosa giusta]]></title>
            <description><![CDATA[In un cpr che ribolle di rabbia, con qualche blocco ancora non disponibile a
causa dei recenti roghi, viene limitato l’ uso dei cellulari. Per i prigionieri
è praticamente impossibile chiamare fuori dall’ Italia, perché è impedito l’ uso
di WhatsApp al fine di non trasferire informazioni all’ esterno mediante
immagini, video, etc. Nonostante il …

Leggi tutto "Fà la cosa giusta"]]></description>
            <link>https://rifiuti.noblogs.org/post/2026/06/21/fa-la-cosa-giusta/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Rifiuti]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:56:06 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Giro d’Italia per la Pace]]></title>
            <description><![CDATA[Nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è parlato ancora una volta del genocidio
di Gaza. Bene. Ma le parole non fermano le bombe e le dichiarazioni non fermano
gli assassini che continuano ad uccidere dove e quando vogliono sotto i nostri
occhi. Nel Consiglio Europeo è continuata la celebrazione di Zelensky ma niente
è stato deciso per mettere fine alle sofferenze del suo popolo. La guerra
continua la sua escalation innalzando il livello e l’ampiezza dello scontro.
L’uso della bomba atomica è sempre più vicino.

Nel quartier generale della Nato i signori della guerra rilanciano l’aumento
delle spese militari, la corsa al riarmo e il militarismo. Tutti i servizi
pubblici dedicati alla tutela della nostra dignità, lavoro, salute e diritti
sono a rischio.

Per questo abbiamo deciso di organizzare il Giro d’Italia per la Pace che
culminerà il 9 e 10 ottobre a Perugia con una grande assemblea delle città per
la pace e di tutti gli operatori e operatrici di pace. Nel tuo comune,
quartiere, parrocchia, scuola, università,… organizza una tappa del Giro
d’Italia per la pace.

Clicca qui per conoscere le prossime 66 città che accoglieranno il Giro.

Redazione Italia]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/06/giro-ditalia-per-la-pace/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:51:14 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Dieci anni di Sos Méditerranée]]></title>
            <description><![CDATA[A Marsiglia c’è un luogo noto: è l’emblematico «muro di Zidane» a picco sul
mare, sulla corniche Kennedy. Un muro di 100 metri quadrati, come un enorme
foglio bianco, su cui sono disegnati i tratti di una soccorritrice che scruta il
mare con il binocolo. Questo gigantesco murale realizzato dall’artista di strada
Mahn Kloix nel 2024 ha preso il posto a «Zizou», la leggenda del calcio
francese. E’ un omaggio ai soccorritori della Ong SOS Méditerranée nata nel 2016
a Marsiglia, organizzazione marittima e umanitaria attiva sulla rotta migratoria
più letale al mondo.

Sono passati dieci anni da allora ed è la giornata mondiale dei rifugiati il
venti giugno. SOS Méditerranée ha pensato di onorare questa giornata e la sua
permanenza e attività di soccorso nel Central Med in modo un po’ diverso: con
una sfilata di barche in mare e  una folla di osservatori a terra. Gli uni
connessi agli altri, uniti da un filo potente che è un intreccio di dignità,
solidarietà, difesa dei diritti, compreso quello di movimento, negato a troppe
persone. Una manifestazione diversa: barche in mare e persone come soccorritrici
a terra.

Dal mare si vedeva la pietra chiara della Corniche e una lunga fila di persone
affacciate sul bordo. Erano settecento, secondo i dati dell’organizzazione.
Molte indossavano giubbotti di salvataggio arancioni e avevano un binocolo con
cui scrutare l’orizzonte. Proprio come si guarda una rotta dal ponte di una nave
quando si fa soccorso nel Mediterraneo Centrale. Occupavano il muro che scende a
strapiombo sull’acqua come una linea continua che segue la costa. Dal mare,
sembravano ordinati e schierati, compatti, uniti a formare un corpo solo capace
di resistere ad un’onda d’urto, come chi sa portare fuori dall’acqua chi ci sta
affogando.

In mare, invece, le barche si sono disposte davanti alla città. Si sono
avvicinate, allontanate, hanno incrociato le traiettorie come si fa navigando
nelle zone di search and rescue che dividono il Mediterraneo Centrale. Esposti a
bordo, i gilet di salvataggio, le bandiere di SOS MED e qualche striscione. Tra
questi “Non à l’indifférence, No all’indifferenza“. 

Sos Méditerranée esiste da dieci anni e continua a resistere tra sanzioni,
decreti, porti chiusi e destinazioni “sicure” di approdo sempre più lontane
dalle zone di search and rescue. Talmente lontane da richiedere lunghe giornate
di navigazione che sottraggono al mare e soccorso. Forse tra qualche anno questa
organizzazione non esisterà più, perché la politica di esternalizzazione delle
frontiere diventerà talmente efficace che le persone non riusciranno nemmeno più
a salire su una barca per tentare di attraversare il Mediterraneo. Continueranno
ad essere respinte, comprate e vendute e accadrà sempre più lontano dai nostri
occhi, come prevede il nuovo Patto su migrazione e asilo, entrato in vigore il
17 giugno 2026: uno strumento che sposta ancora più lontano i confini e con essi
la violenza che producono.

A responsabilità, solidarietà e salvataggio invocato da Ong e associazioni di
diritto, il Patto risponde con controllo, contenimento ed esternalizzazione. Una
stessa frontiera e due visioni opposte: quella di chi scruta e percorre il mare
per prestare soccorso e quella decisa dagli Stati membri dell’UE che fa
scomparire le persone migranti prima ancora che possano arrivare alle porte
dell’Europa.]]></description>
            <link>https://www.meltingpot.org/2026/06/dieci-anni-di-sos-mediterranee/</link>
            <guid isPermaLink="true">https://www.meltingpot.org/2026/06/dieci-anni-di-sos-mediterranee/</guid>
            <dc:creator><![CDATA[Progetto Melting Pot Europa]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:43:12 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title><![CDATA[Gli israeliani hanno un problema con le case degli altri]]></title>
            <description><![CDATA[Mohammed Abu Afash, Direttore del Gaza Medical Relief ha dichiarato:

“L’occupazione sta perseguendo una politica di “inganno e sistematica dilazione”
per far apparire al mondo i valichi come funzionanti normalmente. L’accordo del
10 ottobre 2025 prevedeva l’ingresso di 600 camion di aiuti al giorno, mentre
l’occupazione ne consente l’ingresso a meno del 30%. L’occupazione apre i
valichi per uno o due giorni, per poi chiuderli per il resto della settimana.

Le forze di occupazione hanno distrutto più di 90 pozzi d’acqua nella Striscia
di Gaza. La maggior parte degli impianti di desalinizzazione è fuori servizio a
causa del blocco dell’ingresso di pezzi di ricambio e materiali di manutenzione.
La narrazione dell’occupazione riguardo al pompaggio di grandi quantità d’acqua
a Gaza è falsa: ci sono aree che non ricevono acqua da lunghi periodi.

I palestinesi sono costretti a cercare aiuti alimentari e idrici fin dalle prime
ore del mattino, in condizioni di vita difficili. La stagione estiva sta
aggravando le condizioni sanitarie con la diffusione di malattie, epidemie e
malnutrizione, soprattutto tra i bambini”.

Un altro giornalista palestinese è stato assassinato a Gaza da Israele. Ahmed
Washah, cameraman di Al Jazeera Mubasher, è stato ucciso ieri in un raid aereo
israeliano contro un’abitazione a Bureij, nella Striscia di Gaza centrale: “è un
assassinio mirato, per nascondere al mondo i crimini che l’esercito invasore
israeliano sta compiendo contro i civili palestinesi di Gaza”, scrivono i suoi
colleghi.

Cisgiordania

39 irruzioni militari in villaggi e città palestinesi della Cisgiordania, nella
sola giornata di ieri, sabato, giorno di riposo ebraico. I rastrellamenti
dell’esercito di occupazione hanno portato in cella nella sola giornata di ieri
72 palestinesi, tutti civili non armati. L’unica loro colpa è quella di non
abbassare la testa e sottomettersi alla volontà dei nuovi colonialisti. 52 gli
attacchi dei coloni, con la nascita di nuovi avamposti ebraici su terre dei
nativi palestinesi.

Siria

Gli israeliani hanno un problema con le case degli altri. Una truppa di soldati
israeliani invasori delle terre siriane è avanzata nella provincia rurale di
Daraa e ha demolito con la dinamite diverse case, dopo aver cacciato gli
abitanti. La zona colpita è nella valle del fiume Yarmouk e questo spiega
l’espansionismo israeliano per accaparrarsi le fonti di acqua nella regione, per
costruire la Grande Israele.

L’agenzia siriana SANA scrive: “Le regioni meridionali della Siria sono teatro
quasi quotidianamente di violazioni israeliane di vario genere, tra cui
bombardamenti aerei, incursioni di terra, l’erezione di posti di blocco
militari, nonché raid nelle case e arresti di civili, compresi bambini e
pastori”.

ANBAMED]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/06/gli-israeliani-hanno-un-problema-con-le-case-degli-altri/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:32:23 GMT</pubDate>
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