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        <title><![CDATA[Raccordo]]></title>
        <description><![CDATA[<br><strong>L&#x27;aggregatore di movimento </strong>(qualsiasi cosa voglia dire).<br><br><h3>Cosa si trova in raccordo.info</h3>Raccordo.info aggrega in maniera automatica contenuti da siti selezionati, attraverso la vecchia ma sempre funzionante tecnologia degli RSS.&nbsp;<br>Raccordo.info non &#232; una rivista online, non ci sono contenuti originali.&nbsp;<br><br>Ci si trovano notizie, informazioni, analisi, comunicati, iniziative, provenienti da siti di &quot;movimento&quot; o vicini al movimento.<br>Un occhio particolare &#232; riservato alla comunicazione Romana. Perch&#233;? perch&#233; facciamo base principalmente a Roma e conosciamo meglio il nostro territorio di altri.&nbsp;<br><br>I Contenuti completi non vengono duplicati in raccordo.info. Cliccando sul titolo si va al sito originale. Non intendiamo &quot;rubare&quot; utenti, non ci interessano le metriche commerciali per capire quanti visitatori abbiamo, quanto tempo gli utenti spendono sul nostro sito e via dicendo.<br><br>Di seguito si trova l&#x27;elenco delle fonti. Per proporre una nuova fonte, scrivete a: <strong><a href="mailto:raccordo@autoproduzioni.net">raccordo@autoproduzioni.net</a></strong><br>Non abbiate paura di segnalarci il sito della vostra realt&#224;: se non vi abbiamo ancora aggregato, &#232; stato probabilmente solo per ignoranza o dimenticanza.<br><br><h3>Chi se ne occupa</h3>Siamo un piccolo gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, di et&#224; diverse, con interessi diversi. Ci siamo scelte per affinit&#224;. Non siamo un collettivo, n&#233; una struttura politica, n&#233; una ONG, n&#233; un&#x27;associazione culturale.&nbsp;<br>I nostri principi generali sono <strong>antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antiomofobia, antitransfobia, antimilitarismo</strong>.<br><br>Ci ha spinto la consapevolezza che ci sia bisogno di valorizzare la comunicazione di movimento fuori dai social media commerciali, affinch&#233; sia possibile (ri)creare delle comunit&#224; digitali, oltre che fuori dal digitale.<br><br><h3>Come Funziona</h3>Abbiamo inserito in raccordo.info le fonti di informazione che maggiormente leggiamo, stufi di andarle a cercare una per uno, sito per sito, account social per account social. Se ne abbiamo dimenticata qualcuna che ritenete importante segnalatela.&nbsp;<br><br><strong>C&#x27;&#232; un lavoro redazionale?</strong> Si, c&#x27;&#232; un leggero lavoro redazionale. Siamo noi che abbiamo scelto le fonti, siamo sempre noi che decidiamo quale contenuto vada fissato in testa alla Home Page, noi cerchiamo di dare forma alle diverse sezioni o che nascondiamo i post che ci sembrano meno interessanti.<br><br><h3>Cosa c&#x27;&#232; sotto?</h3>Raccordo si basa su software libero e protocolli aperti. &#200; basato su <a href="https&#x3a;&#x2F;&#x2F;blob&#x2e;news" rel="noreferrer noopener">https:&#x2F;&#x2F;blob.news</a> e pu&#242; aggregare la stragrande maggioranza del web. Una grande eccezione sono i profili cosiddetti &quot;social&quot;: malgrado questo aggettivo, l&#x27;interesse delle multinazionali che lo sviluppano sta proprio nel sabotaggio della nostra capacit&#224; di comunicare.<br>Per questo motivo non possiamo aggregare profili Instagram, X, o simili.<br>Possiamo invece aggregare siti Wordpress, profili Mastodon, Noblogs, e molto altro.<br><br>]]></description>
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            <title>Raccordo</title>
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            <title><![CDATA[[2026-07-30] Da qui non se ne va nessunə! ACCORRETE TUTT3! @ Spin Time Labs]]></title>
            <description><![CDATA[DA QUI NON SE NE VA NESSUNƏ! ACCORRETE TUTT3!

Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55
(giovedì, 30 luglio 17:00)


Da ora siamo un presidio permanente.

Ore 17 fuori Spin Time

Questa notte, intorno alle 22, si è sviluppato un principio d’incendio nel
palazzo di Spin Time, a quanto pare circoscritto a un locale tecnico affacciato
sul cortile interno.

La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l’incendio:
l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi
minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere
senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie. Al momento non si
registrano danni alle persone né all’edificio.

Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito
rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze
dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità.
Le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra,
nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni
di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito.

A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo
stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali. Apprendiamo da Ansa che i
Vigili del Fuoco hanno dichiarato una presunta inagibilità del palazzo della
quale non ci sono evidenze.

Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono
uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a
disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina. Nonostante
per oggi siano previste temperature da bollino rosso.

Ora è il momento di stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà che
abbiamo conosciuto in passato: dal distacco della corrente nel 2019 all’agorà
dello scorso gennaio.

Convochiamo quindi un’assemblea pubblica cittadina oggi alle ore 17.

Nel frattempo, siamo qui in presidio permanente e abbiamo bisogno subito della
solidarietà di tutt3.]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:54:15 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Gancio de Roma]]></title>
            <description><![CDATA[Agenda condivisa della Roma ribelle e autogestita]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[Gancio de Roma]]></dc:creator>
            <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:30:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[L’anima militante del video nell’epoca digitale
https://webzine.sciami.com/lanima-militante-del-video-nellepoca-digitale/]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[archivio grafton9]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 19:24:18 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[trigger point 28-5-26]]></title>
            <description><![CDATA[TRACKLIST

Vanfleet – euclid
GANJ – Sortie nocturne featuring Wonky Ouija
Azemad – أوضة – Oda ft. Siko Slam
Damos Room – Dust 4 Dust
Amando x Miles Won – Einskommafünf
Makumbo – Pavone
escha – loe horror show escha edit
Damos Room – Molars
Azemad – شكوى – Shakwa
Modern Collapse – ZEROXL
S.Murk – S.P.A.T.E
Slikback – KIRI
Faultsz – Ying Freestyle Produced by Stretch
Devon Rexi meets John T. Gast – Mashrub
Yo OG – Castaway
Commodo – Loquacious (ft. Pink Siifu)

 ]]></description>
            <link>https://radioblackout.org/podcast/trigger-point-28-5-26/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Radio Blackout - Info]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 18:58:13 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Mai più Hiroshima 1945-2026, commemorazione a Roma in Piazza del Pantheon]]></title>
            <description><![CDATA[Ogni anno, da come si svolge la cerimonia, si percepisce uno scarto e una
maggiore o minore motivazione o convergenza tra i messaggi di ciascun
partecipante. Oggi già dopo le 9 del mattino tutte le parti erano presenti e
concentrate nelle prove, ognuna al suo posto. Le istituzioni locali ci tengono,
si vede. Athos De Luca ha il merito di avere reso resiliente, istituzionale,
artistica, consuetudinaria, questa tragica ricorrenza.



Prende parola con il suo linguaggio lieve, allusivo ma molto chiaro, per dire
che Hiroshima e Nagasaki sono precedenti da tenere a mente, perciò «ci prendiamo
cura del ricordo, lo trasmettiamo ai giovani. La Pace si ottiene eliminando le
diseguaglianze, l’accumulo di ricchezza…».Ringrazia tutti gli ospiti: Roma
Capitale, la Regione Lazio, la Fanfara dei Carabinieri diretta dal comandante Di
Silvestri, la mezzosoprano Eiko Misumi, Paola Iorio che dirige il Balletto di
Roma, i cui allievi oggi si esibiranno sulle note dell’Adagio di Philip Glass,
la Lega Internazionale delle donne per la Pace e la Libertà e Legambiente, che
riceverà il premio dell’associazione “Terra e Pace”.  «Dobbiamo lavorare per la
pace perché è il bene più grande, pena la fine del pianeta», insiste.



Dopo i due inni nazionali, giapponese e italiano, la prima a intervenire è
l’Ambasciatrice Hikarito Ono, che legge in italiano il suo messaggio. Si vede
che è più coinvolta perché prima di cominciare ha chiesto alla sua assistente di
fare una foto insieme alla socia WILPF Angela Perri, che portava il cartello “No
more Hibakusha. Message to the World”. Mai successa una cosa simile negli anni
scorsi (quando erano presenti funzionari uomini). Molto educatamente dice che
Roma da 29 anni organizza questa commemorazione e gli Hibakusha continuano a
subire le conseguenze fisiche e psicologiche dopo 81 anni (mai sentito nominare
questo termine negli anni passati). Le armi nucleari dopo non sono state più
utilizzate in guerra, la loro presenza compromette la pace. Il Giappone è
l’unico Paese ad averle subite e ritiene che non debbano essere usate in nessuna
circostanza. Per questo il Giappone svolge un grande ruolo per il disarmo e la
non proliferazione. Da 160 anni vi sono relazioni diplomatiche tra Giappone e
Italia, si sta lavorando fianco a fianco per impegnare la comunità
internazionale per un mondo libero dalle armi nucleari, nel comune auspicio di
un mondo di Pace.

Interviene poi Pierluigi Sanna in rappresentanza del Sindaco Gualtieri per Roma
Città metropolitana, sottolineando che si tratta della Comunità metropolitana
più ampia al mondo e che si dedica alle politiche di pace e disarmo nel mondo
intero. Roma non potrebbe non svolgere il suo ruolo per la Pace. Cita a memoria
“quel pontefice” (Papa Pio XII) che disse: «Nulla è perduto con la pace. Tutto
può esserlo con la guerra».  Lo segue l’assessore della Regione Lazio Fabrizio
Ghera in rappresentanza del Presidente Rocca. Ricorda che il Giappone e l’Italia
sono nazioni amiche e dice – sintetico ma molto chiaro – che le armi nucleari
fungono da deterrenza, ma il pericolo c’è sempre. Athos De Luca interviene di
nuovo per dire che gli anziani che hanno vissuto la guerra e possono raccontarla
scompaiono, quindi la trasmissione della memoria ai giovani è compito nostro.
Annuncia quindi il balletto. Paola Iorio (alter ego dell’amabile Carla Fracci
habituée della cerimonia) sale sul palco a vegliare sul suo corpo di ballo.
Quest’anno i tutù sono neri (mai successo) e non sembra casuale, sono ballerini
luttuosi che strenuamente sorreggono le colombe della pace. La musica è una
ventata di note tumultuose, inquiete, malinconiche, che sembrano chiedere:
Perché? Perché tutto questo?



Intervengo dicendo che la WILPF è la più antica associazione pacifista di donne,
con due Premi Nobel per la Pace. Per evitare che vi siano altri Hibakusha ci
vuole educazione, formazione, rispetto delle leggi e cittadinanza attiva. Ci
sono due approcci: uno che si rifà al valore della deterrenza e ritiene che la
paura delle armi nucleari scoraggi il nemico e quindi garantisca la pace, ma in
realtà questa valorizzazione stimola la proliferazione; l’altro si rifà al
diritto umanitario internazionale che dalla clausola Martens del 1899
all’Advisory Opinion emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia del 1996
sancisce che le armi di distruzione di massa sono illegali. Durante l’ultima
conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione quasi non si è
sentito più parlare di disarmo, ma solo di non proliferazione e alcuni Stati
come gli USA, la Russia e la Francia, con i loro alleati, hanno respinto il tema
delle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, recependo solo il tema delle
conseguenze umanitarie della guerra nucleare, come se i test nucleari o le
miniere di uranio non causassero conseguenze. Anche sui test nucleari gli USA
sono tornati indietro.

A novembre-dicembre si svolgerà, invece, la Conferenza del Trattato di
Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN), l’unico che veramente prevede
l’abolizione ed è su questo che bisognerebbe concentrarsi. La WILPF insieme ad
altre associazioni ha denunciato la presenza illegale di armi nucleari nelle
basi di Ghedi e di Aviano. La Procura di Roma ha archiviato, la procura di
Brescia ha archiviato, la Procura di Pordenone ha indetto u’udienza a giugno.
L’esito è stato un’ordinanza che archivia pur riconoscendo la legittimità delle
preoccupazioni dei denuncianti e confermando la presenza delle bombe nucleari.
Per la non punibilità viene richiamato l’art. 51 del Codice Penale in virtù di
accordi stipulati e l’art. 117 della Costituzione italiana. Gli avvocati di
IALANA ritengono che in base alle fonti giuridiche nazionali e internazionali le
bombe sono illegali e per questo andremo avanti fino alla Corte di Giustizia
europea. Invitiamo più persone possibile a coinvolgersi su questo tema e a
prendere contatto con le realtà che se ne occupano.

Athos De Luca invita a cantare Eiko Misumi, vestale dell’omaggio canoro, anche
lei in blu scurissimo. Intona un medley di FORUSATO (1914) “Paese natio” testo
di Tatsuyuki Takano, melodia di Teiichi Okano e SATOKIBIBATAKE “Campi di canne
da zucchero”, testo e musica di Naohiko Terajima. Nonostante la dolcezza e il
brio che diffonde, questa canzone è ispirata alla battaglia di Okinawa,
aprile-giugno 1945.



Arriva il momento della premiazione, quest’anno non il consueto fossile, ma una
pergamena consegnata alla vicepresidente nazionale di Legambiente Vanessa
Pallucchi. De Luca spiega che “Legambiente” ha avuto il merito di dare spessore
scientifico alle istanze ambientali. Vanessa Pallucchi ricorda gli impegni
dell’organizzazione nei riguardi del nucleare civile oltre che militare,
quest’ultimo abbracciato negli Anni Ottanta, menziona la creazione di ponti con
Chernobyl e con Fukushima. Ribadisce che la guerra è legata alle forti
diseguaglianze e al cambiamento climatico, per questo chiedono più Pace e più
rinnovabili, un altro modello di sviluppo, la denuclearizzazione. Appartengono
alla “Rete Pace Disarmo” e stanno portando avanti il progetto “Un’altra difesa è
possibile”, per la quale si devono raccogliere le firme per l’avvio dell’iter
parlamentare.

Chiude come sempre l’evento “Il Silenzio” l’assolo con la tromba intonato da
Franco Ceretta. Athos De Luca poi congeda tutti auspicando che l’anno prossimo
sia migliore, ci sia la Pace e invita a impegnarsi per il disarmo. Dopo poco più
di un’ora l’impressione è di una cerimonia meno commovente, più energica, con
più rimandi comuni.

WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/08/mai-piu-hiroshima-1945-2026-commemorazione-a-roma-in-piazza-del-pantheon/</link>
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            <dc:creator><![CDATA[Pressenza]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 17:15:19 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Xi Jinping ha deciso che per i super-ricchi cinesi è finita la festa]]></title>
            <description><![CDATA[Crolla uno dei principali compromessi del Partito Comunista Cinese, che per anni
ha concesso a grossi capitali privati di migrare verso i paradisi fiscali sparsi
nel mondo. Pechino ha infatti presentato nuove regole su tassazione, controlli
fiscali e trasparenza. L’obiettivo è duplice: recuperare gettito fiscale e
aumentare la presenza dello Stato nell’economia. Così, le tasse verranno
riscosse altresì sui redditi all’estero, gestiti spesso da fiduciari in paradisi
fiscali, a cui negli anni si sono rivolti i cittadini cinesi per eludere il
sistema di controllo. L’intervento economico si affianca alle nuove strette
disposte per gli investimenti all’estero effettuati da cittadini e aziende
cinesi.

Dopo aver rimosso la crescita del PIL tra gli obiettivi economici della Cina, il
governo guidato da Xi Jinping torna sull’argomento. Questa volta, nel mirino,
sono finiti i super-ricchi che per anni hanno goduto delle agevolazioni
riservate dal cosiddetto socialismo con caratteristiche cinesi. Il ministero
delle Finanze ha presentato le nuove regole in materia di tassazione, riservando
un’attenzione particolare ai trust offshore. Si tratta di strumenti finanziari
con cui per anni i cittadini cinesi hanno evitato il fisco nazionale,
depositando all’estero parte della propria ricchezza. Quest’ultima, attraverso
l’istituto del trust, viene gestita da un amministratore straniero, spesso in
paradisi fiscali, garantendo così tassazioni irrisorie e protezione al
depositario. Per anni, Pechino ha sorvolato su questa fuoriuscita di capitale,
ma ora ha deciso di cambiare strategia.

È stata fissata un’imposta del 20% da riscuotere nelle diverse fasi del ciclo di
vita di un trust: dall’istituzione alla chiusura, passando per la periodica
distribuzione degli utili maturati. In questo modo, anche i redditi trasferiti
all’estero finiranno sotto al controllo delle autorità. I cittadini cinesi
avranno tre mesi di tempo per adeguarsi e procedere con i pagamenti. Si stimano
centinaia di miliardi di dollari di entrate per Pechino, da tempo alla ricerca
di liquidità. La misura dovrebbe contribuire, nelle intenzioni del governo, a
ridurre le disuguaglianze, tornate a crescere dalla pandemia di Covid-19, dopo
un decennio particolarmente virtuoso.

L’istituzione dell’imposta sui trust offshore è stata preceduta da altri
interventi del partito comunista: a luglio è entrato in vigore il nuovo regime
autorizzativo per gli investimenti cinesi all’estero, che ha rafforzato il
controllo statale. Singoli cittadini e aziende potranno vedersi annullate le
proprie operazioni di compravendita nel caso in cui venissero riscontrati
pericoli per la sicurezza del Paese. Discorso simile per le esportazioni di beni
e servizi classificati come “sensibili”, per cui sarà necessaria
un’autorizzazione preventiva.

The post Xi Jinping ha deciso che per i super-ricchi cinesi è finita la festa
appeared first on L'INDIPENDENTE.]]></description>
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            <dc:creator><![CDATA[L'INDIPENDENTE]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 17:00:29 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[No title]]></title>
            <description><![CDATA[Ho apprezzato i consigli per le letture estive di Radio Vanloon
https://radiovanloon.info/ e ho preso questo
https://www.edizioninottetempo.it/it/cccp-affinita-e-divergenze

Ne ho letto una metà ed è un testo che mi sento di consigliare, anche se la band
non vi è mai piaciuta.]]></description>
            <link>https://post.lurk.org/@grafton9/117049583763696912</link>
            <guid isPermaLink="true">https://post.lurk.org/@grafton9/117049583763696912</guid>
            <dc:creator><![CDATA[archivio grafton9]]></dc:creator>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 16:48:28 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Da Monte Sole ai genocidi di oggi: la storia come bussola per la pace e il disarmo]]></title>
            <description><![CDATA[Nel pomeriggio del primo giorno del Cammino per la pace e il disarmo, il gruppo
di camminatori “In cammino per la Pace e il disarmo”si è fermato tra i ruderi
della Chiesa di San Martino a Monte Sole. Una tappa fondamentale per ascoltare
una complessa riflessione dello storico e divulgatore Daniel Degli Esposti,
accompagnato dalle letture dell’attore Federico Benuzzi. L’incontro ha guidato i
presenti attraverso un’analisi profonda degli eccidi di Monte Sole, la
delicatezza metodologica della ricostruzione storica e il legame inscindibile
tra le opzioni etiche della Resistenza, la critica ai genocidi contemporanei e
la lotta contro la deriva autoritaria del capitalismo finanziario


1. LA STORIA COME STRUMENTO OPERATIVO PER IL PRESENTE

La tappa ai ruderi della chiesa di San Martino non è stata una semplice
commemorazione rituale. Nelle intenzioni degli organizzatori e dei relatori, la
memoria deve farsi strumento attivo, una vera e propria bussola per orientare le
decisioni e le posizioni politiche da assumere nel presente. Come ha evidenziato
Daniel Degli Esposti introducendo la riflessione, lo studio della storia ha
l’impagabile vantaggio di metterci di fronte alle scelte compiute da esseri
umani in contesti di crisi estrema. Analizzare quello che accadde nel 1944 a
Monte Sole e comprendere quali conseguenze abbiano prodotto le decisioni di
riarmo, di occupazione e di aggressione militare permette di decifrare con
occhio critico le dinamiche di guerra dei nostri giorni.

L’esperienza proposta ai camminatori intreccia la ricerca d’archivio con la
forza narrativa del teatro. Attraverso la voce e la sensibilità dell’attore
Federico Benuzzi, i documenti d’archivio, le deposizioni processuali e le
memorie dei superstiti prendono di nuovo vita, restituendo la dimensione umana,
traumatica o reticente dei protagonisti di allora. La storia esce così dalla
freddezza dei manuali per farsi materia viva di discussione collettiva.


2. LA LOGICA DELL’«ECCIDIO ELIMINAZIONISTA»: DA MONTE SOLE ALLA STRISCIA DI GAZA

Dal punto di vista storiografico, la strage di Monte Sole – nota nella memoria
collettiva come “strage di Marzabotto” – viene classificata come un «eccidio
eliminazionista». Degli Esposti ha spiegato come questa categoria concettuale
presenti sovrapposizioni e analogie dirette con il concetto giuridico e politico
di genocidio.

L’operazione condotta tra il 29 e il 30 settembre 1944 dalle truppe tedesche
della 16ª Divisione Reichsführer-SS (affiancate da reparti della Wehrmacht e da
collaborazionisti fascisti) non fu un’azione di repressione o un mero
rastrellamento antipartigiano. Si trattò di una strategia pianificata di tabula
rasa. I comandi superiori, in particolare Max Simon e Walter Reder,
individuarono nella fascia compresa tra i fiumi Reno e Setta una “zona rossa”
all’interno della quale nulla e nessuno doveva sopravvivere.

Per giustificare l’annientamento totale, l’ideologia nazifascista applicò alla
popolazione civile la categoria biologica del “bacillo”. Le comunità contadine
che abitavano le borgate montane non venivano considerate come esseri umani da
sottomettere, ma come la fucina infetta della ribellione. In questa logica
disumanizzante:

 * Gli anziani venivano massacrati in quanto custodi della memoria e colpevoli
   di aver trasmesso ai giovani i valori della libertà e del rifiuto del
   fascismo.

 * Le donne venivano uccise in quanto madri, mogli o sorelle dei partigiani, o
   perché esse stesse protagoniste di una resistenza quotidiana che rompeva gli
   schemi patriarcali imposti dal regime.

 * I bambini, compresi i neonati di poche settimane, dovevano essere eliminati
   preventivamente per evitare che, crescendo, potessero trasformarsi in nuovi
   combattenti.

Questa medesima struttura concettuale – la disumanizzazione del nemico, la
punizione collettiva e la politica della terra bruciata – è stata rintracciata
dallo storico nelle tragedie del nostro presente. Esiste un filo conduttore
drammaticamente evidente tra la logica eliminazionista della Seconda guerra
mondiale, il genocidio in corso nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica
attuata nei territori occupati della Cisgiordania e i vari fenomeni di
colonialismo di insediamento che insanguinano il pianeta. In tutti questi
contesti, la popolazione civile smette di essere protetta dai diritti
internazionali e viene trasformata in un bersaglio legittimo ed eradicabile.


3. LA FRAGILITÀ DELLE FONTI: LE VOCI DEL PROCESSO E LA VERITÀ DEL TRAUMA

Un passaggio centrale della lezione di San Martino ha riguardato il metodo
storico e la gestione delle fonti. La storia non è un blocco di verità assolute,
ma un lavoro di interpretazione critica delle testimonianze, ognuna delle quali
porta con sé interessi, dimenticanze o traumi. Attraverso le letture di Benuzzi,
sono emersi due sguardi radicalmente opposti sullo stesso evento:

Il carnefice reticente: Julien Legault

Julien Legault era uno dei soldati integrati nel 16° Battaglione SS che
partecipò alle operazioni a San Martino. Originario dell’Alsazia – regione di
confine contesa tra Francia e Germania – Legault rappresenta la figura del
giovane arruolato nelle correnti filonaziste locali. Interrogato negli anni del
dopoguerra come collaboratore di giustizia, la sua deposizione appare calcolata
e parziale. Legault ammette che la sua unità sparò per dieci minuti contro il
villaggio disarmato e che un suo camerata scagliò una bomba a mano dentro una
casa uccidendo un’anziana donna. Sorvola però del tutto sul bilancio finale
delle 65 vittime civili di San Martino e sul mandato distruttivo
dell’operazione. Al contrario, si preoccupa di sottolineare tre volte la propria
fede cattolica per aver rifiutato di distruggere l’altare della chiesa. È
l’esempio tipico del documento d’archivio: ufficiale e conservato, ma intriso
delle reticenze e delle autodifese di chi deve ripulire la propria posizione
processuale.

La testimonianza del trauma: Salvina Astrali ed Elide Ruggeri

Dall’altro lato vi sono le memorie delle sopravvissute, raccolte a distanza di
decenni. I ricordi di Salvina Astrali (scampata all’eccidio di Caprara) e di
Elide Ruggeri (sopravvissuta alla carneficina nel cimitero di Casaglia)
raccontano scene d’orrore puro: bambine che vagano insanguinate per i boschi,
madri morte con i figli tra le braccia, mitragliamenti a bruciapelo e fiamme
lanciate dentro i rifugi.

Dal punto di vista storiografico, come puntualizzato da Degli Esposti citando il
grande storico Marc Bloch, chi vive un trauma tende a ricostruire i fatti
attraverso figure simboliche e metafore espressive (come l’immagine del
sacerdote trucidato direttamente sull’altare o i racconti sui maltrattamenti dei
neonati). Anche laddove il singolo dettaglio verbale non trovi un riscontro
documentale esatto, la testimonianza della vittima conserva una verità etica e
profonda inconfutabile: la rappresentazione dell’annientamento totale della
dignità umana operato dalla guerra.


4. LA PLURALITÀ DELLE “RESISTENZE” E I NODI IRRISOLTI DI MONTE SOLE

L’intervento ha poi guidato i camminatori verso il superamento di una visione
edulcorata o monolitica della Resistenza, introducendo il concetto di
“Resistenze” al plurale. A Monte Sole coesistettero diverse forme di opposizione
al nazifascismo, spesso caratterizzate da visioni strategiche e valori etici
differenti:

 1. La Resistenza civile e comunitaria: Composta dai contadini e dalle famiglie
    del territorio che garantirono rifugio, sostentamento e copertura ai
    combattenti, condividevano le sofferenze e pagarono il prezzo più alto.

 1. La Resistenza etica e spirituale: Incarnata da figure di religiosi come Don
    Giovanni Fornasini (ucciso nell’ottobre 1944) e Don Ubaldo Marchioni. Essi
    scelsero di rimanere accanto alle loro comunità fino all’ultimo, operando
    come scudi umani e mediatori di pace senza mai imbracciare le armi.

 1. La Brigata Stella Rossa di Mario Musolesi (“Lupo”): Una formazione autonoma,
    legata visceralmente al territorio. Musolesi rifiutava la logica dei comandi
    militari centrali della Resistenza emiliana (l’UMER). In quanto profondo
    conoscitore dei luoghi, sosteneva che il partigiano fosse forte solo
    rimanendo attaccato alla propria terra e alle proprie popolazioni. Una
    scelta radicata ma tragica: rimanere arroccati su un nodo strategico tra la
    Via Porretana e la Valle del Setta – area che i tedeschi dovevano bonificare
    a tutti i costi per proteggere le retrovie della Linea Gotica – espose
    tragicamente la popolazione civile alla furia della rappresaglia.

 1. Le Brigate Garibaldi: Espressione di una strategia politica e militare
    strutturata sui comandi centrali, spesso in polemica con l’autonomismo e la
    rigidità tattica della Stella Rossa.

La discussione ha affrontato apertamente anche i nodi più delicati della memoria
post-bellica. Nel dopoguerra, ambienti reazionari e revisionisti di destra
cercarono a lungo di colpevolizzare i partigiani, accusandoli di aver
“provocato” l’eccidio con le loro azioni di disturbo. La ricerca storica ha
ampiamente dimostrato la falsità di questa tesi: i comandi tedeschi avevano
programmato l’eliminazione della “zona rossa” a prescindere dalla presenza o
meno di formazioni armate. Tuttavia, il dolore dei superstiti rimasti sotto le
bombe e il senso di abbandono provato da chi vide i combattenti ripiegare nei
boschi per salvare la vita rimangono ferite aperte ed umane che la storiografia
deve saper ascoltare ed elaborare senza censure ideologiche.


5. L’«ECCESSO DI MEMORIA» E LA RIMOZIONE DEL COLLABORAZIONISMO FASCISTA

Un altro passaggio di grande rilevanza politica ha riguardato i meccanismi con
cui l’Italia repubblicana ha costruito la propria memoria istituzionale. La
scelta di trasformare Marzabotto e Monte Sole nel luogo-simbolo per eccellenza
della barbarie nazista (assieme alle Fosse Ardeatine) ha generato una sorta di
“eccesso di memoria” concentrato su un unico territorio. Questo processo ha
finito paradossalmente per lasciare nell’ombra decine di altri massacri
ugualmente sanguinosi avvenuti lungo l’Appennino e in Toscana (da Sant’Anna di
Stazzema a Civitella in Valdichiana, da Monchio a Boves).

Inoltre, la narrazione pubblica ha per decenni concentrato tutta la
responsabilità delle stragi su capri espiatori ideali, primo tra tutti il
comandante delle SS Walter Reder. Questa focalizzazione sul “mostro tedesco” ha
steso un comodo velo di oblio sul ruolo massiccio e determinante del
collaborazionismo fascista italiano. Molti dei soldati che indossavano la divisa
delle SS e che condussero le esecuzioni parlavano perfettamente il dialetto
bolognese. Erano vicini di casa, spie o giovani del posto incorporati nelle
strutture repressive. La mancata resa dei conti con il fascismo locale e il loro
reingresso nella società civile del dopoguerra rappresentano una delle rimozioni
più profonde e problematiche della storia nazionale.


CONCLUSIONI: DISARMARE IL PRESENTE PARTENDO DALLA DIGNITÀ UMANA

Il pomeriggio di studio e ascolto a San Martino si è concluso riannodando i fili
con gli obiettivi del Cammino per la pace e il disarmo. La riflessione storica
si fa strumento di critica al presente: di fronte al riaffermarsi della guerra
come mezzo di risoluzione dei conflitti, alla deriva militarista e a un
capitalismo finanziario sempre più aggressivo e deregolamentato che erode i
diritti sociali e umani, la lezione di Monte Sole risuona con urgenza profonda.

Sostenere il pacifismo e l’antimilitarismo non significa rifugiarsi in
un’ingenua neutralità o in una facciata di comodo, ma assumere la sfida
quotidiana della nonviolenza attiva. Come ha ribadito Daniel Degli Esposti, la
trappola più pericolosa è quella di dividere l’umanità tra individui di “serie
A” e individui di “serie B”, arrivando a giustificare l’annientamento del nemico
o dei più deboli. Equiparare sul piano etico e politico le scelte di chi ha
lottato per la liberazione e di chi ha collaborato con gli stermini significa
smarrire la bussola morale. Ricordare i 770 morti di Monte Sole impone di
difendere l’eguale dignità di ogni essere umano, opponendosi a qualsiasi forma
di colonialismo, occupazione e riarmo, per continuare a cercare la pace anche
nelle tempeste della storia contemporanea.

 

Paolo Mazzinghi]]></description>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:46:39 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Matinée XXL #118@0]]></title>
            <description><![CDATA[In sync con gli orari di apertura della pasticceria all’angolo via Cecchi-via
Cigna (di solito chiusa il lunedì) prosegue la settimana di MatinéeXXL
extended-canicola-summer edition. Oggi in studio ospiti Rally K e Nicholas,
direttamente da La Messinscena, in onda la domenica notte a targhe alterne su
radio blackout. Selezioni dub-chill fresche e cremose come i cornetti del
capitano.

Ing Sollazzi & Dj Post Pony (09.00-10.00)

Rally K & Nicholas (10.00-11.00)

]]></description>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:41:00 GMT</pubDate>
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Cigna (di solito chiusa il lunedì) prosegue la settimana di MatinéeXXL
extended-canicola-summer edition. Oggi in studio ospiti Rally K e Nicholas,
direttamente da La Messinscena, in onda la domenica notte a targhe alterne su
radio blackout. Selezioni dub-chill fresche e cremose come i cornetti del
capitano.

Ing Sollazzi & Dj Post Pony (09.00-10.00)

Rally K & Nicholas (10.00-11.00)

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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:41:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Giovane, attivista, ambientalista: William Lawrence vince le primarie democratiche nel 7° distretto del Michigan]]></title>
            <description><![CDATA[Continuano le vittorie progressiste nelle primarie del Partito Democratico per
definire i candidati che sfideranno i repubblicani alla Camera e al Senato nelle
elezioni di metà mandato a novembre: in Michigan Abdul El-Sayed si è aggiudicato
la nomination per il Senato e William Lawrence, cofondatore del movimento
ambientalista Sunrise Movement e attivista di sinistra, ha vinto le primarie per
il 7° Distretto del Michigan per la Camera dei Rappresentanti.



Lawrence ha sconfitto i candidati più moderati Bridget Brink, ex ambasciatrice
USA in Ucraina e Slovacchia e Matt Maasdam, ex membro dei Navy SEAL e assistente
militare di Barack Obama, sostenuti dall’establishment del partito e da enormi
donazioni.

Lawrence, 36 anni, ha ricevuto l’appoggio di El-Sayed, del senatore Bernie
Sanders e della deputata Rashida Tlaib e ha concentrato la sua campagna sulla
sanità pubblica universale, le tasse ai miliardari e la fine della guerra in
Iran e delle vendite di armi a Israele, ma soprattutto sull’opposizione
all’espansione incontrollata dei data centers dell’Intelligenza Artificiale.

Come Zohran Mamdani e Abdul El-Sayed, anche William Lawrence ha condotto una
campagna elettorale di base, con volontari che hanno bussato a oltre 100.000
porte – 80.000 in giugno e luglio e 20.000 negli ultimi giorni in agosto.

“Grazie a ogni singolo volontario, a ogni singolo donatore, a ogni singolo
sostenitore, a tutti coloro che mi sono stati vicini con i loro consigli e la
loro disponibilità ad ascoltarmi», ha detto Lawrence nel suo discorso della
vittoria. “Questa è la vittoria di tutti noi e spero che siate tutti molto
orgogliosi di voi stessi. Stasera gli elettori del 7° distretto del Michigan
hanno lanciato un messaggio chiaro: sono stanchi che siano i miliardari della
Silicon Valley e i funzionari di Washington a decidere il futuro delle nostre
città e del nostro Paese. Vogliono un rappresentante che non sia corrotto e che
non abbia paura di opporsi ai leader di entrambi i partiti e di lottare per i
lavoratori.”

Nelle elezioni di novembre Lawrence affronterà il deputato repubblicano uscente
Tom Barrett.

 

Anna Polo]]></description>
            <link>https://www.pressenza.com/it/2026/08/giovane-attivista-ambientalista-william-lawrence-vince-le-primarie-democratiche-nel-7-distretto-del-michigan/</link>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:05:01 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Sovraffollamento, caldo e cimici: l’inferno delle carceri italiane in un rapporto]]></title>
            <description><![CDATA[Che la questione delle carceri costituisca un’emergenza ormai strutturale non è
una novità. Tuttavia, con le ondate di calore eccezionale che stanno
interessando l’Italia in questo periodo, la situazione si è ulteriormente
aggravata. Lo certifica l’associazione Antigone, nel suo rapporto di metà anno,
che descrive una emergenza umanitaria «gravissima» nei confronti della quale le
politiche governative non sanno offrire «nessuna soluzione efficace». Al 28
luglio, il tasso di sovraffollamento superava il 139%, con oltre 18mila detenuti
in più rispetto alla capienza regolamentare. I disagi propri di questa
condizione vengono ulteriormente esacerbati dal caldo, complici l’inadeguatezza
delle strutture e la carenza di ventilatori e altri strumenti di raffrescamento.
Una situazione che contribuisce ad aggravare le già precarie condizioni
sanitarie, tra carenze idriche e infestazioni di cimici.

La situazione è grave al punto da essere «al limite della sopravvivenza», scrive
l’associazione. Il 60% dei detenuti è infatti sottoposto al regime di cosiddetta
“custodia chiusa”, con non più di otto ore a disposizione al di fuori della
cella, dove le temperature possono superare facilmente i 40 gradi. Dal 26 aprile
di quest’anno, inoltre, una circolare del DAP ha disposto la rimozione di
frigoriferi e congelatori da celle e corridoi perchè, in caso di rivolta,
potrebbero essere impiegati «come strumenti atti a offendere» – rendendo così
impossibile per molti disporre di acqua fresca. Senza contare, poi, le
infestazioni di cimici da letto e le interruzioni del servizio idrico – che a
Milano Opera si sono prolungate al punto da richiedere l’utilizzo di bottiglie
d’acqua distribuite dalla Croce Rossa. A metà giugno, nel carcere fiorentino di
Sollicciano sono state sequestrate (per la prima volta in Italia) sette sezioni
proprio a causa di problematiche legate alla pulizia delle sezioni,
all’abitabilità dei dormitori e alle condizioni degli impianti elettrici, con
oltre 200 detenuti che sono stati trasferiti provvisoriamente in altre strutture
penitenziarie.

Il tutto avviene in un contesto in cui i livelli di «saturazione», scrive
Antigone, sono ormai «insostenibili», con il numero dei detenuti in eccesso che
sono raddoppiati in poco più di due anni. Nessuna Regione della penisola è
esente dal problema del sovraffollamento, che raggiunge picchi del 257% a Lucca
e di oltre il 220% a San Vittore (Milano) e Latina. In alcune celle, lo spazio
calpestabile è inferiore ai 3 metri quadri a persona. Eppure, lo scorso anno il
governo aveva annunciato il controverso “piano carceri”, con il quale sarebbero
dovuti essere predisposti circa 10mila posti in più negli istituti penitenziari,
tra costruzione di nuove strutture, ampliamenti e ristrutturazioni. Un anno più
tardi, invece che aumentare, i posti a disposizione sono addirittura diminuiti
di 424 unità.

In questo contesto, «con il blocco alle attività scolastiche e il rallentamento
anche di molte attività di volontariato, le persone detenute sono sempre più
sole in un’apatia generalizzata che è anche un vettore per i suicidi». Sono
almeno una dozzina le persone che si sono tolte la vita, dall’inizio dell’estate
ad oggi, 6 agosto, 38 dall’inizio dell’anno. Parallelamente, Antigone segnala un
aumento dei casi di autolesionismo, con una media di oltre 26 casi per ogni 100
detenuti, mentre più del 9% dei detenuti ha diagnosi di patologie psichiatriche
gravi. Per Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, la situazione è «l’effetto
diretto e drammatico di un governo che crea in continuazione nuovi reati e
inasprisce le pene» secondo una logica «emergenziale e repressiva».

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un rapporto appeared first on L'INDIPENDENTE.]]></description>
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            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:00:59 GMT</pubDate>
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